Anche la lettera dei sindacati europei propone alternative ragionevoli alla tagliola intergovernativa franco-tedesca. Varrebbe almeno la pena di discuterne.



L'articolo di Prodi e Amato sul 24 Ore dello scorso 6 dicembre costituisce di fatto il contromanifesto rispetto alla lettera di Merkozy. Merita la lettura — e meritebbe la mobilitazione, se l'Europa davvero interessasse almeno un po' noi Italiani.



giovedì, 8 dicembre 2011
Le pessime idee di Merkozy
Nelle categorie: Politica e altre indignazioni — Scritto dal Ratto alle 1:49 am

So che l'argomento non e' di quelli che attraggono l'attenzione di noi Italiani, concentrati come siamo su Monti e sulla manovra. Ma il Corriere ha pubblicato il testo della lettera di Merkel e Sarkozy a Van Rompuy, in cui si tracciano le linee guida per il nuovo trattato o la cooperazione rafforzata che dovrebbe dare maggiore stabilita' all'Eurozona. A me pare una prospettiva del tutto sbagliata, perche', invece di puntare alla creazione di effettivi poteri di governo (e parallelamente di rappresentativita' democratica reale) a livello comunitario, sposta ulteriormente il peso delle decisioni sull'ambito intergovernativo. Cioe' verso — nella migliore delle ipotesi — la mediazione degli egoismi nazionali; nella piu' probabile verso la forzata acquiescenza dei paesi minori ai diktat dei governi dei paesi maggiori.
Qualcuno che alzi la testa e dica che quella e' la direzione sbagliata, proprio non si trova? nemmeno un autorevole ex-commissario europeo?
Nel mio piccolo, ho spiegato altrove come la vedo — e non ho cambiato idea.


Quello che non c’è. L'ha detto dopo di me — ma siccome sta millemila lettori piu' in su di me, sono io che cito lui…



La redistribuzione attraverso i servizi pubblici è diminuita. Come in molti paesi OCSE, in Italia sanità, istruzione e servizi pubblici destinati alla salute contribuiscono a ridurre di circa un quinto la disuguaglianza di reddito. Gli stessi contribuivano a una riduzione della disuguaglianza pari a circa un quarto nel 2000. La spesa sociale in Italia è basata prevalentemente su trasferimenti pubblici, come per esempio i sussidi di disoccupazione, piuttosto che su servizi.
[...]
La quota crescente di reddito per la popolazione con le retribuzioni più elevate suggerisce che la sua capacità contributiva è aumentata. In tale contesto, le autorità potrebbero riesaminare il ruolo redistributivo della fiscalità onde assicurare che i soggetti più abbienti contribuiscano in giusta misura al pagamento degli oneri impositivi.
(dalla scheda sull'Italia del rapporto OCSE "Divided we stand" sulla disuguaglianza sociale)



Ocse: in Italia sale il divario sociale – In Italia la diseguaglianza tra i redditi più elevati e quelli più bassi cresce, e resta ben al di sopra della media dei Paesi occidentali. Lo rivela l'Ocse, in un rapporto su crisi e divario sociale. Nel nostro Paese, scrive l'organizzazione, lo stipendio medio del 10% più ricco è oltre 10 volte superiore a quello del 10% più povero (49.300 euro contro 4.877). Inoltre, la quota di reddito nazionale complessivo detenuta dall'1% più ricco è passata dal 7 al 10% negli ultimi 20 anni.
(da Repubblica, 10:53)



lunedì, 5 dicembre 2011
Far pagare (anche) i ricchi (short version)
Nelle categorie: Politica e altre indignazioni — Scritto dal Ratto alle 10:00 am

Per farla corta.
In Italia il 10% della gente possiede meta' della ricchezza.
Meta' della gente possiede il 10% della ricchezza.
Se Monti ci dimostra che il 10% piu' ricco sta pagando almeno il 60-70% dei costi della manovra — e la meta' piu' povera sta pagando molto meno del 10% — allora sono contento. Ma se non e' cosi' la prossima volta che lo sento parlare di equita' gli sputo in tutti e due gli occhi. Per equita'.


domenica, 4 dicembre 2011
Far pagare (anche) i ricchi
Nelle categorie: Ma vaffanculo!, Pipponi, Politica e altre indignazioni, Umori e malumori — Scritto dal Ratto alle 10:54 pm

