La Stampa – Google, una sentenza che lascerà delusi.

Luciano Floridi sul processo Google-ViviDown. Condivido ogni parola.



Dinosauri | contaminazioni.

Tristemente condivido.



E io che stavo per installarmi Instagram sull'Androide nuovo…



Il Doodle di oggi e' bellissimo:



lunedì, 9 gennaio 2012
Ma saranno almeno di buon cuore?
Nelle categorie: Quel che resta, Web — Scritto dal Ratto alle 12:42 am

Qualcuno e' arrivato su The Rat Race cercando su Google "stivali burberi". Peccato che l'aggiunta "copie a poco prezzo" sciupi un po' la poesia.


Cara lettrice, caro lettore,in queste ore Wikipedia in lingua italiana rischia di non poter più continuare a fornire quel servizio che nel corso degli anni ti è stato utile e che adesso, come al solito, stavi cercando. La pagina che volevi leggere esiste ed è solo nascosta, ma c'è il rischio che fra poco si sia costretti a cancellarla davvero.

(Wikipedia:Comunicato 4 ottobre 2011 – Wikipedia)



Andrea Beggi ha — come sempre — ragione da vendere.



lunedì, 29 agosto 2011
Un mese fuori dal mondo
Nelle categorie: Quel che resta, Umori e malumori, Web — Scritto dal Ratto alle 5:09 pm

Un mese intero di vacanze senza internet, senza posta elettronica — senza nemmeno mettere il naso sul blog, o su FF, o su Flickr. O sui siti di notizie.

Per certi versi e' stata dura — ti rendi conto di quanta informazione utile e pratica diventa difficile da reperire se non puoi semplicemente cercarla in rete, come sei abituato a fare. Dall'orario di un museo ai percorsi stradali su Google Maps, al sapere se in una citta' c'e' una piscina coperta (informazione indispensabile in Normandia, dove piove sempre — e con un figlio come It, che ritiene la sua nuotata quotidiana un diritto divino).
E poi, la preoccupazione sotto sotto di perderti qualche novita' importante. Che cosa diavolo stara' succedendo in Italia? E quella mail di lavoro che aspettavo? E la mia posta privata, con i suoi millanta messaggi?

Poi torni a casa e scopri che in Italia si parla ancora esattamente delle stesse cose di cui si parlava prima: la manovra bis, il caso Penati, l'abolizione delle Province, il caso di Avetrana, Tremonti che litiga con Berlusconi e poi tutto finisce in burla — e che nessuna novita' *vera* c'e' stata (non che nel resto del mondo siano successe piu' cose, a quanto pare: Gheddafi stava cadendo un mese fa e ancora non e' caduto, di sanzioni alla Siria si parlava allora e ancora si parla adesso, e cosi' via). Quanto alle mail aziendali — sembra che tutte le urgenze del ventinove luglio siano slittate senza colpo ferire al dieci settembre. E dei trecentocinquanta messaggi arrivati sulla posta privata — piu' o meno trecentoquarantotto si potevano cancellare senza nemmeno leggerli.

E allora forse forse puo' valer la pena di staccarla davvero la spina, un mese ogni tanto — e di godersi di piu' la possibilita' di zittire il rumore di fondo dell'informazione — in rete e non.

Beh — ricreazione finita — si ricomincia. I blog degli amici pero' me li vado a leggere tutti, post per post. Se non sono stati fuori dal mondo anche loro.


martedì, 21 giugno 2011
Il lentissimo viaggio della nave veloce
Nelle categorie: Cinema e TV, Quel che resta, Web — Scritto dal Ratto alle 2:35 am

Premetto, e' un post sconclusionato e senza particolare senso. Mi andava di scriverlo.

AGGIORNAMENTO: sullo stesso argomento, in una chiave piu' seria e piu' professionale, ha scritto Finn Arne Jørgensen sul suo blog. Vale la pena di leggerlo.

Il secondo canale della televisione norvegese NRK (piu' o meno come dire RAI Due in Italia) sta trasmettendo un viaggio dell'Hurtigruten, il traghetto postale costiero, da Bergen a Kirkenes, al confine con la Russia. Cinque giorni e mezzo di viaggio, trasmessi in diretta non-stop, anche approfittando del solstizio e del sole di mezzanotte, che garantisce luce ininterrotta sulla scenografica navigazione. Come dichiarano orgogliosamente, sono 8040 minuti ininterrotti, la piu' lunga diretta del mondo.
Il viaggio dell'Hurtigruten e' una cosa che fa parte della mia mitologia famigliare — per tante ragioni. La Norvegia e' uno dei miei luoghi dell'anima — uno di quelli da cui non ti liberi mai, dopo che l'hai visto una volta. C'e' chi ha il mal d'Africa — io ho il mal del Nord ;-)
Percio' non ho resistito — e mi sono guardato qualche spezzone della trasmissione su internet. Niente a che fare con un reality, come titolava un giornale italiano che riportava la notizia un paio di giorni fa. Piuttosto un incrocio tra un sito di webcam, uno spottone di promozione del turismo — e l'insostenibile tendenza della tv nazionale norvegese a raccontare le minuzie di villaggio, come la piu' sperduta delle emittenti locali del resto del mondo. Una roba obiettivamente inguardabile — con dei tempi inconcepibili per qualunque tv a sud di Oslo.
Ma ci sono alcune cose che mi hanno colpito.
La prima, la piu' banale, e' che la bellezza di quei luoghi e' tale che riesce a togliere il respiro perfino in un format come questo.
La seconda e' che in Norvegia evidentemente non succede mai nulla e non c'e' mai nulla con cui divertirsi: solo cosi' si spiega non solo che un'idea del genere possa esser venuta a qualcuno, ma che questo qualcuno abbia convinto una tv importante a realizzarla e a trasmetterla, e che la tv abbia profuso un bel po' di energie nel realizzarla. Ma soprattutto quel che sorprende e' che la trasmissione e' diventata un evento nazionale: su tutto il percorso, a tutte le ore del giorno (non della notte, perche' la notte non c'e'), accorre gente a salutare la nave con cartelli e bandiere, con la banda e le majorettes, su barche, dai ponti, dalle banchine dei moli, perfino dagli elicotteri delle piattaforme petrolifere: e' una specie di celebrazione itinerante. E il bello e' che non e' un evento, di per se': l'Hurtigruten viaggia lungo tutta la costa norvegese da una cosa come 120 anni; passa da quei posti tutti i santi giorni e nessuno ci fa caso piu' di tanto, a meno che non stia aspettando un pacco o abbia bisogno di andare sull'isola di fronte. E' una cosa totalmente normale. Ma *questa* volta tutti lo vogliono veder passare. Potenza della televisione — e probabilmente della scarsita' di diversivi (AGGIORNAMENTO: pare che almeno meta' dei Norvegesi si sia sintonizzata su NRK2 per vedere almeno un pezzo della diretta, facendo di questa la trasmissione piu' seguita della storia della televisione norvegese).
L'ultima e' che tutta questa cosa implica un modello di vita inconcepibilmente lento per le nostre abitudini. Una lentezza che probabilmente farebbe saltare i nervi a quasi chiunque di noi — verosimilmente anche a me. Eppure devo confessare che ne subisco il fascino — che per certi versi mi pare — perfino noia compresa — un ritmo desiderabile. E d'altra parte e' un ritmo che permette alla Norvegia di essere uno dei paesi piu' competitivi del mondo. Alla faccia della nostra fretta.

P. S. Per ironia della lingua, Hurtigruten significa "rotta veloce". Cosi', tanto per capirci.


Il libro collettivo in memoria di Paolo Zocchi — come previsto — e' finalmente disponibile online e puo' essere scaricato gratuitamente (sotto licenza Creative Commons) da qui.
Tra tante cose piu' interessanti, c'e' un mio articolo sull'importanza della rete per la comunicazione (e la liberazione) delle persone autistiche, che trovate pure qui.



giovedì, 21 ottobre 2010
Communication shutdown?
Nelle categorie: Di(ver)s(e)abilita', It, Roba da autistici, Web — Scritto dal Ratto alle 5:32 pm

Spegnere Facebook e Twitter per un giorno, il 1 novembre, a favore delle persone autistiche. Questo e' l'obiettivo della campagna "Communication Shutdown", partita dall'Australia e fatta propria da un vasto numero di associazioni di tutela delle persone autistiche in tutto il mondo (in Italia aderisce AutismoItalia, a livello europeo il riferimiento e' Autism-Europe). Cito dalla presentazione dell'iniziativa:

[Communication Shutdown is] a global initiative to raise much-needed funds for autism groups in over 40 countries. By shutting down social networks for one day on November 1, we hope to encourage a greater understanding of people with autism who find social communication a challenge.
[...]
Social communication is one of the biggest challenges for people with autism. By choosing to shutdown your social networks for one day, you will have some idea of what it's like for people with autism who face this challenge every day.
Rachael Harris, a counsellor and supporter, who herself is on the autism spectrum, put it best when she said, "Electing to shutdown social communication mirrors autistic silence. But it also draws attention to the isolation and intense loneliness experienced by those who are impeded from connecting socially with others. The CHAPP [l'applicazione che permette di aderire alla campagna, NdR] is a powerful way to create a sense of empathy towards those on the autism spectrum."

Premetto che non sono ne' su Twitter ne' su Facebook — e che quindi non posso essere coinvolto. Per altri versi pero', se da un lato ritengo utile qualsiasi iniziativa che attragga l'attenzione sull'autismo e sui problemi che porta con se', la campagna non mi convince. Provo a spiegare perche'.
1. Dire che spegnere Twitter o Facebook per un giorno puo' in qualche modo far capire le difficolta' di comunicazione di una persona autistica mi pare un'esagerazione ai limiti dell'irrispettoso. It ha quasi sei anni e *non parla*. Dice al massimo no e qualche volta si' — e un sacco di sillabe e di suoni tanto espressivi quanto incomprensibili. Per comunicare con noi ha dovuto inventarsi ogni sorta di strategie — con una creativita' che spesso ci sorprende, e con delle difficolta' che sono una delle sue principali fonti di frustrazione. Ha dovuto anche imparare — deve ancora imparare — ad usare strumenti che non gli sono naturali, dalle immagini all'indicazione, con successi ed insuccessi — con tanta fatica, nostra e sua. Alla fine pero' comunica — eccome se comunica. Con una ricchezza e con una forza che sono per me fonte di continuo sbalordimento e di grande gioia, e con ostacoli durissimi. Fare a meno di Facebook — scusate — non somiglia nemmeno un po' alla sfida che lui e noi affrontiamo ogni giorno: fare a meno di parlare per una giornata e doversi inventare li' per li' altri modi di comunicare — potrebbe gia' essere piu' significativo, se proprio uno volesse fare l'esercizio.
2. Ho scritto altrove di come gli strumenti di social networking — proprio per le loro modalita' di interazione — abbiano (o possano avere) un impatto enormemente positivo per la comunicazione (e di conseguenza per la liberazione) delle persone autistiche. E' attraverso la rete che molte persone che hanno difficolta' nella relazione diretta, face to face, trovano un modo per parlare con gli altri e per esprimersi. Che senso ha andare a spegnere proprio *quegli* strumenti? Kathleen Leopold e Kim Wombles, gli animatori dell'Autism Blog Directory, hanno scelto di non aderire allo shutdown per queste ragioni, molto vicine a quel che penso io:

Many bloggers are writing about the whole going silent on facebook and twitter thing on November 1. As I make the rounds of blogs on the Special Needs Blog Hop, I've noted that I won't be. So many of my facebook and twitter friends are autistic. If we went silent on that day, would that not isolate them more? Bah.
Instead I say, go to the blogs by individuals on the spectrum and say hi. Read some entries. Learn what their lives are like. Our children will one day be autistic adults. We want to make sure our children have a good support system, well, let's be a good support system to the autistic adults who are in our midst now.

3. La campagna raccoglie fondi per le associazioni che aderiscono. Benissimo. Ne sono felice. La stessa campagna pero' non spiega quanta parte di questi fondi va alla gestione dell'iniziativa stessa (pur assicurando che e' un minimo — e non ho motivo di dubitarne) e soprattutto non indica per quali obiettivi le singole organizzazioni spenderanno i fondi raccolti. Capirete che e' ben diverso che un'associazione impieghi questi fondi a sostenere la ricerca sulla diagnosi prenatale — o quella su nuovi strumenti di comunicazione — o il funzionamento dell'associazione stessa — o un convegno — o un progetto di integrazione scolastica, ecc. ecc. A seconda di questo potrei decidere se voglio dare il mio contributo o meno. Chiedere un contributo generico e non fare trasparenza sui costi dell'intera operazione, onestamente, non mi pare un buon modo di fare.
Percio' — pur condividendo l'obiettivo di sensibilizzazione che c'e' dietro a questa campagna — non mi sento di condividerne le modalita' e di proporre ad altri l'adesione.


