giovedì, 17 giugno 2010
Per Paolo Zocchi
Nelle categorie: Di(ver)s(e)abilita', Free Knowledge, Pipponi, Quel che resta, Roba da autistici, Web — Scritto dal Ratto alle 12:55 pm

Paolo

Oggi a Roma (all'Hotel Quirinale alle ore 18) viene presentato un volume di scritti in memoria di Paolo Zocchi. E' un bel modo di ricordarlo, cercando di mettere in campo riflessioni per il futuro. Non ce la faro' ad esserci di persona — ma ci sono con il cuore e con il cervello.

C'e' anche un mio contributo sull'importanza del web 2.0 per la comunicazione (e la liberazione) delle persone autistiche.


Neuron – Normal Movement Selectivity in Autism.
In questo articolo si sostiene che non c'e' connessione tra neuroni specchio ed autismo.
Qualcuno e' in grado di dirci il livello di affidabilita' della rivista e del gruppo di ricerca?



giovedì, 10 aprile 2008
Pastone elettorale
Nelle categorie: Free Knowledge, Nel paese dei Bogia-Nen, Politica e altre indignazioni — Scritto dal Ratto alle 12:10 pm

Questa volta la campagna elettorale proprio non mi ha entusiasmato. Anzi — sto cercando di tenermene il piu' lontano possibile — di far finta di niente. Perche'? perche' non riesco a decidere se e' piu' deprimente o irrilevante. E non e' una bella alternativa.
Insomma, a quanto pare qui siamo a decidere se (in ordine di probabilita'):
1) Sia alla Camera che al Senato vince quel signore che dice che i magistrati sono matti, che le belle gnocche stanno a destra, che Napolitano si deve dimettere, che l'Alitalia la fa comprare lui ai suoi amici, ai suoi figli, al suo cane. Eccetera eccetera. Se non fosse una prospettiva devastante, ci sarebbe almeno da ridere all'idea che uno cosi' possa fare il capo di governo.
2) Quel signore vince alla Camera, ma al Senato si ritrova con i numeri di Prodi e gli tocca sperare che Ciampi e la Levi Montalcini non godano di buona salute. Fa il governo lo stesso — e tra due anni siamo da capo perche' non riesce a fare altro che litigare con i suoi e con quegli altri.
3) Quel signore vince alla Camera, ma al Senato, tra UDC, Arcobaleni, Piddi', senatori a vita, eletti all'estero ecc. ecc., e' proprio in minoranza. Traccheggia qui, traccheggia la' — si fa un governone con tutti dentro — o un governicchio che cerca di accontentare tutti. Con il personale politico di cui disponiamo, ci sara' da divertirsi. Soprattutto in tema di diritti civili, visto che le forze non veterocattoliche saranno in assoluta minoranza nel governo.
4) Quel signore ne combina una piu' grossa delle altre da qui a venerdi' notte, un po' di gente decide di non votarlo e non lui non vince nemmeno alla Camera. Veltroni si trova a gestire un premio di maggioranza di cui non sa bene che cosa fare e un Senato in cui non ha comunque i numeri. O fa Prodi bis — e finisce come al punto 2) a parti invertite; o fa l'accordone con la destra e finisce come al punto 3); o fa l'accordo con Casini (sempre che i numeri ci siano) e finiamo tutti col cilicio; o fa l'accordo con Bertinotti (anche qui, numeri permettendo) e si torna a votare dopo sei mesi perche' litigano su tutto.
Fate un po' voi, ma io non vedo alternative a questi esiti — e nessuno mi pare auspicabile, ma nemmeno potabile.

Per di piu' io abito nella circoscrizione Piemonte 2, dove gli esiti sono scontati: alla Camera vince comunque il PdL, al Senato pure e l'Arcobaleno non arriva all'8%. Grazie al meccanismo dei premi di maggioranza, delle soglie di sbarramento e della mancanza di preferenze, il mio voto, qualunque esso sia, e' del tutto irrilevante. Non sposta nemmeno un capello dell'ultimo degli eletti. Conta meno di una telefonata notturna all'ineffabile sindaco di Varallo.

Vi pare che ci siano molti motivi per appassionarsi a questa campagna elettorale? poi alla fine a votare ci andro' lo stesso — sempre che trovi qualcuno di decente da votare.
A questo proposito segnalo una bella iniziativa dell'ASSOLI (ASsociazione SOftware LIbero), che sta cercando di sensibilizzare i candidati e gli elettori sui temi del software libero.

vota per il software libero! (banner)

Io personalmente ho aderito — e ho sempre pensato che quello della liberta' della conoscenza sia un tema importante su cui vagliare le posizioni delle forze politiche. Potrebbe essere un buon criterio per decidere chi votare. Ma in Piemonte 2 finora hanno aderito alla Camera solo due tre candidati; al Senato *nessuno* uno solo.

P. S. E comunque sia — a costo di rifare tutto questo lavoro e alla fine di mettere nella scheda una fetta di prosciutto — non votero' un astensionista.


