giovedì, 27 ottobre 2011
La mia nonna Vittoria – 24.10.1920-27.10.2010
Nelle categorie: Quel che resta — Scritto da waldorf alle 12:13 am


E' un anno che di colpo se n'e' andata la mia nonna Vittoria, mentre io ero lontana quasi cinquecento chilometri da lei e solo ora a stento riesco a scrivere questo post. So che socialmente e' considerato quasi ridicolo alla mia eta' essere tanto provati dalla morte di una nonna novantenne, ma io non riesco ancora a pensare a lei senza avere voglia di piangere; mi fa male in particolare pensare che ci ha lasciati pochi mesi prima di poter conoscere la sua seconda bisnipote. So che ci teneva davvero.
L'unico modo di renderle omaggio che conosco, piu' che portarle fiori, e' consegnare alla rete il ricordo di quanto fosse graziosa a diciassette anni, nel 1937, durante un soggiorno dagli zii che abitavano a Rimini. Allora, ai tempi in cui il Duce era al suo apice, Rimini, piu' o meno la stessa immortalata in Amarcord, era un po' un centro del mondo. La mia nonna molto provinciale nella fotografia porta con timido orgoglio il cappellino alla moda che forse si era comprata proprio li'. Quella ragazza, leopardianamente ignara del suo destino, non credo proprio che si aspettasse di diventare moglie e madre nel giro di pochi anni e men che mai di dover affrontare una guerra e tutto quello che ne e' conseguito. E a me piace pensarla cosi, la mia nonna, giovane, carina e ingenua (e ingenua in fondo lo e' sempre rimasta), nemmeno vagamente presaga della mia futura esistenza.
Per inciso: una delle ultime cose che la mia nonna ha fatto e' stata indignarsi per le c…te (la nonna odiava le parolacce) di Gasparri a Ballaro'…



(via Dasnake)



E' oggettivo che facciamo ridere. A me pero' vien da piangere.



sabato, 15 ottobre 2011
Riprendersi la piazza, subito
Nelle categorie: Politica e altre indignazioni — Scritto dal Ratto alle 11:28 pm

A caldo dopo gli incidenti di Roma, qualche considerazione.
1. Non sono di quelli che dicono che i violenti sono agenti provocatori — o che sono mandati dal governo, ecc. ecc. Purtroppo non ce n'e' bisogno, perche' di gente che concepisce la lotta politica come scontro militare ce n'e' abbastanza in giro, senza doversela inventare. Resta il fatto che la loro presenza era del tutto prevedibile — e prevista — e che le forze dell'ordine non si sono dimostrate in grado di garantire il diritto di manifestare delle persone pacifiche che erano a Roma oggi: o c'e' stata una profonda incapacita' — oppure si sono messi in conto gli incidenti e si e' semplicemente lasciato che accadessero, perche' in fondo cio' che squalifica la protesta torna a favore del governo. Nell'uno e nell'altro caso il Ministro dell'Interno ne dovrebbe rispondere — e l'opposizione parlamentare dovrebbe chiedergliene conto, eventualmente anche con una mozione di sfiducia individuale.
2. Il movimento, dal canto suo, deve fare intransigentemente i conti con le contiguita' nei confronti della violenza organizzata. Lo dico pensando al fatto, per esempio, che contiguita' del genere sono presenti tra i NO TAV, che sono una parte significativa degli indignati italiani. Pena la marginalizzazione del movimento stesso.
3. Non ci si puo' far scippare la piazza dai violenti che se ne impossessano e dalla montante reazione della destra che la demonizza. Manifestare contro il sistema e' un fondamentale diritto democratico — ed e' una delle poche cose che ancora possiamo fare, in un paese dove la classe politica e' impotente o venduta o incapace, per riprenderci un minimo di speranza nel futuro. Percio' io credo che sia necessario organizzare al piu' presto, fin da domani, nuove manifestazioni, che ripropongano le buone ragioni della protesta — e che non si lascino mettere a tacere. E credo che le organizzazioni sindacali, in spirito di servizio alla democrazia, senza mettere il cappello sulle proteste, dovrebbero rendersi disponibili a garantire il servizio d'ordine. Sulla collaborazione del governo e delle forze dell'ordine — purtroppo — si possono avere dubbi fin d'ora.


giovedì, 13 ottobre 2011
Kim-Jong-Silvio
Nelle categorie: Ma vaffanculo!, Politica e altre indignazioni — Scritto dal Ratto alle 11:21 am

Le riprese del dibattito sulla fiducia alla Camera evitano in ogni modo di far vedere l'aula semivuota. Vergogna.


Cara lettrice, caro lettore,in queste ore Wikipedia in lingua italiana rischia di non poter più continuare a fornire quel servizio che nel corso degli anni ti è stato utile e che adesso, come al solito, stavi cercando. La pagina che volevi leggere esiste ed è solo nascosta, ma c'è il rischio che fra poco si sia costretti a cancellarla davvero.