Sta partendo Lettera43. Sembra interessante.



mercoledì, 8 settembre 2010
Perdere pezzi
Nelle categorie: Quel che resta, Umori e malumori, Vecchi post (Excite), Web — Scritto da Amministratore alle 1:19 am

Scopro in ritardo che Excite ha chiuso la sua piattaforma di blogging — e quindi che i post di The Rat Race del 2004 sono andati persi.
Grazie alla cache di Google sono riuscito a recuperare un po' di cose, ma molte altre mancano e soprattutto sono spariti tutti i commenti.
Non una gran perdita — ma una notevole arrabbiatura si'…


giovedì, 17 giugno 2010
Per Paolo Zocchi
Nelle categorie: Di(ver)s(e)abilita', Free Knowledge, Pipponi, Quel che resta, Roba da autistici, Web — Scritto dal Ratto alle 12:55 pm

Paolo

Oggi a Roma (all'Hotel Quirinale alle ore 18) viene presentato un volume di scritti in memoria di Paolo Zocchi. E' un bel modo di ricordarlo, cercando di mettere in campo riflessioni per il futuro. Non ce la faro' ad esserci di persona — ma ci sono con il cuore e con il cervello.

C'e' anche un mio contributo sull'importanza del web 2.0 per la comunicazione (e la liberazione) delle persone autistiche.


Son proprio contento di non essermi mai fatto attirare dentro il Faccialibro.



Neuron – Normal Movement Selectivity in Autism.
In questo articolo si sostiene che non c'e' connessione tra neuroni specchio ed autismo.
Qualcuno e' in grado di dirci il livello di affidabilita' della rivista e del gruppo di ricerca?



Autism Hub ha sospeso le attivita'.
Qui si spera che riapra presto, perche' e' uno strumento prezioso di comunita'.



giovedì, 1 aprile 2010
Intervallo
Nelle categorie: Curiosando e andando in giro, Web — Scritto dal Ratto alle 10:18 pm

Stacchiamo per qualche giorno e ce ne andiamo qui. Spero che al ritorno Google ci abbia tolto dalla lista dei siti infettati da malware (a quanto pare la colpa non e' nostra, ma del provider che ospita il dominio).


venerdì, 26 marzo 2010
Nemmeno per una notte
Nelle categorie: Cinema e TV, Politica e altre indignazioni, Umori e malumori, Web — Scritto dal Ratto alle 1:29 pm

Devo fare una confessione. A me di vedere Raiperunanotte di Santoro non mi e' nemmen passato per la testa. Perche' trovo stucchevole da anni Santoro, perche' una trasmissione del genere il giovedi' sera dell'ultima settimana di campagna elettorale non ha sicuramente *niente* da dire che non sia propaganda, perche' Berlusconi ha torto marcio a chiudere le trasmissioni che non gli piacciono, ma obiettivamente i talk show piu' o meno politici sono una roba indigeribile — e non diventano piu' digeribili perche' per una sera assumono la dimensione di un evento/manifestazione a scavalco tra piazze, rete e tv — ma mantenendo in pieno il loro impianto "broadcast".
Francamente, ho di meglio da fare. Anche perche' se sto a sentire troppo la campagna elettorale, va a finire che domenica non mi riesce di andare a votare — e invece devo, perche' Cota proprio no. Proprio no. Proprio no.



Per qualche imperscrutabile ragione, da qualche giorno il video preferito di It su YouTube e' il trailer di "Finding Nemo" in dialetto bernese.



mercoledì, 24 febbraio 2010
Non usateci per censurare
Nelle categorie: Di(ver)s(e)abilita', Web — Scritto dal Ratto alle 9:22 pm

A suo tempo la vicenda del ragazzo autistico maltrattato dai compagni allo Steiner di Torino mi aveva — per ovvie ragioni — colpito terribilmente e la ho seguita con la partecipazione che si puo' immaginare. Ho trovato sacrosanta la punizione dei ragazzi responsabili (e anche la forma assunta dalla loro riabilitazione, attraverso il servizio prestato al SERMIG), ho condiviso la decisione del giudice di Torino di rinviare a giudizio anche l'insegnante della classe. La violenza e l'umiliazione di una persona non possono essere mai accettate — e a maggior ragione quando la vittima e' in una condizione di oggettiva debolezza. La spettacolarizzazione di quella violenza e di quell'umiliazione, poi, va combattuta con tutta la forza possibile — anche attraverso la sistematica rimozione dei contenuti offensivi dalla rete: ma non con il ricorso a una censura preventiva tanto poco praticabile nei fatti quanto pericolosa nei principi.
Per questo oggi la condanna del Tribunale di Milano contro i dirigenti di Google, responsabili di non aver *impedito* la pubblicazione del video, mi pare grave e ingiustificata, per le ragioni che lucidamente espone Anna Masera sulla Stampa e che tanti in rete stanno ribadendo. Non ripeto cose dette meglio da altri — e condivido in pieno il post del blog ufficiale di Google.
Voglio soltanto aggiungere che le persone disabili non hanno bisogno di censura — che nessun censore ha il diritto di usare mio figlio come foglia di fico per ridurre gli spazi di liberta' della rete. In particolare le persone autistiche stanno trovando in internet uno strumento con delle potenzialita' enormi di liberazione e di miglioramento della qualita' della vita — e certo di tante cose hanno bisogno, ma sicuramente non di essere "protette" da un censore.


Stranezze. E' arrivato *oggi* un trackback da Dotcoma. Del 2007.
E poi ci lamentiamo delle Poste Italiane.



Non lo conosce quasi nessuno, ma a me le sue foto piacciono tantissimo.



Anche voi siete sommersi di visite con referrer patrizia daddario (sic)?



venerdì, 17 luglio 2009
Itaglia.it
Nelle categorie: Ma vaffanculo!, Nel paese dei Bogia-Nen, Web — Scritto dal Ratto alle 2:53 pm

Su Italia.it si scoprono meraviglie del Bel Paese che ignoravamo, come il mare di Montepulciano.
Nel mio piccolo, una prima indagine da Bogia-nen mi ha gia' rivelato l'esistenza del "Forte delle Finestrelle, originale struttura difensiva, posta su un costone del Monte Orsiera" (i corsivi sono miei: cfr. qui per i non Bogia-nen).
Insomma, non c'e' piu' il cetriolone, ma la geografia non l'hanno imparata, nel frattempo.


martedì, 14 luglio 2009
La luna e il dito
Nelle categorie: Politica e altre indignazioni, Web — Scritto dal Ratto alle 1:40 am

Alla fine, dopo averci pensato su parecchio, ho deciso di non aderire allo "sciopero dei blogger" contro l'obbligo di rettifica. Provo a spiegare in breve perche':
1. La discussione del DdL Alfano e' stata rinviata, quindi l'attenzione mediatica ormai e' altrove. Inutile sprecare la cartuccia oggi.
2. Sono convinto che la storia dell'obbligo di rettifica sia piu' grottesca che liberticida — e finira' come tutte le altre gride precedenti (D'Alia ecc.), nella pattumiera. Non che non ci stiano a provare, ben inteso. A questa gente l'idea di una rete di gente che fa conversazione/informazione, anziche' limitarsi a consumare, fa venire l'ulcera. Ma e' come essere contro la forza di gravita': puoi anche proibirla per legge, ma se inciampi cadi e ti rompi il naso.
3. Non mi e' piaciuta per niente la prospettiva stretta stretta, settoriale, NIMBY della proposta di sciopero dei blogger. No, dico: quel DdL introduce cose assai piu' gravi dell'obbligo di rettifica. Le norme sulle intercettazioni sono oggettivamente un gran regalo alla criminalita' — e non solo a quella dei colletti bianchi. Le norme contro la pubblicazione di notizie relative alle inchieste giudiziarie sono, quelle si', un *vero* attentato alla liberta' di informazione. E la blogosfera italiana dovrebbe scioperare proprio e soltanto contro l'obbligo di rettifica? A me pare che in una notte di luna piena si sia tutti imbambolati a guardare il dito che la indica.


Una bellissima idea, secondo me.
(via La Stampa di carta, pag. 39 dell'edizione di oggi 25 giugno 2009)



martedì, 10 marzo 2009
For dummies
Nelle categorie: Quel che resta, Web — Scritto dal Ratto alle 7:46 am

Per tutti i dummies come me che non avevano ancora trovato una soluzione a questo: se usate questo, questo funziona.

Idea spudoratamente saccheggiata da questo post di Mantellini


giovedì, 5 febbraio 2009
RSS for dummy (uno solo, cioe' io)
Nelle categorie: Quel che resta, Web — Scritto da Amministratore alle 1:40 pm

Voglio capire: c'e' qualcuno di voi che ci legge via RSS? perche' Feedburner da mesi mi dice che *nessuno* ha sottoscritto il feed e *nessuno* lo usa mai — e vabbe' che The Rat Race non fa grandi numeri, ma ho la sensazione che qualcosa non funzioni…


Pietro del Vocablogario ci fa l'onore di fare una sosta su The Rat Race.



Ho scoperto Ribat al mujahid grazie a Lia — ed e' stato un colpo di fulmine.



I wouldn't steal e' la risposta intelligente all'odioso spot contro il download dei film che vi somministrano ogni volta che andate al cinema o guardate un dvd.
(via undo)



Trenta milioni di euro per il software libero nella PA: ho firmato anche io una lettera per chiedere come vengono spesi.



(via Haramlik)



lunedì, 22 ottobre 2007
Pubblicità
Nelle categorie: Free Knowledge, Web — Scritto dal Ratto alle 4:03 pm

Venerdi' sera ci faro' una chiacchierata di dieci minuti su come la politica (non) sa utilizzare la rete. Il mio intervento e' del tutto trascurabile, ma l'iniziativa e' bella. Proprio bella.


martedì, 9 ottobre 2007
Maleducazione
Nelle categorie: Umori e malumori, Web — Scritto da Amministratore alle 7:32 pm

Un blog della community di Libero posta una foto che ho scattato io come unico contenuto di un suo post. Senza dire da dove l'ha presa, in piena violazione sia della buona educazione che della Licenza Creative Commons che copre l'immagine. Ma che diamine, avete ogni diritto di copiare quel che vi pare — vi si chiede soltanto di citare la fonte, di non farci soldi e di ridistribuire eventuali contenuti derivati con la stessa licenza. E' cosi' difficile — o e' un semplice caso di "qui si fa come cazzo ci pare"?
Volevo lasciare un educato e pacato commento al post incriminato, chiedendo gentilmente di citarmi come autore dell'immagine e niente piu'. Ma su quel blog si puo' commentare soltanto se si e' iscritti alla community di Libero — cosa che non ho alcuna intenzione di fare.
E allora mi sono un po' alterato e mi sfogo qui — e nel frattempo ho fatto un piccolo dispetto al blog in questione, sostituendo la foto con qualcos'altro.


domenica, 23 settembre 2007
e-cosa?
Nelle categorie: Ma vaffanculo!, Web — Scritto dal Ratto alle 10:59 am

Di solito non parlo di roba che ha a che fare con il mio lavoro sul blog — ma questa volta proprio non posso tenermi.

Un Comune della mia zona manda in giro fatture della TARSU (ovvero la ex-tassa sui rifiuti solidi urbani, ora pomposamente trasformata in tariffa) fatte cosi':

Vi prego di notare il particolare evidenziato dalla freccia in alto a destra:

Ma che bravi, penso io, che sull'e-gov lavoro da anni e sono particolarmente sensibile al tema: allora questa roba si paga via internet — niente code, in cinque minuti e' fatta. Pensa contenti i cittadini. Beh, guardate meglio (particolare evidenziato in basso):

Cos'e', gli hanno spiegato male che cosa vuol dire online — e sono convinti che in buon inglese significhi "in coda"? Per altro: il bollettino non e' pagabile via web nemmeno tramite il sito di Poste.it.
Mi aspetto luminose spiegazioni da qualcuno. Nel frattempo posto nell'adeguata categoria.


