lunedì, 4 aprile 2011
Dai un senso a come ti vesti (!?) ovvero Tim Gunn vs. Enzo e Carla
Nelle categorie: Cinema e TV — Scritto da waldorf alle 12:49 am

Tempo fa ho indicato come mio punto di abbrutimento mentale il fatto di aver guardato Extreme Makeover, catturata dal fascino dell’orrido tipico di quel genere di trasmissione. In parte ci sono ricaduta perché negli ultimi mesi, complice la maternità, mi capita di perdermi in qualche reality che gira sul satellite, anche se non così abbrutenti. Per quattro o cinque puntate ho trovato divertente Ma come ti vesti, salvo poi stufarmi presto del sadismo ambrosiano di Carla Gozzi e Enzo Miccio, ribattezzati dal ratto, vittima incolpevole delle mie derive televisive, "la checca e la strega". Se è vero che le poverette a cui i due esperti di moda devono rifare il look almeno nella finzione del reality (dubito che i reality abbiano molto a che fare con la realtà) sembrano delle disperate riprese dalla piena, non so con quale autorità i due potessero imporre il buon gusto considerando come erano conciati di solito. Magari erano elegantissimi per il mondo che frequentano, ma a me spesso parevano ridicoli e quel che è peggio specie nel caso di lei, totalmente artefatti. Ma tant'è, la loro autorevolezza credo provenga dall'essere portatori di quello che sagacemente Aldo Grasso riferendosi a loro e ad altri simili programmi ha ribattezzato "il gusto medio catodico". Se ti mandano in televisione a spiegare agli altri come fare questo o quello, allora per definizione sei un esperto sulla cui parola giurare. L'abbigliamento del resto, entro i limiti della decenza e della conformità agli ambienti dove ci si trova, è espressione di libertà e magari non è detto che una donna debba calzare per forza un tacco 12 per essere elegante, come prevede il vangelo secondo Enzo e Carla.
Devo dire che nel genere preferisco molto Tim Gunn, comprimario di Heidi Klum in Project Runway, che fa un programma analogo "Tim Gunn's Guide to Style". Adoro l'aplomb del personaggio e la sua mania per gli eufemismi. Assolutamente da riciclare la sua frase preferita "make it work" – che in italiano è stata tradotta assai efficamente come "dagli un senso" -rivolta ai concorrenti di Project Runway in palese difficoltà nel confenzionare un vestito. Almeno Tim Gunn è oggettivamente dotato di stile – cosa che non si può dire dei suoi emulatori milanesi- e se anche non risparmia osservazioni taglienti possiede appunto la non mai abbastanza apprezzata arte dell'eufemismo, senza la quale si finisce per essere solamente acidi. Il che è certo più facile ma può anche velocemente stancare.

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