Oggi a New York apre la prima sezione del parco della High Line.
Qui c'e' il sito, qui il blog — e qui il photogroup su Flickr. Meritano un giro.



giovedì, 30 novembre 2006
Coney Island
Nelle categorie: New York, New York — Scritto dal Ratto alle 1:19 pm

La notizia di oggi, secondo cui Coney Island e' destinata a trasformarsi in una mega-attrazione modello Las Vegas, mi ha fatto un sacco di tristezza. A me Coney Island e' piaciuta alla follia proprio come e' oggi, con la passeggiata con gli assi di legno, il Cyclone non troppo tirato a lucido, le giostre con l'aria vecchiotta e scalcinata, il mix di ebrei ortodossi e di nuovi immigrati russi che chiacchierano per strada — e ovviamente Nathan's — e la metro con l'aria di treno di periferia — e la spiaggia da povera gente e i casermoni di edilizia popolare. Lo so — nostalgie da turista cinefilo, che non hanno senso. Ma tant'e' — ne sentiro' la mancanza — e sono contento di esserci stato prima che sparisse.




Prestissimo una galleria di immagini su 23.


Insky ha un occhio favoloso — e le sue foto di NY meritano la visita.



venerdì, 15 luglio 2005
Roosevelt Island
Nelle categorie: New York, New York — Scritto dal Ratto alle 11:03 pm

01Roosevelt Island 002 02Roosevelt Island 005 03Roosevelt Island 011 04Roosevelt Island 009 05Roosevelt Island 015 06Roosevelt Island 036
07Roosevelt Island 030 08Roosevelt Island 020 09Roosevelt Island 027 10Roosevelt Island 022 11Roosevelt Island 032 12Roosevelt Island 026
13Roosevelt Island 052 14Roosevelt Island 049 15Roosevelt Island 256 16Roosevelt Island 055 17Roosevelt Island 059 18Roosevelt Island 057

Di Roosevelt Island ci siamo proprio innamorati. Perche' e' splendido arrivarci con la teleferica [1, 2] (il Tramway, dicono gli indigeni) che attraversa l'East River [3] passando a pochi metri dal Queensboro Bridge [4]; perche' il suddetto Queensboro Bridge, che la scavalca senza servirla, e' il ponte piu' fascinoso della citta' [5, 6, 7]; perche' e' bella e un po' straniante l'idea che a tre minuti da Manhattan ci sia un'isola praticamente senza traffico in cui vivono novemila persone in un clima da cittadina suburbana, con tanto di giornaletto/sito web locale e di societa' storica; perche' le viste su Midtown sono di quelle che sara' pure banale, ma non te le dimentichi piu' [8, 9, 10]; perche' arrivi alla punta meridionale dell'isola e ti trovi in un'area verde abbandonata, in cui sorge il vecchio e derelitto Smallpox Hospital, testimonianza di quando l'isola si chiamava Welfare Island e ospitava malati, matti, carcerati e altri rifiuti della societa'; perche' il contrasto tra il lato ovest che guarda su Midtown e quello est affacciato sui panorami industriali del Queens [11, 12, 13] e' elettrizzante; perche' il Roosevelt Bridge e' di un rosa assolutamente incongruo [14]; perche' c'e' un faro all'estremo nord dell'isola [15, 16]; perche' al calare della notte le luci di Manhattan non sono descrivibili [17, 18]; perche' (proseguire ad libitum)

Qui le nostre foto (more to come); il sito della RIOC, la societa' pubblica che amministra l'isola; qui un altro photostream.

P. S. Da domani la Rat-family e' in vacanza senza internet. Ci vediamo se in mezzo alle montagne della Savoia c'e' un internet café.


martedì, 5 luglio 2005
Ponte rostrato
Nelle categorie: New York, New York — Scritto dal Ratto alle 12:46 pm

Un particolare del Queensboro Bridge, NY.

