Neuron – Normal Movement Selectivity in Autism.
In questo articolo si sostiene che non c'e' connessione tra neuroni specchio ed autismo.
Qualcuno e' in grado di dirci il livello di affidabilita' della rivista e del gruppo di ricerca?
giovedì, 1 aprile 2010

Stacchiamo per qualche giorno e ce ne andiamo qui. Spero che al ritorno Google ci abbia tolto dalla lista dei siti infettati da malware (a quanto pare la colpa non e' nostra, ma del provider che ospita il dominio).
venerdì, 26 marzo 2010
Devo fare una confessione. A me di vedere Raiperunanotte di Santoro non mi e' nemmen passato per la testa. Perche' trovo stucchevole da anni Santoro, perche' una trasmissione del genere il giovedi' sera dell'ultima settimana di campagna elettorale non ha sicuramente *niente* da dire che non sia propaganda, perche' Berlusconi ha torto marcio a chiudere le trasmissioni che non gli piacciono, ma obiettivamente i talk show piu' o meno politici sono una roba indigeribile — e non diventano piu' digeribili perche' per una sera assumono la dimensione di un evento/manifestazione a scavalco tra piazze, rete e tv — ma mantenendo in pieno il loro impianto "broadcast".
Francamente, ho di meglio da fare. Anche perche' se sto a sentire troppo la campagna elettorale, va a finire che domenica non mi riesce di andare a votare — e invece devo, perche' Cota proprio no. Proprio no. Proprio no.
mercoledì, 24 febbraio 2010
A suo tempo la vicenda del ragazzo autistico maltrattato dai compagni allo Steiner di Torino mi aveva — per ovvie ragioni — colpito terribilmente e la ho seguita con la partecipazione che si puo' immaginare. Ho trovato sacrosanta la punizione dei ragazzi responsabili (e anche la forma assunta dalla loro riabilitazione, attraverso il servizio prestato al SERMIG), ho condiviso la decisione del giudice di Torino di rinviare a giudizio anche l'insegnante della classe. La violenza e l'umiliazione di una persona non possono essere mai accettate — e a maggior ragione quando la vittima e' in una condizione di oggettiva debolezza. La spettacolarizzazione di quella violenza e di quell'umiliazione, poi, va combattuta con tutta la forza possibile — anche attraverso la sistematica rimozione dei contenuti offensivi dalla rete: ma non con il ricorso a una censura preventiva tanto poco praticabile nei fatti quanto pericolosa nei principi.
Per questo oggi la condanna del Tribunale di Milano contro i dirigenti di Google, responsabili di non aver *impedito* la pubblicazione del video, mi pare grave e ingiustificata, per le ragioni che lucidamente espone Anna Masera sulla Stampa e che tanti in rete stanno ribadendo. Non ripeto cose dette meglio da altri — e condivido in pieno il post del blog ufficiale di Google.
Voglio soltanto aggiungere che le persone disabili non hanno bisogno di censura — che nessun censore ha il diritto di usare mio figlio come foglia di fico per ridurre gli spazi di liberta' della rete. In particolare le persone autistiche stanno trovando in internet uno strumento con delle potenzialita' enormi di liberazione e di miglioramento della qualita' della vita — e certo di tante cose hanno bisogno, ma sicuramente non di essere "protette" da un censore.
Stranezze. E' arrivato *oggi* un trackback da Dotcoma. Del 2007.
E poi ci lamentiamo delle Poste Italiane.
Non lo conosce quasi nessuno, ma a me le sue foto piacciono tantissimo.
martedì, 14 luglio 2009
Alla fine, dopo averci pensato su parecchio, ho deciso di non aderire allo "sciopero dei blogger" contro l'obbligo di rettifica. Provo a spiegare in breve perche':
1. La discussione del DdL Alfano e' stata rinviata, quindi l'attenzione mediatica ormai e' altrove. Inutile sprecare la cartuccia oggi.
2. Sono convinto che la storia dell'obbligo di rettifica sia piu' grottesca che liberticida — e finira' come tutte le altre gride precedenti (D'Alia ecc.), nella pattumiera. Non che non ci stiano a provare, ben inteso. A questa gente l'idea di una rete di gente che fa conversazione/informazione, anziche' limitarsi a consumare, fa venire l'ulcera. Ma e' come essere contro la forza di gravita': puoi anche proibirla per legge, ma se inciampi cadi e ti rompi il naso.
3. Non mi e' piaciuta per niente la prospettiva stretta stretta, settoriale, NIMBY della proposta di sciopero dei blogger. No, dico: quel DdL introduce cose assai piu' gravi dell'obbligo di rettifica. Le norme sulle intercettazioni sono oggettivamente un gran regalo alla criminalita' — e non solo a quella dei colletti bianchi. Le norme contro la pubblicazione di notizie relative alle inchieste giudiziarie sono, quelle si', un *vero* attentato alla liberta' di informazione. E la blogosfera italiana dovrebbe scioperare proprio e soltanto contro l'obbligo di rettifica? A me pare che in una notte di luna piena si sia tutti imbambolati a guardare il dito che la indica.
Una bellissima idea, secondo me.
(via La Stampa di carta, pag. 39 dell'edizione di oggi 25 giugno 2009)
giovedì, 5 febbraio 2009
Voglio capire: c'e' qualcuno di voi che ci legge via RSS? perche' Feedburner da mesi mi dice che *nessuno* ha sottoscritto il feed e *nessuno* lo usa mai — e vabbe' che The Rat Race non fa grandi numeri, ma ho la sensazione che qualcosa non funzioni…
I wouldn't steal e' la risposta intelligente all'odioso spot contro il download dei film che vi somministrano ogni volta che andate al cinema o guardate un dvd.
(via undo)
lunedì, 22 ottobre 2007

Venerdi' sera ci faro' una chiacchierata di dieci minuti su come la politica (non) sa utilizzare la rete. Il mio intervento e' del tutto trascurabile, ma l'iniziativa e' bella. Proprio bella.
martedì, 9 ottobre 2007
Un blog della community di Libero posta una foto che ho scattato io come unico contenuto di un suo post. Senza dire da dove l'ha presa, in piena violazione sia della buona educazione che della Licenza Creative Commons che copre l'immagine. Ma che diamine, avete ogni diritto di copiare quel che vi pare — vi si chiede soltanto di citare la fonte, di non farci soldi e di ridistribuire eventuali contenuti derivati con la stessa licenza. E' cosi' difficile — o e' un semplice caso di "qui si fa come cazzo ci pare"?
Volevo lasciare un educato e pacato commento al post incriminato, chiedendo gentilmente di citarmi come autore dell'immagine e niente piu'. Ma su quel blog si puo' commentare soltanto se si e' iscritti alla community di Libero — cosa che non ho alcuna intenzione di fare.
