domenica, 27 maggio 2012
Il messaggio e' sempre piu' chiaro
Nelle categorie: Di(ver)s(e)abilita', Emigrare?, It, Ma vaffanculo!, Pipponi, Politica e altre indignazioni — Scritto dal Ratto alle 2:22 am

Alla presentazione di uno studio condotto dall'ANIA (l'associazione che riunisce le societa' di assicurazione) e dalla Fondazione CaRiPLO, dal titolo "Autonomia delle persone con disabilita': un nuovo contributo per assicurarla" (pun intended, come si vedra' tra poco), il Ministro Fornero ha dichiarato che “Non si può pensare che lo Stato sia in grado di fornire tutto in termini di trasferimenti e servizi’’ [per le persone disabili, NdRatto]. Ha poi aggiunto: “Sia il privato che lavora per il profitto sia il volontariato no profit sono necessari per superare i vincoli di risorse. Il privato, in più del pubblico, possiede anche la creatività per innovare e per creare prodotti [assicurativi, NdRatto] che aiutino i disabili. La sinergia tra pubblico e privato va quindi rafforzata” (*).

Innanzi tutto, si tranquillizzi, signora Ministro. Lo Stato non fornisce affatto "tutto in termini di trasferimenti e servizi". Se devo giudicare dal caso di It, a dire il vero non fornisce quasi niente. Lo Stato concede a nostro figlio un tempo scuola che e' il 60% di quello dei suoi compagni di classe. Lo Stato concede a uno solo di noi genitori non piu' di tre giorni al mese di permessi retribuiti dal lavoro per le esigenze di assistenza di nostro figlio. Lo Stato elargisce un assegno di accompagnamento di 493 euro al mese per dodici mensilita', con cui dovremmo sopperire alle spese relative alle necessita' di assistenza continuativa di nostro figlio. Tramite il Comune paga una decina di ore settimanali di intervento di un'affidataria — ma questo lusso ci verra' tagliato, perche' non ci sono piu' soldi. Ah, dimenticavo, It non paga sull'autobus — e sulla metropolitana (ah, che stupido, non pagherebbe comunque, visto che ha meno di undici anni). Tutto qui. Il servizio sanitario pubblico non eroga *nessuna* delle terapie di nostro figlio. Paghiamo noi, di tasca nostra, ogni ora di terapia, ogni intervento rieducativo, ogni strumento/sussidio che possa essere utile alla crescita di nostro figlio. Sia chiaro, non me ne sto lagnando. Sono i soldi meglio spesi del nostro bilancio famigliare, con ogni probabilita'. Ma, signora Ministro, lo Stato e' cosi' lontano dal "fornire tutto" che Lei dovrebbe vergognarsi di fronte a noi — e di fronte a tutti i disabili italiani e alle loro famiglie — per aver detto con tanta leggerezza una frase del genere. Vergognarsi, signora Ministro: non farci un piantino sopra.

In secondo luogo: si', lo Stato dovrebbe "fornire tutto in termini di trasferimenti e servizi" ai suoi cittadini disabili. Perche' lo dice la Costituzione (art. 3: "È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese."; art. 38: "Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all'assistenza sociale.").
Perche' se lo Stato non tutela i suoi cittadini piu' deboli, allora e' la ragione stessa del contratto sociale che viene meno.
Perche' lasciare questo compito alla carita' pubblica (altro non e' il volontariato, di cui pure apprezziamo tutti lo sforzo) significa dire che la collettivita' nella sua espressione piu' alta, quella delle istituzioni, rifiuta di farsene carico. Significa ancora una volta proclamare che i cittadini disabili sono un peso che la comunita' non vuole sulle spalle — e che lascia quindi all'eventuale generosita' dei singoli.
Perche', infine, affidare i cittadini disabili al mercato, al privato che, come dice Lei stessa, "lavora per il profitto", significa banalmente che quei privati, se vogliono far bene il loro lavoro, dovranno spremere dalle famiglie dei disabili almeno un euro in piu' di quelli che dovranno conceder loro in termini di prestazioni. Significa quindi togliere risorse a quelle famiglie, non darne.

