venerdì, 19 luglio 2013
Back to basics
Nelle categorie: Politica e altre indignazioni — Scritto dal Ratto alle 10:44 pm

Sempre piu' spesso mi rendo conto che non ci sarebbe bisogno di tanti discorsi, nella politica italiana. Basterebbe rileggere costantemente, con umilta' e attenzione, la Costituzione:

Art. 10, cc. 2-3: La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali.
Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge.

Art. 95, c. 2: I ministri sono responsabili collegialmente degli atti del Consiglio dei ministri, e individualmente degli atti dei loro dicasteri.


mercoledì, 17 luglio 2013
Palloncini
Nelle categorie: Politica e altre indignazioni — Scritto dal Ratto alle 9:16 pm

Gino Nunes amava dire che le responsabilita' sono come i palloncini: volano in alto. Lo diceva quando qualcuno tentava di giustificare un errore politico o amministrativo scaricandolo sui suoi sottoposti. E non si e' mai personalmente e politicamente sottratto a questa regola: tutto cio' che faceva l'amministrazione di cui era a capo era responsabilita' sua, meriti e colpe allo stesso modo (certo, vi assicuro che non era piacevole essere chi aveva fatto lo sbaglio di cui si era preso la responsabilita' politica – ma questo e' un altro paio di maniche).

(Ogni riferimento a fatti o persone dell'attuale Governo della Repubblica e' naturalmente frutto della vostra malevolenza di lettori)


lunedì, 15 luglio 2013
Anniversario
Nelle categorie: Paradossi, Politica e altre indignazioni — Scritto dal Ratto alle 6:35 pm

Oggi ricorre il settantacinquesimo anniversario della pubblicazione del "Manifesto della Razza" che fu il precursore "scientifico" delle infami leggi razziali fasciste.
Nel guardare al tempo trascorso, potremmo sottolineare con orgoglio che oggi la nostra concittadina di origini congolesi Cecile Kyenge e' un Ministro della Repubblica.
Oppure potremmo constatare con perdurante vergogna che il nostro concittadino razzista Roberto Calderoli e' Vicepresidente del Senato.
Francamente e' difficile dire se il bicchiere e' mezzo pieno o mezzo vuoto.


The claim is that Autistic children are controlling, but we micromanage every aspect of their lives; diet, therapy schedule, schooling, behaviors, even the words out of their mouths. We want our children to learn, but we force our pace. We want our children to be flexible, but we have them locked into one track. We want our children to be independent, but we will not give them the keys to drive their own life. Maybe we should hit the breaks. Maybe we should stop.

(Raising Rebel Souls: Rebel Words Autistic Children Should Know)



sabato, 6 luglio 2013
A proposito di ratti
Nelle categorie: Il mondo per gli occhi — Scritto dal Ratto alle 10:20 am

sponsored rat by orczyk
sponsored rat, a photo by orczyk on Flickr.
(curiosando su Flickr stamattina)


lunedì, 1 luglio 2013
Gino Nunes (1941-2013)
Nelle categorie: Politica e altre indignazioni, Quel che resta — Scritto dal Ratto alle 10:44 am

Per Gino la politica non era uno sport da signorine. Aveva ben chiaro che quello che contava erano i rapporti di forza, il potere, la capacita' di ottenere dei risultati — e che le alleanze, gli accordi, ma anche gli scontri, avevano senso in quanto permettevano di disegnare un sistema di potere e di raggiungere degli scopi.
Questo lo ha reso spesso sgradevole, abrasivo, perfino talvolta brutale. Certo non aiutavano a renderlo simpatico la vena polemica e la vis verbale tutta livornese che lo caratterizzavano — e la chiarezza senza giri di parole con cui amava dire la sua. Probabilmente se fosse stato piu' ipocrita o piu' cauto si sarebbe fatto meno nemici e avrebbe potuto ambire a cariche piu' prestigiose di quelle a cui il suo partito lo ha confinato, preferendogli personaggi meno scomodi ma infinitamente meno lucidi e incisivi di lui.
Aveva fama di politico spregiudicato, di pochi scrupoli, di negoziatore duro e tignoso. Si curava pochissimo di smentire questa sua immagine — e in genere di piacere e di accattivarsi simpatie. Si muoveva con assoluta disinvoltura nella bassa cucina della politica, nelle trattative con i personaggi piu' sgradevoli e piu' difficili, nella zona grigia dove il potere e il denaro si presentano per quello che sono. Lo ha sempre fatto mantenendo una rigorosa, inattaccabile onesta' personale, che perfino i suoi avversari gli hanno sempre dovuto riconoscere — e nello stesso tempo senza mai atteggiarsi a santimonioso censore dei costumi personali e politici altrui.
Aveva la passione dell'amministrazione, piu' ancora che della politica "alta". Viveva con un minimo di fastidio i dibattiti puramente teorici (cui pure partecipava con lucidita' e con giudizi spesso tanto sbrigativi quanto calzanti), ma era fiero delle strade, delle reti informatiche, insomma delle soluzioni concrete che la sua azione riusciva a realizzare.
Era difficile pensare che potesse aver fatto altro che politica in vita sua, perche' la politica era la sua spina dorsale, il suo orizzonte, il suo pensiero dominante. Invece alla politica era arrivato tardi, dopo anni di brillante professione medica, a cui aveva rinunciato proprio per dedicarsi a tempo pieno alla vita pubblica.
La sua ironia era feroce, ma la esercitava su se stesso tanto quanto sugli altri — e questo gli permetteva di non prendere troppo sul serio ne' le vicende della politica ne' il suo stesso ruolo. Era cio' che gli permetteva di vivere al tempo stesso con estrema passione e con un certo distacco la battaglia quotidiana.
Non lo dava a vedere, ma era un uomo di alti ideali; credeva fortemente nel compito della politica di rendere migliori le vite delle persone, di superare le ingiustizie, di promuovere una societa' piu' libera e piu' egualitaria. Sapeva che per arrivarci occorreva sporcarsi le mani — ma non accettava che si potessero dimenticare gli obiettivi alti per cui ci si sporcavano le mani. Per questo si sentiva sempre piu' estraneo alla politica dei nostri tempi — e ne dava, privatamente, giudizi e ritratti sprezzanti.
Per me Gino e' stato un maestro di politica — e un amico. Per quanto fossimo diversissimi per carattere e per formazione, devo a lui molto del modo in cui vedo la vita pubblica.
Gino avrebbe probabilmente stroncato con una battutaccia anche questo mio ricordo, che avrebbe vissuto con imbarazzo. Vorrei che potesse farlo.

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