Gaspar Torriero, da par suo, stronca l'espressione "user generated content"



lunedì, 3 settembre 2007
Blog Day (atipico e) in ritardo
Nelle categorie: Roba da autistici, Web — Scritto dal Ratto alle 11:19 am

Da oggi, tra i link del blogroll, una serie di blog scritti da persone autistiche o da genitori di bambini autistici. E' il mio contributo, per quanto ritardatario, al Blog Day 2007.


giovedì, 30 agosto 2007
Franco Carlini
Nelle categorie: Web — Scritto dal Ratto alle 6:00 pm

Personalmente, io porto il lutto per la sua scomparsa.


mercoledì, 22 agosto 2007
Che cercano qui?
Nelle categorie: Web — Scritto da Amministratore alle 10:10 am

Da un paio di mesi a questa parte su questo blog e' aumentato esponenzialmente il traffico dal Canada, dal Messico e dagli Stati Uniti. Tutto o quasi indirizzato dalla ricerca di immagini di MSN. Succede anche a voi? e secondo voi, che vanno cercando? e perche' arrivano proprio su un blog italiano da cinquanta lettori al giorno?


mercoledì, 9 maggio 2007
Vendesi, eventualmente anche con un po' di sconto…
Nelle categorie: Web — Scritto dal Ratto alle 1:44 pm

Pare che il cetriolone faccia una cosa come 20.000 accessi a settimana (link al Sole 24 Ore del 5 maggio scorso, solo per utenti registrati). The Rat Race ne fa tra 700 e 1100. Il cetriolone e' costato 45 milioni di euro. Come dire che a parita' di costo per accesso The Rat Race varrebbe un paio di milioni di euro. Quasi quasi qui si venderebbe pure ;-))


giovedì, 3 maggio 2007
Hanno chiuso il vaso di Pandora*
Nelle categorie: Free Knowledge, Ma vaffanculo!, Web — Scritto dal Ratto alle 1:11 pm

Stamani ho ricevuto questa letterina, per la verita' molto compita e corretta, dal fondatore di Pandora:

Dear Pandora listener,
Today we have some extremely disappointing news to share with you. Due to international licensing constraints, we are deeply, deeply sorry to say that we must begin proactively preventing access to Pandora's streaming service for most countries outside of the U.S.
It is difficult to convey just how disappointing this is for us. Our vision remains to eventually make Pandora a truly global service, but for the time being, we can no longer continue as we have been. As a small company, the best chance we have of realizing our dream of Pandora all around the world is to grow as the licensing landscape allows.
We show your IP address is 'xxx.xxx.xxx.xxx', which indicates you are listening from Italy. [...]
Delivery of Pandora is based on proper licensing from the people who created the music – we have always believed in honoring the guidelines as determined by legislators and regulators, artists and songwriters, and the labels and publishers they work with. In the U.S. there is a federal statute that provides this license for all the music streamed on Pandora. Unfortunately, there is no equivalent license outside the U.S. and there is no global licensing organization to enable us to legitimately offer Pandora around the world. [...] Consequently, on May 3rd, we will begin blocking access to Pandora to listeners from your country. We are very sad to have to do this, but there is no other alternative.
[...] We deeply share your sense of disappointment and greatly appreciate your understanding.
Tim Westergren

Hanno tutto il diritto di farlo, beninteso. Sul sito c'e' scritto a chiare lettere che il servizio e' offerto solo negli Stati Uniti — e i molti europei che usavano Pandora lo facevano di straforo, inserendo uno ZIP code americano a caso nel modulo di registrazione.
Pero' e' idiota (e non intendo da parte di quelli di Pandora, che credo siano stati costretti alla mossa dall'industria discografica). E' idiota perche' Pandora funziona da dio. La mia vecchia cara stazione era ormai talmente ritagliata sui miei gusti da essere la colonna sonora ideale — semplicemente perfetta. E grazie a lei ho scoperto un sacco di autori e di dischi che non conoscevo e che mi piacciono — e diversi me li sono comprati. Legalmente. Pagando fior di soldi e fior di diritti. Ingrassando le tasche americane di Amazon e delle case discografiche con i miei sporchi euro italiani. Che dire — tutta pubblicita' persa per loro — e pubblicita' efficace, mirata, di quella che addirittura il cliente si ritaglia da se' sulle sue esigenze — meglio di qualunque possibile indagine di mercato. Contenti loro…
Per quanto mi riguarda — questo e' un robusto disincentivo a comprare dischi. E un robusto incentivo a scaricarmi musica dalla rete — anziche' comprarla a scatola chiusa, senza averla ascoltata, senza essere stato convinto. Credo che comprero' il mio prossimo disco di musica leggera il giorno che potro' di nuovo ascoltare The Rat Ra…dio su Pandora. Chiamatela un'azione di consumo consapevole — se volete. Per me e' principalmente mal di stomaco.

* A quanto racconta Esiodo (Opere e Giorni, 95 sgg.), quando dal vaso incautamente aperto scapparono fuori tutti i mali della terra — ci rimase tappata dentro solo la speranza:

ἀλλὰ γυνὴ χείρεσσι πίθου μέγα πῶμ' ἀφελοῦσα
ἐσκέδασ': ἀνθρώποισι δ' ἐμήσατο κήδεα λυγρά.
μούνη δ' αὐτόθι Ἐλπὶς ἐν ἀρρήκτοισι δόμοισιν
ἔνδον ἔμιμνε πίθου ὑπὸ χείλεσιν, οὐδὲ θύραζε
ἐξέπτη: πρόσθεν γὰρ ἐπέλλαβε πῶμα πίθοιο
Ma la donna [Pandora, appunto - NdT], levato con le mani il gran coperchio al vaso, l'apri' — e distribui' agli uomini mali orrendi. Sola la Speranza era rimasta sotto l'orlo del vaso, in una dimora incrollabile — e non pote' volar fuori dalla bocca, perche' la trattenne il coperchio del vaso.

A me sembra un paragone proponibile… ;-)


09 F9 11 02 9D 74 E3 5B D8 41 56 C5 63 56 88 C0
(no, non sono i numeri di Lost)



domenica, 22 aprile 2007
Un po' di moderazione
Nelle categorie: Umori e malumori, Web — Scritto da Amministratore alle 8:48 pm

… almeno nel senso della moderazione dei commenti.
Ne ho appena cancellato uno che — partendo da un dissenso sulle qualita' musicali di un gruppo pop — arriva ad augurare la morte a chi ha scritto il post. No, dico — un po' di senso della misura?
Se non pubblicare cose del genere e' censura — beh, allora su questo blog si pratica una ferrea censura.


sabato, 21 aprile 2007
La multicanalita' ai tempi di Poste.it
Nelle categorie: Ma vaffanculo!, Web — Scritto dal Ratto alle 12:58 pm

Una nostra amica si sposa e Waldorf mi ha ricordato che avremmo dovuto mandarle un telegramma, come si usa. Che problema c'e' — faccio io — basta andare sul sito delle Poste e si invia online, 24 ore su 24.
Detto fatto: mi collego, scelgo "Telegramma online" — e mi compare un bellissimo Error 500. Tutto elegante nella sua livrea di barre in grigio — sembra quasi la home di The Rat Race — ma senza foto bogia-nen. Sara' colpa dell'ora, mi dico — i servizi online delle Poste, nonostante dichiarino l'apertura H24, hanno una certa tendenza ad andare a letto prima di mezzanotte.
Stamani riprovo. E funziona tutto. A meraviglia. Inserisco il testo del telegramma, inserisco l'indirizzo del destinatario, poi clicco su "continua" — e qui arriva il patatrac. "L'indirizzo del destinatario non esiste o non e' esatto" — sostiene irremovibile il sito delle Poste. Io sono certo dell'indirizzo, ma controllo e ricontrollo — e verifico per sicurezza perfino sulle PagineBianche e sull'elenco dei codici d'avviamento postale. Tutto regolare. Riprovo. Niente. Riprovo ancora con tutte le possibili varianti (con e senza "Via" prima del nome della via, mi faccio anche venire in mente che le Poste, anziche' "Roccacannuccia di Sopra", vogliano "Rocca Cannuccia" o "Roccacannuccia Sopra" o "Roccacannuccia d. S." e cosi' via — insomma una dozzina di tentativi). Niente di niente.
Mi rassegno. In fondo c'e' il telefono per i telegrammi — una volta si faceva cosi'. Pero' non ho un telefonino TIM — e quindi non posso usare il servizio dal mobile. Provo con il 186 dal fisso. i=1; for i==6 {Chiamo. Resto in attesa. Resto in attesa. Resto in attesa. Resto in attesa. Mi incazzo. Riattacco. Aspetto due minuti. i++}
E' sabato — la gente mica puo' rispondere al telefono. E allora raccatto tutti i miei coccetti, carico It sul passeggino e andiamo all'ufficio postale. Compilo un bellissimo modulo a mano in cui mi chiedono tre firme, indirizzo, numero di telefono e poco manca anche il codice fiscale e il casellario giudiziale — con tanto di informativa per la privacy a firma unica in cui il consenso al trattamento dei dati nasconde anche l'utilizzazione a fini promozionali. Presento il modulo all'impiegato che comincia ad armeggiare, inserisce a mano il testo sul PC, sbaglia corregge risbaglia ricorregge. Alla fine clicca su invio. E non succede niente. Consulto con gli altri impiegati. Perplessita' diffusa. Riprovano su un altro PC. Niente. Rassegnazione. "Guardi, non c'e' linea. Se vuole puo' tornare tra un'oretta — oppure puo' provare a mandare il telegramma per telefono, o via internet".
Evito di prendere a schiaffi l'impiegato. A fatica, ma lo evito. Gli spiego la mia trafila. Mi guarda un po' compassionevole e mi dice — forse su internet il problema e' che il sistema riconosce soltanto ROCCACANNUCCIADISOPRA e lei ha scritto Roccacannuccia di Sopra. Riprovi e probabilmente andra' bene.
Torno a casa. Ridigito www.poste.it e rifaccio tutta la trafila. Riscrivo l'indirizzo indicando correttamente ROCCACANNUCCIADISOPRA. "L'indirizzo del destinatario non esiste o non e' esatto" — risponde serafico lo schermo.
A questo punto sono dodici ore che sto tentando di mandare un telegramma — usando tutti i canali della prodigiosa offerta multicanale delle Poste Italiane. Ometto ogni commento, ma posto nell'appropriata categoria.


sabato, 14 aprile 2007
Top of the heap
Nelle categorie: Quel che resta, Web — Scritto da Amministratore alle 11:07 am

… of spam:

Come direbbe eio, il limite e' il cielo…


Che bello! Contaminazioni ha riaperto i battenti!



domenica, 14 gennaio 2007
PiolaCamp
Nelle categorie: Mangiare bere e andare a spasso, Nel paese dei Bogia-Nen, Web — Scritto dal Ratto alle 10:21 pm

Trovo da JTheo la segnalazione del PiolaCamp, che si fara' a febbraio forse alla Raviola Galante di Scurzolengo*. Mi pare in pieno nello spirito del Bogia-Nen Blog Lunch che abbiamo organizzato negli ultimi due anni — e quindi cerchero' di esserci — con estremo piacere.

Per altro, noi la Raviola Galante l'abbiamo cercata qualche tempo fa nei nostri giri nel paese dei Bogia-Nen — e ci siamo clamorosamente persi, anche grazie al solito GPS — che evidentemente non ha le idee chiare sul Basso Monferrato…

* Ehi, dico! capisco essere torinocentrici — ma perche' una cosa che si fa a Scurzolengo, Basso Monferrato, decidete di chiamarla PiolaCamp Turin?


domenica, 14 gennaio 2007
Mal… vestite
Nelle categorie: Umori e malumori, Web — Scritto da Amministratore alle 5:55 pm

Riceviamo dall'autrice del blog le Malvestite e pubblichiamo:

Subject: guardi, topino
Son rimasta in silenzio tutti sti mesi, ad aspettare che lei cambiasse il link delle malvestite – e dopo tutto questo tempo, ebbene sì, mi viene il dubbio che lei non appartenga più alla schiera dei miei fanzzz. O forse, peggio!, che lei non vi sia mai davvero appartenuto. D'altra parte, lei va pure a fare il tecnologo ai barcamp, e bravo, manco un link sa cambiare, glielo dica al barcamp, al suo pubblico di andreibeggi: si vergogni. E' tutto oltremodo disdicevole, lo sappia.
Sua ex-guru,
Betty

Inutile dire che The Rat Race rivendica il diritto di aggiornare il suo blogroll quando ha tempo e voglia — e per altro cancella da oggi il link al suddetto blog.


sabato, 13 gennaio 2007
Non ci saremo
Nelle categorie: Quel che resta, Web — Scritto dal Ratto alle 7:42 pm

NoCamp a Vercelli, il 30 gennaio 2007. Informazioni qui:

Io non faro' un talk su NaDa, il software che non fa nulla.


Anche la Stampa si e' accorta di Pandora.



martedì, 24 ottobre 2006
Bogia-Nen Blog Lunch 2?
Nelle categorie: Mangiare bere e andare a spasso, Nel paese dei Bogia-Nen, Web — Scritto da tutti e due alle 10:43 am

Su invito di Comida, qui si valuta l'idea di replicare il B-NBL dell'anno scorso e vederci a pranzo (meglio che a cena, It non si regge fuori la sera…) con un po' di blogger di queste parti prima di Natale.
Magari ad Alessandria, magari alla trattoria dell'Asmara — ma accettiamo suggerimenti su date e luoghi.
Proposte e idee qui nei commenti; le informazioni aggiornate si troveranno in questa pagina; le adesioni, per favore, via mail all'indirizzo del blog.


Due amici pisani tentano un esperimento raro: un blog "di impegno civile molto locale".



venerdì, 29 settembre 2006
Temporarily unavailable
Nelle categorie: Web — Scritto dal Ratto alle 12:00 am

Haramlik e' giu' da diversi giorni. Lia, dobbiamo preoccuparci — o e' solo che Genova ti ha tolto la voglia di scrivere?


Seguendo il suggerimento di Intempestiva, questo blog aderisce alla campagna di Amnesty contro la censura in internet.



Rodota' su rete e democrazia. Magistrale, come al solito. Credo che oggi a Venezia, a questo bel convegno, dira' piu' o meno queste cose.



Alla SIAE hanno bisogno di uno strizzacervelli bravo (come dice Mantellini)



Ci sono (finalmente!) dei nuovi sonetti!



Miserabile fallimento, lo scoprono ora. Se leggete Mantellini, c'e' da morire dalle risa.