E allora mi sono un po' alterato e mi sfogo qui — e nel frattempo ho fatto un piccolo dispetto al blog in questione, sostituendo la foto con qualcos'altro.
domenica, 23 settembre 2007
Di solito non parlo di roba che ha a che fare con il mio lavoro sul blog — ma questa volta proprio non posso tenermi.
Un Comune della mia zona manda in giro fatture della TARSU (ovvero la ex-tassa sui rifiuti solidi urbani, ora pomposamente trasformata in tariffa) fatte cosi':

Vi prego di notare il particolare evidenziato dalla freccia in alto a destra:

Ma che bravi, penso io, che sull'e-gov lavoro da anni e sono particolarmente sensibile al tema: allora questa roba si paga via internet — niente code, in cinque minuti e' fatta. Pensa contenti i cittadini. Beh, guardate meglio (particolare evidenziato in basso):

Cos'e', gli hanno spiegato male che cosa vuol dire online — e sono convinti che in buon inglese significhi "in coda"? Per altro: il bollettino non e' pagabile via web nemmeno tramite il sito di Poste.it.
Mi aspetto luminose spiegazioni da qualcuno. Nel frattempo posto nell'adeguata categoria.
lunedì, 3 settembre 2007
Da oggi, tra i link del blogroll, una serie di blog scritti da persone autistiche o da genitori di bambini autistici. E' il mio contributo, per quanto ritardatario, al Blog Day 2007.
giovedì, 30 agosto 2007
Nelle categorie:
Web — Scritto dal Ratto alle 6:00 pm
Personalmente, io porto il lutto per la sua scomparsa.
mercoledì, 22 agosto 2007
Nelle categorie:
Web — Scritto da Amministratore alle 10:10 am
Da un paio di mesi a questa parte su questo blog e' aumentato esponenzialmente il traffico dal Canada, dal Messico e dagli Stati Uniti. Tutto o quasi indirizzato dalla ricerca di immagini di MSN. Succede anche a voi? e secondo voi, che vanno cercando? e perche' arrivano proprio su un blog italiano da cinquanta lettori al giorno?
mercoledì, 9 maggio 2007
Nelle categorie:
Web — Scritto dal Ratto alle 1:44 pm
Pare che il cetriolone faccia una cosa come 20.000 accessi a settimana (link al Sole 24 Ore del 5 maggio scorso, solo per utenti registrati). The Rat Race ne fa tra 700 e 1100. Il cetriolone e' costato 45 milioni di euro. Come dire che a parita' di costo per accesso The Rat Race varrebbe un paio di milioni di euro. Quasi quasi qui si venderebbe pure ;-))
giovedì, 3 maggio 2007
Stamani ho ricevuto questa letterina, per la verita' molto compita e corretta, dal fondatore di Pandora:
Dear Pandora listener,
Today we have some extremely disappointing news to share with you. Due to international licensing constraints, we are deeply, deeply sorry to say that we must begin proactively preventing access to Pandora's streaming service for most countries outside of the U.S.
It is difficult to convey just how disappointing this is for us. Our vision remains to eventually make Pandora a truly global service, but for the time being, we can no longer continue as we have been. As a small company, the best chance we have of realizing our dream of Pandora all around the world is to grow as the licensing landscape allows.
We show your IP address is 'xxx.xxx.xxx.xxx', which indicates you are listening from Italy. [...]
Delivery of Pandora is based on proper licensing from the people who created the music – we have always believed in honoring the guidelines as determined by legislators and regulators, artists and songwriters, and the labels and publishers they work with. In the U.S. there is a federal statute that provides this license for all the music streamed on Pandora. Unfortunately, there is no equivalent license outside the U.S. and there is no global licensing organization to enable us to legitimately offer Pandora around the world. [...] Consequently, on May 3rd, we will begin blocking access to Pandora to listeners from your country. We are very sad to have to do this, but there is no other alternative.
[...] We deeply share your sense of disappointment and greatly appreciate your understanding.
Tim Westergren
Hanno tutto il diritto di farlo, beninteso. Sul sito c'e' scritto a chiare lettere che il servizio e' offerto solo negli Stati Uniti — e i molti europei che usavano Pandora lo facevano di straforo, inserendo uno ZIP code americano a caso nel modulo di registrazione.
Pero' e' idiota (e non intendo da parte di quelli di Pandora, che credo siano stati costretti alla mossa dall'industria discografica). E' idiota perche' Pandora funziona da dio. La mia vecchia cara stazione era ormai talmente ritagliata sui miei gusti da essere la colonna sonora ideale — semplicemente perfetta. E grazie a lei ho scoperto un sacco di autori e di dischi che non conoscevo e che mi piacciono — e diversi me li sono comprati. Legalmente. Pagando fior di soldi e fior di diritti. Ingrassando le tasche americane di Amazon e delle case discografiche con i miei sporchi euro italiani. Che dire — tutta pubblicita' persa per loro — e pubblicita' efficace, mirata, di quella che addirittura il cliente si ritaglia da se' sulle sue esigenze — meglio di qualunque possibile indagine di mercato. Contenti loro…
Per quanto mi riguarda — questo e' un robusto disincentivo a comprare dischi. E un robusto incentivo a scaricarmi musica dalla rete — anziche' comprarla a scatola chiusa, senza averla ascoltata, senza essere stato convinto. Credo che comprero' il mio prossimo disco di musica leggera il giorno che potro' di nuovo ascoltare The Rat Ra…dio su Pandora. Chiamatela un'azione di consumo consapevole — se volete. Per me e' principalmente mal di stomaco.
* A quanto racconta Esiodo (Opere e Giorni, 95 sgg.), quando dal vaso incautamente aperto scapparono fuori tutti i mali della terra — ci rimase tappata dentro solo la speranza:
ἀλλὰ γυνὴ χείρεσσι πίθου μέγα πῶμ' ἀφελοῦσα
ἐσκέδασ': ἀνθρώποισι δ' ἐμήσατο κήδεα λυγρά.
μούνη δ' αὐτόθι Ἐλπὶς ἐν ἀρρήκτοισι δόμοισιν
ἔνδον ἔμιμνε πίθου ὑπὸ χείλεσιν, οὐδὲ θύραζε
ἐξέπτη: πρόσθεν γὰρ ἐπέλλαβε πῶμα πίθοιο
Ma la donna [Pandora, appunto - NdT], levato con le mani il gran coperchio al vaso, l'apri' — e distribui' agli uomini mali orrendi. Sola la Speranza era rimasta sotto l'orlo del vaso, in una dimora incrollabile — e non pote' volar fuori dalla bocca, perche' la trattenne il coperchio del vaso.