Premetto: sono convinto che per cavarcela, come Italia, dobbiamo tirare la cinghia — ferocemente e tutti. Comunque la si voglia girare, lo stock del debito pubblico accumulato negli anni passati dev'essere drasticamente ridotto — e questo significa che non ce n'e' per nessuno. Quindi le mazzate che il governo ci sta per assestare sono assolutamente inevitabili — e non si puo' pensare che tocchi soltanto a qualcun altro.
Ma proprio per questo credo che nessuna manovra sia accettabile se non grava su tutti — e se non grava piu' pesantemente sui piu' ricchi. E per ora non mi par proprio che sia cosi': l'imposta sulla prima casa e' una patrimoniale sulla classe media (il 74% delle famiglie italiane e' proprietario della casa in cui vive); l'aumento dell'addizionale regionale IRPEF e quello dell'IVA colpiscono tutti allo stesso modo, quindi proporzionalmente i redditi piu' bassi in misura maggiore; le disposizioni sulle pensioni impattano essenzialmente sul lavoro dipendente presente e futuro; la reintroduzione dei ticket su molte prestazioni sanitarie e i tagli agli enti locali rendono piu' costosi (o piu' limitati) i servizi pubblici — di cui usufruiscono principalmente i ceti meno abbienti. L'unica misura decisamente mirata ai ricchi, cioe' l'aumento dell'aliquota massima dell'IRPEF, e' sparita dalla manovra all'ultimo istante. Insomma, facciamola corta: pagano i poveri cristi, pagano le persone normali, ai ricchi veri sostanzialmente si fara' il solletico.
Perche' i ricchi sono pochi e comunque non contano dal punto di vista statistico, come da piu' parti si dice — e perche' se si vuol far cassa bisogna farla sui poveri e sulla classe media? A guardare bene i numeri, non e' cosi'. Sono andato a leggermi il rapporto 2009 di Bankitalia sulla ricchezza delle famiglie, pubblicato a dicembre 2010 (se ce ne e' uno piu' recente, vi sono grato fin d'ora se me lo vorrete segnalare); i dati di cui parlo sono vecchiotti, del 2008, ma penso che siano nei grandi numeri ancora significativi. Secondo il rapporto, il 10% piu' abbiente delle famiglie italiane possiede il 45% circa della ricchezza; vuol dire una media di un milione e mezzo di patrimonio netto a famiglia e un monte complessivo di circa 3.800 miliardi di euro (nota a margine: il 50% meno abbiente raccoglie in tutto il 9,5% della ricchezza e possiede mediamente 70.000 euro di patrimonio: lascio ogni commento all'evidenza). Un'imposta straordinaria dello 0,5% su questi patrimoni porterebbe alle casse dello stato, euro piu' euro meno, diciannove miliardi in un anno, con un contributo medio a famiglia di circa 8.000 euro. Detto in altri termini, imponendo al 10% piu' ricco delle famiglie italiane una tassa straordinaria non superiore al 4% del loro reddito disponibile, si potrebbe quasi raddoppiare il valore della manovra — creando disponibilita' di risorse per interventi a favore della crescita e dei consumi. E si noti che non sto dicendo di far pagare di meno agli altri.
Ma Monti in conferenza stampa ha detto che non si puo' fare, perche' non si e' in grado di conoscere l'entita' e la composizione dei grandi patrimoni. Verrebbe voglia di invitarlo a leggersi la documentazione statistica di Bankitalia, che a me e' costata non piu' di dieci minuti di ricerche su Google. Il fatto e' che qui di equita' tutti parlano — ma alla fine a buscarle saranno sempre i soliti.
No, essere "not Berlusconi" non basta. Se Monti non ha altro da offrire sul piano dell'equita', per me ha gia' chiuso prima di cominciare.

Se qualcuno e' interessato a capire da dove vengono le cifre che ho sparato qui sopra, puo' scaricarsi qui una tabellina piu' analitica, interamente basata sui dati di Bankitalia: *.ODS oppure *.PDF.

P. S. Le lacrime della Fornero e il relativo, insopportabile siparietto con Monti — a mio giudizio — vincono di gran lunga il premio "Vaffanculo 2011", stracciando qualunque possibile concorrenza.


domenica, 4 dicembre 2011
Sempre i soliti
Nelle categorie: Politica e altre indignazioni, Umori e malumori — Scritto dal Ratto alle 3:32 pm

Per il momento aspetto, come tutti noi, i dettagli della manovra di Monti. Nella speranza che i dettagli siano migliori delle anticipazioni giornalistiche.
Per il momento, mi pare che pagheranno sempre gli stessi: il reddito fisso, la classe media, quelli che pagano le tasse fino all'ultimo centesimo, quelli che hanno *bisogno* di servizi pubblici. E che quegli altri, quelli che trovano il modo legale o illegale di non pagare, i detentori dei grandi patrimoni, la scapoleranno anche stavolta, rimettendoci al piu' l'equivalente di mezza giornata di vacanza a Cortina.

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