Sante parole quelle di Marco Zatterin su La Stampa di oggi:
"Invece che stringere le maglie dei controlli e minacciare con la galera chi scarica canzoni da Internet, le autorità potrebbero liberalizzare a tutto tondo il downloading dalla grande rete."




Firmate anche voi l'appello "tunisi mon amour" per una Carta dei diritti della Rete.



mercoledì, 8 febbraio 2006
I disastri del sistema elettorale
Nelle categorie: Politica e altre indignazioni, Web — Scritto dal Ratto alle 10:47 pm

Fiorello Cortiana, oltre ad essere un amico, e' uno dei pochi parlamentari italiani che abbiano considerato strategica la questione di come si evolve in Italia e in Europa la societa' dell'informazione. E' stato protagonista di battaglie importanti per i diritti in rete, per la liberta' di circolazione della conoscenza, per la diffusione del software libero, contro i brevetti software, e cosi' via. Insomma, e' uno che secondo me rappresenta questo pezzo di mondo della rete — come la politica nazionale sembra non saper fare quasi mai. La conferma viene dalla notizia di queste ore, che Fiorello non verra' ricandidato nelle liste dei Verdi. In generale non penso che votero' per i Verdi (francamente, non so ancora per quale pezzo di Unione votero'), ma credo che l'uscita di Cortiana dal Parlamento sarebbe una perdita significativa — ed un pessimo segnale politico. E' possibile firmare una lettera aperta a Pecoraro Scanio per dire queste cose — io l'ho firmata e credo che dovreste firmarla pure voi.
A margine: questo sistema elettorale — dico una banalita' — con il meccanismo delle liste bloccate — e' un obbrobrio che incitera' i partiti a dare il peggio di se' nella scelta dei candidati. La corsa dei trasformisti, degli apparentati, delle cordate e delle controcordate rischia di produrre delle liste talmente brutte da far passare la voglia di votare. A dire il vero, una soluzione ci sarebbe, e pure sperimentata: fare le primarie anche per scegliere i candidati dei partiti. Non dico che risolverebbe tutti i problemi, ma probabilmente il peggio del peggio lo eviteremmo. E risponderemmo al grande bisogno di democrazia e di partecipazione che il popolo dell'Unione sta esprimendo ogni volta che puo'. Non possiamo permetterci il rischio di deluderlo con liste impresentabili.
A margine del margine: personalmente non votero' per eleggere un astensionista. A costo di scegliere il partito sulla base di questa sola regola.


A me MyBlogLog e' piaciuto parecchio, come idea e come spirito.



Petizione per chiedere a Microsoft di supportare OpenDocument
(via attivissimo.blog)



Evidentemente arrivare prima di Repubblica e' proprio facile…



Flock, il browser "specializzato" per blogger
(Via smeerchblog)



Tutte le foto della testata e della sidebar sono ospitate su 23: questo e' un blog deflifckrizzato.



sabato, 24 settembre 2005
E' gratis ma non e' un regalo
Nelle categorie: Web — Scritto dal Ratto alle 12:08 am

In un commento a questo mio post William Bottin se la prende con gli utilizzatori di servizi gratuiti in rete, rei — a suo giudizio — di favorire una distorsione della concorrenza a favore delle grandi aziende e contro le piccole.
Il problema del "free as a free beer" e' un problema reale: ma per ragioni diverse. Il fatto e' che quello dei servizi gratuiti e' un modello di business — in cui i clienti che non pagano costituiscono comunque un asset prezioso e generano valore per l'azienda — e in cui il costo vivo dei servizi erogati e' sostanzialmente nullo — quel che costa e che vale e' l'idea, come nel caso di Flickr — e il valore dell'idea viene moltiplicato dal numero degli utenti non paganti. Il problema se mai e' che i clienti, abituati a questo modello, sono disposti a pagare soltanto per servizi che abbiano un valore piuttosto alto *in se'*, e non per commodities come la posta, lo spazio web o le ricerche su Google: quindi le piccole aziende che vogliono *vendere* prodotti non possono sperare di farlo se non proponendo servizi con un valore aggiunto davvero alto. E' il mercato, baby… L'alternativa e' avere buone idee e non avere fretta di guadagnare: se l'idea e' buona ed attrae un numero abbastanza alto di clienti gratuiti, prima o poi i profitti arrivano.
Dalla parte dei clienti, poi, ribadisco che i servizi gratuiti non sono affatto gratuiti: anche senza un esborso in denaro, il cliente paga il piu' delle volte fornendo all'azienda i suoi dati personali, che sono un asset significativo, i suoi contenuti, che generano traffico e di conseguenza reddito almeno potenziale, la sua stessa presenza in rete, che come e' noto accresce il valore dei servizi. Si tratta dunque di uno scambio, a tutti gli effetti, non di un omaggio o di un dono. Ed e' bene che i clienti se ne ricordino, quando valutano la propria soddisfazione rispetto al servizio che ricevono o alle policies dell'azienda che li eroga. A caval donato non si guarda in bocca: ma questi cavalli ce li siamo comprati, eccome se ce li siamo comprati. E quindi abbiamo tutto il diritto di fare gli schizzinosi.

A proposito di piccoli che fanno concorrenza ai grandi: 23 offre un servizio assai simile a quello di Flickr, ma siccome e' una piccola azienda (tre persone, credo) e ha ancora pochi clienti, ha un livello di attenzione e di personalizzazione della risposta impensabile per chi ha dimensioni superiori. Certo, ci sono ancora alcuni problemi e alcune cose che non sono al livello di Flickr, ma nel giro di qualche giorno sposto tutti i miei coccettini su 23 e abbandono Yahoo! e dintorni.


martedì, 20 settembre 2005
Siamo complici dei delatori?
Nelle categorie: Politica e altre indignazioni, Web — Scritto dal Ratto alle 11:06 pm

La notizia che Yahoo! ha fornito al governo cinese informazioni relative alla corrispondenza di un suo cliente, che sulla base di tali informazioni e' stato condannato a dieci anni "per aver rivelato un segreto di stato" mi sembra terribile.
Una domanda *seria* a tutti noi allegri utilizzatori di Flickr (niente link, per scelta) e di altri servizi di Yahoo! Non e' il momento di chiudere i nostri account, per faticoso che sia trovare altri fornitori — e di smettere di supportare una compagnia che e' cosi' poco rispettosa dei diritti e della liberta'?
Aspetto risposte, suggerimenti, illuminazioni. E magari anche qualche dritta su alternative a Flickr.

Arrivo buon ultimo, ovviamente: se ne e' parlato qui e qui e qui e in un sacco di altri posti. Pero' non mi pare che ci sia stata una riflessione approfondita sull'opportunita' e sulle modalita' per rendere efficace un eventuale boicottaggio — e mi pare che nessuno abbia pensato a Flickr.


martedì, 30 agosto 2005
Comunicazione di servizio
Nelle categorie: Quel che resta, Web — Scritto dal Ratto alle 11:29 pm

Il dummy ha aggiornato il software di The Rat Race, che ora gira (forse) sotto Wordpress 1.5.2 in italiano.
Se qualcosa non funziona o ha un aspetto terribile, ditemelo qui nei commenti. Poi probabilmente non sapro' rimediare, ma voi ditemelo lo stesso…


lunedì, 8 agosto 2005
Arrivederci
Nelle categorie: Quel che resta, Web — Scritto dal Ratto alle 12:28 pm

Credo che The Rat Race abbia bisogno di fare una pausa. Dopo il ritorno dalle ferie e' stato piu' difficile del solito riprendere il ritmo — qui per noi ci sono cambiamenti molto importanti e probabilmente il blog non risponde piu', cosi' come e', al nostro stile di vita e di lavoro — insomma ho l'impressione che ci serva qualche ripensamento prima di decidere se/come continuare.
"Non perdiamoci di vista", comunque — e grazie alla ventina di lettori abituali — e a quelli meno abituali — che ci hanno seguiti in questi mesi.

E un grazie particolare a Marco e a Comida, per la loro ospitalita' su Montag, di cui spero di approfittare ancora a lungo.


mercoledì, 6 luglio 2005
648 a 14
Nelle categorie: Free Knowledge, Web — Scritto dal Ratto alle 3:38 pm

Il Parlamento europeo ha respinto a schiacciante maggioranza la proposta di direttiva sui brevetti software. Oggi e' una buona giornata.


lunedì, 27 giugno 2005
Diamo i numeri
Nelle categorie: Web — Scritto dal Ratto alle 3:13 pm

Oggi alle 15.08.19.


giovedì, 16 giugno 2005
A volte ritornano?
Nelle categorie: Free Knowledge, Web — Scritto dal Ratto alle 3:13 pm

"Io invece penso che l’open source sia il sistema migliore per precipitare nella barbarie."

E' Loredana Morandi (ve la ricordate?) che torna con le sue invettive* contro la libera diffusione dei contenuti?
No, e' Giorgio Faletti, intervistato da Anna Masera per La Stampa Web. Ma il livello e' lo stesso.

* Il post originale non e' piu' in rete, peccato. Rimando a una mia citazione di qualche mese fa.


giovedì, 16 giugno 2005
Autoreferenziale
Nelle categorie: Web — Scritto dal Ratto alle 1:03 pm

The Rat Race ha superato le diecimila visite dal trasloco in casa Montag. Grazie a tutti voi che ci state leggendo.


mercoledì, 1 giugno 2005
Avviso ai naviganti
Nelle categorie: Quel che resta, Web — Scritto dal Ratto alle 12:48 pm

Domani questo blog va a Cracovia per partecipare ad EISCO 2005. Aggiornamenti difficili nei prossimi giorni.


venerdì, 6 maggio 2005
Una brutta notizia
Nelle categorie: Web — Scritto dal Ratto alle 11:58 pm

Carlo Formenti definirebbe sicuramente questo blog — e piu' o meno tutti quelli del mio blogroll — "fuffa" — senza alcun significato indulgentemente positivo. E certamente non perderebbe il suo tempo a leggerlo. Io invece QuintoStato l'ho letto per un sacco di tempo, imparando molto, dissentendo spesso e incazzandomici di frequente.
Ma ora QS chiude — e non e' una bella cosa.


mercoledì, 4 maggio 2005
Idiota e piu' idiota
Nelle categorie: Free Knowledge, Umori e malumori, Web — Scritto dal Ratto alle 2:41 pm

Il fotomontaggio apparso su Indymedia che rappresenta il Papa come nazista e' certamente di pessimo gusto, oltre che idiota. Ma disporre il sequestro del server e' liberticida, oltre che idiota. E francamente mi pare peggio.


venerdì, 8 aprile 2005
Sono complice dei criminali
Nelle categorie: Web — Scritto dal Ratto alle 2:25 pm

Ho un router ADSL wireless e mi sono guardato bene dal chiuderne l'accesso. In fondo pago una flat, ho banda in abbondanza e non mi dispiace se qualcuno riesce a sfruttarla oltre a me. Ma per Repubblica, sono la via d'accesso alla rete dei peggiori criminali.


venerdì, 8 aprile 2005
A insistere…
Nelle categorie: Umori e malumori, Web — Scritto dal Ratto alle 1:12 pm

… qualcosa si ottiene. Dopo che mi sono lamentato perche' di Analisi XXI non c'era traccia sul web, hanno pubblicato il PDF con il primo numero in versione integrale. Ben nascosto, beninteso: cosi' ben nascosto che pure con Google e' difficile trovarlo. Ma c'e'.

Avessero anche avuto la buona creanza di rispondere alla mail che gli ho mandato per segnalare il mio post e il loro problema…


giovedì, 31 marzo 2005
Informazione corretta… fosse facile!
Nelle categorie: Ebraismo, Israele e dintorni, Politica e altre indignazioni, Web — Scritto dal Ratto alle 4:27 pm

Checche' ne dica Federico Steinhaus* su Informazione Corretta, il dossier che Analisi XXI, rivista bimestrale agli esordi (e distribuita insieme al quotidiano della Margherita, Europa), dedica alle prospettive di pace tra Israele e Palestina e' di grande interesse e utilita'. Si puo' certo dissentire su questo o quel contributo — ma credo che si esca dalla lettura di quelle pagine con le idee piu' chiare — anche se con meno granitiche certezze (il che fa sempre bene).