I wouldn't steal e' la risposta intelligente all'odioso spot contro il download dei film che vi somministrano ogni volta che andate al cinema o guardate un dvd.
(via undo)



Trenta milioni di euro per il software libero nella PA: ho firmato anche io una lettera per chiedere come vengono spesi.



lunedì, 22 ottobre 2007
Pubblicità
Nelle categorie: Free Knowledge, Web — Scritto dal Ratto alle 4:03 pm

Venerdi' sera ci faro' una chiacchierata di dieci minuti su come la politica (non) sa utilizzare la rete. Il mio intervento e' del tutto trascurabile, ma l'iniziativa e' bella. Proprio bella.


mercoledì, 6 giugno 2007
Licenze Microsoft? no grazie
Nelle categorie: Free Knowledge — Scritto dal Ratto alle 1:38 pm

Io ho firmato questa petizione, promossa dal prof. Renzo Davoli, dell'Università di Bologna:

Basta all'obbligo di acquisto delle licenze d'uso del software con il personal computer! I cittadini italiani vogliono poter scegliere.
(esempio: se desiderano installare GNU-Linux sui loro personal computer da tavolo o portatili non vogliono dover pagare la licenza di Vista!)
Occorre una legge che contenga le seguenti norme:
1) Nella vendita di personal computer il prezzo dell'hardware deve essere riportato con voce distinta rispetto al prezzo della licenza d'uso del software eventualmente in dotazione.
2) E' consentito all'utente di rinunciare all'acquisto della licenza per il software e pagare solamente il prezzo dell'hardware.
3) Il prezzo indicato per la licenza d'uso del software deve essere realistico.
Il testo completo della proposta, cosi' come le motivazioni e le previsioni degli effetti sono pubblicati in: http://www.nonsiamopirati.org/4bersani.html (autenticita' md5 b4389837d79b118572a4c06944e4e7c5).
(il punto 3 e' stato qui riportato in forma abbreviata, coerente nel senso ma privo dei tecnicismi previsti nella forma integrale della proposta).


Barack Obama ha chiesto che i dibattiti della campagna presidenziale americana siano rilasciati sotto licenza Creative Commons.
(via Slashdot)



giovedì, 3 maggio 2007
Hanno chiuso il vaso di Pandora*
Nelle categorie: Free Knowledge, Ma vaffanculo!, Web — Scritto dal Ratto alle 1:11 pm

Stamani ho ricevuto questa letterina, per la verita' molto compita e corretta, dal fondatore di Pandora:

Dear Pandora listener,
Today we have some extremely disappointing news to share with you. Due to international licensing constraints, we are deeply, deeply sorry to say that we must begin proactively preventing access to Pandora's streaming service for most countries outside of the U.S.
It is difficult to convey just how disappointing this is for us. Our vision remains to eventually make Pandora a truly global service, but for the time being, we can no longer continue as we have been. As a small company, the best chance we have of realizing our dream of Pandora all around the world is to grow as the licensing landscape allows.
We show your IP address is 'xxx.xxx.xxx.xxx', which indicates you are listening from Italy. [...]
Delivery of Pandora is based on proper licensing from the people who created the music – we have always believed in honoring the guidelines as determined by legislators and regulators, artists and songwriters, and the labels and publishers they work with. In the U.S. there is a federal statute that provides this license for all the music streamed on Pandora. Unfortunately, there is no equivalent license outside the U.S. and there is no global licensing organization to enable us to legitimately offer Pandora around the world. [...] Consequently, on May 3rd, we will begin blocking access to Pandora to listeners from your country. We are very sad to have to do this, but there is no other alternative.
[...] We deeply share your sense of disappointment and greatly appreciate your understanding.
Tim Westergren

Hanno tutto il diritto di farlo, beninteso. Sul sito c'e' scritto a chiare lettere che il servizio e' offerto solo negli Stati Uniti — e i molti europei che usavano Pandora lo facevano di straforo, inserendo uno ZIP code americano a caso nel modulo di registrazione.
Pero' e' idiota (e non intendo da parte di quelli di Pandora, che credo siano stati costretti alla mossa dall'industria discografica). E' idiota perche' Pandora funziona da dio. La mia vecchia cara stazione era ormai talmente ritagliata sui miei gusti da essere la colonna sonora ideale — semplicemente perfetta. E grazie a lei ho scoperto un sacco di autori e di dischi che non conoscevo e che mi piacciono — e diversi me li sono comprati. Legalmente. Pagando fior di soldi e fior di diritti. Ingrassando le tasche americane di Amazon e delle case discografiche con i miei sporchi euro italiani. Che dire — tutta pubblicita' persa per loro — e pubblicita' efficace, mirata, di quella che addirittura il cliente si ritaglia da se' sulle sue esigenze — meglio di qualunque possibile indagine di mercato. Contenti loro…
Per quanto mi riguarda — questo e' un robusto disincentivo a comprare dischi. E un robusto incentivo a scaricarmi musica dalla rete — anziche' comprarla a scatola chiusa, senza averla ascoltata, senza essere stato convinto. Credo che comprero' il mio prossimo disco di musica leggera il giorno che potro' di nuovo ascoltare The Rat Ra…dio su Pandora. Chiamatela un'azione di consumo consapevole — se volete. Per me e' principalmente mal di stomaco.

* A quanto racconta Esiodo (Opere e Giorni, 95 sgg.), quando dal vaso incautamente aperto scapparono fuori tutti i mali della terra — ci rimase tappata dentro solo la speranza:

ἀλλὰ γυνὴ χείρεσσι πίθου μέγα πῶμ' ἀφελοῦσα
ἐσκέδασ': ἀνθρώποισι δ' ἐμήσατο κήδεα λυγρά.
μούνη δ' αὐτόθι Ἐλπὶς ἐν ἀρρήκτοισι δόμοισιν
ἔνδον ἔμιμνε πίθου ὑπὸ χείλεσιν, οὐδὲ θύραζε
ἐξέπτη: πρόσθεν γὰρ ἐπέλλαβε πῶμα πίθοιο
Ma la donna [Pandora, appunto - NdT], levato con le mani il gran coperchio al vaso, l'apri' — e distribui' agli uomini mali orrendi. Sola la Speranza era rimasta sotto l'orlo del vaso, in una dimora incrollabile — e non pote' volar fuori dalla bocca, perche' la trattenne il coperchio del vaso.

