I have often found myself in the somewhat amusing position of having to educate the professionals about my own case.PDD-NOS is atypical autism, or just plain autism if you dont want to be fancy about it. You're an individual–you share certain traits with the Spectrum, but your autism is expressed in a way that is not quite like anybody elses. Thats true of most of us, but perhaps somewhat more so for people with PDD-NOS. I like that about the diagnosis: It reduces, at least somewhat, the chances that assumptions will be made based on my label.

(via Reports from a Resident Alien – What is PDD-NOS?)

(lo so, questa e' veramente solo per insiders…)



domenica, 14 ottobre 2012
Progressive
Nelle categorie: Quel che resta — Scritto dal Ratto alle 11:52 pm

Come se il mondo non fosse gia' abbastanza disorientante di suo, da oggi lo sto guardando attraverso il mio primo paio di lenti progressive.


domenica, 14 ottobre 2012
Posizionamenti
Nelle categorie: Politica e altre indignazioni — Scritto dal Ratto alle 12:17 pm

Di questi tempi e' un gran fermento, a sinistra e dintorni, di documenti, di iniziative, di tentativi. C'e' il "Soggetto politico nuovo", c'e' "Su la testa", c'e' — su un piano diverso, piu' "istituzionale" — la carta di intenti di "Italia bene comune" firmata da Bersani, Vendola e Nencini (come dite? c'e' Matteo Renzi? no, gente, avevo detto "a sinistra e dintorni" — Renzi gareggia in un altro campionato). Ci sono cose buone in tutti questi documenti. In un certo senso a sinistra si da il meglio nella scrittura di documenti, nell'elaborazione di posizioni e di pensiero.
Ci sono anche cose che non condivido — e non sono troppo in vena di ma-anchismo, di questi tempi. Non condivido la contiguita' al massimalismo di chi tenta di ricostruire (meritoriamente) qualcosa a sinistra del PD. Non condivido i silenzi sulle questioni spinose che caratterizzano il documento di Bersani-Vendola-Nencini. Ma ho la sensazione che si ricominci a elaborare un minimo di pensiero politico a sinistra — e dopo anni di coma profondo e' una buona notizia.
E allora perche' resto diffidente? perche' le riserve verso gli uni e gli altri mi impediscono di aderire a una qualunque di queste proposte — e di fare qualcosa? Forse e' che sento troppo odore di posizionamento preelettorale — di belle parole fatte proprio per convincere quelli come me — e quando qualcuno cerca di convincermi io voglio capire se sotto sotto mi sta vendendo pentole. Al momento non riesco a escluderlo.


La Stampa – Tagliate le gomme dell’auto al sindaco di Sant’Antonino di Susa.

Mi chiedo se quelli che scrivono TAV = MAFIA sui pendii delle montagne valsusine non hanno niente da dire su questi metodi di intimidazione mafiosa.



OMG, vedo solo ora les Chouquettes di ComidaDeMama.



Guerilla Historian.

A metà tra urbex e reportage storico, il lavoro di Dan Glass sul declino industriale americano e' interessantissimo.



Ricomincia da Te | Su la Testa.

Interessante — ma perche' a sinistra non si riesce ad evitare certo massimalismo nemmeno per sbaglio?



venerdì, 12 ottobre 2012
Una mattinata particolare
Nelle categorie: It, Love the Bomb, Nel paese dei Bogia-Nen, Politica e altre indignazioni, Umori e malumori — Scritto dal Ratto alle 1:33 pm

Lo so, e' un post senza capo ne' coda. Pero' mi va di scriverlo — e per una volta ho il quarto d'ora di tempo necessario. E poi — diamine — questo e' il mio blog, mica il NYT.

Stamattina sciopero (sacrosanto) delle scuole pubbliche — e quindi It e' a casa. Per fortuna (?) sono in sciopero anche io, perche' nell'azienda (pubblica) dove lavoro si preparano a mettere centinaia di persone in cassa integrazione da gennaio e a venderci a pezzetti nel giro di qualche mese — quindi almeno il problema di babysitterare It non c'e' (altrimenti sarebbe stato un bel casino, perche' i famosi permessi della 104 per questo mese sono gia' agli sgoccioli).
Dato che scioperare e stare a casa a farmi i cavoli miei non mi e' mai piaciuto troppo, ci organizziamo per andare alla manifestazione insieme, It ed io. Per arrivarci ci siamo fatti una bella passeggiata per le vie del centro, nonostante la giornata poco clemente — con It che se ne e' andato danzando, saltellando e curiosando in giro con l'aria soddisfatta per un chilometro abbondante.