Nel sommario del dossier intitolato "Palestina – Israele. Proposte per la pace":
- L'intifada non violenta per lo Stato Palestinese, intervista a Sari Nusseibeh
- La sfida e' una societa' laica e democratica, Ali Rashid
- Ophira addio!, Uri Avnery
- La chiave per la pace, Jeff Halper
- La "generosa offerta" e la terza via per la pace, Luciano Neri
DOCUMENTI:
- Abu Mazen Presidente – Discorso di insediamento
- Processo di pace – Cronologia dei principali eventi
- Risoluzione 242 del Consiglio di Sicurezza dell'ONU
- Trattato di Oslo – Dichiarazione dei principi
- Road Map
- Accordo di Ginevra
- Dichiarazione di principi Ayalon-Nusseibeh
- Verita' contro verita': Gush Shalom – 101 tesi per chiudere il conflitto
- Manifesto per la cultura e la democrazia

Peccato che i miei compagni di partito non abbiano pensato di dare alcun rilievo in rete a questa iniziativa: non una pagina web, non un link, nemmeno una riga in cui si dice come procurarsi la rivista. E poi diciamo che si vuole fare nuova comunicazione politica…

* Giusto per mettere qualche puntino su qualche i e per prevenire qualche flame: non tutte le tesi espresse negli articoli di Analisi xxi sono convincenti. Tanto Avnery quanto Luciano Neri hanno atteggiamenti che piu' di una volta sanno di pregiudizio. Sulle narrativedi Gush Shalom (e piu' in generale sulle narrative sottese alla lettura del conflitto) spero di tornare presto. Diversamente da Halper, infine, non credo che la pace possa trovarsi nella prospettiva di uno stato binazionale, ma solo in quella di due stati (veri entrambi, non uno stato e un bantustan) per due popoli.
Ma e' singolare che Steinhaus non spenda una parola proprio sull'articolo di Halper, che e' zeppo di dati, cifre, statistiche, citazioni normative — e che disegna un quadro agghiacciante dell'occupazione israeliana dei territori e delle politiche di strangolamento della societa' palestinese. Non potendo evidentemente smentire quei dati come falsi, Steinhaus che fa? li oblitera. Trovo perfino noioso doverlo ripetere: non si e' buoni amici di Israele se invece di fare informazione corretta per davvero si rifiuta la verita' scomoda delle colpe di Israele nell'occupazione. Non si e' buoni amici di Israele se non si parte dal punto di vista che gli insediamenti nel West Bank sono un cancro che sta uccidendo la societa' israeliana, tanto quanto quella palestinese. Se si tacciono queste cose, certo non si aiuta la ripresa del processo di pace: e la pace e' cio' di cui Israele ha davvero bisogno.


domenica, 27 marzo 2005
L'indecente e' al suo posto!
Nelle categorie: Politica e altre indignazioni, Web — Scritto dal Ratto alle 10:41 pm

Cercando "indecente" su Google, la biografia dell'indecente ministro Calderoli e' finalmente al posto che le spetta: il primo.

Grazie a tutti gli amici che stanno partecipando a questo piccolo esercizio di igiene del web.


mercoledì, 23 marzo 2005
5000 volte grazie
Nelle categorie: Quel che resta, Web — Scritto dal Ratto alle 10:50 pm

Un visitatore egiziano (Lia, sei tu?) e' stato il cinquemillesimo a venirci a trovare nella nuova casa di The Rat Race, oggi alle 22:27.


martedì, 22 marzo 2005
Mai piu' senza
Nelle categorie: Umori e malumori, Web — Scritto dal Ratto alle 5:10 pm

Vi stressano con richieste impossibili? al lavoro vi dicono oggi che la scadenza del progetto e' per l'altro ieri? Segnalate un errore a un vostro collaboratore e lui vi risponde "Perche' non te lo correggi tu?"? Su eCompratelo finalmente la risposta:

Grazie a F. per la segnalazione di questa imperdibile mercanzia. In questi giorni ne ho un gran bisogno.


lunedì, 21 marzo 2005
Spell with Flickr
Nelle categorie: Web — Scritto dal Ratto alle 5:03 pm

Un bel giochino trovato qui.


THE
raaT
Letter RaaCE



giovedì, 10 marzo 2005
Siamo tutti nerds?
Nelle categorie: Web — Scritto da waldorf alle 7:39 pm

Pare che secondo ricerche recenti, e comunque di risultato necessariamente approssimativo, gli utenti di internet in Italia che si connettono tutti i giorni siano circa 4 milioni, mentre 9 milioni di persone si connettono una volta a settimana circa. Si tratta di numeri bassi rispetto a molti altri paesi occidentali, ma certamente non indifferenti. Ho comunque l'impressione persistente che internet non sia entrato, nel bene e nel male, nei costumi e nei comportamenti collettivi; chi sta molto in rete è ancora una specie di alieno che ha tempo da perdere, anche secondo il modo di vedere di diverse persone se non giovanissime di certo non anziane, e ancora sono tanti sono quelli che si connettono solo dall'ufficio.
Ovviamente ciò dipende molto anche dai costi e da fattori pratici; fatto sta che io non riesco quasi mai a farmi rispondere in tempi non geologici via e-mail da amici e colleghi, cosa che mi irrita sovranamente, in quanto, odiando il telefono, trovo che la posta elettronica sia un grande mezzo di comunicazione.
Non so se questo capiti anche ad altri che maneggiano molto internet, ma a me, che pure non sono tra gli utenti maggiormente accaniti, sembra ancora di essere un nerd isolato (fuori della famiglia, almeno!) ed anzi dato che di tecnologia e scienza mi intendo poco, ma vado meglio nel settore letterario, una "lerd", razza ancora piu' isolata ma ugalmente "socially awkward"…


lunedì, 7 marzo 2005
I feudatari della conoscenza
Nelle categorie: Free Knowledge, Web — Scritto dal Ratto alle 2:33 pm

hanno fatto approvare la direttiva sui brevetti software, forzando le procedure e umiliando il Parlamento Europeo, pur di portare a casa la protezione dei loro interessi. E' un brutto giorno per la liberta' della conoscenza.
Un sommario informativo puo' essere letto qui: consiglio di seguire anche i link sula colonna di destra, che riassumono la storia della vicenda e danno visibilita' alle posizioni dei critici e dei sostenitori dei brevetti software.

Ora la battaglia contro la direttiva deve trasferirsi al Parlamento Europeo, dove in seconda lettura dovra' essere posta non solo la questione di merito, ma anche e forse soprattutto quella di metodo: non si puo' dimenticare infatti che il testo di questa direttiva non riflette le posizioni espresse dal Parlamento stesso, che anzi ha richiesto che l'iter legislativo fosse ripreso da principio, e non dispone di una maggioranza chiara nemmeno nel Consiglio, date le numerose
dichiarazioni contrarie di parlamenti e governi nazionali, tra cui quello italiano. L'approvazione della direttiva costituirebbe percio' un grave precedente in termini di distorsione dei processi decisionali comunitari e un vulnus significativo all'autorita' del Parlamento Europeo.

Il comunicato stampa de Il Secolo della Rete; la notizia da Punto Informatico.


sabato, 5 marzo 2005
Cicli infelici
Nelle categorie: Curiosando e andando in giro, Web — Scritto dal Ratto alle 5:47 pm

Ci sono anche io, adesso, in questa bella iniziativa di Matteo.


venerdì, 4 marzo 2005
Brevetti software: il riassunto
Nelle categorie: Free Knowledge, Web — Scritto dal Ratto alle 9:35 am

Visto che la vicenda ha ormai piu' puntate di Beautiful, ben venga il riassunto di .mau., che e' semplice e chiarissimo.


giovedì, 3 marzo 2005
Ci riprovano (sui brevetti software)
Nelle categorie: Free Knowledge, Web — Scritto dal Ratto alle 10:10 am

Copio e incollo da Il Secolo della Rete.

Il 7 marzo 2005 all'ECOFIN verra' fatto, ancora una volta, un tentativo di fare passare la direttiva comunitaria sulla brevettabilita' del software, gia' bocciata dal Parlamento Europeo lo scorso anno. Chiunque ne abbia la possibilita', scriva ai propri europarlamentari per opporsi a questa prevaricazione. L'elenco dei parlamentari diviso per nazione e gruppo politico puo' essere consultato nel sito dell'Europarlamento.
La decisione di stracciare il processo democratico, e di togliere credibilita' alle istituzioni europee, e' dovuta al fatto che tale direttiva non ha piu' il supporto, ne' del Parlamento, ne' fra i paesi membri, ne' della maggioranza al Consiglio, ne' il supporto di altre Direzioni Generali in Commissione al di fuori della DG-Market.
Sotto trovate un fac-simile della lettera (ovviamente modificabile):

On. [nome]
Il Commissario Europeo al mercato interno, Charlie McCreevy, ha richiesto al Consiglio Europeo di includere la direttiva sulla brevettabilita' delle invenzioni sviluppate al calcolatore (il software) al punto "A" dell'ordine del giorno del Consiglio di competitivita' (ECOFIN) del 7 marzo ed ha richiesto di adottare formalmente quanto prima la "posizione comune" su cui era stato trovato un accordo lo scorso maggio, affermando che questo dossier debba essere approvato.
– Il Commissario McCreevy ha rifiutato di lavorare ad una proposta migliore, e di essere aperto a una qualunque trattativa o compromesso.
– Ha rifiutato di considerare la presentazione di una nuova proposta e l'applicazione dell'articolo 55, come chiesto all'unanimita' dai presidenti del Parlamento Europeo.
– Ha rifiutato di prendere in considerazione le correzioni del Parlamento Europeo.
– Ha rifiutato di prendere in considerazione che l'accordo politico del Consiglio non ha la maggioranza.
– Ha rifiutato di considerare che soltanto nella seconda meta' di febbraio 2005 tre Parlamenti nazionali hanno votato contro la direttiva da lui sostenuta.
– Ha rifiutato di prendere in considerazione le dimostrazioni popolari degli ultimi mesi. Ha rifiutato di prendere in considerazione le petizioni dall'associazione delle PMI.

Ma soprattutto, McCreevy dimostra che non intende affatto prendere in considerazione la forza del Parlamento Europeo – che rappresenta i cittadini dell'Unione Europea – rifiutandosi di accettare la sua richiesta di applicare l'articolo 55.
Se il suo tentativo avesse successo, creerebbe un pericoloso spostamento nell'equilibrio dei poteri; una perdita di fiducia nella rappresentativita' delle istituzioni, che sembrerebbero essere piu' sensibili all'interesse di poche multinazionali, in gran parte neppure europee.
Ho votato per Lei, e ho fiducia in Lei. Chiedo a Lei, in qualita' di membro del Parlamento Europeo, che ho contribuito ad eleggere, di evitare di far creare un precedente legislativo a questo Commissario.
Le chiedo di proporre una mozione di sfiducia per un Commissario che non rappresenta gli interessi europei.
Sarebbe una lezione per il futuro e una garanzia per la democrazia.
In fede,
[firma]
Nome Cognome
Indirizzo]


mercoledì, 2 marzo 2005
Il patto (scellerato) di Sanremo
Nelle categorie: Free Knowledge, Web — Scritto dal Ratto alle 11:12 am

Riporto qui, con qualche variante, una cosa che ho scritto per Il Secolo della Rete.

Oggi, nella cornice significativa del Festival di Sanremo, i Ministri dell'Innovazione, della Cultura e delle Comunicazioni firmeranno il "patto" relativo all'introduzione di "Linee guida per l'adozione di codici di condotta ed azioni per la diffusione dei contenuti digitali nell'era di internet". Il documento, emerso dai lavori di una commissione presieduta da Paolo Vigevano, e' stato redatto a seguito di numerose audizioni con fornitori di connettivita', operatori di telecomunicazioni, fornitori di contenuti, detentori di diritti di proprieta' intellettuale; sono state audite anche alcune associazioni di consumatori e l'Associazione Software Libero, che pero' si sono dissociate dal risultato dei lavori [sulla logica (perversa) delle audizioni, vedere questo post di Beppe Caravita].
Il documento, di cui sono circolate anticipazioni ma che non e' ancora pubblico, si e' focalizzato interamente sul contrasto della "pirateria" di materiale protetto da copyright ed e' sostanzialmente subalterno alla logica dei grandi produttori di contenuti. E' vero che viene dato atto del diritto di tutti a a prendere parte liberamente alla vita culturale della comunita', di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico ed ai suoi benefici: ma di questo diritto ben poca cosa rimane nel modello proposto dai tre ministri. Il testo infatti e' interamente rivolto a creare le condizioni per la nascita di "ambienti sicuri" per la fruizione e lo scambio di contenuti digitali, attraverso lo sviluppo e l'adozione di sistemi di Digital Rights Management, cioe' per i non addetti ai lavori di protezione elettronica dei contenuti. Addirittura e' evocata la possibilita' che gli internet provider debbano risolvere i contratti di connettivita' degli utenti che violino il diritto d'autore. In pratica: guerra dichiarata allo scambio dei file su internet, appena mitigata a parole da un impegno a promuovere la disponibilita' e l'utilizzo di contenuti digitali secondo modelli di pubblico dominio e licenze alternative, di cui per altro non si esaminano e non si indicano ne' le tipologie, ne' le logiche di agibilita' in un ecosistema digitale dominato dai DRM.
Vi e' dietro questo documento una visione del tutto distorta di internet come canale di distribuzione essenzialmente di tipo broadcast come la tv: da un lato i fornitori di contenuti, dall'altra la massa dei consumatori che hanno con i primi un rapporto disaggregato e verticale. Ma la rete non e' questo: e' appunto una *rete* – e prima di tutto di relazioni – dove ognuno e' nello stesso tempo fornitore e fruitore di contenuti, dove la viralita' dello scambio di informazioni e' prevalente rispetto alla logica da supermercato del consumo. Se non si capisce questo, non si capisce nulla di internet — e non si ha alcuna possibilita' di incidere sulla sua realta': al massimo se ne puo' rendere piu' scomodo lo sviluppo e piu' lenta la generalizzazione, con dei bei risultati nella lotta al ritardo digitale che affligge l'Italia.
Non sorprende, ma preoccupa che tre ministri e il meglio dell'industria culturale italiana non abbiano saputo partorire che questo provvedimento inefficace nei fatti e potenzialmente liberticida nei principi, anziche' avere il coraggio necessario di affrontare una volta per tutte la questione di come rivedere la protezione della proprieta' intellettuale nell'epoca della rete, esplorando realmente modelli alternativi di remunerazione degli autori (e di disintermediazione reale rispetto alle catene del valore).
Poco male, in fondo: anche queste linee guida saranno spazzate via dai comportamenti sociali nella rete, cosi' come le norme largamente inapplicate e inapplicabili del Decreto Urbani. D'altronde siamo a Sanremo: sono solo canzonette.

