sabato, 3 settembre 2011
A me Torino tutta pavesata di tricolori e' piaciuta tantissimo. Mi e' piaciuta tantissimo perfino quando ho visto le bandiere con lo stemma sabaudo, o quelle della Marina militare o mercantile — o perfino quelle con lo stemma della Nazionale — ai balconi, accanto al tricolore repubblicano. Mi e' sembrato il segno di un orgoglio forse confuso e mal riposto, ma alla fin fine sano — e promettente.
Mi sarebbe piaciuto vedere un analogo spettacolo in altre citta', da Milano a Roma — ma a quanto pare siamo stati quasi soltanto noi Torinesi a mostrare questo entusiasmo per la bandiera.
Fin dall'inizio pero' ho temuto l'effetto del tempo su questa bella manifestazione. Senza una data precisa per riporle nei cassetti, lasciate ad oltranza sui blaconi ed alle finestre, alle intemperie, al sole, allo smog — le bandiere sarebbero diventate man mano dei cenci stinti, strappati, sudici — un triste spettacolo per le strade della citta' — ben lontano dalla gioiosa celebrazione dei primi mesi.
E' quello che e' accaduto. Tornando dalle vacanze, ho trovato la bandiera del nostro balcone in questo stato, scolorita, sfrangiata, piena di segni neri dello smog:
E in giro per la citta' la situazione non e' migliore. Il tutto ha un'aria un po' desolata, di decadimento, di dignita' calpestata. Sulle prime mi sono detto che era il momento di togliere le bandiere dai balconi, prima che la scena diventasse troppo deprimente; poi pero' mi sono chiesto se non siano — cosi' lacere e sporche e malconce — una miglior rappresentazione di come sia l'Italia in questi giorni, nave sanza nocchiero in gran tempesta. E se non possono essere anche un buon simbolo del malcontento e dell'avvilimento di tutti noi.
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