giovedì, 28 novembre 2013
Perche'.
Nelle categorie: Politica e altre indignazioni, Umori e malumori — Scritto dal Ratto alle 12:37 am

Ero al liceo, era il 1976 — non ricordavo bene ma internet aiuta. Nella campagna elettorale per le elezioni politiche il PLI tappezzo' Torino, sua storica roccaforte (e immagino in misura un po' inferiore il resto d'Italia), di questi manifesti:


(ho ritrovato l'immagine qui)

Inutile dire che tutti i buontemponi di passaggio ne approfittarono per scriverci sotto le ragioni piu' ridicole e piu' insultanti per le quali un elettore avrebbe potuto votare liberale — ne ricordo ancora un certo numero che, per le stesse ragioni della canzonaccia manzoniana, "non voglio trascrivere". Ma peggio ancora — forse — era quando i manifesti restavano bianchi ed intonsi: "Tu voterai liberale. Perche'." — e sotto non c'era uno straccio di motivo. Il vuoto. L'imbarazzante constatazione che un perche' non c'era.
Il PLI di Zanone, a quelle elezioni, prese una cosa come il 2% scarso — un tracollo da cui non si riprese mai piu'.

Ricordo questo episodio minorissimo perche' qualche giorno fa e' partita la campagna del PD per il voto alle primarie:

Che dire, la somiglianza e' impressionante. E forse e' da attribuire piu' allo stesso vuoto di idee che alla scarsa memoria storica di un copy troppo giovane.


mercoledì, 20 novembre 2013
Non ce la posso fare
Nelle categorie: Politica e altre indignazioni — Scritto dal Ratto alle 11:23 am

Ho seguito con interesse la campagna congressuale di Giuseppe Civati. Ne condivido moltissime posizioni, soprattutto sul partito e sulle larghe intese. Non sono convinto di certi suoi accenti "movimentisti" su temi come TAV, spese militari, rapporto con il M5S — ma a quanto pare in Italia non si riesce ad essere di sinistra senza diventare un po' massimalisti. Al netto di questo, credo che Civati sia l'unico presentabile dei candidati alle primarie — e lo avrei sostenuto volentieri con il mio voto.
Ma davvero, non ce la posso fare. Non posso andare a votare alle primarie di un partito che — tra mille altre cose — dice che la Cancellieri dovrebbe dimettersi, ma vota in Parlamento per l'esatto contrario. E' la logica dei Centouno, e il PD ne e' totalmente prigioniero, senza speranza di cambiamento. Nonostante la bella battaglia di Civati e di qualche altra persona per bene.


We Are Like Your Child

We are like your child. Your child is like us. And we may have difficulties, we are disabled–but there is no denying that we are also awesome.



Day Sixty-Seven.

Oliver, che non parla e ha imparato a scrivere. E la sua mamma che non molla mai.



domenica, 3 novembre 2013
Imprevisti e probabilita'
Nelle categorie: It, la Cate — Scritto dal Ratto alle 12:36 pm

imprevisti-probabilita-monopoliIn questo fine settimana la Rat-Family ha pescato la carta "Andate in Toscana senza passare dal Via!" — e ora siamo dai nonni materni, a cinque ore di macchina da casa.
E' andata cosi': venerdi' It si e' svegliato assai nervoso e cosi' — per evitare di combattere con lui in casa per tutta la giornata — abbiamo deciso di andare a fare un giretto sulle Langhe, tanto belle in autunno. Abbiamo imboccato l'autostrada, con It che sembrava alla fin fine contento della gita, e ad Asti abbiamo girato verso Alba. Tragedia (It ha un GPS nella testa e se si prende una strada diversa da quella che ha in mente lui sono dolori). Proviamo a far finta di niente, nella speranza che sia un capriccio transitorio — ma It non si tranquillizza. Torniamo sui nostri passi, convinti (almeno io convinto: Waldorf, piu' perspicace di me, aveva gia' intuito correttamente) che It, che questo periodo e' molto "couch potato", volesse andare a casa. Invece ha protestato tantissimo, facendoci capire che la direzione di Torino era proprio quella sbagliata. Anche io che sono lento di comprendonio a questo punto vengo illuminato: vuole andare dai nonni in Toscana. Cosa che It ci conferma anche, tornati a casa, facendoci vedere la foto di se stesso con i nonni sul suo quaderno di comunicazione (lo usa poco, ancora: ma quanno ce vo' ce vo'). Morale? valigia in un quarto d'ora e via di nuovo in autostrada — e tanti saluti a qualunque programma potessimo aver messo in piedi — e alla lista di cose da fare che avevamo contato di smaltire nel weekend.

Qualche giorno fa invece l'imprevisto e' stato ben peggiore — e siamo ancora un po' scossi. Solito pomeriggio affannoso: un genitore scappa dal lavoro a raccattare la Cate dall'asilo per portarla in piscina, l'altro a un corso di formazione, poi di corsa a ritirare una raccomandata dell'INPS (stiamo aspettando l'autorizzazione per i permessi della L. 104). Tutto programmato al millimetro e al minuto. Peccato che ci siamo completamente dimenticati di It che tornava da scuola con il pullmino. Gli altri giorni della settimana al pullmino c'e' sempre qualcuno che — secondo programma — raccoglie It mentre noi siamo al lavoro o in giro per commissioni o con la Cate: quell'unico giorno no — e nella rincorsa a tutti gli impegni ce ne siamo scordati. Quindi il povero pargolo e' arrivato a casa, non ha trovato nessuno ad accoglierlo — e cosi' e' rimasto sul pullmino, mentre partiva il giro di telefonate, sms, mail per raggiungerci (per colmo di sfortuna il mio cellulare era irraggiungibile e le persone dello scuolabus non avevano quello di Waldorf). Per fortuna siamo rientrati per riprenderci nostro figlio (a dire il vero per niente turbato, lui, dalla vicenda) in meno di un'ora — e non ci sono state altre conseguenze — che potevano essere ben peggiori, dato che a quanto pare è stato ventilato di chiamare i Carabinieri, con il risultato che saremmo finiti di certo indagati per abbandono di minore — nonostante tutta la nostra vita sia un correr dietro ai nostri figli e alle loro necessita'.
Un danno sicuro è comunque l'aumento della nostra ansia costante: se siamo cosi' stanchi e confusi da poter fare un errore del genere, allora la situazione e' evidentemente peggiore di quel che immaginavamo — e la nostra capacita' di tenerla sotto controllo e' per lo meno a rischio.

Al di la' della cronaca — episodi come questi mostrano bene la nostra condizione: da un lato avremmo bisogno, per poter tenere insieme gli incastri di una vita complicata, di un'organizzazione ferrea e rigidamente prevedibile; dall'altro viviamo nel regno dell'imprevisto e dei programmi che saltano in continuazione perche' basta un'impuntatura dei nostri figli e dobbiamo reinventarci tutto da capo. Ed esserne contenti, magari, perche', in fondo, hanno dimostrato di saper comunicare un desiderio, un bisogno emotivo — e questa e' certo una cosa bella.

P. S. Ah, dimenticavo. La raccomandata dell'INPS era la convocazione della Cate alla visita per la 104 — recapitata cinque giorni dopo la data della visita stessa…

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