sabato, 12 febbraio 2011
Le donne, gli uomini e il detto di Hillel
Nelle categorie: Ebraismo, Israele e dintorni, Politica e altre indignazioni — Scritto dal Ratto alle 5:12 pm

Elena Loewenthal su La Stampa di oggi spiega perche' non sara' alla manifestazione delle donne di domani.
Una parte del suo articolo mi pare — come uomo — pienamente condivisibile:

Forse che gli uomini ­ nel senso di maschi ­ si sono sentiti in dovere di lanciare una manifestazione per difendere la loro, di dignità? Che a dire il vero mi sembra decisamente più violata della nostra. Loro, hanno per caso sentito l’impulso di prendere le distanze, di chiamarsi fuori da quel modello di maschio lì? Ci hanno forse detto, con rabbia e con dolore e con indignazione, che non sono tutti dei vecchi bavosi incapaci di amare o stabilire una relazione affettiva, e bisognosi invece di palpare parti intime femminili in quantità industriali, per sentire vivo il proprio corpo?
Non mi pare. Eppure, se di dignità parliamo, quella dei maschi ne esce decisamente più malconcia della nostra.

Ma queste sono precisamente le ragioni che mi spingono ad andarci, in piazza domani. Come uomo — perche' e' la mia dignita', la mia identita' maschile che sento violata — tanto quanto quella delle donne.
Quanto alle donne, Loewenthal dice di non vedere il motivo di andare in piazza per "dimostrare che non siamo tutte così, come quelle? A me pare ovvio. Persino bello, pensare che non siamo tutte uguali: vecchie e giovani, brutte e gnocche, intelligenti e oche. Scienziate, commesse, e puttane. Non capisco che cosa ci sia da indignarsi. Se l’emancipazione ci ha regalato una libertà sacrosanta, perché gridare allo scandalo? L’utero è mio e me lo gestisco io, per fortuna. Ma anche la dignità è mia, e me la gestisco io. E non ho intenzione di gestire quella altrui."
Credo che non sia questo il punto. La manifestazione di domani non e' per affermare che alcuni comportamenti femminili sono migliori di altri. E' per dire, ben al di la' di Berlusconi, che il modello culturale dominante nei rapporti tra uomini e donne, che anche grazie a Berlusconi si e' affermato in Italia negli ultimi trent'anni, e' regressivo e inaccettabile — che ne abbiamo tutti abbastanza di un sistema di valori in cui le donne sono al piu' l'ornamento (o il trofeo) di un potere maschile. Non sono le serate di Arcore il problema — e non sono le donne di Arcore il problema. Il problema e' — per esempio — la bassissima presenza femminile ai livelli alti della politica — aggravato da uno spoil system sessuale o parasessuale che porta personaggi come Nicole Minetti al Consiglio regionale della Lombardia o Mara Carfagna al al ruolo di Ministro delle Pari Opportunita'. Non lo vogliamo piu' un paese in cui i rapporti tra uomini e donne siano ancora in gran parte dominati da queste logiche. E se non ora, quando? e se non noi, chi?

P. S. Mi par di capire che Loewenthal trovi una profanazione l'uso del detto di Hillel come slogan della manifestazione. Non credo che lo sia. Quel detto e' un appello a prendersi carico del destino proprio ed altrui, e' un appello alla responsabilita' infinita del vivere per se' e per gli altri, qui e ora. A me pare appropriato usarlo adesso — e vorrei che fosse una misura per il comportamento di ognuno di noi, e non solo di fronte alla politica.

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