A me sembra un paragone proponibile… ;-)


09 F9 11 02 9D 74 E3 5B D8 41 56 C5 63 56 88 C0
(no, non sono i numeri di Lost)



Questi signori propongono libri di testo per la scuola in formato elettronico e con licenza CC



Seguendo il suggerimento di Intempestiva, questo blog aderisce alla campagna di Amnesty contro la censura in internet.



venerdì, 9 giugno 2006
Autopromozione
Nelle categorie: Free Knowledge — Scritto dal Ratto alle 10:03 am

Il 4 luglio CSI Piemonte, Il Secolo della Rete e Forum PA organizzano a Torino un convegno intitolato "L'informazione pubblica e' un bene comune?". A me, nonostante la mia incompetenza in materia, toccheranno le conclusioni.


Alla SIAE hanno bisogno di uno strizzacervelli bravo (come dice Mantellini)



Sante parole quelle di Marco Zatterin su La Stampa di oggi:
"Invece che stringere le maglie dei controlli e minacciare con la galera chi scarica canzoni da Internet, le autorità potrebbero liberalizzare a tutto tondo il downloading dalla grande rete."




Firmate anche voi l'appello "tunisi mon amour" per una Carta dei diritti della Rete.



venerdì, 18 novembre 2005
Out on the weekend
Nelle categorie: Curiosando e andando in giro, Free Knowledge — Scritto dal Ratto alle 2:31 pm

Il Ratto domani va a parlare di open content agli studenti di una scuola di Mestre — e poi ne approfitta per stare due giorni a Venezia. A lunedi' — magari con qualche foto.


Petizione per chiedere a Microsoft di supportare OpenDocument
(via attivissimo.blog)



giovedì, 15 settembre 2005
Il Secolo della … carta
Nelle categorie: Free Knowledge — Scritto dal Ratto alle 10:26 pm

Con gli amici de Il Secolo della Rete stiamo tentando l'avventura di pubblicare una rivista *vera*, di carta, sui temi della societa' della conoscenza. Il numero zero, monografico e dedicato a "Proprieta' intellettuale o patrimonio intellettuale?", e' uscito da poco e l'associazione lo sta presentando in diverse localita' italiane. Lunedi' prossimo a Roma:

Il PDF della locandina e' qui.

ISDR e' pubblicato sotto licenza Creative Commons e si trova anche in rete in PDF; ma se volete il volume di carta, che merita, lo pagate 12 euro; chiedete informazioni a info at ilsecolodellarete punto it.

P. S. Io invece lunedi' e martedi' saro' qui.


mercoledì, 6 luglio 2005
648 a 14
Nelle categorie: Free Knowledge, Web — Scritto dal Ratto alle 3:38 pm

Il Parlamento europeo ha respinto a schiacciante maggioranza la proposta di direttiva sui brevetti software. Oggi e' una buona giornata.


giovedì, 16 giugno 2005
A volte ritornano?
Nelle categorie: Free Knowledge, Web — Scritto dal Ratto alle 3:13 pm

"Io invece penso che l’open source sia il sistema migliore per precipitare nella barbarie."

E' Loredana Morandi (ve la ricordate?) che torna con le sue invettive* contro la libera diffusione dei contenuti?
No, e' Giorgio Faletti, intervistato da Anna Masera per La Stampa Web. Ma il livello e' lo stesso.

* Il post originale non e' piu' in rete, peccato. Rimando a una mia citazione di qualche mese fa.


mercoledì, 4 maggio 2005
Idiota e piu' idiota
Nelle categorie: Free Knowledge, Umori e malumori, Web — Scritto dal Ratto alle 2:41 pm

Il fotomontaggio apparso su Indymedia che rappresenta il Papa come nazista e' certamente di pessimo gusto, oltre che idiota. Ma disporre il sequestro del server e' liberticida, oltre che idiota. E francamente mi pare peggio.


lunedì, 7 marzo 2005
I feudatari della conoscenza
Nelle categorie: Free Knowledge, Web — Scritto dal Ratto alle 2:33 pm

hanno fatto approvare la direttiva sui brevetti software, forzando le procedure e umiliando il Parlamento Europeo, pur di portare a casa la protezione dei loro interessi. E' un brutto giorno per la liberta' della conoscenza.
Un sommario informativo puo' essere letto qui: consiglio di seguire anche i link sula colonna di destra, che riassumono la storia della vicenda e danno visibilita' alle posizioni dei critici e dei sostenitori dei brevetti software.

Ora la battaglia contro la direttiva deve trasferirsi al Parlamento Europeo, dove in seconda lettura dovra' essere posta non solo la questione di merito, ma anche e forse soprattutto quella di metodo: non si puo' dimenticare infatti che il testo di questa direttiva non riflette le posizioni espresse dal Parlamento stesso, che anzi ha richiesto che l'iter legislativo fosse ripreso da principio, e non dispone di una maggioranza chiara nemmeno nel Consiglio, date le numerose
dichiarazioni contrarie di parlamenti e governi nazionali, tra cui quello italiano. L'approvazione della direttiva costituirebbe percio' un grave precedente in termini di distorsione dei processi decisionali comunitari e un vulnus significativo all'autorita' del Parlamento Europeo.

Il comunicato stampa de Il Secolo della Rete; la notizia da Punto Informatico.


venerdì, 4 marzo 2005
Brevetti software: il riassunto
Nelle categorie: Free Knowledge, Web — Scritto dal Ratto alle 9:35 am

Visto che la vicenda ha ormai piu' puntate di Beautiful, ben venga il riassunto di .mau., che e' semplice e chiarissimo.


giovedì, 3 marzo 2005
Ci riprovano (sui brevetti software)
Nelle categorie: Free Knowledge, Web — Scritto dal Ratto alle 10:10 am

Copio e incollo da Il Secolo della Rete.

