lunedì, 30 gennaio 2012
La neve, finalmente
Nelle categorie: Il mondo per gli occhi, Nel paese dei Bogia-Nen — Scritto dal Ratto alle 12:12 pm

Non se ne poteva piu' di questo inverno fasullo e asciutto. Foto scattate ieri durante la nevicata: poca luce, ISO alto e scatti a mano libera — i risultati son quel che sono:


domenica, 29 gennaio 2012
Tutti a casa
Nelle categorie: Ma vaffanculo!, Nel paese dei Bogia-Nen — Scritto dal Ratto alle 8:52 pm

Ha fatto venti centimetri di neve in citta' (tra poco le foto). Che strano: in Piemonte d'inverno nevica. Tanto strano che il Comune ha deciso di chiudere le scuole di ogni ordine e grado. E lo ha comunicato alle sette e diciannove di sera dellla domenica, lasciando alle famiglie un sacco di tempo per organizzarsi in vista del lunedi' mattina.
Io un'ideina per tenere occupati i pargoli domani ce l'avrei: tutti a prendere Fassino a palle di neve. Ma ben pressata.


mercoledì, 25 gennaio 2012
Parlamentari frigorifero?
Nelle categorie: Di(ver)s(e)abilita', Ma vaffanculo!, Politica e altre indignazioni, Roba da autistici — Scritto dal Ratto alle 2:49 pm

Stamani nella sala stampa di Montecitorio, con la sponsorizzazione di un gruppo assolutamente bipartisan di deputati (Udc: Paola Binetti, Teresio Delfino, Marco Calgaro, Nunzio Testa; Pd: Luciana Pedoto; Pdl: Lucio Barani; Api: Donato Mosella, Emanuela Baio; Fli: Carmine Patarino) si e' tenuta una conferenza stampa di un gruppo di sedicenti terapisti, che contestano le linee guida sul trattamento dell'autismo nei bambini e negli adolescenti messe a punto dall'Istituto Superiore di Sanita'.
La posizione espressa dai partecipanti e' sostanzialmente che le linee guida siano troppo "unilaterali" nel prescrivere soltanto interventi di tipo cognitivo-comportamentale per il trattamento dell'autismo. Per chi non e' addentro, stiamo parlando cinese — e puo' sembrare che i contestatori abbiano dalla loro il buon principio della "liberta' di cura"; di fatto le "terapie" alternative sono nella migliore delle ipotesi sprovviste di qualunque riscontro scientifico; nella peggiore, si rifanno a teorie conclamatamente sbagliate sull'origine dell'autismo — e possono fare danni anche gravi. Di conseguenza e' corretto che l'Istituto Superiore di Sanita' non supporti e non consigli questo genere di interventi, men che meno autorizzando l'impiego di fondi pubblici.
Su un piano piu' emotivo e personale – ma con il conforto di tutta la scienza degli ultimi vent'anni –, vorrei dire che chi ancora si ostina a dire che "fondamentali nel determinarsi degli effetti più gravi del disturbo autistico sono le emozioni sconvolte e sbagliate dei genitori" (le "mamme frigorifero" sono tornate!) merita di essere preso a calci nei denti da tutte le famiglie di persone autistiche, da qui all'eternita'. E che le stesse famiglie faranno bene a prender nota dei nomi dei parlamentari che hanno dato sponda a questa dubbia operazione — e a rifiutarsi di dar loro il voto, anche in questo caso da qui all'eternita'.


mercoledì, 18 gennaio 2012
Miss Cate R. Pillar
Nelle categorie: la Cate — Scritto dal Ratto alle 6:33 pm

Oggi Costanza ha compiuto un anno. La bionda e soave fanciullina ha cominciato a camminare a dieci mesi, macina cibo come un mulino a vento, nonostante il suo primo (e per ora unico) dentino abbia visto la luce solo da poche settimane, ha un invidiabile fisico da camallo, non si ferma mai, se non per guardare Toy Story, non rogna mai, se non per chiedere da mangiare (e per il resto del tempo e' di un umore radioso e sorridente), disputa giochi e telecomandi all'adorato fratello, al quale non lascia scampo (ne busca anche, ogni tanto, perche' le attenzioni di It sono un po' da grizzly, perfino quando sono affettuose: ma si riprende in fretta e torna implacabilmente alla carica).
Insomma, sta venendo su tosta e inarrestabile, tanto da esser diventata, nel lessico famigliare, "la Cate" — nel senso di Cate-rpillar (*non* il bruco, la macchina da movimento terra).

