martedì, 5 aprile 2011
A Torino suscita molta polemica il progetto dii realizzare una moschea in un fabbricato già esistente in via Urbino, in una delle zone non proprio più fortunate della città. Tralascio di ricostruire queste polemiche, basta un giro in rete per averne un'idea. Ovviamente in prima fila c'è la Lega che ha presentato anche ricorso al Tar pur di impedire che il progetto vada avanti. per la verità anche la tolleranza dei cattolici ha lasciato qua e là a desiderare, come quando il cardinal Poletto ha sancito che era giusto che i musulmani non pregassero per strada ma che era "presto" perche i minareti affiancassero i campanili. Tra i cattolici per fortuna si trovano anche punti di vista molto aperti, come quello di Suor Giuliana Galli, che è andata a dire la sua fino da Fazio e Saviano.
Io da comune cittadina mi chiedo perchè si debba discutere quella che è attuazione un diritto sancito dalla Costituzione secondo il cui art. 19 "tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume".
Temo che la risposta sia nel fatto che molti equiparano una moschea ad un sospetto covo di terroristi, e ad una sentina di mali di ogni genere. Mi sembra esattamente l'atteggiamento mentale che può favorire il terrorismo piuttosto che combatterlo.
Ora Borghezio ha pensato bene di aprire un circolo della lega proprio davanti alla moschea, come riferisce Cronaca qui (quotidiano che ha per missione di dare fiato a tutte le paure e gli odi della "gente comune" e perciò lettura senza dubbio interessante).
Si tratta ovviamente dell'ennesima provocazione, destinata a creare divisioni e ostilità dove si dovrebbe e potrebbe cercare di avvicinare le persone.
Peccato perché personalmente ho l'impressione che accogliere con ostilità o anche indifferenza la costruzione della moschea significhi perdere una buona occasione di crescita culturale. Perché questo paese, piaccia o meno, è già multietnico.








[cit.] Perché questo paese, piaccia o meno, è già multietnico.
Esatto, e finchè non saremo noi ad emigrare in massa nei paesi arabi non possiamo nemmeno pretendere di far costruire chiese cattoliche laggiù (per chi poi non so). Ognuno è libero di credere o non credere ciò che vuole, finchè la sua fede (nel senso più ampio) non limita la libertà degli altri.