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(foto di mazreds, da Flickr)

Al presidio organizzato dai colleghi in sciopero, It ha (giustamente) preteso di montare sulle mie spalle, perche' in mezzo alla folla non vedeva niente — e poi si e' goduto lo spettacolo di questi adulti strambi che facevano un gran baccano con fischietti e sirene. Solitamente tanto frenetico ed impaziente, It mi ha dato il tempo di fermarmi a parlare con molte persone, preoccupate come me per il nostro lavoro, di discutere sulle cose da fare, sulle prospettive: tanto per cambiare, nostro figlio ha dimostrato di avere una capacita' di comprensione delle situazioni molto superiore a quella che ci si potrebbe aspettare da un bambino autistico.
Quando la pazienza e' finita (dopo ben piu' di una mezz'ora), il pargolo e' partito caracollando e mi ha trascinato (letteralmente) in mezzo al corteo degli studenti medi, trascurando completamente le sue mete preferite, dal negozio di video alla pizzeria. Evidentemente il casino delle manifestazioni gli piace proprio — abbiamo fatto un figlio sovversivo ;-)
E mentre camminavamo in mezzo alla folla dei ragazzi (scortati da tanta polizia in assetto di guerra che nemmeno per Fiorentina-Juventus) abbiamo cominciato a sentir cantare. Niente di strano, certo, ai cortei si canta. Perfino gli stonati come me hanno cantato ai cortei. Ma questi ragazzi cantavano — si', ma dai no non e' possibile — eppure si' e proprio lui — ma no non ci credo — eppure — questi ragazzi cantavano proprio l'Inno di Mameli. E non tre o quattro, non per scherzo, non per caso, non per dileggio. A centinaia. Con allegria e rabbia e determinazione. Come a dire che sono loro l'Italia — in faccia a chi gli taglia le risorse e parla della necessita' di usare piu' il bastone che la carota con il Paese. Devo dire che mi ha dato un brivido, questa cosa. E me li ha fatti riconoscere — al di la' di tutto — come la mia parte. La mia Italia. Potremo magari litigare su milioni di cose, potro' trovare insopportabile il loro estremismo tutto ideologico su cose come la TAV — ma alla fin fine mi rispecchio molto piu' in loro che nei Profumo e nelle Fornero.
Beh, non e' durata a lungo, la mia emozione — It correva gia' verso altre cose — altre scoperte — e io dietro, come sempre, a rincorrerlo.


venerdì, 12 ottobre 2012
Ci arrangiamo da soli
Nelle categorie: Politica e altre indignazioni, Umori e malumori — Scritto dal Ratto alle 10:44 am

Troppo bello per non diffondere:


venerdì, 12 ottobre 2012
La guerra dello stato ai deboli
Nelle categorie: Di(ver)s(e)abilita', Ma vaffanculo!, Politica e altre indignazioni — Scritto dal Ratto alle 8:07 am

Nella nuova legge di stabilita' il governo Monti propone il taglio del 50% della retribuzione per i permessi della legge 104/92, cioe' per quei tre giorni di permesso al mese di cui possono usufruire i lavoratori che assistono parenti in condizione di invalidita' grave. Bonta' sua, il governo esclude da questa misura i lavoratori disabili stessi, che fruiscono dei permessi per se', o chi assiste il coniuge o un figlio — quindi la misura non ci riguarda direttamente come famiglia.
Ma per chi, per esempio, ha un genitore non autosufficiente — non c'e' pieta'. In fondo perche' permettere ai figli di occuparsi di quei pesi morti improduttivi che sono i vecchi? non sarebbe piu' economico lasciarli morire, cosi' tra l'altro smettono di percepire una favolosa pensione che prosciuga le casse dello stato?
Sinceramente non so quanto lo stato possa risparmiare con questa odiosa misura. Quello che so e' che sempre piu' ci trasmette un messaggio chiaro — e intollerabile: questo paese non vuole piu' saperne di farsi carico di chi — per qualunque ragione — non puo' provvedere a se stesso. Nella nuova Italia con il mito della produttivita', della competitivita' e del merito — non c'e' posto per i deboli.


martedì, 9 ottobre 2012
I paradossi dell'Europa e degli stati nazionali
Nelle categorie: Politica e altre indignazioni — Scritto dal Ratto alle 8:28 pm

Tempo addietro, su sollecitazione di un gruppo di amici, avevo scritto quel che pensavo del possibile rilancio dell'idea dell'unificazione politica dell'Europa. Mi ero avventurato a immaginare un'Europa politica resa possibile e rafforzata da una differente ripartizione delle competenze tra livello comunitario, nazionale e regionale, auspicando che il livello nazionale venisse fortemente depotenziato, a favore degli altri due, in un'ottica di differenziazione, sussidiarieta' e adeguatezza.
Oggi il governo Monti presenta una proposta di modifica costituzionale che indebolisce le regioni a favore dello stato centrale — in nome dei vincoli posti dall'Europa.
Per dirla in modo facile, con il pretesto dell'Europa si tenta di ridare forza al suo peggior nemico — lo stato nazionale. Non vorrei sembrare un orfano della Lega fuori tempo massimo — ma credo che sia una strada completamente sbagliata — e che fara' del male anche al cammino di una Unione Europea che sempre meno ha speranza di diventare uno stato federale e democratico.