Il 7 marzo 2005 all'ECOFIN verra' fatto, ancora una volta, un tentativo di fare passare la direttiva comunitaria sulla brevettabilita' del software, gia' bocciata dal Parlamento Europeo lo scorso anno. Chiunque ne abbia la possibilita', scriva ai propri europarlamentari per opporsi a questa prevaricazione. L'elenco dei parlamentari diviso per nazione e gruppo politico puo' essere consultato nel sito dell'Europarlamento.
La decisione di stracciare il processo democratico, e di togliere credibilita' alle istituzioni europee, e' dovuta al fatto che tale direttiva non ha piu' il supporto, ne' del Parlamento, ne' fra i paesi membri, ne' della maggioranza al Consiglio, ne' il supporto di altre Direzioni Generali in Commissione al di fuori della DG-Market.
Sotto trovate un fac-simile della lettera (ovviamente modificabile):

On. [nome]
Il Commissario Europeo al mercato interno, Charlie McCreevy, ha richiesto al Consiglio Europeo di includere la direttiva sulla brevettabilita' delle invenzioni sviluppate al calcolatore (il software) al punto "A" dell'ordine del giorno del Consiglio di competitivita' (ECOFIN) del 7 marzo ed ha richiesto di adottare formalmente quanto prima la "posizione comune" su cui era stato trovato un accordo lo scorso maggio, affermando che questo dossier debba essere approvato.
– Il Commissario McCreevy ha rifiutato di lavorare ad una proposta migliore, e di essere aperto a una qualunque trattativa o compromesso.
– Ha rifiutato di considerare la presentazione di una nuova proposta e l'applicazione dell'articolo 55, come chiesto all'unanimita' dai presidenti del Parlamento Europeo.
– Ha rifiutato di prendere in considerazione le correzioni del Parlamento Europeo.
– Ha rifiutato di prendere in considerazione che l'accordo politico del Consiglio non ha la maggioranza.
– Ha rifiutato di considerare che soltanto nella seconda meta' di febbraio 2005 tre Parlamenti nazionali hanno votato contro la direttiva da lui sostenuta.
– Ha rifiutato di prendere in considerazione le dimostrazioni popolari degli ultimi mesi. Ha rifiutato di prendere in considerazione le petizioni dall'associazione delle PMI.

Ma soprattutto, McCreevy dimostra che non intende affatto prendere in considerazione la forza del Parlamento Europeo – che rappresenta i cittadini dell'Unione Europea – rifiutandosi di accettare la sua richiesta di applicare l'articolo 55.
Se il suo tentativo avesse successo, creerebbe un pericoloso spostamento nell'equilibrio dei poteri; una perdita di fiducia nella rappresentativita' delle istituzioni, che sembrerebbero essere piu' sensibili all'interesse di poche multinazionali, in gran parte neppure europee.
Ho votato per Lei, e ho fiducia in Lei. Chiedo a Lei, in qualita' di membro del Parlamento Europeo, che ho contribuito ad eleggere, di evitare di far creare un precedente legislativo a questo Commissario.
Le chiedo di proporre una mozione di sfiducia per un Commissario che non rappresenta gli interessi europei.
Sarebbe una lezione per il futuro e una garanzia per la democrazia.
In fede,
[firma]
Nome Cognome
Indirizzo]


mercoledì, 2 marzo 2005
Il patto (scellerato) di Sanremo
Nelle categorie: Free Knowledge, Web — Scritto dal Ratto alle 11:12 am

Riporto qui, con qualche variante, una cosa che ho scritto per Il Secolo della Rete.

Oggi, nella cornice significativa del Festival di Sanremo, i Ministri dell'Innovazione, della Cultura e delle Comunicazioni firmeranno il "patto" relativo all'introduzione di "Linee guida per l'adozione di codici di condotta ed azioni per la diffusione dei contenuti digitali nell'era di internet". Il documento, emerso dai lavori di una commissione presieduta da Paolo Vigevano, e' stato redatto a seguito di numerose audizioni con fornitori di connettivita', operatori di telecomunicazioni, fornitori di contenuti, detentori di diritti di proprieta' intellettuale; sono state audite anche alcune associazioni di consumatori e l'Associazione Software Libero, che pero' si sono dissociate dal risultato dei lavori [sulla logica (perversa) delle audizioni, vedere questo post di Beppe Caravita].
Il documento, di cui sono circolate anticipazioni ma che non e' ancora pubblico, si e' focalizzato interamente sul contrasto della "pirateria" di materiale protetto da copyright ed e' sostanzialmente subalterno alla logica dei grandi produttori di contenuti. E' vero che viene dato atto del diritto di tutti a a prendere parte liberamente alla vita culturale della comunita', di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico ed ai suoi benefici: ma di questo diritto ben poca cosa rimane nel modello proposto dai tre ministri. Il testo infatti e' interamente rivolto a creare le condizioni per la nascita di "ambienti sicuri" per la fruizione e lo scambio di contenuti digitali, attraverso lo sviluppo e l'adozione di sistemi di Digital Rights Management, cioe' per i non addetti ai lavori di protezione elettronica dei contenuti. Addirittura e' evocata la possibilita' che gli internet provider debbano risolvere i contratti di connettivita' degli utenti che violino il diritto d'autore. In pratica: guerra dichiarata allo scambio dei file su internet, appena mitigata a parole da un impegno a promuovere la disponibilita' e l'utilizzo di contenuti digitali secondo modelli di pubblico dominio e licenze alternative, di cui per altro non si esaminano e non si indicano ne' le tipologie, ne' le logiche di agibilita' in un ecosistema digitale dominato dai DRM.
Vi e' dietro questo documento una visione del tutto distorta di internet come canale di distribuzione essenzialmente di tipo broadcast come la tv: da un lato i fornitori di contenuti, dall'altra la massa dei consumatori che hanno con i primi un rapporto disaggregato e verticale. Ma la rete non e' questo: e' appunto una *rete* – e prima di tutto di relazioni – dove ognuno e' nello stesso tempo fornitore e fruitore di contenuti, dove la viralita' dello scambio di informazioni e' prevalente rispetto alla logica da supermercato del consumo. Se non si capisce questo, non si capisce nulla di internet — e non si ha alcuna possibilita' di incidere sulla sua realta': al massimo se ne puo' rendere piu' scomodo lo sviluppo e piu' lenta la generalizzazione, con dei bei risultati nella lotta al ritardo digitale che affligge l'Italia.
Non sorprende, ma preoccupa che tre ministri e il meglio dell'industria culturale italiana non abbiano saputo partorire che questo provvedimento inefficace nei fatti e potenzialmente liberticida nei principi, anziche' avere il coraggio necessario di affrontare una volta per tutte la questione di come rivedere la protezione della proprieta' intellettuale nell'epoca della rete, esplorando realmente modelli alternativi di remunerazione degli autori (e di disintermediazione reale rispetto alle catene del valore).
Poco male, in fondo: anche queste linee guida saranno spazzate via dai comportamenti sociali nella rete, cosi' come le norme largamente inapplicate e inapplicabili del Decreto Urbani. D'altronde siamo a Sanremo: sono solo canzonette.