A me sembra un paragone proponibile… ;-)
domenica, 22 aprile 2007
… almeno nel senso della moderazione dei commenti.
Ne ho appena cancellato uno che — partendo da un dissenso sulle qualita' musicali di un gruppo pop — arriva ad augurare la morte a chi ha scritto il post. No, dico — un po' di senso della misura?
Se non pubblicare cose del genere e' censura — beh, allora su questo blog si pratica una ferrea censura.
sabato, 21 aprile 2007
Una nostra amica si sposa e Waldorf mi ha ricordato che avremmo dovuto mandarle un telegramma, come si usa. Che problema c'e' — faccio io — basta andare sul sito delle Poste e si invia online, 24 ore su 24.
Detto fatto: mi collego, scelgo "Telegramma online" — e mi compare un bellissimo Error 500. Tutto elegante nella sua livrea di barre in grigio — sembra quasi la home di The Rat Race — ma senza foto bogia-nen. Sara' colpa dell'ora, mi dico — i servizi online delle Poste, nonostante dichiarino l'apertura H24, hanno una certa tendenza ad andare a letto prima di mezzanotte.
Stamani riprovo. E funziona tutto. A meraviglia. Inserisco il testo del telegramma, inserisco l'indirizzo del destinatario, poi clicco su "continua" — e qui arriva il patatrac. "L'indirizzo del destinatario non esiste o non e' esatto" — sostiene irremovibile il sito delle Poste. Io sono certo dell'indirizzo, ma controllo e ricontrollo — e verifico per sicurezza perfino sulle PagineBianche e sull'elenco dei codici d'avviamento postale. Tutto regolare. Riprovo. Niente. Riprovo ancora con tutte le possibili varianti (con e senza "Via" prima del nome della via, mi faccio anche venire in mente che le Poste, anziche' "Roccacannuccia di Sopra", vogliano "Rocca Cannuccia" o "Roccacannuccia Sopra" o "Roccacannuccia d. S." e cosi' via — insomma una dozzina di tentativi). Niente di niente.
Mi rassegno. In fondo c'e' il telefono per i telegrammi — una volta si faceva cosi'. Pero' non ho un telefonino TIM — e quindi non posso usare il servizio dal mobile. Provo con il 186 dal fisso. i=1; for i==6 {Chiamo. Resto in attesa. Resto in attesa. Resto in attesa. Resto in attesa. Mi incazzo. Riattacco. Aspetto due minuti. i++}
E' sabato — la gente mica puo' rispondere al telefono. E allora raccatto tutti i miei coccetti, carico It sul passeggino e andiamo all'ufficio postale. Compilo un bellissimo modulo a mano in cui mi chiedono tre firme, indirizzo, numero di telefono e poco manca anche il codice fiscale e il casellario giudiziale — con tanto di informativa per la privacy a firma unica in cui il consenso al trattamento dei dati nasconde anche l'utilizzazione a fini promozionali. Presento il modulo all'impiegato che comincia ad armeggiare, inserisce a mano il testo sul PC, sbaglia corregge risbaglia ricorregge. Alla fine clicca su invio. E non succede niente. Consulto con gli altri impiegati. Perplessita' diffusa. Riprovano su un altro PC. Niente. Rassegnazione. "Guardi, non c'e' linea. Se vuole puo' tornare tra un'oretta — oppure puo' provare a mandare il telegramma per telefono, o via internet".
Evito di prendere a schiaffi l'impiegato. A fatica, ma lo evito. Gli spiego la mia trafila. Mi guarda un po' compassionevole e mi dice — forse su internet il problema e' che il sistema riconosce soltanto ROCCACANNUCCIADISOPRA e lei ha scritto Roccacannuccia di Sopra. Riprovi e probabilmente andra' bene.
Torno a casa. Ridigito www.poste.it e rifaccio tutta la trafila. Riscrivo l'indirizzo indicando correttamente ROCCACANNUCCIADISOPRA. "L'indirizzo del destinatario non esiste o non e' esatto" — risponde serafico lo schermo.
A questo punto sono dodici ore che sto tentando di mandare un telegramma — usando tutti i canali della prodigiosa offerta multicanale delle Poste Italiane. Ometto ogni commento, ma posto nell'appropriata categoria.
domenica, 14 gennaio 2007
Trovo da JTheo la segnalazione del PiolaCamp, che si fara' a febbraio forse alla Raviola Galante di Scurzolengo*. Mi pare in pieno nello spirito del Bogia-Nen Blog Lunch che abbiamo organizzato negli ultimi due anni — e quindi cerchero' di esserci — con estremo piacere.
Per altro, noi la Raviola Galante l'abbiamo cercata qualche tempo fa nei nostri giri nel paese dei Bogia-Nen — e ci siamo clamorosamente persi, anche grazie al solito GPS — che evidentemente non ha le idee chiare sul Basso Monferrato…
* Ehi, dico! capisco essere torinocentrici — ma perche' una cosa che si fa a Scurzolengo, Basso Monferrato, decidete di chiamarla PiolaCamp Turin?
domenica, 14 gennaio 2007
Riceviamo dall'autrice del blog le Malvestite e pubblichiamo:
Subject: guardi, topino
Son rimasta in silenzio tutti sti mesi, ad aspettare che lei cambiasse il link delle malvestite – e dopo tutto questo tempo, ebbene sì, mi viene il dubbio che lei non appartenga più alla schiera dei miei fanzzz. O forse, peggio!, che lei non vi sia mai davvero appartenuto. D'altra parte, lei va pure a fare il tecnologo ai barcamp, e bravo, manco un link sa cambiare, glielo dica al barcamp, al suo pubblico di andreibeggi: si vergogni. E' tutto oltremodo disdicevole, lo sappia.
Sua ex-guru,
Betty
Inutile dire che The Rat Race rivendica il diritto di aggiornare il suo blogroll quando ha tempo e voglia — e per altro cancella da oggi il link al suddetto blog.
sabato, 13 gennaio 2007
NoCamp a Vercelli, il 30 gennaio 2007. Informazioni qui:

Io non faro' un talk su NaDa, il software che non fa nulla.
martedì, 24 ottobre 2006
Su invito di Comida, qui si valuta l'idea di replicare il B-NBL dell'anno scorso e vederci a pranzo (meglio che a cena, It non si regge fuori la sera…) con un po' di blogger di queste parti prima di Natale.
Magari ad Alessandria, magari alla trattoria dell'Asmara — ma accettiamo suggerimenti su date e luoghi.
