sabato, 15 ottobre 2011
Riprendersi la piazza, subito
Nelle categorie: Politica e altre indignazioni — Scritto dal Ratto alle 11:28 pm

A caldo dopo gli incidenti di Roma, qualche considerazione.
1. Non sono di quelli che dicono che i violenti sono agenti provocatori — o che sono mandati dal governo, ecc. ecc. Purtroppo non ce n'e' bisogno, perche' di gente che concepisce la lotta politica come scontro militare ce n'e' abbastanza in giro, senza doversela inventare. Resta il fatto che la loro presenza era del tutto prevedibile — e prevista — e che le forze dell'ordine non si sono dimostrate in grado di garantire il diritto di manifestare delle persone pacifiche che erano a Roma oggi: o c'e' stata una profonda incapacita' — oppure si sono messi in conto gli incidenti e si e' semplicemente lasciato che accadessero, perche' in fondo cio' che squalifica la protesta torna a favore del governo. Nell'uno e nell'altro caso il Ministro dell'Interno ne dovrebbe rispondere — e l'opposizione parlamentare dovrebbe chiedergliene conto, eventualmente anche con una mozione di sfiducia individuale.
2. Il movimento, dal canto suo, deve fare intransigentemente i conti con le contiguita' nei confronti della violenza organizzata. Lo dico pensando al fatto, per esempio, che contiguita' del genere sono presenti tra i NO TAV, che sono una parte significativa degli indignati italiani. Pena la marginalizzazione del movimento stesso.
3. Non ci si puo' far scippare la piazza dai violenti che se ne impossessano e dalla montante reazione della destra che la demonizza. Manifestare contro il sistema e' un fondamentale diritto democratico — ed e' una delle poche cose che ancora possiamo fare, in un paese dove la classe politica e' impotente o venduta o incapace, per riprenderci un minimo di speranza nel futuro. Percio' io credo che sia necessario organizzare al piu' presto, fin da domani, nuove manifestazioni, che ripropongano le buone ragioni della protesta — e che non si lascino mettere a tacere. E credo che le organizzazioni sindacali, in spirito di servizio alla democrazia, senza mettere il cappello sulle proteste, dovrebbero rendersi disponibili a garantire il servizio d'ordine. Sulla collaborazione del governo e delle forze dell'ordine — purtroppo — si possono avere dubbi fin d'ora.

3 Commenti a “Riprendersi la piazza, subito”

  1. gianni ha scritto il 16 ottobre 2011 alle 10:15 am

    Sono proprio d'accordo. Chiaro ed efficace. ciao

  2. Dr. House ha scritto il 16 ottobre 2011 alle 5:30 pm

    E' certamente molto più facile *una mattina* andare a spaccare una vetrina o bruciare l'auto di un povero operaio che nel frattempo dormiva perchè aveva appena finito il turno di notte, che impegnarsi *ogni giorno* per i propri ideali all'interno del sistema per cambiare le cose. La domenica allo stadio ci insegna chi in realtà siamo. Perchè così è tutto più facile. Ma anche inutile.

  3. My Blog ha scritto il 10 dicembre 2011 alle 6:16 am

    [...] Su quello che è successo ieri a Roma mi convince quello che dice Angelo. [...]

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