More to come…


domenica, 26 giugno 2005
Chelsea Market
Nelle categorie: Mangiare bere e andare a spasso, New York, New York — Scritto dal Ratto alle 5:04 pm

Chelsea Market (75 9th Ave.) e' una vecchia fabbrica di biscotti* attraversata dalla High-Line; dismessa gia' prima della guerra mondiale, e' rimasta abbandonata per decenni e soltanto recentemente trasformata in un centro commerciale e in spazi per uffici, mantenendo una vocazione essenzialmente alimentare.
Noi ci siamo arrivati fuggendo da un improvviso quanto violento temporale [1] — e non abbiamo fatto in tempo a studiarci adeguatamente l'esterno (la foto di apertura quindi non e' nostra). L'interno pero' [2-7] e' stato una delle piu' piacevoli sorprese architettoniche di NY: gli spazi della fabbrica sono stati lasciati piu' o meno intatti, senza alterare troppo nemmeno l'aspetto delabré; una galleria serpeggiante e' stata ricavata nel pianterreno dividendo i negozi e i laboratori dal passaggio pedonale con delle vetrate a vista.

[1] [2] [3] [4]
[5] [6] [7]

I negozi meritano un giro: ci sono alcune belle panetterie/pasticcerie, tra cui Eleni's, che sforna torte-Barbie e altre folli meraviglie [8], un fiorista con le insegne al neon che sembrano uscite dalle foto di cinquant'anni fa [9], un macellaio con i quarti di carne appesi in vetrina [10], e soprattutto la Chelsea Wine Vault, una fornitissima enoteca che dimostra che si puo' bere buon vino (europeo o californiano) a New York senza svenarsi.

[8] [9] [10]

Quando siamo arrivati noi, pero', quasi tutte le botteghe erano gia' chiuse (NY sara' anche la city that doesn't sleep, ma quel che e' certo e' che chiude presto e apre tardino…) e c'era un'aria un po' surreale: la galleria era quasi deserta, a parte una ragazza appollaiata su una panchina con il suo laptop (ovviamente area Wi-Fi pubblica!), apparentemente incurante di qualunque cosa le accadesse intorno [11]; dall'entrata sulla 10 Avenue, invece, arrivavano incongruamente le note di un tango: c'era una specie di festicciola e la gente ballava al suono di un registratorino appoggiato in un angolo, con in sottofondo lo scroscio della pioggia [12-13].

[11] [12] [13]

In attesa che spiovesse, ci siamo decisi a cenare in un localino microscopico dal look alternativo[14], che si chiama The Green Table; e' il front store di una societa' di catering biologico, cosa che personalmente mi lasciava alquanto sospettoso. Invece la cena e' stata piacevolissima: abbiamo atteso sbocconcellando dei curiosi pop-corn all'arancia e zenzero [15], poi un notevole pot pie di pollo e un'insalata di salmone e mele marinata con acero e altri aromi [16]. Nel complesso una delle migliori esperienze alimentari del nostro viaggio.

[14] [15] [16]

A farla corta, Chelsea Market e' una delle cose piu' interessanti che abbiamo visto, un esempio di come si possa trasformare un pezzo di wasteland industriale in uno spazio vivibile e perfino allegro. Una cosa dello stesso genere l'avevamo vista un paio di anni fa a Nantes, dove il vecchio biscottificio LU e' stato trasformato in uno spazio espositivo/culturale/di intrattenimento, anche in questo caso lasciando praticamente inalterate le strutture e il look industriale.
C'e' da chiedersi perche' in Italia non sappiamo fare niente di simile — e la nostra archeologia industriale finisce in rovina oppure viene brutalmente snaturata — o data oscuramente alle fiamme come nel caso del bellissimo Molino Stucky di Venezia.

* La Nabisco produceva qui i famosi Oreo cookies.

Tutte le foto del nostro giro al Chelsea Market si trovano qui.


mercoledì, 22 giugno 2005
Wall – Ford Foundation
Nelle categorie: New York, New York — Scritto da waldorf alle 10:56 pm

Clic sull'immagine per una versione piu' grande.