Proposte e idee qui nei commenti; le informazioni aggiornate si troveranno in questa pagina; le adesioni, per favore, via mail all'indirizzo del blog.
Due amici pisani tentano un esperimento raro: un blog "di impegno civile molto locale".
venerdì, 29 settembre 2006
Nelle categorie:
Web — Scritto dal Ratto alle 12:00 am
Haramlik e' giu' da diversi giorni. Lia, dobbiamo preoccuparci — o e' solo che Genova ti ha tolto la voglia di scrivere?
Alla SIAE hanno bisogno di uno strizzacervelli bravo (come dice Mantellini)
Ci sono (finalmente!) dei nuovi sonetti!
Miserabile fallimento, lo scoprono ora. Se leggete Mantellini, c'e' da morire dalle risa.
Sante parole quelle di Marco Zatterin su La Stampa di oggi:
"Invece che stringere le maglie dei controlli e minacciare con la galera chi scarica canzoni da Internet, le autorità potrebbero liberalizzare a tutto tondo il downloading dalla grande rete."

Firmate anche voi l'appello "tunisi mon amour" per una Carta dei diritti della Rete.
mercoledì, 8 febbraio 2006
Fiorello Cortiana, oltre ad essere un amico, e' uno dei pochi parlamentari italiani che abbiano considerato strategica la questione di come si evolve in Italia e in Europa la societa' dell'informazione. E' stato protagonista di battaglie importanti per i diritti in rete, per la liberta' di circolazione della conoscenza, per la diffusione del software libero, contro i brevetti software, e cosi' via. Insomma, e' uno che secondo me rappresenta questo pezzo di mondo della rete — come la politica nazionale sembra non saper fare quasi mai. La conferma viene dalla notizia di queste ore, che Fiorello non verra' ricandidato nelle liste dei Verdi. In generale non penso che votero' per i Verdi (francamente, non so ancora per quale pezzo di Unione votero'), ma credo che l'uscita di Cortiana dal Parlamento sarebbe una perdita significativa — ed un pessimo segnale politico. E' possibile firmare una lettera aperta a Pecoraro Scanio per dire queste cose — io l'ho firmata e credo che dovreste firmarla pure voi.
A margine: questo sistema elettorale — dico una banalita' — con il meccanismo delle liste bloccate — e' un obbrobrio che incitera' i partiti a dare il peggio di se' nella scelta dei candidati. La corsa dei trasformisti, degli apparentati, delle cordate e delle controcordate rischia di produrre delle liste talmente brutte da far passare la voglia di votare. A dire il vero, una soluzione ci sarebbe, e pure sperimentata: fare le primarie anche per scegliere i candidati dei partiti. Non dico che risolverebbe tutti i problemi, ma probabilmente il peggio del peggio lo eviteremmo. E risponderemmo al grande bisogno di democrazia e di partecipazione che il popolo dell'Unione sta esprimendo ogni volta che puo'. Non possiamo permetterci il rischio di deluderlo con liste impresentabili.
A margine del margine: personalmente non votero' per eleggere un astensionista. A costo di scegliere il partito sulla base di questa sola regola.
A me MyBlogLog e' piaciuto parecchio, come idea e come spirito.
Tutte le foto della testata e della sidebar sono ospitate su 23: questo e' un blog deflifckrizzato.
sabato, 24 settembre 2005
Nelle categorie:
Web — Scritto dal Ratto alle 12:08 am
In un commento a questo mio post William Bottin se la prende con gli utilizzatori di servizi gratuiti in rete, rei — a suo giudizio — di favorire una distorsione della concorrenza a favore delle grandi aziende e contro le piccole.
Il problema del "free as a free beer" e' un problema reale: ma per ragioni diverse. Il fatto e' che quello dei servizi gratuiti e' un modello di business — in cui i clienti che non pagano costituiscono comunque un asset prezioso e generano valore per l'azienda — e in cui il costo vivo dei servizi erogati e' sostanzialmente nullo — quel che costa e che vale e' l'idea, come nel caso di Flickr — e il valore dell'idea viene moltiplicato dal numero degli utenti non paganti. Il problema se mai e' che i clienti, abituati a questo modello, sono disposti a pagare soltanto per servizi che abbiano un valore piuttosto alto *in se'*, e non per commodities come la posta, lo spazio web o le ricerche su Google: quindi le piccole aziende che vogliono *vendere* prodotti non possono sperare di farlo se non proponendo servizi con un valore aggiunto davvero alto. E' il mercato, baby… L'alternativa e' avere buone idee e non avere fretta di guadagnare: se l'idea e' buona ed attrae un numero abbastanza alto di clienti gratuiti, prima o poi i profitti arrivano.
Dalla parte dei clienti, poi, ribadisco che i servizi gratuiti non sono affatto gratuiti: anche senza un esborso in denaro, il cliente paga il piu' delle volte fornendo all'azienda i suoi dati personali, che sono un asset significativo, i suoi contenuti, che generano traffico e di conseguenza reddito almeno potenziale, la sua stessa presenza in rete, che come e' noto accresce il valore dei servizi. Si tratta dunque di uno scambio, a tutti gli effetti, non di un omaggio o di un dono. Ed e' bene che i clienti se ne ricordino, quando valutano la propria soddisfazione rispetto al servizio che ricevono o alle policies dell'azienda che li eroga. A caval donato non si guarda in bocca: ma questi cavalli ce li siamo comprati, eccome se ce li siamo comprati. E quindi abbiamo tutto il diritto di fare gli schizzinosi.
A proposito di piccoli che fanno concorrenza ai grandi: 23 offre un servizio assai simile a quello di Flickr, ma siccome e' una piccola azienda (tre persone, credo) e ha ancora pochi clienti, ha un livello di attenzione e di personalizzazione della risposta impensabile per chi ha dimensioni superiori. Certo, ci sono ancora alcuni problemi e alcune cose che non sono al livello di Flickr, ma nel giro di qualche giorno sposto tutti i miei coccettini su 23 e abbandono Yahoo! e dintorni.
martedì, 20 settembre 2005
La notizia che Yahoo! ha fornito al governo cinese informazioni relative alla corrispondenza di un suo cliente, che sulla base di tali informazioni e' stato condannato a dieci anni "per aver rivelato un segreto di stato" mi sembra terribile.
Una domanda *seria* a tutti noi allegri utilizzatori di Flickr (niente link, per scelta) e di altri servizi di Yahoo! Non e' il momento di chiudere i nostri account, per faticoso che sia trovare altri fornitori — e di smettere di supportare una compagnia che e' cosi' poco rispettosa dei diritti e della liberta'?
Aspetto risposte, suggerimenti, illuminazioni. E magari anche qualche dritta su alternative a Flickr.