Ne avra' bisogno, di essere Cate. Tutti noi abbiamo bisogno che lo sia. E' partita bene, credeteci.


mercoledì, 18 gennaio 2012
Accidental beauty
Nelle categorie: Il mondo per gli occhi, Nel paese dei Bogia-Nen — Scritto dal Ratto alle 8:33 am

Lunedi' mattina, andando al lavoro.


lunedì, 9 gennaio 2012
Zzzzzzzz
Nelle categorie: la Cate — Scritto dal Ratto alle 7:18 pm

L'intervista di Mario Monti da Fazio riesce ad addormentare XX in meno di cinque minuti. Ogni volta.


lunedì, 9 gennaio 2012
Ma saranno almeno di buon cuore?
Nelle categorie: Quel che resta, Web — Scritto dal Ratto alle 12:42 am

Qualcuno e' arrivato su The Rat Race cercando su Google "stivali burberi". Peccato che l'aggiunta "copie a poco prezzo" sciupi un po' la poesia.


sabato, 7 gennaio 2012
The Seven Year It
Nelle categorie: It, Love the Bomb — Scritto dal Ratto alle 2:14 am

It oggi compie sette anni. Anche se negli ultimi tempi qui si e' parlato poco di lui, e' stato un anno importante. E' cresciuto tanto, il nostro It: ha imparato molte cose preziose per la sua autonomia, spesso sorprendendoci perche' ha scoperto lui da solo di saperle fare, quando noi non pensavamo che potesse ancora arrivarci; ha abbandonato molti comportamenti da bambino piccolo, magari con un po' di rimpianto (come per il ciuccio, che invidia ancora tanto alla sorella), ma insomma se li e' lasciati dietro le spalle senza grandi traumi; e' diventato molto piu' consapevole dei suoi gusti e dei suoi desideri — e questo non e' sempre facile per noi, perche' significa che e' sempre piu' faticoso convincerlo a far qualcosa che non rientra nei suoi interessi; al tempo stesso pero' sta imparando a controllare meglio i suoi stati d'animo e a gestire le relazioni con gli altri; e' diventato molto piu' affettuoso (o forse ha imparato a esternare i suoi affetti molto piu' di prima), molto piu' capace di metterci a parte di quel che o colpisce e che gli piace; ha dormito per la prima volta fuori di casa senza di noi; ha affrontato alla grande il cambio di scuola, le sfide del nuovo ambiente, le nuove maestre da educare e con cui imparare a comunicare; e' molto piu' capace di concentrazione e di attenzione; si incanta (ma questo lo sapevamo gia') di fronte a Piazza del Campo o al sole che sorge dietro Superga, gli piace l'architettura contemporanea e detesta l'arte antica (con un po' di scorno del papa' classicista), lo urtano i villaggi pittoreschi e rileccati, dall'Alsazia alla Normandia; continua ad adorare l'acqua e tirarci dentro sassi.
Ma soprattutto sta lentamente e faticosamente imparando a vivere con sua sorella. L'ha ignorata per mesi, salvo mettere in mostra tutte le sue abilita' per restare al centro delle nostre attenzioni. Ha tentato di non toccarla e non farsi toccare molto a lungo. Poi, un po' per volta, anche perche' sua sorella (che stravede per lui) non gli da' tregua, ha cominciato a cedere. Un po' infastidito dalla sua invadenza, un po' incuriosito, ha man mano cominciato a considerarla davvero parte del suo mondo. Da un po' di tempo ha cominciato a tollerare, poi a volere il contatto fisico: magari le prime volte piu' che altro per strapparle di mano un gioco o per allontanarla dal telecomando della TV, ma sempre piu' spesso si vede il desiderio di giocare, di entrare in relazione. Da un paio di giorni, e' passato agli abbracci: la cerca, la stringe, la solleva da terra, le fa fare un paio di giri e poi la rimette giu'. Non che XX gradisca sempre, sia chiaro (d'altronde lei per prima spesso e volentieri provoca It, rubandogli le preziose copertine dei suoi DVD…). Ma sono finalmente entrati in una vera relazione tra fratello e sorella: ogni tanto se le danno, ma si cercano e crescono insieme.
Insomma, It e' davvero cresciuto tanto — e molto piu' di quanto sia riuscito a raccontare in questo post. Non che sia diventato meno autistico (o come diciamo noi "meno bacato"). Tutt'altro: cresce fedele a se stesso, continua a divergere. E noi d'altronde non lo vorremmo diverso da come e'.
Ah, dimenticavo: i film della Pixar continuano ad essere la cosa piu' importante del mondo. Ed e' per questo che oggi festeggiamo il suo compleanno a Milano, in devoto pellegrinaggio a questa mostra.