Aggiornamento: tutta la documentazione adesso e' qui.


sabato, 19 febbraio 2005
Dai produttori di Internet Exploder
Nelle categorie: Web — Scritto dal Ratto alle 7:54 pm

Scopro dal blog di Anna Masera (La Stampa), che per Microsoft Map Point il modo piu' veloce di andare da Haugesund (Norvegia) a Trondheim (Norvegia) e' questo:

Quelli di ViaMichelin sono molto meno fantasiosi…


lunedì, 7 febbraio 2005
Rompicoglioni
Nelle categorie: Ma vaffanculo!, Web — Scritto dal Ratto alle 4:52 pm

Non trovo il tempo per il blog, in questi giorni. E il poco che trovo va via nella cancellazione di oltre cento commenti-spam al giorno. Qualcuno conosce un modo per fare molto male ai rompicoglioni che li spediscono?


lunedì, 24 gennaio 2005
Spam e commenti
Nelle categorie: Free Knowledge, Web — Scritto dal Ratto alle 12:43 pm

Chinaski77 si lamenta perche' i commenti di questo blog, che "si batte per la liberta' di comunicare", sono moderati. Ne approfitto per precisare — ma mi pareva chiaro fin da principio: la moderazione consiste soltanto nel cestinare lo spam (enlarge your penis, online-poker, medicine gratis, prestiti senza garanzie e altre amenita'). Tutti i commenti veri vengono indistintamente approvati, sotto la responsabilita' di chi li scrive. E salvo il mio diritto di replica. Proprio perche' ci tengo alla liberta' di comunicare.


venerdì, 14 gennaio 2005
Bentornata
Nelle categorie: Quel che resta, Web — Scritto dal Ratto alle 10:22 am

La MozBlogBar. Magari nel w-e riesco a tornare a scrivere pure io, tra una poppata e un pannolino.


martedì, 11 gennaio 2005
Sparizioni
Nelle categorie: Quel che resta, Web — Scritto dal Ratto alle 4:21 pm

Mentre tento di elaborare il lutto per i miei dati (confermo: mi sono perso *tutto*, cinque anni di lavoro, posta, memorie, documenti, perfino le foto del primo giorno di vita di Enrico), constato che e' un momentaccio, nella blogpalla: Leonardo ha chiuso (o meglio, e' stato inghiottito dal futuro), Scimmiapelosa/Skid X e' sparito con tutta la sua Mozblogbar. Che cos'e' — un'epidemia?

Una preghiera a tutti: se vi ho mandato in passato materiali miei (foto, documenti, ecc.), siate gentili, speditemene una copia all'indirizzo del blog. Sto cercando di recuperare qualcosa dal disastro.


giovedì, 6 gennaio 2005
Il cugino di campagna
Nelle categorie: Quel che resta, Web — Scritto dal Ratto alle 12:03 pm

Non sono sicuro di riconoscermi nel rit-ratto di citta' (avevo scritto "il ritratto del ratto" — ma era troppo anche per un cultore della rima e dell'allitterazione come me), ma sono felice di dare il benvenuto al ratto di campagna che ha aperto il suo blog su Excite (poverino, non sa quanto dovra' soffrire in quel gran condominio dall'incerta manutenzione…).


martedì, 4 gennaio 2005
Urano e Gea
Nelle categorie: Web — Scritto dal Ratto alle 12:26 pm

Non avrei mai pensato di trovare in giro un blog che cita Esiodo e Simonide a piene mani. E dire che il titolo e la grafica mi avevano un po' preoccupato — temevo una di quelle cose tra l'adolescenziale e il new age…


venerdì, 24 dicembre 2004
GMail come se piovesse…
Nelle categorie: Web — Scritto dal Ratto alle 9:27 pm

Ho altri tre inviti per GMail. Aiutatemi a smaltirli…


mercoledì, 22 dicembre 2004
Regalo tre GMail, carini e vaccinati
Nelle categorie: Web — Scritto dal Ratto alle 6:08 pm

Ai primi che commentano posso distribuire tre inviti per GMail, sempre che ci sia ancora qualcuno che ne ha bisogno.

Aggiornamento: Ulteriore infornata di indirizzi – uno e' ancora disponibile.

Anche se sembra ovvio, lo dico perche' non tutti lo fanno: datemi un indirizzo di mail valido e corretto. Tanto non viene pubblicato — e se no non sono in grado di mandarvi gli inviti.


martedì, 14 dicembre 2004
Brevetti software sotto l'albero?
Nelle categorie: Free Knowledge, Web — Scritto dal Ratto alle 10:37 pm

Secondo Punto Informatico c'e' il rischio che la direttiva europea sui brevetti software venga fatta passare a giorni, praticamente senza discussione e all'interno di una sessione del Consiglio dedicata a tutt'altro.
Non sto a riprendere tutta la storia (chi non la conosce puo' trovare le informazioni qui): ma e' il momento di fare pressione perche' l'Italia si opponga davvero alla direttiva, cosi' come avrebbero voluto perfino il ministro Stanca e il viceministro dell'economia Baldassarri.
Conoscete un parlamentare? rompetegli i santissimi. Io lo sto facendo gia'. Ne va della vostra possibilita' di vivere in un mondo in cui le idee sono un bene pubblico e non una merce.


martedì, 14 dicembre 2004
Copy or Love?
Nelle categorie: Free Knowledge, Web — Scritto dal Ratto alle 1:45 pm

In colpevole ritardo segnalo questo bel post di Blogmatic Café sull'ennesima campagna "antipirateria", questa volta nelle scuole. Non se ne puo' piu'.

Nel mio piccolo, mi sono divertito molto a fare la mia personale campagna sulla "pirateria" in una scuola di Mestre qualche tempo fa; la traccia della mia chiacchierata e' qui.


giovedì, 9 dicembre 2004
Accomodatevi!
Nelle categorie: Quel che resta, Web — Scritto dal Ratto alle 2:13 pm

Dopo qualche giorno di fatiche sul template, The Rat Race prende possesso della sua nuova casa. La vecchia di Excite resta li' con tutti i vecchi post e i commenti, nella speranza che ogni tanto si riesca pure a leggerli.
Ho cercato di riprodurre il piu' possibile l'aspetto del vecchio blog, ma ho approfittato del trasloco per introdurre qualche innovazione e per rimettere un po' d'ordine nei soprammobili di casa: curiosate e raccontatemi se qualcosa non va. So che la visualizzazione con MS Explorer non e' gran che: ma se usate Explorer siete voi che sbagliate, mica io ;-). Scaricatevi Firefox e poi ne riparliamo.
WordPress mi piace tantissimo, anche se credo di padroneggiarlo ancora poco. Pero' e' facile da imparare anche per un dummy come me — e lo consiglio a tutti. Oltre tutto è software libero — e non ci si stanca mai di dire "che e' meglio".
Mi sono rassegnato a introdurre la moderazione nei commenti, per sottrarmi alle tonnellate di spam che arrivano qui gia' da prima dell'apertura ufficiale. Prometto che saro' assiduo e che non dovrete aspettare a lungo per vedere i vostri commenti pubblicati.
Spero che vi troverete bene qui. Il menu e' il solito: annotazioni frenetiche e confuse. Probabilmente nei prossimi tempi (thumbnails nella colonna di destra) aggiungero' una sezione di foto: ma non so quando avro' il tempo.

La casa nuova esiste grazie alla generosa ospitalita' di Marco (e trovate nei link la nuova categoria dei coinquilini di casa Montag): un grande ringraziamento.

P. S. delle 22.13: ovviamente il blog di Excite e' inaccessibile pure stasera… Come si sta bene nella casa nuova.


giovedì, 9 dicembre 2004
Trasloco
Nelle categorie: Quel che resta, Vecchi post (Excite), Web — Scritto dal Ratto alle 2:04 pm

(post trasferito da qui)

Come vi ho anticipato, The Rat Race cambia casa, un po' perche' l'ospitalita' di Marco era troppo allettante, un po' perche' qui su Excite non si riesce piu' ne' a scrivere, ne' a leggere decentemente un blog. Tempi duri per i servizi gratuiti in rete.
Da oggi in poi mi trovate qui:

www.montag.it/theratrace

Aggiornate i vostri link, per favore.

Resume for non Italian speakers: The Rat Race has moved to http://www.montag.it/theratrace. Update your links please.


domenica, 5 dicembre 2004
Stiamo lavorando per voi
Nelle categorie: Quel che resta, Vecchi post (Excite), Web — Scritto dal Ratto alle 12:55 pm

(post trasferito da qui)

Excite di giorno in giorno e' sempre piu' inaffidabile e sempre piu' pieno di bachi. Per fortuna un amico mi ha da tempo offerto ospitalita' e un Wordpress a casa sua. Nei prossimi giorni inizio finalmente il trasloco, quindi il poco tempo che ho a disposizione sara' dedicato essenzialmente a sistemare il nuovo blog — e aggiornero' poco questo. Stay tuned.


lunedì, 29 novembre 2004
Ich bin neugierig
Nelle categorie: Quel che resta, Vecchi post (Excite), Web — Scritto da Amministratore alle 9:39 pm

(post trasferito da qui)

Weiß jemand, warum Kontakte aus Deutschland sich zehnfach an den letzten zwei Tagen erhöht haben?

Deutscher Text durch Babelfish (Ich bin nicht schuld an den Fehlern).

Spero che la roba qui sopra voglia dire, più o meno: "Qualcuno sa perche' i contatti dalla Germania sono cresciuti di dieci volte negli ultimi due giorni?". Dato che per me il tedesco e' vagamente comprensibile, ma non so scrivere due parole in fila, la traduzione e' di Babelfish: qualche tedesco(fono) si divertira' alle mie spalle.


lunedì, 20 settembre 2004
GMail
Nelle categorie: Vecchi post (Excite), Web — Scritto dal Ratto alle 6:38 pm

Ho scoperto, tornando a consultare la posta, di avere sei inviti per GMail. Se a qualcuno interessa, vale l'ormai universale metodo: scrivetemelo nei commenti. Anche se credo che ormai GMail ce l'abbiamo praticamente tutti.


mercoledì, 25 agosto 2004
La mancetta di Stanca
Nelle categorie: Politica e altre indignazioni, Vecchi post (Excite), Web — Scritto dal Ratto alle 12:16 am

Non c'entra niente, ma questa e' davvero una VERGOGNA.

Il ministro Stanca ha emanato un decreto grazie al quale si eroga un contributo di 200 euro per l'acquisto di un pc da parte delle famiglie. L'obiettivo e' ovviamente quello di favorire l'alfabetizzazione informatica degli Italiani e di attenuare cosi' il digital divide.
Mi dispiace dirlo, perche' credo che Stanca abbia spesso fatto bene il suo lavoro, cosa rara per un ministro di questo governo, ma si tratta di un provvedimento demagogico e sbagliato. Provo a spiegare perche' — e quali alternative si potrebbero attivare con la stessa somma (30 milioni di euro). [...]

1. La filosofia del "buono" e' di per se' sbagliata perche' cieca. Distribuisce denaro a pioggia, senza preoccuparsi di mirare l'intervento laddove effettivamente e' piu' necessario e laddove puo' avere i massimi risultati. Con un contributo indifferenziato non si fanno politiche: non si sceglie veramente un modello di sviluppo della societa' dell'informazione piuttosto che un altro; ci si limita a finanziare il mercato — cioe' in ultima istanza, piu' che le famiglie, i venditori di hardware e di software, qualunque cosa vendano. Non una parola (non un euro) dal decreto viene, per esempio, sulla diffusione del software libero e degli standard aperti. O sull'adozione di hardware e software che garantiscano l'accessibilita'. Ecc.
Il decreto non prevede neppure che si tratti di un incentivo all'acquisto del *primo* pc. In teoria il geek piu' incallito, quello che mangia pane e informatica da vent'anni e che ha in casa una macchina di ogni generazione dallo Z80 in giu', potrebbe entrare in un negozio e chiedere di usufruire dello sconto governativo.
L'intervento non distingue tra aree avanzate e aree marginali, tra segmenti culturali forti e deboli nel paese — e solo debolmente traccia un confine di reddito per l'erogazione del contributo. Di conseguenza e' facile prevedere che la parte del leone nell'aggiudicarsi i duecento euro a pc la faranno coloro che stanno dal lato "giusto" del digital divide, i gia' inclusi e non gli esclusi. E' gia' successo con gli incentivi di Gasparri per la banda larga, ancora piu' scriteriati perche' favorivano la polarizzazione di un mercato tuttora diviso nettamente tra aree servite ed aree escluse.