Aggiornamento: tutta la documentazione adesso e' qui.


giovedì, 10 febbraio 2005
Autopromozione
Nelle categorie: Free Knowledge, Politica e altre indignazioni — Scritto dal Ratto alle 8:20 am

Per una volta, parlo di lavoro sul blog — e faccio pubblicita' a questo incontro:

Software libero: una chiave per lo sviluppo

Pisa, 11 febbraio 2005 h. 17.30
c/o ex-Stazione Leopolda

Introduzione e Conclusioni:
On. Ermete Realacci, parlamentare dell'Ulivo eletto a Pisa

L'ICT ed il software libero
Paolo Zocchi, Osservatorio Nazionale ITC di D.L. – La Margherita

"Saperi aperti e liberi"
Paolo Mascellani, gruppo di lavoro ICT di D.L. – La Margherita di Pisa

Tavola rotonda con:
Angelo Buongiovanni, Rete Telematica Regionale Toscana
Nicola Landucci, Provincia di Pisa
Bianca Storchi, Comune di Pisa
Paolo Bizzarri, Unimatica Pisa
Alessandro Rubini, Free Software Foundation Europe
Antonio Messina, Gruppo Utenti Linux Pisa


lunedì, 24 gennaio 2005
Spam e commenti
Nelle categorie: Free Knowledge, Web — Scritto dal Ratto alle 12:43 pm

Chinaski77 si lamenta perche' i commenti di questo blog, che "si batte per la liberta' di comunicare", sono moderati. Ne approfitto per precisare — ma mi pareva chiaro fin da principio: la moderazione consiste soltanto nel cestinare lo spam (enlarge your penis, online-poker, medicine gratis, prestiti senza garanzie e altre amenita'). Tutti i commenti veri vengono indistintamente approvati, sotto la responsabilita' di chi li scrive. E salvo il mio diritto di replica. Proprio perche' ci tengo alla liberta' di comunicare.


mercoledì, 22 dicembre 2004
Grazie, Polonia!
Nelle categorie: Free Knowledge — Scritto dal Ratto alle 2:12 pm

L'opposizione della Polonia ha impedito che il Consiglio dei Ministri dell'Unione approvasse senza discussione il contestato progetto di direttiva comunitaria sui brevetti software. Una buona notizia — e la battaglia continua.

Aggiornamento: Una lettera di ringraziamento alle autorita' polacche si puo' firmare qui.


lunedì, 20 dicembre 2004
NO ai brevetti software
Nelle categorie: Free Knowledge — Scritto dal Ratto alle 10:09 pm

Per quel poco che puo' valere la mia opinione, credo che l'approvazione "sottobanco" della proposta di direttiva europea sulla brevettabilita' del software sarebbe un cedimento vergognoso agli interessi economici di poche grandi aziende e delle litigation companies — e un terribile passo indietro nella prospettiva della libera circolazione dei saperi. C'e' da sperare che il nostro governo, che aveva preso posizione contro la brevettabilita' del software, dimostri un'insospettabile soprassalto di dignita' e voti contro.

Sull'intera questione fa molto bene il punto lo speciale di Interlex pubblicato oggi.


martedì, 14 dicembre 2004
Brevetti software sotto l'albero?
Nelle categorie: Free Knowledge, Web — Scritto dal Ratto alle 10:37 pm

Secondo Punto Informatico c'e' il rischio che la direttiva europea sui brevetti software venga fatta passare a giorni, praticamente senza discussione e all'interno di una sessione del Consiglio dedicata a tutt'altro.
Non sto a riprendere tutta la storia (chi non la conosce puo' trovare le informazioni qui): ma e' il momento di fare pressione perche' l'Italia si opponga davvero alla direttiva, cosi' come avrebbero voluto perfino il ministro Stanca e il viceministro dell'economia Baldassarri.
Conoscete un parlamentare? rompetegli i santissimi. Io lo sto facendo gia'. Ne va della vostra possibilita' di vivere in un mondo in cui le idee sono un bene pubblico e non una merce.


martedì, 14 dicembre 2004
Copy or Love?
Nelle categorie: Free Knowledge, Web — Scritto dal Ratto alle 1:45 pm

In colpevole ritardo segnalo questo bel post di Blogmatic Café sull'ennesima campagna "antipirateria", questa volta nelle scuole. Non se ne puo' piu'.