Il Governo si sara' anche rimangiato il progetto di tagliare le indennita' di accompagnamento: ma ogni volta che affronta il tema della disabilita', il messaggio che ci tocca ascoltare e' sempre lo stesso, con una chiarezza martellante: "Avete un figlio ritardato? Sono cazzi vostri."

(*) Il testo dell'intervento del Ministro non e' ad oggi disponibile in rete, ne' sul sito degli organizzatori del convegno, ne' su quello del Ministero del Lavoro e della Previdenza sociale: quindi cito solo i passaggi che mi sono noti tramite un articolo sul sito della FISH. Puo' darsi che – ricollocate nel loro contesto – le affermazioni di Fornero assumano un significato diverso. Allo stato delle informazioni disponibili, suonano molto ma molto male.

P. S. Ma la signora Ministro non si e' sentita un pochino a disagio a sponsorizzare con il suo intervento uno studio la cui finalita' e' quella — perfin dichiarata — di estendere il mercato delle assicurazioni al settore dei disabili, dove per ora la penetrazione e' molto bassa? Non e' parso, nemmeno per un momento, al Ministro Fornero, di far la figura del venditore che bussa alla porta di casa per venderti un mirabilante nuovo prodotto?

7 Commenti a “Il messaggio e' sempre piu' chiaro”

  1. Marco ha scritto il 28 maggio 2012 alle 9:31 am

    Sono sempre più indeciso se sia meglio incazzarsi o se sia meglio invece incazzarsi…

  2. theratrace ha scritto il 28 maggio 2012 alle 6:32 pm

    @Marco: e' tanto che sono incazzato. Ormai l'unica indecisione e' se sia meglio incazzarsi abbestia — oppure incazzarsi abbestia.

  3. Marco ha scritto il 30 maggio 2012 alle 10:05 am

    Continuando ad infierire…
    http://d.repubblica.it/argomenti/2012/04/28/news/bambini_iperattivi-985834/

  4. restodelmondo ha scritto il 31 maggio 2012 alle 12:59 am

    Vedo dai tag che state considerando la possibilità di andarvene. Idee sul dove?

    (Un abbraccio.)

  5. theratrace ha scritto il 1 giugno 2012 alle 2:19 pm

    @Marco: quanto e' politicamente corretto, come mette a posto la coscienza (e quanto permette di risparmiare su insegnanti di sostegno, terapie ecc.) sostenere che l'ADHD e' una malattia fantasma — e che i bambini iperattivi vanno piu' educati che curati! Sull'argomento abbiamo scritto gia' in passato — e non abbiamo cambiato opinione.

    @RdM: Purtroppo e' soltanto un desiderio — poco realizzabile. Abbiamo mestieri poco esportabili e io ho un'eta' poco appetibile sul mercato del lavoro. It fa gia' fatica a capire l'italiano, il passaggio a una lingua diversa lo costringerebbe a ricominciare da capo. Insomma, difficile programmare seriamente l'emigrazione: resta la sensazione che questo paese sia diventato una trappola per chi non e' darwinianamente adatto alla sopravvivenza.

  6. Marco ha scritto il 6 giugno 2012 alle 11:00 am

    Anche noi abbiamo pensato di seguire le orme di RdM (e UK sarebbe fantastica) ma con una figlia dislessica è difficile rinunciare alla 'praticità' della lingua italiana, oltre agli stessi vostri problemi di un'eta' poco appetibile.

  7. restodelmondo ha scritto il 12 giugno 2012 alle 8:21 am

    Marco: Non so quanto sia dislessica tua figlia, ma non dimenticare che qui in UK la dislessia è considerata una "disability", e quindi ci sono "reasonable adjustments" per legge… (la legge parla proprio di "reasonable adjustments"). Nella mia università danno più tempo per completare gli esami, e carta colorata per il testo (mi dicono che aiuti, non so perché). Non so a livello di scuola dell'obbligo come sia, però… quella è purtroppo ancora molto problematica (anche nel senso di "costosa") anche per i non-diversamente-abili, a quanto vedo.

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