2. L'intervento non e' di per se' efficace, perche' l'incentivo e' troppo basso per rimuovere davvero un eventuale ostacolo economico all'acquisto di un pc connesso ad internet. Facciamo due conti: se vi guardate in giro vedete che l'offerta media per un sistema completo viaggia intorno ai 1200 euro, compresi monitor e IVA. Se proprio andate al risparmio, potete scendere a un migliaio di euro. A questo prezzo e' necessario aggiungere almeno quello di una stampante, se proprio si vuole star stretti sulle periferiche; diciamo che con 80-100 euro ve la cavate. I costi di connessione a internet, se volete usare internet per davvero e non soltanto farci una timida visitina una volta la settimana, vanno da circa 17 (connessione dial-up, costi telefonici per 1 ora al giorno in fascia serale) a circa 33 euro al mese (ADSL 640K flat rate con modem in comodato, offerta piu' economica sul mercato): quindi grosso modo da 200 a 400 euro l'anno. A conti fatti: la spesa della nostra famiglia proiettata sul primo anno (quello coperto dal contributo) dovrebbe oscillare tra i 1300 e i 1500 euro. Se una somma di questo genere e' un disincentivo all'acquisto, allora lo sconticino di 200 euro e' evidentemente insufficiente.
Ma per altro il costo delle macchine *non* e' un disincentivo vero all'informatizzazione delle famiglie. Ho davanti agli occhi l'indagine Le famiglie toscane e internet, realizzata dalla Regione Toscana: sul 55.4% delle famiglie che non possiedono un pc, soltanto il 3,4% (l'1,9% del campione totale!) indica la spesa eccessiva come motivo del mancato acquisto, mentre l'85,5% dice di "non averne bisogno"*. Evidentemente il digital divide e' culturale prima che economico, almeno in Italia. E non e' certo un piccolo sconto sul prezzo di un pc a permettere di superarlo. Funzionerebbe molto meglio avere servizi utili, usabili, affidabili. Funzionerebbe meglio fare formazione permanente e ricorrente. Funzionerebbe meglio dotare le scuole di laboratori informatici adeguati. Funzionerebbe meglio anche soltanto smetterla di fare terrorismo su internet piena di terroristi e pedofili.

3. Ma allora, come spendere 30 milioni di euro per aiutare il paese a ridurre l'esclusione digitale delle famiglie? Faccio solo qualche esempio, i primi che mi vengono in mente.
- I "punti di accesso assistiti a internet": ovvero qualche computer connesso broadband in un luogo pubblico (il circolino del paese, la posta, l'oratorio ecc.), con una persona che in determinati orari e' a disposizione per aiutare le persone a servirsene. E' uno strumento di diffusione culturale, prima ancora che tecnologica. Ne parla anche la Commissione Europea nel piano e.Europe 2005. La Regione Toscana sta per finanziarne la realizzazione in tutti i suoi Comuni (il link non posso ancora metterlo — e' questione di giorni per la pubblicazione del bando). 30 milioni di euro bastano per farne funzionare piu' o meno 3000 per due anni: cioe' grosso modo uno in ogni area del paese disagiata, mal servita, affetta da un alto livello di esclusione digitale.
- Con la stessa cifra si possono creare o rinnovare 1500 laboratori di informatica nelle scuole. Cioe' si puo', anche in questo caso, fare opera di diffusione culturale, fare in modo che, attraverso i ragazzi, le ICT penetrino nelle famiglie.
- con una somma analoga si finanzia in toto il piano di e.government di una regione, o di una decina di province. L'intera somma a disposizione della "seconda fase" di attuazione dell'e.government in Italia e' di 185 milioni. Fate voi il confronto.

E mi vengono in mente tanti altri possibili usi, magari non direttamente rivolti alle famiglie, ma di sicura utilita' per il sistema paese: a cominciare dall'informatizzazione massiccia dell'amministrazione della Giustizia. C'e' solo l'imbarazzo della scelta. Certamente, la soluzione peggiore, in un momento in cui il denaro pubblico e' poco e viene lesinato, e' disperdere risorse in interventi che non fanno massa critica.

4. Per finire. Il vero problema e' un altro, comunque — e i trenta milioni di Stanca non potrebbero risolvere molto nemmeno se ben impiegati. Il problema e' che l'Italia non spende in ricerca e innovazione. Andatevi a vedere questo intervento di Roberto Vacca e sconfortatevi. E poi pensate che c'e' chi parla di ridurre il gettito fiscale di una somma tra sei e dodici miliardi di euro. E pensate che cosa potrebbero fare quei soldi per il paese — se invece di essere dispersi "nelle tasche degli Italiani" (ricchi, aggiungo io), venissero almeno in parte utilizzati per un programma straordinario di investimenti in innovazione. Altro che le mancette di Stanca.

* Ovviamente, un problema di reddito c'e': l'esclusione digitale viaggia di pari passo con le condizioni economiche disagiate. Ma e' un problema che si risolve facendo crescere il benessere complessivo delle famiglie, non certo con un buono da duecento euro. Per ridurre il digital divide serve di piu' un mutuo a tassi agevolati per la casa, o un lavoro sicuro e decentemente retribuito, o la possibilita' di mandare un figlio al nido comunale a un costo ragionevole. Serve qualita' della vita.
Questa paginetta e' la spiegazione di un mio commento a questo post del bel blog di Marina Mancini, con la quale mi scuso per il ritardo.

mercoledì, 18 agosto 2004
Referendum
Nelle categorie: Vecchi post (Excite), Web — Scritto dal Ratto alle 7:46 pm

Leggete il commento di Mario (il n. 5 qui). E' una trollata e quindi va cancellato — o e' la libera espressione di una legittima opinione — e quindi conservato come le cose sante, come si direbbe a Pisa? Attendo opinioni e provvedero' a maggioranza ;-).

Sto svogliatamente e a singhiozzo ripulendo The Rat Race dallo spam; di conseguenza man mano disattivo i commenti sui vecchi post. Se avete qualcosa da dire c'e' la mail oppure ci sono i commenti ai post recenti: accetto gli off topic, se del caso.

martedì, 1 giugno 2004
Misteri degli accessi
Nelle categorie: Quel che resta, Vecchi post (Excite), Web — Scritto dal Ratto alle 11:10 pm

Sono davvero curioso: che cosa mai puo' portare uno dalla Prince of Songkla University (Tailandia) a consultare The Rat Race?


martedì, 1 giugno 2004
E basta adesso…
Nelle categorie: Umori e malumori, Vecchi post (Excite), Web — Scritto dal Ratto alle 11:00 pm

Scopro — seguendo un lungo giro di link attraverso Haramlik e Macchianera — di essere anche io chiamato in causa, sia pure marginalmente, nella grottesca vicenda di Loredana Morandi, alias Lunadicarta, fondatrice dei Bloggersperlapace (i link, se proprio volete, ve li cercate su Goooooooogle).
Mi pare che la signora abbia definitivamente perso ogni contatto con la realta'. Tuttavia non e' innocua, visto che pubblica dati personali altrui in giro per la rete, sparge denunce vere o presunte e incita al licenziamento di oneste persone il cui unico torto e' di non aver assecondato il suo delirio. E' il momento che qualcuno la faccia smettere. Ci sara' pure un giudice (un po' piu' vicino di Berlino, si spera) che ponga fine alle sue molestie.

Per dovere di cronaca: non ho avuto il piacere di conoscere la signora Morandi. A quanto ne so, lei ha visto me a una conferenza stampa — io non ho visto lei e non siamo stati presentati.


venerdì, 28 maggio 2004
E son soddisfazioni…
Nelle categorie: Vecchi post (Excite), Web — Scritto da Amministratore alle 12:22 am

Si', lo so che e' una stronzata che chiunque abbia qualcosa tra un orecchio e l'altro ci riuscirebbe — ma per un dummy come me aggiustarmi da solo il Javascript della data ebraica qui accanto e' una specie di conquista…


sabato, 15 maggio 2004
Stanca e i brevetti software
Nelle categorie: Free Knowledge, Politica e altre indignazioni, Vecchi post (Excite), Web — Scritto dal Ratto alle 11:03 pm

Con Stanca ho avuto in diverse occasioni motivi di contrasto — se non altro perche' sono un amministratore locale che si occupa di e.government e trovo che la sua impostazione sia troppo centralistica.
Questa volta pero' approvo con entusiasmo la sua presa di posizione contro la proposta di direttiva europea sui brevetti software.
Ieri — nel nostro piccolo — anche l'Unione delle Province d'Italia si era schierata contro la direttiva mandando un comunicato al Ministro. Forse il silenzio non e' cosi' massiccio come dice Beppe Caravita.

lunedì, 3 maggio 2004
Gozzaniano, con finale micragnoso
Nelle categorie: Nel paese dei Bogia-Nen, Vecchi post (Excite), Web — Scritto dal Ratto alle 11:52 pm

Il fumettaro piu' trendy della blogosfera ha scoperto il "café d'la menopausa" a Torino — e lo ha immortalato alla perfezione:

Per torinesi nostalgici.

giovedì, 22 aprile 2004
I provider non faranno i poliziotti
Nelle categorie: Free Knowledge, Vecchi post (Excite), Web — Scritto dal Ratto alle 11:17 am

La Camera ha approvato un emendamento al decreto Urbani, abolendo l'obbligo dei provider di riferire all'autorita' giudiziaria "della presenza di contenuti idonei ad integrare le violazioni commesse per via telematica". In parole povere, cade l'obbligo di "sorvegliare" i contenuti dei nostri siti e dei nostri scambi di dati — e un pochino di diritto alla privacy e alla comunicazione viene recuperato.
Inutile dire che il governo era contrario all'emendamento.

mercoledì, 7 aprile 2004
Quando uno e' dummy…
Nelle categorie: Quel che resta, Vecchi post (Excite), Web — Scritto dal Ratto alle 11:50 pm

Fortunecity si e' appena inghiottito tutte le immagini del mio blog (nonche' lo spazio web su cui erano ospitate…). Ovviamente sono stato cosi' ottimista da non aver fatto un backup sistematico. Ben mi sta. La sola idea di ricaricare tutto da qualche altra parte e di risistemare tutti i link mi fa passare la voglia.
Per altro, qualcuno mi suggerisce uno spazio web decente, sicuro ed economico? (dimenticavo: a prova di dummy)


sabato, 27 marzo 2004
Misteri degli accessi
Nelle categorie: Vecchi post (Excite), Web — Scritto dal Ratto alle 11:26 pm

Oggi ShinyStat mi gratifica di un centinaio di nuovi visitatori. Per un blog che ne fa piu' o meno cinque o sei al giorno, vuol dire che e' successo qualcosa di buffo: qualcuno mi sa spiegare il mistero (escludo di essere improvvisamente diventato cosi' popolare!)? Che dite, ShinyStat e' cosi' fesso che basta un browser con i cookies disattivati a mandare in tilt il loro sistema di conteggio?


mercoledì, 25 febbraio 2004
Difendere il prestito gratuito nelle biblioteche
Nelle categorie: Politica e altre indignazioni, Vecchi post (Excite), Web — Scritto dal Ratto alle 7:31 pm

Contro l'Italia e' stata aperta una procedura di infrazione dalla Commissione Europea perche' nelle biblioteche pubbliche il prestito e' gratuito e non viene remunerato l'autore (la storia completa e' raccontata qui). Credo che sia una cosa vergognosa anche solo immaginare di poter imporre il pagamento di royalties sul prestito dei libri. C'e' dietro un modello di privatizzazione della conoscenza ripugnante — e sono convinto che contro questo provvedimento si debba fare una vera e propria battaglia di civilta'. Per questo aderisco e invito ad aderire alla campagna "Non pago di leggere", promossa dalla biblioteca di Cologno Monzese.
Segnalo anche il blog Bibl'aria, legato all'iniziativa di protesta.

sabato, 21 febbraio 2004
Dice la mosca cocchiera
Nelle categorie: Vecchi post (Excite), Web — Scritto dal Ratto alle 7:03 pm

Sapete che c'e'? mi sono rotto di Luca Sofri e di Wittgenstein. Quindi lo levo dai link. Non se ne accorge nessuno — ma io mi sento meglio.


giovedì, 19 febbraio 2004
Contro la guerra all'intelligenza
Nelle categorie: Politica e altre indignazioni, Quel che resta, Vecchi post (Excite), Web — Scritto dal Ratto alle 3:29 pm

La rivista francese Les inrockuptibles pubblica un appello, seguito da qualcosa come ventimila firme, tra cui quelle di molti intellettuali di punta (da Derrida a Balibar, a François Ozon), contro l'attacco generalizzato alle condizioni di esercizio delle professioni del sapere.