Nel mio piccolo, mi sono divertito molto a fare la mia personale campagna sulla "pirateria" in una scuola di Mestre qualche tempo fa; la traccia della mia chiacchierata e' qui.


lunedì, 8 novembre 2004
Internet brevettata e politica open source?
Nelle categorie: Free Knowledge, Vecchi post (Excite) — Scritto dal Ratto alle 2:25 pm

Due notizie radicalmente diverse, ma entrambe danno da pensare.
1. Pare che Microsoft stia tentando di brevettare parti significative degli elementi costitutivi di internet (IPv4 e IPv6, DNS e altro). Lo sostiene Net Wizard's Blog.
2. Su The Nation e' comparso un articolo che si interroga sull'avvento di una "politica open source" alla luce della campagna presidenziale americana. Su Slashdot lo riassumono cosi':

There's a great article in this week's The Nation about the rise of open-source politics. Never before has the top-down world of presidential campaigning been opened to a bottom-up, networked community of ordinary voters. Applied to political organizing, open source means opening up participation in planning and implementation to the community, letting competing actors evaluate the value of your plans and actions, being able to shift resources away from bad plans and bad planners and toward better ones, and expecting more of participants in return. What do you guys think, is open source a good model for politics?

venerdì, 20 agosto 2004
Ho commesso un errore (grave)
Nelle categorie: Free Knowledge, Vecchi post (Excite) — Scritto dal Ratto alle 7:36 pm

Qualche giorno fa ho scritto a Loredana Morandi. Le ho scritto cercando con lei un confronto su una questione che — come i lettori di The Rat Race e gli amici sanno — mi sta a cuore, cioe' quella delle licenze Creative Commons e della libera circolazione del sapere. Era una lettera in parte polemica, certo; ma credo che fosse piu' che civile tanto nei toni che nei contenuti — e sicuramente non era in nessun modo minatoria.
Le ho scritto "privatamente" (cioe' all'indirizzo che pubblica sul suo sito web per la corrispondenza, usando l'indirizzo che pubblico sul mio sito web per la corrispondenza) perche' speravo di non creare un altro polverone, ma magari di discutere nel merito, senza bisogno di pubblico. Come si fa tra persone civili.

La signora Morandi mi ha risposto pubblicamente su Giustiziaquotidiana.net, senza nemmeno far capire quale fosse l'argomento della mia lettera e senza replicare nel merito; lascio ai lettori di giudicare se con un atteggiamento corretto. Per amore di chiarezza, tuttavia, credo sia utile rendere pubblico il testo della mia lettera:

Gentile signora Morandi,

leggo con una certa sorpresa (http://www.giustiziaquotidiana.net/dblog/autori.asp#perche)
che Lei utilizza un software Open Source distribuito sotto licenza Creative
Commons per la pubblicazione di "Giustizia Quotidiana" (http://www.giustiziaquotidiana.net).
Ricordo che non piu' tardi di qualche settimana fa Lei ha preso posizioni
di assoluta contrarieta' a questo tipo di licenze, sostenendo tra l'altro
che coprono una sorta di tentato furto di proprieta' intellettuale; mi permetto
di citare, fra i molti, questo passo da Lei pubblicato (http://giustiziaoggi.blog.excite.it/permalink/159626.htm):

— quote —

LICENZE CREATIVE COMMONS

IN ITALIA

[]

NO GRAZIE !

Non finchè sono queste persone a volersi far paladini di quello che sarebbe
in mano loro: il furto intellettuale alla gioventù italiana più doloroso
della storia.

Credete a me: pur di farvi tacere vi ruberanno le password e gli interi
siti.

Come hanno fatto a me nel corso dell'organizzazione di una manifestazione
nazionale su 4 piazze italiane.

Disonesti se non delinquenti.

Io ho dovuto denunciare tutti questi signori per avermi molestata al telefono,
per avermi minacciata, per aver molestato e interrogato i miei figli e per
aver proferito anche minacce per l'incolumità fisica.

Buttate via le licenze creative commons!

Non sprecate la vostra intelligenza

(in fondo quel verde merdina, non stà bene neppure sui vostri siti)

Articolo in corso di pubblicazione ovunque nel web :-)

— end quote —

Se la Sua opinione e' cambiata e Lei ha compreso che le licenze CC sono
uno strumento che favorisce la libera circolazione del sapere, sono il primo
ad esserne felice. Mi permetto di suggerire, tuttavia, che una pubblica
rettifica rispetto alle posizioni che ha tanto duramente sostenuto in passato
sarebbe questione di correttezza.
Se invece il Suo giudizio continua ad essere negativo, coerenza vorrebbe
che Lei non utilizzasse strumenti diffusi sotto un tipo di licenza che disapprova.
Esistono ottimi software per la pubblicazione di contenuti in rete distribuiti
sotto licenze di tipo proprietario; qualunque buon webmaster potra' segnalargliene
uno.