Arrivo buon ultimo, ovviamente: se ne e' parlato qui e qui e qui e in un sacco di altri posti. Pero' non mi pare che ci sia stata una riflessione approfondita sull'opportunita' e sulle modalita' per rendere efficace un eventuale boicottaggio — e mi pare che nessuno abbia pensato a Flickr.
martedì, 30 agosto 2005
Il dummy ha aggiornato il software di The Rat Race, che ora gira (forse) sotto Wordpress 1.5.2 in italiano.
Se qualcosa non funziona o ha un aspetto terribile, ditemelo qui nei commenti. Poi probabilmente non sapro' rimediare, ma voi ditemelo lo stesso…
lunedì, 8 agosto 2005
Credo che The Rat Race abbia bisogno di fare una pausa. Dopo il ritorno dalle ferie e' stato piu' difficile del solito riprendere il ritmo — qui per noi ci sono cambiamenti molto importanti e probabilmente il blog non risponde piu', cosi' come e', al nostro stile di vita e di lavoro — insomma ho l'impressione che ci serva qualche ripensamento prima di decidere se/come continuare.
"Non perdiamoci di vista", comunque — e grazie alla ventina di lettori abituali — e a quelli meno abituali — che ci hanno seguiti in questi mesi.
E un grazie particolare a Marco e a Comida, per la loro ospitalita' su Montag, di cui spero di approfittare ancora a lungo.
mercoledì, 6 luglio 2005
Il Parlamento europeo ha respinto a schiacciante maggioranza la proposta di direttiva sui brevetti software. Oggi e' una buona giornata.
lunedì, 27 giugno 2005
Nelle categorie:
Web — Scritto dal Ratto alle 3:13 pm

Oggi alle 15.08.19.
giovedì, 16 giugno 2005
"Io invece penso che l’open source sia il sistema migliore per precipitare nella barbarie."
E' Loredana Morandi (ve la ricordate?) che torna con le sue invettive* contro la libera diffusione dei contenuti?
No, e' Giorgio Faletti, intervistato da Anna Masera per La Stampa Web. Ma il livello e' lo stesso.
* Il post originale non e' piu' in rete, peccato. Rimando a una mia citazione di qualche mese fa.
giovedì, 16 giugno 2005
Nelle categorie:
Web — Scritto dal Ratto alle 1:03 pm
The Rat Race ha superato le diecimila visite dal trasloco in casa Montag. Grazie a tutti voi che ci state leggendo.
mercoledì, 1 giugno 2005
Domani questo blog va a Cracovia per partecipare ad EISCO 2005. Aggiornamenti difficili nei prossimi giorni.
venerdì, 6 maggio 2005
Nelle categorie:
Web — Scritto dal Ratto alle 11:58 pm
Carlo Formenti definirebbe sicuramente questo blog — e piu' o meno tutti quelli del mio blogroll — "fuffa" — senza alcun significato indulgentemente positivo. E certamente non perderebbe il suo tempo a leggerlo. Io invece QuintoStato l'ho letto per un sacco di tempo, imparando molto, dissentendo spesso e incazzandomici di frequente.
Ma ora QS chiude — e non e' una bella cosa.
mercoledì, 4 maggio 2005
Il fotomontaggio apparso su Indymedia che rappresenta il Papa come nazista e' certamente di pessimo gusto, oltre che idiota. Ma disporre il sequestro del server e' liberticida, oltre che idiota. E francamente mi pare peggio.
venerdì, 8 aprile 2005
Nelle categorie:
Web — Scritto dal Ratto alle 2:25 pm
Ho un router ADSL wireless e mi sono guardato bene dal chiuderne l'accesso. In fondo pago una flat, ho banda in abbondanza e non mi dispiace se qualcuno riesce a sfruttarla oltre a me. Ma per Repubblica, sono la via d'accesso alla rete dei peggiori criminali.
venerdì, 8 aprile 2005
… qualcosa si ottiene. Dopo che mi sono lamentato perche' di Analisi XXI non c'era traccia sul web, hanno pubblicato il PDF con il primo numero in versione integrale. Ben nascosto, beninteso: cosi' ben nascosto che pure con Google e' difficile trovarlo. Ma c'e'.
Avessero anche avuto la buona creanza di rispondere alla mail che gli ho mandato per segnalare il mio post e il loro problema…
giovedì, 31 marzo 2005
Checche' ne dica Federico Steinhaus* su Informazione Corretta, il dossier che Analisi XXI, rivista bimestrale agli esordi (e distribuita insieme al quotidiano della Margherita, Europa), dedica alle prospettive di pace tra Israele e Palestina e' di grande interesse e utilita'. Si puo' certo dissentire su questo o quel contributo — ma credo che si esca dalla lettura di quelle pagine con le idee piu' chiare — anche se con meno granitiche certezze (il che fa sempre bene).
Nel sommario del dossier intitolato "Palestina – Israele. Proposte per la pace":
- L'intifada non violenta per lo Stato Palestinese, intervista a Sari Nusseibeh
- La sfida e' una societa' laica e democratica, Ali Rashid
- Ophira addio!, Uri Avnery
- La chiave per la pace, Jeff Halper
- La "generosa offerta" e la terza via per la pace, Luciano Neri
DOCUMENTI:
- Abu Mazen Presidente – Discorso di insediamento
- Processo di pace – Cronologia dei principali eventi
- Risoluzione 242 del Consiglio di Sicurezza dell'ONU
- Trattato di Oslo – Dichiarazione dei principi
- Road Map
- Accordo di Ginevra
- Dichiarazione di principi Ayalon-Nusseibeh
- Verita' contro verita': Gush Shalom – 101 tesi per chiudere il conflitto
- Manifesto per la cultura e la democrazia
Peccato che i miei compagni di partito non abbiano pensato di dare alcun rilievo in rete a questa iniziativa: non una pagina web, non un link, nemmeno una riga in cui si dice come procurarsi la rivista. E poi diciamo che si vuole fare nuova comunicazione politica…
* Giusto per mettere qualche puntino su qualche i e per prevenire qualche flame: non tutte le tesi espresse negli articoli di Analisi xxi sono convincenti. Tanto Avnery quanto Luciano Neri hanno atteggiamenti che piu' di una volta sanno di pregiudizio. Sulle narrativedi Gush Shalom (e piu' in generale sulle narrative sottese alla lettura del conflitto) spero di tornare presto. Diversamente da Halper, infine, non credo che la pace possa trovarsi nella prospettiva di uno stato binazionale, ma solo in quella di due stati (veri entrambi, non uno stato e un bantustan) per due popoli.
