giovedì, 23 febbraio 2012
"A questi redditi sono arrivata solo dopo anni di duro lavoro, supportato da tanta passione", dichiara la ministra Severino, a proposito del suo reddito (lordo, per carita'!) di sette milioni di euro. E aggiunge: "Imbarazzo no, perché guadagnare non è un peccato se lo si fa lecitamente, producendo altra ricchezza e pagando le tasse".
Io mi considero un privilegiato, tutto sommato. E mi considero uno che ha alle spalle "anni di duro lavoro" — e che quando piu' quando meno ci ha messo tanta passione — e certamente che ci ha messo tempo, energie, risorse. E in un anno, al lordo, guadagno meno di un centesimo di quello che guadagna la ministra. Ho ben chiaro che c'e' gente che sta molto peggio di me — e che dopo una vita di lavoro duro (ma duro davvero, quello che spezza la schiena, che fa venire malattie professionali, che espone al rischio di incidenti — mica i nostri mestieri da scrivania), guadagna trecento volte meno della Severino.
Ecco, io credo che niente giustifichi questo divario — che non ci sia nessun lavoro che puo' valere trecento volte piu' di quello di un altro. Che non ci sia nessun vantaggio sociale a pagare una persona cosi' tanto. E che quindi quella sia ricchezza sottratta a una piu' ragionevole e piu' equa distribuzione. Percio' che la Severino dica di non provare imbarazzo, di non vergognarsi nemmeno un po' di fronte agli Italiani dimostra soltanto che i sette milioni le sono serviti anche per procurarsi una robusta faccia di tolla (o magari quella ce l'aveva gia' in dotazione dalla nascita…). Soprattutto visto che il suo governo non sta facendo niente per chiudere la forbice della distribuzione del reddito e della ricchezza, che da anni si sta allargando.
(Nel ragionamento sul mercato del lavoro, ce lo vogliamo mettere un collegamento obbligatorio tra retribuzioni minime e massime?)







Sante parole…
Non e' la prima volta che questo blog esprime bene quello che un po' confusamente penso.
@Giannitos: Grazie — a me pare di essere talmente confuso di mio…
[...] o viceversa. Anche questa storia dei ministri paperoni mi è andata di traverso; lo dice bene Il ratto e non e' la prima volta che esprime quello che io un po' confusamente penso: Ecco, io [...]