Cordialmente

Angelo M. Buongiovanni

E' chiaro che ho sbagliato tutto, sperando che si potesse aprire una discussione sensata. E ho finito per rinfocolare qualcosa che forse poteva morire li'. Mi dispiace: per me, per la signora Morandi e per tutti gli annoiati personaggi e lettori di questa vicenda.
Per The Rat Race la questione non ha altro seguito: quindi mi scuserete se non abilito i commenti a questo post. Se proprio avete qualcosa da dire, c'e' la "mail gratuita di Excite".

sabato, 15 maggio 2004
Stanca e i brevetti software
Nelle categorie: Free Knowledge, Politica e altre indignazioni, Vecchi post (Excite), Web — Scritto dal Ratto alle 11:03 pm

Con Stanca ho avuto in diverse occasioni motivi di contrasto — se non altro perche' sono un amministratore locale che si occupa di e.government e trovo che la sua impostazione sia troppo centralistica.
Questa volta pero' approvo con entusiasmo la sua presa di posizione contro la proposta di direttiva europea sui brevetti software.
Ieri — nel nostro piccolo — anche l'Unione delle Province d'Italia si era schierata contro la direttiva mandando un comunicato al Ministro. Forse il silenzio non e' cosi' massiccio come dice Beppe Caravita.

mercoledì, 5 maggio 2004
Domani sono qui
Nelle categorie: Free Knowledge, Vecchi post (Excite) — Scritto dal Ratto alle 8:11 pm

Non criminalizziamo gli utenti

Giovedì 6 Maggio, alle ore 11.30 presso la Sala Gialla del Senato a Palazzo Madama, si terrà una conferenza stampa relativa al decreto-legge Urbani: "Un Tavolo per risolvere i problemi, senza criminalizzare gli utenti". All'incontro, che sarà moderato da Beppe Caravita (Il Sole 24 Ore), sono stati invitati: l'onorevole Gabriella Carlucci (FI e relatrice del decreto), Paolo Nuti (AIIP), Simona Lavagnini (Business Software Alliance), Stefano Maffulli (FSF Europe), Marco Ciurcina (Creative Commons), Sergio Scalpelli (Fastweb), Stefano Quintarelli (I.Net), Enzo Mazza (FIMI), Aurelio De Laurentis (FIAPF), Angelo Buongiovanni (Il Secolo della Rete), Carlo Formenti (Quinto Stato).


giovedì, 22 aprile 2004
I provider non faranno i poliziotti
Nelle categorie: Free Knowledge, Vecchi post (Excite), Web — Scritto dal Ratto alle 11:17 am

La Camera ha approvato un emendamento al decreto Urbani, abolendo l'obbligo dei provider di riferire all'autorita' giudiziaria "della presenza di contenuti idonei ad integrare le violazioni commesse per via telematica". In parole povere, cade l'obbligo di "sorvegliare" i contenuti dei nostri siti e dei nostri scambi di dati — e un pochino di diritto alla privacy e alla comunicazione viene recuperato.
Inutile dire che il governo era contrario all'emendamento.

giovedì, 15 aprile 2004
Piccione viaggiatore del free software
Nelle categorie: Free Knowledge, Vecchi post (Excite) — Scritto dal Ratto alle 1:32 am

Da oggi questo blog va offline fino a sabato, perche' vado a Cork per la presentazione di un progetto europeo per l'introduzione di software libero nella Pubblica Amministrazione (COSPA).
Domenica invece saro' a Siena, a un dibattito con Richard Stallman. Lunedi' si replica a Firenze.

Spero di non dire troppe fesserie…

Sullo stesso tema ho detto qualcosa anche a Radio24 l'altro ieri.

venerdì, 2 aprile 2004
Intervista
Nelle categorie: Free Knowledge, Vecchi post (Excite) — Scritto dal Ratto alle 12:27 pm

Della serie pubblicita' a me stesso.

Trovate qui una mia intervista su software libero e pubbliche amministrazioni. Per quel che vale.

lunedì, 29 marzo 2004
Pubblicita' (e di nuovo a me stesso, per di piu'!)
Nelle categorie: Free Knowledge, Vecchi post (Excite) — Scritto dal Ratto alle 2:46 pm

Tra i tizi che parlano di software libero e pubblica amministrazione alle pagg. 42-43 (solo un sommario online) di Affari e Finanza di oggi ci sono anche io.


lunedì, 15 marzo 2004
Pubblicita' (a me stesso, per di piu'!)
Nelle categorie: Free Knowledge, Politica e altre indignazioni, Vecchi post (Excite) — Scritto dal Ratto alle 12:18 pm

Il blog tace perche' sono agli ultimi giorni di organizzazione di un evento su "Sapere Aperto e Libero nella Pubblica Amministrazione", che faremo a Pisa il 22 e il 23 marzo. Date un'occhiata qui, secondo me vale la pena di venire…

giovedì, 19 febbraio 2004
La montagna ministeriale e il topolino open source
Nelle categorie: Free Knowledge, Politica e altre indignazioni, Vecchi post (Excite), Web — Scritto dal Ratto alle 1:10 pm