Ma e' singolare che Steinhaus non spenda una parola proprio sull'articolo di Halper, che e' zeppo di dati, cifre, statistiche, citazioni normative — e che disegna un quadro agghiacciante dell'occupazione israeliana dei territori e delle politiche di strangolamento della societa' palestinese. Non potendo evidentemente smentire quei dati come falsi, Steinhaus che fa? li oblitera. Trovo perfino noioso doverlo ripetere: non si e' buoni amici di Israele se invece di fare informazione corretta per davvero si rifiuta la verita' scomoda delle colpe di Israele nell'occupazione. Non si e' buoni amici di Israele se non si parte dal punto di vista che gli insediamenti nel West Bank sono un cancro che sta uccidendo la societa' israeliana, tanto quanto quella palestinese. Se si tacciono queste cose, certo non si aiuta la ripresa del processo di pace: e la pace e' cio' di cui Israele ha davvero bisogno.
domenica, 27 marzo 2005
Cercando "indecente" su Google, la biografia dell'indecente ministro Calderoli e' finalmente al posto che le spetta: il primo.
Grazie a tutti gli amici che stanno partecipando a questo piccolo esercizio di igiene del web.
mercoledì, 23 marzo 2005

Un visitatore egiziano (Lia, sei tu?) e' stato il cinquemillesimo a venirci a trovare nella nuova casa di The Rat Race, oggi alle 22:27.
martedì, 22 marzo 2005
Vi stressano con richieste impossibili? al lavoro vi dicono oggi che la scadenza del progetto e' per l'altro ieri? Segnalate un errore a un vostro collaboratore e lui vi risponde "Perche' non te lo correggi tu?"? Su eCompratelo finalmente la risposta:

Grazie a F. per la segnalazione di questa imperdibile mercanzia. In questi giorni ne ho un gran bisogno.
lunedì, 21 marzo 2005
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Web — Scritto dal Ratto alle 5:03 pm
Un bel giochino trovato qui.
giovedì, 10 marzo 2005
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Web — Scritto da waldorf alle 7:39 pm
Pare che secondo ricerche recenti, e comunque di risultato necessariamente approssimativo, gli utenti di internet in Italia che si connettono tutti i giorni siano circa 4 milioni, mentre 9 milioni di persone si connettono una volta a settimana circa. Si tratta di numeri bassi rispetto a molti altri paesi occidentali, ma certamente non indifferenti. Ho comunque l'impressione persistente che internet non sia entrato, nel bene e nel male, nei costumi e nei comportamenti collettivi; chi sta molto in rete è ancora una specie di alieno che ha tempo da perdere, anche secondo il modo di vedere di diverse persone se non giovanissime di certo non anziane, e ancora sono tanti sono quelli che si connettono solo dall'ufficio.
Ovviamente ciò dipende molto anche dai costi e da fattori pratici; fatto sta che io non riesco quasi mai a farmi rispondere in tempi non geologici via e-mail da amici e colleghi, cosa che mi irrita sovranamente, in quanto, odiando il telefono, trovo che la posta elettronica sia un grande mezzo di comunicazione.
Non so se questo capiti anche ad altri che maneggiano molto internet, ma a me, che pure non sono tra gli utenti maggiormente accaniti, sembra ancora di essere un nerd isolato (fuori della famiglia, almeno!) ed anzi dato che di tecnologia e scienza mi intendo poco, ma vado meglio nel settore letterario, una "lerd", razza ancora piu' isolata ma ugalmente "socially awkward"…
lunedì, 7 marzo 2005
hanno fatto approvare la direttiva sui brevetti software, forzando le procedure e umiliando il Parlamento Europeo, pur di portare a casa la protezione dei loro interessi. E' un brutto giorno per la liberta' della conoscenza.
Un sommario informativo puo' essere letto qui: consiglio di seguire anche i link sula colonna di destra, che riassumono la storia della vicenda e danno visibilita' alle posizioni dei critici e dei sostenitori dei brevetti software.
Ora la battaglia contro la direttiva deve trasferirsi al Parlamento Europeo, dove in seconda lettura dovra' essere posta non solo la questione di merito, ma anche e forse soprattutto quella di metodo: non si puo' dimenticare infatti che il testo di questa direttiva non riflette le posizioni espresse dal Parlamento stesso, che anzi ha richiesto che l'iter legislativo fosse ripreso da principio, e non dispone di una maggioranza chiara nemmeno nel Consiglio, date le numerose
dichiarazioni contrarie di parlamenti e governi nazionali, tra cui quello italiano. L'approvazione della direttiva costituirebbe percio' un grave precedente in termini di distorsione dei processi decisionali comunitari e un vulnus significativo all'autorita' del Parlamento Europeo.
Il comunicato stampa de Il Secolo della Rete; la notizia da Punto Informatico.
venerdì, 4 marzo 2005
Visto che la vicenda ha ormai piu' puntate di Beautiful, ben venga il riassunto di .mau., che e' semplice e chiarissimo.
giovedì, 3 marzo 2005
Copio e incollo da Il Secolo della Rete.
Il 7 marzo 2005 all'ECOFIN verra' fatto, ancora una volta, un tentativo di fare passare la direttiva comunitaria sulla brevettabilita' del software, gia' bocciata dal Parlamento Europeo lo scorso anno. Chiunque ne abbia la possibilita', scriva ai propri europarlamentari per opporsi a questa prevaricazione. L'elenco dei parlamentari diviso per nazione e gruppo politico puo' essere consultato nel sito dell'Europarlamento.
La decisione di stracciare il processo democratico, e di togliere credibilita' alle istituzioni europee, e' dovuta al fatto che tale direttiva non ha piu' il supporto, ne' del Parlamento, ne' fra i paesi membri, ne' della maggioranza al Consiglio, ne' il supporto di altre Direzioni Generali in Commissione al di fuori della DG-Market.
Sotto trovate un fac-simile della lettera (ovviamente modificabile):
On. [nome]
Il Commissario Europeo al mercato interno, Charlie McCreevy, ha richiesto al Consiglio Europeo di includere la direttiva sulla brevettabilita' delle invenzioni sviluppate al calcolatore (il software) al punto "A" dell'ordine del giorno del Consiglio di competitivita' (ECOFIN) del 7 marzo ed ha richiesto di adottare formalmente quanto prima la "posizione comune" su cui era stato trovato un accordo lo scorso maggio, affermando che questo dossier debba essere approvato.
– Il Commissario McCreevy ha rifiutato di lavorare ad una proposta migliore, e di essere aperto a una qualunque trattativa o compromesso.
– Ha rifiutato di considerare la presentazione di una nuova proposta e l'applicazione dell'articolo 55, come chiesto all'unanimita' dai presidenti del Parlamento Europeo.
