lunedì, 2 febbraio 2004
Ariel Sharon dichiara che ordinera' l'evacuazione di diciassette insediamenti israeliani nella striscia di Gaza, e che in prospettiva non resteranno ebrei a Gaza.
Apparentemente e' una mossa importante, una sostanziale sconfessione della linea fin qui tenuta dalla destra al governo, che ha sempre rifiutato di fermare la proliferazione degli insediamenti nei territori occupati. Di fatto e' una bufala, fatta per gettare polvere negli occhi: [...] perche' non c'e' data prevista per il ritiro, perche' si parla soltanto di Gaza e di 7.500 coloni. Nulla si dice degli insediamenti ben piu' significativi (e politicamente piu' pericolosi per Sharon, come ci ricorda Nadav Shragai su Haaretz) del West Bank, dove vivono oltre 200.000 coloni e la cui popolazione e' in vigorosa crescita.
Fino a che questo nodo non verra' affrontato, finche' il governo di Israele non dira' con chiarezza che tutti i coloni devono lasciare i territori occupati e non prevedera' tempi certi per la loro evacuazione, nessun passo avanti sostanziale sara' fatto in direzione della pace. E' tutta cosmesi, belletto applicato su una piaga purulenta.