Tutti questi settori del sapere, della ricerca, del pensiero, dei rapporti sociali, produttori di conoscenza e di dibattito pubblico sono oggi oggetto di attacchi massicci, rivelatori di un nuovo anti-intellettualismo di Stato. Assistiamo alla messa in opera di una politica estremamente coerente. Una politica di impoverimento e di precarizzazione di tutti gli spazi considerati improduttivi a breve termine, inutili o dissidenti, di tutto il lavoro invisibile dell'intelligenza, di tutti quei luoghi in cui la societa' si pensa, si sogna, si inventa, si cura, si giudica, si ripara. Una politica di semplificazione dei dibattiti pubblici, di riduzione della complessita' [...]
Questa guerra all'intelligenza e' un fatto senza precedenti nella storia recente della nazione. E' la fine di un'eccezione francese: un semplice sguardo a qualcuno dei nostri vicini europei, l'inghilterra post-thatcheriana o l'Italia berlusconiana permette comunque di vedere che ne e' delle scuole, degli ospedali, delle universita', dei teatri, delle case editrici al termine di queste politiche, che, condotte in nome del buon senso economico e del rigore di bilancio, hanno un costo umano, sociale e culturale esorbitante e delle conseguenze irreversibili.
Lungi dal costituire un movimento di stampo corporativo, questo risveglio delle professioni intellettuali riguarda l'insieme della societa'. Prima di tutto perche' la produzione e la diffusione delle conoscenze ci e' indispensabile come l'aria che respiriamo. In secondo luogo, perche' al di la' delle nostre professioni, dei nostri saperi, delle nostre pratiche, sono i rapporti sociali che vengono aggrediti, relegando sempre piu' ai margini i disoccupati, i precari, i poveri.

Proprio perche' l'Italia berlusconiana e' messa peggio della Francia, abbiamo un bisogno terribile, immediato, di una mobilitazione dello stesso tipo, che metta insieme le lotte oggi frammentate di tutti coloro che vedono restringersi gli spazi di accesso pubblico e libero al sapere. E' l'intelligenza del nostro Paese che e' sotto attacco, ed e' ora di rendercene conto.

giovedì, 19 febbraio 2004
La montagna ministeriale e il topolino open source
Nelle categorie: Free Knowledge, Politica e altre indignazioni, Vecchi post (Excite), Web — Scritto dal Ratto alle 1:10 pm

Dopo una lunghissima gestazione, il Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie ha pubblicato (G.U. del 7 febbbraio 2004) la direttiva “Sviluppo ed utilizzazione dei programmi informatici da parte delle pubbliche amministrazioni”, precedentemente e informalmente nota come “Direttiva Open Source”.
Vi era una forte attesa nei confronti di questo provvedimento, sia per l'attenzione che il Ministro aveva riservato alla questione dell'Open Source nella P.A., sia per gli interessanti risultati prodotti, pur a costo di faticose mediazioni, dalla “Commissione Meo” nominata da Stanca. Le bozze della direttiva, circolate nei mesi scorsi, facevano pensare che il Governo avrebbe adottato una linea assai cauta, ma di reale apertura verso le possibilità fornite dal software libero e open source.
Il testo definitivo della direttiva delude queste aspettative. Infatti, dopo aver pagato un tributo formale alla necessità per le pubbliche amministrazioni di tener conto della offerta sul mercato di una nuova modalità di sviluppo e diffusione di programmi informatici, definita «open source» o «a codice sorgente aperto», il documento non fa successivamente alcuna scelta reale che favorisca l'adozione di soluzioni OS/FS nella pubblica amministrazione. [...]
La scelta del software viene infatti legata a criteri puramente economicistici (TCO, costo di uscita, ecc.), senza prendere in considerazione fattori di ordine più generale che invece debbono avere importanza nelle scelte di un soggetto pubblico, quali la garanzia della sicurezza dei dati e della trasparenza delle procedure, la possibilità di prmuovere lo sviluppo di imprese sul territorio, la necessità di non favorire posizioni di monopolio, il sostegno a un modello compartecipato di sviluppo della conoscenza e della società dell'informazione. Privata di questa dimensione, la questione dell'OS/FS perde ogni rilevanza politica e si riduce a mero problema tecnico/tecnologico. Non è un caso che nel testo del governo sia accuratamente evitato l'uso del termine “free software”, proprio per la connotazione politica che esso ha assunto.
Vale la pena di osservare anche che si nota nel testo della direttiva una curiosa confusione tra “open source” e public domain. L'articolo 3, comma 2, lettere b) e c), infatti distingue tra “acquisizione di programmi informatici di tipo proprietario mediante ricorso a licenza d'uso” ed “acquisizione di programmi informatici a codice sorgente aperto”, ignorando il fatto che anche questi ultimi sono coperti da specifiche licenze, e che proprio la differenza tra queste e quelle proprietarie è il nodo della questione.

E' significativo anche che nel testo definitivo della direttiva sia comparso, tra i criteri di preferenzialità nella scelta del software, quello di “soluzioni informatiche che (…) garantiscano la disponibilità del codice sorgente per ispezione e tracciabilità da parte delle pubbliche amministrazioni, ferma la non modificabilità del codice, fatti salvi i diritti di proprietà intellettuale del fornitore e fermo l'obbligo dell'amministrazione di garantire segretezza o riservatezza”. Si tratta di una modalità di distribuzione del software assolutamente legittima: ma siamo all'opposto della filosofia e delle logiche di condivisione che stanno alla base dell'OS/FS. E' anche significativo osservare che si tratta esattamente della politica di distribuzione adottata da Microsoft nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni proprio come risposta alla diffusione dell'OS/FS.

In definitiva, possiamo ben dire che la montagna ha partorito un topolino. Questa direttiva non è destinata a modificare l'atteggiamento della Pubblica Amministrazione centrale nei confronti della questione del software libero, e più in generale della libertà della conoscenza. Fortunatamente – se il centro fa da retroguardia – il sistema delle autonomie sta procedendo in maniera ancora non organica, ma sempre più evidente, nella direzione giusta, quella di utilizzare l'acquisto e lo sviluppo di software come strumento per favorire lo sviluppo di una società della conoscenza fondata sulla libertà e sulla pluralità: vale la pena, sotto questo aspetto, di sottolineare il risultato positivo messo in campo dalla nuova legge regionale toscana sulla società dell'informazione (L.R.T. 1/2004, art. 4, c.1, lett i), che prevede esplicitamente la “promozione, sostegno ed utilizzo preferenziale di soluzioni basate su programmi con codice sorgente aperto, in osservanza del principio di neutralità tecnologica, al fine di abilitare l’interoperabilità di componenti prodotti da una pluralità di fornitori, di favorirne la possibilità di riuso, di ottimizzare le risorse e di garantire la piena conoscenza del processo di trattamento dei dati”.


martedì, 10 febbraio 2004
Blogger senza fissa dimora
Nelle categorie: Free Knowledge, Vecchi post (Excite), Web — Scritto dal Ratto alle 11:38 pm

A dicembre c'e' stata la fuga da Splinder, che aveva avuto la bella idea di chiuderci i feed RSS. Ora leggo in giro che Clarence ha abbandonato Movable Type e che il passaggio alla nuova piattaforma ha scatenato il casino: altra ondata di profughi verso siti amici.
Si trattera' pure di un caso particolare della crisi generale del free internet (vedi Luciano Giustini qui) — ma la sensazione e' che bloggare per diletto stia diventando un'attivita' sempre piu' precaria. Non e' un bel segnale per chi crede che la rete sia (debba essere?) uno spazio di allargamento delle liberta'. Non tanto per noi blogger, che siamo comunque un fenomeno marginale — ma per l'idea che ci sta dietro: se vuoi uno spazio free (as in freedom) non puo' essere free (as a free beer). Per molti invece la seconda liberta' e' la condizione per avere la prima.


giovedì, 5 febbraio 2004
Comunicazione di servizio
Nelle categorie: Quel che resta, Vecchi post (Excite), Web — Scritto dal Ratto alle 11:41 pm

Da alcuni giorni lo spazio web su cui salvo le immagini di questo blog fa le bizze. Qualcuno mi sa indicare un servizio gratuito che funzioni decentemente, in modo che io possa emigrare?


mercoledì, 28 gennaio 2004
Psicoblògico
Nelle categorie: Vecchi post (Excite), Web — Scritto dal Ratto alle 12:43 am

Contravvenendo a una regola implicita che mi ero dato (mai fare metablog qui dentro), segnalo questo articolo, che secondo me dice delle cose vere e interessanti su come e perche' scriviamo i nostri blog.

sabato, 24 gennaio 2004
Singhiozzoblog
Nelle categorie: Quel che resta, Vecchi post (Excite), Web — Scritto dal Ratto alle 9:31 pm

Da qualche giorno i blog di Excite funzionano a singhiozzo — e' difficile tanto leggerli quanto aggiornarli, soprattutto di sera. Se ci aggiungete che vado a singhiozzo pure io –


venerdì, 23 gennaio 2004
Ancora information overload
Nelle categorie: Vecchi post (Excite), Web — Scritto dal Ratto alle 12:21 am

Massimo Mantellini interviene sul tema, con dei riferimenti interessanti.


mercoledì, 21 gennaio 2004
Information overload
Nelle categorie: Vecchi post (Excite), Web — Scritto dal Ratto alle 9:08 pm

Interessante post nel blog di Mauro Lupi. In effetti l'information overload e' uno dei problemi seri della mia rat race — e di quella di tutti noi. La societa' dell'informazione e della conoscenza e' un gran bel casino se non hai chi ti fa dei buoni briefing…


venerdì, 16 gennaio 2004
Mobilitazione contro il Decreto
Nelle categorie: Vecchi post (Excite), Web — Scritto dal Ratto alle 11:53 pm



Il Secolo della Rete ha indetto per il 21 gennaio alle 16.30 a Roma, presso la sala Luigi di Liegro della Provincia, in via IV novembre 119, una assemblea pubblica per un primo momento di mobilitazione e di confronto sul decreto 354/03. Partecipate numerosi ed aderite alla campagna "Liberta' di comunicare".


martedì, 13 gennaio 2004
Non sbirciare nella mia posta!
Nelle categorie: Vecchi post (Excite), Web — Scritto dal Ratto alle 5:26 pm

Il Governo ha approvato a fine anno un decreto che estende il tempo di conservazione dei dati relativi al traffico dei cittadini. Ne hanno parlato in tanti, da Beppe Caravita a Massimo Mantellini, con posizioni diverse; io sono troppo dummy per esprimere un giudizio tecnico e percio' non mi avventuro.
Ma non mi piace che decisioni che riguardano una cosa importante come la riservatezza delle mie comunicazioni vengano prese per decreto, quasi alla chetichella e senza un approfondimento adeguato. E non piace nemmeno al Garante per la Privacy (cosa che mi fa credere di aver buone ragioni di preoccuparmi).

Il decreto va in discussione domani alla Commissione Giustizia della Camera. Qui trovate l'elenco dei membri della Commissione: mandategli una mail, un fax, un piccione viaggiatore per dirgli di contrastare questo decreto.
Se volete maggiori informazioni e se volete aderire alla campagna per la liberta' di comunicazione, sul sito de "Il Secolo della Rete" trovate tutto quel che vi serve.


mercoledì, 7 gennaio 2004
Ancora uno sforzo!
Nelle categorie: Vecchi post (Excite), Web — Scritto dal Ratto alle 11:54 pm

Cercando Armani su Google la voce "Mascalzone" del De Mauro – Paravia e' gia' al settimo posto. Continuiamo cosi'!


mercoledì, 7 gennaio 2004
Help!
Nelle categorie: Vecchi post (Excite), Web — Scritto dal Ratto alle 11:52 pm

Qualcuno meno dummy di me mi sa spiegare perche' non riesco a convincere la colonna di destra di questo blog ad allinearsi correttamente in cima alla pagina, anziche' al centro?


lunedì, 5 gennaio 2004
Giu' le mani da Armani
Nelle categorie: Vecchi post (Excite), Web — Scritto dal Ratto alle 11:35 pm

Armani
Luca, il proprietario del timbrificio, non Giorgio, lo stilista. Armani (lo stilista) mi piace, ma nei confronti di Armani (Luca) sta commettendo una prepotenza bella e buona, tentando di inibirgli l'uso del dominio www.armani.it. Un tribunale gli ha dato ragione, ma impedire a una persona l'uso del suo cognome mi pare una vera barbarie. Aderisco percio' all'iniziativa di theGNUeconomy (dove potete leggere tutta la storia) e partecipo al Google Bombing contro Giorgio Armani.


domenica, 4 gennaio 2004
Ricomincia l'avventura
Nelle categorie: Vecchi post (Excite), Web — Scritto dal Ratto alle 2:32 pm

Il ratto ha traslocato da qui. Di corsa. Perche' Splinder ha una politica stupida verso i suoi utenti: la scelta di disattivare i feed RSS fa parte di una visione generale di Splinder come comunita' chiusa al suo interno, che e' l'esatto contrario di quello che dovrebbe esser la blogosfera, se si vuole che abbia qualche senso.
La nuova casa e' ancora da sistemare — anche perche' io con tutte 'ste parentesi sono un po' nel casino <>/#!@ — ma si ricomincia, approfittando anche di un po' di servizi e funzioni in piu'. Un grazie in anticipo a tutti gli amici che vorranno dare suggerimenti.

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