– Ha rifiutato di prendere in considerazione le correzioni del Parlamento Europeo.
– Ha rifiutato di prendere in considerazione che l'accordo politico del Consiglio non ha la maggioranza.
– Ha rifiutato di considerare che soltanto nella seconda meta' di febbraio 2005 tre Parlamenti nazionali hanno votato contro la direttiva da lui sostenuta.
– Ha rifiutato di prendere in considerazione le dimostrazioni popolari degli ultimi mesi. Ha rifiutato di prendere in considerazione le petizioni dall'associazione delle PMI.
Ma soprattutto, McCreevy dimostra che non intende affatto prendere in considerazione la forza del Parlamento Europeo – che rappresenta i cittadini dell'Unione Europea – rifiutandosi di accettare la sua richiesta di applicare l'articolo 55.
Se il suo tentativo avesse successo, creerebbe un pericoloso spostamento nell'equilibrio dei poteri; una perdita di fiducia nella rappresentativita' delle istituzioni, che sembrerebbero essere piu' sensibili all'interesse di poche multinazionali, in gran parte neppure europee.
Ho votato per Lei, e ho fiducia in Lei. Chiedo a Lei, in qualita' di membro del Parlamento Europeo, che ho contribuito ad eleggere, di evitare di far creare un precedente legislativo a questo Commissario.
Le chiedo di proporre una mozione di sfiducia per un Commissario che non rappresenta gli interessi europei.
Sarebbe una lezione per il futuro e una garanzia per la democrazia.
In fede,
[firma]
Nome Cognome
Indirizzo]
mercoledì, 2 marzo 2005
Riporto qui, con qualche variante, una cosa che ho scritto per Il Secolo della Rete.
Oggi, nella cornice significativa del Festival di Sanremo, i Ministri dell'Innovazione, della Cultura e delle Comunicazioni firmeranno il "patto" relativo all'introduzione di "Linee guida per l'adozione di codici di condotta ed azioni per la diffusione dei contenuti digitali nell'era di internet". Il documento, emerso dai lavori di una commissione presieduta da Paolo Vigevano, e' stato redatto a seguito di numerose audizioni con fornitori di connettivita', operatori di telecomunicazioni, fornitori di contenuti, detentori di diritti di proprieta' intellettuale; sono state audite anche alcune associazioni di consumatori e l'Associazione Software Libero, che pero' si sono dissociate dal risultato dei lavori [sulla logica (perversa) delle audizioni, vedere questo post di Beppe Caravita].
Il documento, di cui sono circolate anticipazioni ma che non e' ancora pubblico, si e' focalizzato interamente sul contrasto della "pirateria" di materiale protetto da copyright ed e' sostanzialmente subalterno alla logica dei grandi produttori di contenuti. E' vero che viene dato atto del diritto di tutti a a prendere parte liberamente alla vita culturale della comunita', di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico ed ai suoi benefici: ma di questo diritto ben poca cosa rimane nel modello proposto dai tre ministri. Il testo infatti e' interamente rivolto a creare le condizioni per la nascita di "ambienti sicuri" per la fruizione e lo scambio di contenuti digitali, attraverso lo sviluppo e l'adozione di sistemi di Digital Rights Management, cioe' per i non addetti ai lavori di protezione elettronica dei contenuti. Addirittura e' evocata la possibilita' che gli internet provider debbano risolvere i contratti di connettivita' degli utenti che violino il diritto d'autore. In pratica: guerra dichiarata allo scambio dei file su internet, appena mitigata a parole da un impegno a promuovere la disponibilita' e l'utilizzo di contenuti digitali secondo modelli di pubblico dominio e licenze alternative, di cui per altro non si esaminano e non si indicano ne' le tipologie, ne' le logiche di agibilita' in un ecosistema digitale dominato dai DRM.
Vi e' dietro questo documento una visione del tutto distorta di internet come canale di distribuzione essenzialmente di tipo broadcast come la tv: da un lato i fornitori di contenuti, dall'altra la massa dei consumatori che hanno con i primi un rapporto disaggregato e verticale. Ma la rete non e' questo: e' appunto una *rete* – e prima di tutto di relazioni – dove ognuno e' nello stesso tempo fornitore e fruitore di contenuti, dove la viralita' dello scambio di informazioni e' prevalente rispetto alla logica da supermercato del consumo. Se non si capisce questo, non si capisce nulla di internet — e non si ha alcuna possibilita' di incidere sulla sua realta': al massimo se ne puo' rendere piu' scomodo lo sviluppo e piu' lenta la generalizzazione, con dei bei risultati nella lotta al ritardo digitale che affligge l'Italia.
Non sorprende, ma preoccupa che tre ministri e il meglio dell'industria culturale italiana non abbiano saputo partorire che questo provvedimento inefficace nei fatti e potenzialmente liberticida nei principi, anziche' avere il coraggio necessario di affrontare una volta per tutte la questione di come rivedere la protezione della proprieta' intellettuale nell'epoca della rete, esplorando realmente modelli alternativi di remunerazione degli autori (e di disintermediazione reale rispetto alle catene del valore).
Poco male, in fondo: anche queste linee guida saranno spazzate via dai comportamenti sociali nella rete, cosi' come le norme largamente inapplicate e inapplicabili del Decreto Urbani. D'altronde siamo a Sanremo: sono solo canzonette.
Aggiornamento: tutta la documentazione adesso e' qui.
sabato, 19 febbraio 2005
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Web — Scritto dal Ratto alle 7:54 pm
lunedì, 7 febbraio 2005
Non trovo il tempo per il blog, in questi giorni. E il poco che trovo va via nella cancellazione di oltre cento commenti-spam al giorno. Qualcuno conosce un modo per fare molto male ai rompicoglioni che li spediscono?
lunedì, 24 gennaio 2005
Chinaski77 si lamenta perche' i commenti di questo blog, che "si batte per la liberta' di comunicare", sono moderati. Ne approfitto per precisare — ma mi pareva chiaro fin da principio: la moderazione consiste soltanto nel cestinare lo spam (enlarge your penis, online-poker, medicine gratis, prestiti senza garanzie e altre amenita'). Tutti i commenti veri vengono indistintamente approvati, sotto la responsabilita' di chi li scrive. E salvo il mio diritto di replica. Proprio perche' ci tengo alla liberta' di comunicare.
venerdì, 14 gennaio 2005
La MozBlogBar. Magari nel w-e riesco a tornare a scrivere pure io, tra una poppata e un pannolino.
martedì, 11 gennaio 2005
Mentre tento di elaborare il lutto per i miei dati (confermo: mi sono perso *tutto*, cinque anni di lavoro, posta, memorie, documenti, perfino le foto del primo giorno di vita di Enrico), constato che e' un momentaccio, nella blogpalla: Leonardo ha chiuso (o meglio, e' stato inghiottito dal futuro), Scimmiapelosa/Skid X e' sparito con tutta la sua Mozblogbar. Che cos'e' — un'epidemia?
