venerdì, 12 ottobre 2012
Una mattinata particolare
Nelle categorie: It, Love the Bomb, Nel paese dei Bogia-Nen, Politica e altre indignazioni, Umori e malumori — Scritto dal Ratto alle 1:33 pm

Lo so, e' un post senza capo ne' coda. Pero' mi va di scriverlo — e per una volta ho il quarto d'ora di tempo necessario. E poi — diamine — questo e' il mio blog, mica il NYT.

Stamattina sciopero (sacrosanto) delle scuole pubbliche — e quindi It e' a casa. Per fortuna (?) sono in sciopero anche io, perche' nell'azienda (pubblica) dove lavoro si preparano a mettere centinaia di persone in cassa integrazione da gennaio e a venderci a pezzetti nel giro di qualche mese — quindi almeno il problema di babysitterare It non c'e' (altrimenti sarebbe stato un bel casino, perche' i famosi permessi della 104 per questo mese sono gia' agli sgoccioli).
Dato che scioperare e stare a casa a farmi i cavoli miei non mi e' mai piaciuto troppo, ci organizziamo per andare alla manifestazione insieme, It ed io. Per arrivarci ci siamo fatti una bella passeggiata per le vie del centro, nonostante la giornata poco clemente — con It che se ne e' andato danzando, saltellando e curiosando in giro con l'aria soddisfatta per un chilometro abbondante.

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(foto di mazreds, da Flickr)

Al presidio organizzato dai colleghi in sciopero, It ha (giustamente) preteso di montare sulle mie spalle, perche' in mezzo alla folla non vedeva niente — e poi si e' goduto lo spettacolo di questi adulti strambi che facevano un gran baccano con fischietti e sirene. Solitamente tanto frenetico ed impaziente, It mi ha dato il tempo di fermarmi a parlare con molte persone, preoccupate come me per il nostro lavoro, di discutere sulle cose da fare, sulle prospettive: tanto per cambiare, nostro figlio ha dimostrato di avere una capacita' di comprensione delle situazioni molto superiore a quella che ci si potrebbe aspettare da un bambino autistico.
Quando la pazienza e' finita (dopo ben piu' di una mezz'ora), il pargolo e' partito caracollando e mi ha trascinato (letteralmente) in mezzo al corteo degli studenti medi, trascurando completamente le sue mete preferite, dal negozio di video alla pizzeria. Evidentemente il casino delle manifestazioni gli piace proprio — abbiamo fatto un figlio sovversivo ;-)
E mentre camminavamo in mezzo alla folla dei ragazzi (scortati da tanta polizia in assetto di guerra che nemmeno per Fiorentina-Juventus) abbiamo cominciato a sentir cantare. Niente di strano, certo, ai cortei si canta. Perfino gli stonati come me hanno cantato ai cortei. Ma questi ragazzi cantavano — si', ma dai no non e' possibile — eppure si' e proprio lui — ma no non ci credo — eppure — questi ragazzi cantavano proprio l'Inno di Mameli. E non tre o quattro, non per scherzo, non per caso, non per dileggio. A centinaia. Con allegria e rabbia e determinazione. Come a dire che sono loro l'Italia — in faccia a chi gli taglia le risorse e parla della necessita' di usare piu' il bastone che la carota con il Paese. Devo dire che mi ha dato un brivido, questa cosa. E me li ha fatti riconoscere — al di la' di tutto — come la mia parte. La mia Italia. Potremo magari litigare su milioni di cose, potro' trovare insopportabile il loro estremismo tutto ideologico su cose come la TAV — ma alla fin fine mi rispecchio molto piu' in loro che nei Profumo e nelle Fornero.
Beh, non e' durata a lungo, la mia emozione — It correva gia' verso altre cose — altre scoperte — e io dietro, come sempre, a rincorrerlo.

4 Commenti a “Una mattinata particolare”

  1. manuela ha scritto il 13 ottobre 2012 alle 10:27 am

    Non solo brividi ma tanta commozione leggendo questo post. E' la speranza che non muore mai.

  2. lasimo ha scritto il 16 ottobre 2012 alle 9:23 am

    che bello questo post !
    proprio bello.

  3. theratrace ha scritto il 16 ottobre 2012 alle 9:46 am

    @manuela, @lasimo: Grazie!

  4. Stefano ha scritto il 16 ottobre 2012 alle 4:56 pm

    Che emozione vedere It cresciuto….

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