E. 42nd Street, NYC.


lunedì, 30 maggio 2005
If you see something, say something
Nelle categorie: New York, New York — Scritto dal Ratto alle 9:29 pm

Nonostante la paranoia dei controlli e dei cartelli minacciosi sulla metropolitana, una delle sensazioni piu' peculiari girando a NY in questo nostro breve viaggio e' stata quella di essere *assolutamente* al sicuro, anche in neighborhoods in cui eravamo gli unici turisti, gli unici stranieri, gli unici caucasici, gli unici con macchine fotografiche ben in vista e con l'aria spersa — cioe' i bersagli ideali. Anche nel Barrio, anche nelle parti non ripulite del Lower East Side, anche fuori da Manhattan. Aggiungo: avremo incontrato si' e no cinque homeless in otto giorni e non mi pare di aver visto una siringa in terra.
Dato che dubito che NY sia una citta' in cui il disagio, la microcriminalita' e la poverta' siano sparite, mi sono chiesto a lungo che cosa abbia fatto Bloomberg per nasconderle tanto bene. Poi leggo questa notizia e mi viene qualche sospetto.


sabato, 28 maggio 2005
Buon compleanno
Nelle categorie: New York, New York — Scritto dal Ratto alle 11:41 am



A quanto pare, ci siamo persi per pochissimo il settancinquesimo compleanno del Chrysler Building, indiscutibilmente il piu' bello dei grattacieli di NY.

Tra poco le foto su Flickr.


venerdì, 27 maggio 2005
Hey, brotha!
Nelle categorie: New York, New York, Quel che resta — Scritto dal Ratto alle 4:08 pm

E' una catena di negozi di abbigliamento molto street-wear che cito solo per affinita' rattesca. Se non ci fosse il copyright il bastardo topaccio giallo sostituirebbe subito il pettinato ratto bianco come logo di questo blog.


venerdì, 27 maggio 2005
The High Line
Nelle categorie: New York, New York — Scritto dal Ratto alle 12:29 am


Per gli appassionati di architettura e per i professionisti non e' sicuramente una novita' — ma per noi e' stata una delle scoperte folgoranti di New York. La High Line e' una vecchia linea ferroviaria sopraelevata che corre tra il Meat Packing District e West Chelsea; costruita negli anni '30 per trasportare merci in un'area allora esclusivamente industriale e portuale, e' stata abbandonata tra gli anni '60 e gli '80, quando le fabbriche lasciarono il West Side. Da allora e' stata in parte abbattuta e per il resto lasciata al degrado. La vegetazione ha preso il sopravvento e una specie di spettinata, struggente prateria urbana copre i binari. Purtroppo questa meraviglia del degrado industriale non e' accessibile e ci si deve accontentare delle foto di Bluejake e dell'associazione Friends of the High Line (da cui traggo quelle qui pubblicate).
Oggi si parla di trasformare la High Line in un parco sopraelevato, una specie di passeggiata verde che attraversa un quartiere ormai in piena rivalutazione. Al MoMA c'e' una mostra sul progetto che forse sara' realizzato a partire dalla fine di quest'anno. Alcuni siti dedicati a NY ne parlano. L'idea ci e' piaciuta tantissimo: una vecchia struttura del trasporto industriale riconquistata dalla natura e resa fruibile come spazio verde, alterandone le caratteristiche il meno possibile. Il rischio e' che — diventando trendy — sia la High Line che Meat Packing District piu' in generale diventino pero' troppo ripuliti — e finiscano per perdere il loro fascino.
Paradossalmente, i paesaggi dell'urban decay newyorkese, con la loro malinconica, aspra bellezza, sono di una fragilita' assoluta — destinati alla cancellazione se non si interviene, o alla falsificazione se si fa qualcosa.

P. S. Ho trovato due post interessanti di blogger che raccontano come si riesce ad salire (illegalmente, ma a quanto pare senza troppi problemi) sulla High Line.


mercoledì, 25 maggio 2005
Baked zitti (sic) with meatballs
Nelle categorie: Mangiare bere e andare a spasso, New York, New York — Scritto dal Ratto alle 9:44 pm

In un ristorante tra Broome e Mulberry St. Proprio come volevo.

Per ora non parlo di politica: sono stato otto giorni senza notizie e da quel che ho intuito mi sono preservato il fegato. Quando avro' capito qualcosa delle ultime vicende provero' anche a dire la mia.


giovedì, 19 maggio 2005
Ciao
Nelle categorie: New York, New York — Scritto dal Ratto alle 7:56 pm

da Coney Island, New York, New York.

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