lunedì, 27 giugno 2011
E' sempre triste vedere scontri tra polizia e dimostranti. Ma nel caso della Val di Susa non si puo' essere solidali con i dimostranti, che sono una frangia minoritaria, violenta e antidemocratica dell'opinione pubblica. Non hanno il diritto di veto — e men che meno sono al di sopra della legge. Ci sara' tempo ancora per discutere sull'opportunita' e l'utilita' della TAV, ma fermare i cantieri con la forza non e' un'opzione accettabile — e prendere a sassate gli operai non e' un'azione di sinistra. E bene hanno fatto le forze dell'ordine a sgomberare il presidio — con la forza visto che non era rimasta altra strada.
(poi ci torno, su questa vicenda. Ma intanto lo volevo dire)







Ciao, io sono una notav, non sono nè di sinistra, nè violenta, nè antidemocratica, come ben sai persino da giovane avevo un basso profilo politico. Avevo già letto un tuo commento pro lavori e la cosa non mi aveva nè stupito nè particolarmente turbata. Ma queste righe mi hanno disturbata per l'etichettatura semplicistica e definitiva.Non è vero, non c'è più tempo, c'era prima , venti anni fa, dieci anni fa il tempo per programmare, spiegare, capire, concertare, decidere, ora è palese che esiste solo una volontà che possiamo definire politica, ma solo se svuotiamo questo termine da ogni valore e lo riempiamo di denaro ed in contrapposizione un no sempre più ottuso perchè stufo di giochi. E la deriva in cui stiamo rotolando ne è la controprova. Domenica ero con mio marito a Giaglione ed ho visto padri di famiglia dotare i propri figli di mascherine da verniciatori. Ho provato disagio. Io non ho fatto nè subito violenze per scelta (e per caso) ma ho visto uno scenario impressionante. Credo che questo sia piuttosto il tempo di riflettere da parte di entrambe le parti su cosa ci sia in fondo alla discesa.
Scusami per l'intrusione. Ciao
Cara Marina,
non ho difficolta' a prendere atto del fatto che non tutti i NO-TAV sono violenti. Resta il fatto che il movimento ha tollerato ampiamente — e incoraggiato nemmeno troppo implicitamente — i gruppi violenti che cercano di impedire con la forza la realizzazione di un'opera che e' stata decisa con tutti i crismi della legalita'.
Piu' in generale, c'e' un percorso istituzionale, sancito in tutte le istanze rappresentative e in tutte le sedi formali, che ha portato a decidere di *fare la TAV*. Chi non e' d'accordo ha ogni diritto di protestare — ma nessun diritto di pretendere che l'opera si fermi. La democrazia sta anche nel rispettare le decisioni assunte "nelle forme e dei limiti della Costituzione".