Generazioni (perdute e fallite) | contaminazioni.

Bello. Se trovo la voglia e il fiato (e sconfiggo la pigrizia domenicale la settimana prossima) provo a dire la mia.



venerdì, 5 ottobre 2012
"Non era nelle nostre intenzioni essere contro le persone autistiche"
Nelle categorie: Di(ver)s(e)abilita', Roba da autistici — Scritto dal Ratto alle 2:45 pm

A proposito del nostro post di qualche giorno fa riceviamo e volentieri pubblichiamo:

[...]
grazie anzitutto [...] per aver condiviso le sue perplessità riguardo alla nostra iniziativa e per le importanti riflessioni che ci aiuteranno a fare meglio nelle prossime occasioni, a cominciare dalla modifica dello slogan.
Proviamo a descrivere gli intenti con cui abbiamo ideato e costruito la campagna di offerta dei peperoncini. Gli scopi sono stati essenzialmente tre: far conoscere a un maggior numero di persone nel Paese il problema dell’autismo che molti bambini, adolescenti e adulti e le loro famiglie vivono con la difficoltà e spesso nella drammaticità che ha ricordato; raccogliere fondi per i nostri centri che non godono di alcuna sovvenzione pubblica; illustrare il contenuto delle Linee guida sull’autismo recentemente pubblicate dall’Istituto superiore di sanità che fanno un po’ di chiarezza sulle terapie possibili ed efficaci. Il retro della locandina che ha visto esposta e che ha suscitato la sua reazione dava conto di tutto questo.
Se avrà voglia di visitare il nostro sito (www.unabreccianelmuro.it), potrà comprendere meglio come operiamo e verificare che la pensiamo come lei: non diamo false illusioni, lavoriamo insieme alle famiglie per fare in modo che i loro bambini possano essere persone realizzate e ragionevolmente serene, per citare le sue stesse parole.
Lo slogan della campagna, ed è soltanto uno slogan, voleva avere impatto; voleva smuovere le coscienze e far fermare le persone a riflettere. Certamente non era nelle nostre intenzioni e non avrebbe mai potuto esserlo, per la nostra storia, per la nostra sensibilità, essere contro le persone autistiche. Lo chiariva il sottotitolo: “Giornate di solidarietà per i bambini con disturbi dello spettro autistico”; lo dice il nostro logo che illustra il lavoro che facciamo: aiutare le persone a esprimere se stesse, a proiettarsi verso il mondo con la loro diversità.
Abbiamo iniziato con i bambini di 2-6 anni con successo e con l’apprezzamento delle famiglie alle quali pure abbiamo chiesto un’applicazione approfondita e durevole: per accettare la diagnosi, comprendere i problemi, apprendere e proseguire la terapia in casa. Abbiamo avuto chiaro che le differenze più marcate dei bambini autistici rispetto ai loro coetanei si esprimono in modo forte e pesano molto negativamente nella scuola primaria: abbiamo quindi esteso il nostro intervento ai bambini di 7-12 anni, per accompagnarli nel difficile percorso di integrazione scolastica, con le difficoltà che derivano da un ambiente in generale poco preparato e ancora meno attrezzato a riceverli. Ci stiamo avvicinando al mondo degli adolescenti, perché l’autismo fa parte delle persone, le accompagna per tutta la vita e non possiamo far finta che il problema non ci riguardi, non riguardi la società civile nel suo complesso.
Il tipo di intervento proposto nei nostri centri, come sa, è di tipo cognitivo comportamentale ed è personalizzato in relazione alle competenze presenti e allo stadio evolutivo dei bambini autistici; mira a valorizzare le loro qualità intrinseche e cerca di risolvere gli impedimenti nella comunicazione e nelle relazioni. Ci farebbe molto piacere conoscerla di persona e poterle mostrare quello che stiamo facendo.
Non sappiamo ancora se l’ipotesi di apertura di un centro a Torino per i bambini di 2-6 anni si concretizzerà come speriamo, ma saremmo lieti e le saremmo grati se avesse la possibilità e la volontà di sostenerci.
Un saluto cordiale,
Alberto Zuliani
presidente
Associazione di Volontariato "Una breccia nel muro"


lunedì, 1 ottobre 2012
Sukkot
Nelle categorie: Ebraismo, Israele e dintorni, Laicita'/Religione, Umori e malumori — Scritto dal Ratto alle 11:55 pm

Non abbiamo bisogno di vivere per sette giorni in una capanna per constatare la nostra precarieta'.

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