Una preghiera a tutti: se vi ho mandato in passato materiali miei (foto, documenti, ecc.), siate gentili, speditemene una copia all'indirizzo del blog. Sto cercando di recuperare qualcosa dal disastro.
giovedì, 6 gennaio 2005
Non sono sicuro di riconoscermi nel rit-ratto di citta' (avevo scritto "il ritratto del ratto" — ma era troppo anche per un cultore della rima e dell'allitterazione come me), ma sono felice di dare il benvenuto al ratto di campagna che ha aperto il suo blog su Excite (poverino, non sa quanto dovra' soffrire in quel gran condominio dall'incerta manutenzione…).
martedì, 4 gennaio 2005
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Web — Scritto dal Ratto alle 12:26 pm
Non avrei mai pensato di trovare in giro un blog che cita Esiodo e Simonide a piene mani. E dire che il titolo e la grafica mi avevano un po' preoccupato — temevo una di quelle cose tra l'adolescenziale e il new age…
venerdì, 24 dicembre 2004
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Web — Scritto dal Ratto alle 9:27 pm
Ho altri tre inviti per GMail. Aiutatemi a smaltirli…
mercoledì, 22 dicembre 2004
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Web — Scritto dal Ratto alle 6:08 pm
Ai primi che commentano posso distribuire tre inviti per GMail, sempre che ci sia ancora qualcuno che ne ha bisogno.
Aggiornamento: Ulteriore infornata di indirizzi – uno e' ancora disponibile.
Anche se sembra ovvio, lo dico perche' non tutti lo fanno: datemi un indirizzo di mail valido e corretto. Tanto non viene pubblicato — e se no non sono in grado di mandarvi gli inviti.
martedì, 14 dicembre 2004
Secondo Punto Informatico c'e' il rischio che la direttiva europea sui brevetti software venga fatta passare a giorni, praticamente senza discussione e all'interno di una sessione del Consiglio dedicata a tutt'altro.
Non sto a riprendere tutta la storia (chi non la conosce puo' trovare le informazioni qui): ma e' il momento di fare pressione perche' l'Italia si opponga davvero alla direttiva, cosi' come avrebbero voluto perfino il ministro Stanca e il viceministro dell'economia Baldassarri.
Conoscete un parlamentare? rompetegli i santissimi. Io lo sto facendo gia'. Ne va della vostra possibilita' di vivere in un mondo in cui le idee sono un bene pubblico e non una merce.
martedì, 14 dicembre 2004
In colpevole ritardo segnalo questo bel post di Blogmatic Café sull'ennesima campagna "antipirateria", questa volta nelle scuole. Non se ne puo' piu'.
Nel mio piccolo, mi sono divertito molto a fare la mia personale campagna sulla "pirateria" in una scuola di Mestre qualche tempo fa; la traccia della mia chiacchierata e' qui.
giovedì, 9 dicembre 2004
Dopo qualche giorno di fatiche sul template, The Rat Race prende possesso della sua nuova casa. La vecchia di Excite resta li' con tutti i vecchi post e i commenti, nella speranza che ogni tanto si riesca pure a leggerli.
Ho cercato di riprodurre il piu' possibile l'aspetto del vecchio blog, ma ho approfittato del trasloco per introdurre qualche innovazione e per rimettere un po' d'ordine nei soprammobili di casa: curiosate e raccontatemi se qualcosa non va. So che la visualizzazione con MS Explorer non e' gran che: ma se usate Explorer siete voi che sbagliate, mica io ;-). Scaricatevi Firefox e poi ne riparliamo.
WordPress mi piace tantissimo, anche se credo di padroneggiarlo ancora poco. Pero' e' facile da imparare anche per un dummy come me — e lo consiglio a tutti. Oltre tutto è software libero — e non ci si stanca mai di dire "che e' meglio".
Mi sono rassegnato a introdurre la moderazione nei commenti, per sottrarmi alle tonnellate di spam che arrivano qui gia' da prima dell'apertura ufficiale. Prometto che saro' assiduo e che non dovrete aspettare a lungo per vedere i vostri commenti pubblicati.
Spero che vi troverete bene qui. Il menu e' il solito: annotazioni frenetiche e confuse. Probabilmente nei prossimi tempi (thumbnails nella colonna di destra) aggiungero' una sezione di foto: ma non so quando avro' il tempo.
La casa nuova esiste grazie alla generosa ospitalita' di Marco (e trovate nei link la nuova categoria dei coinquilini di casa Montag): un grande ringraziamento.
P. S. delle 22.13: ovviamente il blog di Excite e' inaccessibile pure stasera… Come si sta bene nella casa nuova.
giovedì, 9 dicembre 2004
(post trasferito da qui)
Come vi ho anticipato, The Rat Race cambia casa, un po' perche' l'ospitalita' di Marco era troppo allettante, un po' perche' qui su Excite non si riesce piu' ne' a scrivere, ne' a leggere decentemente un blog. Tempi duri per i servizi gratuiti in rete.
Da oggi in poi mi trovate qui:
www.montag.it/theratrace
Aggiornate i vostri link, per favore.
Resume for non Italian speakers: The Rat Race has moved to http://www.montag.it/theratrace. Update your links please.
domenica, 5 dicembre 2004
(post trasferito da qui)

Excite di giorno in giorno e' sempre piu' inaffidabile e sempre piu' pieno di bachi. Per fortuna un amico mi ha da tempo offerto ospitalita' e un Wordpress a casa sua. Nei prossimi giorni inizio finalmente il trasloco, quindi il poco tempo che ho a disposizione sara' dedicato essenzialmente a sistemare il nuovo blog — e aggiornero' poco questo. Stay tuned.
lunedì, 29 novembre 2004
(post trasferito da qui)
Weiß jemand, warum Kontakte aus Deutschland sich zehnfach an den letzten zwei Tagen erhöht haben?
Deutscher Text durch Babelfish (Ich bin nicht schuld an den Fehlern).
Spero che la roba qui sopra voglia dire, più o meno: "Qualcuno sa perche' i contatti dalla Germania sono cresciuti di dieci volte negli ultimi due giorni?". Dato che per me il tedesco e' vagamente comprensibile, ma non so scrivere due parole in fila, la traduzione e' di Babelfish: qualche tedesco(fono) si divertira' alle mie spalle.
sabato, 30 ottobre 2004
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Web — Scritto dal Ratto alle 11:25 am
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