Dopo una lunghissima gestazione, il Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie ha pubblicato (G.U. del 7 febbbraio 2004) la direttiva “Sviluppo ed utilizzazione dei programmi informatici da parte delle pubbliche amministrazioni”, precedentemente e informalmente nota come “Direttiva Open Source”.
Vi era una forte attesa nei confronti di questo provvedimento, sia per l'attenzione che il Ministro aveva riservato alla questione dell'Open Source nella P.A., sia per gli interessanti risultati prodotti, pur a costo di faticose mediazioni, dalla “Commissione Meo” nominata da Stanca. Le bozze della direttiva, circolate nei mesi scorsi, facevano pensare che il Governo avrebbe adottato una linea assai cauta, ma di reale apertura verso le possibilità fornite dal software libero e open source.
Il testo definitivo della direttiva delude queste aspettative. Infatti, dopo aver pagato un tributo formale alla necessità per le pubbliche amministrazioni di tener conto della offerta sul mercato di una nuova modalità di sviluppo e diffusione di programmi informatici, definita «open source» o «a codice sorgente aperto», il documento non fa successivamente alcuna scelta reale che favorisca l'adozione di soluzioni OS/FS nella pubblica amministrazione. [...]
La scelta del software viene infatti legata a criteri puramente economicistici (TCO, costo di uscita, ecc.), senza prendere in considerazione fattori di ordine più generale che invece debbono avere importanza nelle scelte di un soggetto pubblico, quali la garanzia della sicurezza dei dati e della trasparenza delle procedure, la possibilità di prmuovere lo sviluppo di imprese sul territorio, la necessità di non favorire posizioni di monopolio, il sostegno a un modello compartecipato di sviluppo della conoscenza e della società dell'informazione. Privata di questa dimensione, la questione dell'OS/FS perde ogni rilevanza politica e si riduce a mero problema tecnico/tecnologico. Non è un caso che nel testo del governo sia accuratamente evitato l'uso del termine “free software”, proprio per la connotazione politica che esso ha assunto.
Vale la pena di osservare anche che si nota nel testo della direttiva una curiosa confusione tra “open source” e public domain. L'articolo 3, comma 2, lettere b) e c), infatti distingue tra “acquisizione di programmi informatici di tipo proprietario mediante ricorso a licenza d'uso” ed “acquisizione di programmi informatici a codice sorgente aperto”, ignorando il fatto che anche questi ultimi sono coperti da specifiche licenze, e che proprio la differenza tra queste e quelle proprietarie è il nodo della questione.

E' significativo anche che nel testo definitivo della direttiva sia comparso, tra i criteri di preferenzialità nella scelta del software, quello di “soluzioni informatiche che (…) garantiscano la disponibilità del codice sorgente per ispezione e tracciabilità da parte delle pubbliche amministrazioni, ferma la non modificabilità del codice, fatti salvi i diritti di proprietà intellettuale del fornitore e fermo l'obbligo dell'amministrazione di garantire segretezza o riservatezza”. Si tratta di una modalità di distribuzione del software assolutamente legittima: ma siamo all'opposto della filosofia e delle logiche di condivisione che stanno alla base dell'OS/FS. E' anche significativo osservare che si tratta esattamente della politica di distribuzione adottata da Microsoft nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni proprio come risposta alla diffusione dell'OS/FS.

In definitiva, possiamo ben dire che la montagna ha partorito un topolino. Questa direttiva non è destinata a modificare l'atteggiamento della Pubblica Amministrazione centrale nei confronti della questione del software libero, e più in generale della libertà della conoscenza. Fortunatamente – se il centro fa da retroguardia – il sistema delle autonomie sta procedendo in maniera ancora non organica, ma sempre più evidente, nella direzione giusta, quella di utilizzare l'acquisto e lo sviluppo di software come strumento per favorire lo sviluppo di una società della conoscenza fondata sulla libertà e sulla pluralità: vale la pena, sotto questo aspetto, di sottolineare il risultato positivo messo in campo dalla nuova legge regionale toscana sulla società dell'informazione (L.R.T. 1/2004, art. 4, c.1, lett i), che prevede esplicitamente la “promozione, sostegno ed utilizzo preferenziale di soluzioni basate su programmi con codice sorgente aperto, in osservanza del principio di neutralità tecnologica, al fine di abilitare l’interoperabilità di componenti prodotti da una pluralità di fornitori, di favorirne la possibilità di riuso, di ottimizzare le risorse e di garantire la piena conoscenza del processo di trattamento dei dati”.


giovedì, 19 febbraio 2004
Questa volta abbiamo vinto
Nelle categorie: Free Knowledge, Politica e altre indignazioni, Vecchi post (Excite) — Scritto dal Ratto alle 11:44 am

Il Senato ha approvato la legge di conversione del Decreto 354/03, il cosiddetto "Decreto Grande Fratello", senza modificare il testo della Camera. Questo significa che non sono previsti controlli sul traffico internet e sulla posta elettronica. E' una vittoria importante per la liberta' della comunicazione; il rapporto tra liberta' individuale e sicurezza collettiva rimane comunque un tema cruciale, su cui continuare a ragionare e a capire. Segnalo per questo la bella iniziativa de "Il Secolo della Rete", che organizza per il 24 febbraio un convegno dal titolo "La rete delle liberta'", con la partecipazione – tra gli altri – di Stefano Rodota', Fiorello Cortiana, Pietro Folena, Antonino Caruso, Francesco De Leo. Vale la pena di esserci (e non solo perche' sono uno degli organizzatori ;-)).

martedì, 10 febbraio 2004
Blogger senza fissa dimora
Nelle categorie: Free Knowledge, Vecchi post (Excite), Web — Scritto dal Ratto alle 11:38 pm

A dicembre c'e' stata la fuga da Splinder, che aveva avuto la bella idea di chiuderci i feed RSS. Ora leggo in giro che Clarence ha abbandonato Movable Type e che il passaggio alla nuova piattaforma ha scatenato il casino: altra ondata di profughi verso siti amici.
Si trattera' pure di un caso particolare della crisi generale del free internet (vedi Luciano Giustini qui) — ma la sensazione e' che bloggare per diletto stia diventando un'attivita' sempre piu' precaria. Non e' un bel segnale per chi crede che la rete sia (debba essere?) uno spazio di allargamento delle liberta'. Non tanto per noi blogger, che siamo comunque un fenomeno marginale — ma per l'idea che ci sta dietro: se vuoi uno spazio free (as in freedom) non puo' essere free (as a free beer). Per molti invece la seconda liberta' e' la condizione per avere la prima.

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