domenica, 1 gennaio 2012
Post ombelicale sul 2011 — e su questo blog
Nelle categorie: It, Pipponi, Quel che resta, la Cate — Scritto dal Ratto alle 11:41 pm

L'anno appena finito e' stato un anno complicato, per la Rat-Family. Bellissimo: allietato dalla nascita di XX, che si avvia trionfalmente (e camminando sicura sui suoi due piedi!) al primo compleanno; punteggiato da tante grandi e piccole conquiste di It, che e' sempre piu' strambo, ma sempre piu' abile a farsi capire, a capire, ad entrare nelle situazioni, a gestirsi; segnato in positivo da tanti bei momenti privati e dalla consapevolezza di quanto e' prezioso e bello saperci divertire insieme, nonostante le difficolta'; marcato dal sollievo di una grande liberazione pubblica, che aspettavamo da troppo tempo. Ma cosi' duro da lasciarci spesso senza fiato: perche' gestire due bambini non e' due volte, ma venti volte piu' faticoso che gestirne uno; perche' l'impatto di It con la scuola elementare e' andato, alla fin fine, bene — ma ci e' costato vagonate di bile e di angoscia — e ancora non e' finita; perche' le vacanze si sono rivelate poco adatte ai desideri e agli umori di It — e quindi, per quanto splendide per tanti versi, ci hanno restituito al lavoro piu' stanchi e stressati di prima; perche' il lavoro e' stato troppo poco o troppo o troppo confuso e costellato di cambiamenti, raramente per il meglio (e comunque per fortuna c'e' ancora); perche' la crisi non ci toglie il pane di bocca, ma ci proietta comunque in un'incertezza costante — e almeno per It si e' gia' trasformata in meno assistenza, meno servizi, meno scuola; e per tante e tante ansie e fatiche troppo private o troppo complicate per raccontarle. Beh, non ci e' mancata la forza — e la fortuna — per affrontare tutto e per restare in bilico sull'onda — e onestamente ci siamo anche divertiti.
Ma l'energia e la voglia di continuare a raccontare le cose che facciamo — e le cose che vediamo — quella l'abbiamo trovata di rado — e si vede. The Rat Race langue, spesso resta zitto di fronte a cose che una volta avrebbe commentato, piu' spesso ancora lascia sotto silenzio momenti della nostra vita che un tempo avrebbe condiviso. E, soprattutto, la conversazione si e' spenta. Succede un po' su tutti i blog: si scrive poco, si legge meno ancora — e soprattutto non si commenta quasi piu'. La conversazione si e' spostata sui social network — ma li' mi sembra piu' chiacchiericcio, senza la capacita' di dialogare un po' piu' a fondo — e sinceramente non mi ci ritrovo. Un po' mi manca, un po' mi mancano gli amici che leggevo assiduamente e che ora — come noi — scrivono tre righe quando capita. Per ora la baracca, che entra oggi nel suo decimo anno, resta aperta — ma mi piacerebbe aver piu' fiducia nella sua ragione di essere.

E comunque, se posso rubare la citazione a Waldorf, "Bon hiver", piu' ancora che "buon anno", a tutti noi.

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