(Wikipedia:Comunicato 4 ottobre 2011 – Wikipedia)



martedì, 4 ottobre 2011
Nel mondo dei (ma)Lavitoli
Nelle categorie: Politica e altre indignazioni, Umori e malumori — Scritto da waldorf alle 7:08 pm

A tacer d'altro, uno dei dispiaceri del periodo e' che la scena pubblica sia dominata da personaggi normalmente poco presentabili che, per motivi non commendevoli, sono giunti a gravitare molto da vicino attorno al nostro Presidente del Consiglio. Lavitola e Tarantini non sembrano avere esattamente le caratteristiche che ti rendono orgoglioso di frequentare qualcuno ed anzi forse hanno il profilo di quelli che non vorresti ammettere di conoscere.
Lasciando perdere tutti gli aspetti assai oscuri e complessi dei maneggi intercontinentali di Lavitola, di Tarantini sappiamo sicuramente che mirava ad assicurarsi appalti pubblici reclutando donne disposte a prostituirsi a favore del Presidente del Consiglio, il quale asseritamente sarebbe stato ignaro del fatto che le signore concedevano i loro favori in cambio di compensi e non perche sedotte dai suoi fascini. Peraltro il Presidente del Consiglio, invece di arrabbiarsi assai con Tarantini che lo ha cacciato in una situazione sgradevole, ha aiutato generosamente la sua famiglia in stato di bisogno.
Tarantini come tutti sanno e' stato ora scarcerato dal Tribunale del Riesame di Napoli perche' riconosciuto non colpevole di estorsione nei confronti del Presidente del Consiglio, ma indotto a mentire a favore del medesimo nel corso degli interrogatori a cui è stato sottoposto. Si legge nei giornali o si sente nei telegiornali che Tarantini sarebbe stato "vittima" del Presidente del Consiglio e di Lavitola. Il Riesame, per come ho capito l'ordinanza il cui testo e' stato pubblicato da Repubblica, veramente ha detto altro e cioe' che Tarantini non e' punibile perche' non c'e' una norma che permetta di perseguirlo, ma ha riconosciuto che c'e' stato un accordo corruttivo; Tarantini ha fatto mercimonio della sua qualita' di indagato, che comporta la facolta' di non rispondere e per l'ordinamento italiano anche quella di mentire, coprendo il Presidente del Consiglio. Cose che nel mondo dei (ma)Lavitoli sono normali. Peccato che effettivamente il Presidente del Consiglio finisca per apparire peggiore di loro, tanto da ipotizzare che all'occorenza possa essere capace di corromperli. Il che e' tutto dire…


Andrea Beggi ha — come sempre — ragione da vendere.



lunedì, 3 ottobre 2011
Autistico a chi?
Nelle categorie: Di(ver)s(e)abilita', Roba da autistici, Umori e malumori — Scritto da waldorf alle 5:08 pm

In un articolo comparso su La Stampa il 1.10 Luigi La Spina ha stigmatizzato l'atteggiamento del nostro governo scrivendo:

Berlusconi, i suoi ministri e la sua coalizione partitica paiono racchiusi come in un bunker di totale isolamento rispetto a quello che avviene fuori dal perimetro della Roma politica. Questa specie di autismo governativo viene rafforzato ogni volta che, con il voto palese, le Camere ribadiscono, con puntualita' sistematica, la quota di una sempiterna maggioranza. Una maggioranza che sfida con successo le accuse di connivenze mafiose nei confronti di uno dei suoi ministri, di corruzione nei riguardi di un suo rappresentante, stretto collaboratore del titolare dell’Economia, e che sostiene, a colpi di fiducia, i provvedimenti del suo governo.

Quindi per spiegare il mondo in cui il governo e la maggioranza governativa a suo parere ostinatamente vogliono ignorare gli umori e i bisogni del paese, La Spina non trova di meglio che parlare di "autismo governativo"!
Non e' la prima volta che ne scriviamo in questo blog (ci sono se non altro post del 22 e del 26.3.2009), ma insistero' ancora sul concetto, visto che e' evidentemente non noto ai piu'.
L'autismo non e' un problema morale, e' un modo di essere di molte persone che ha un peculiare carattere neurologico. Gli autistici non se ne fregano degli altri perche' preferiscono o gli fa comodo farlo (come secondo La Spina fanno Berlusconi & co.); hanno un rapporto con il mondo in termini assolutamente diversi dal nostro modo di pensare e non e' neanche vero che non sono capaci di sentimenti o empatia (anche se questa e' una questione complessa). Gli autistici non hanno scelto di avere difficolta' di relazione, difficolta' che per loro sono un grave handicap.
Di sicuro non mi pare giusto assimilare gli autistici a causa della loro disabilita' a determinati personaggi. A voi piacerebbe che vi dessero di La Russa o Gasparri, Tremonti o Romano, Gelmini o Brunetta, per non parlare del loro capo, senza che aveste fatto nulla per meritarlo :-)?

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