venerdì, 19 novembre 2010
Il cinque per mille, la fiducia tradita e le guerre tra poveri
Nelle categorie: Di(ver)s(e)abilita', Politica e altre indignazioni — Scritto dal Ratto alle 4:17 pm

E' certamente una notizia minore, in tutto il casino di questo periodo. Ma personalmente questa storia del taglio del 75% dell'erogazione del cinque per mille mi pare particolarmente brutta, per tanti motivi.
Il primo e' che e' un pessimo segno quando lo Stato si rimangia la parola data. E la parola data a me contribuente era che avrei potuto destinare una parte delle mie tasse a finanziare un'associazione o un ente di ricerca di mia scelta. Io ho ragionato su questa possibilita', ho scelto la causa che volevo finanziare — e mi aspetto che lo Stato faccia, con quei soldi, quel che ha promesso di fare. Se se li spende in un altro modo, quei soldi, sta tradendo i patti. E di uno Stato che tradisce non mi posso piu' fidare — se non me ne posso fidare nelle piccole cose come questa, figuriamoci nelle grandi.
Il secondo e' che trovo del tutto irrazionale aver decurtato del 75% il cinque per mille, destinato a fini di utilita' sociale, e non aver toccato nemmeno da lontano l'8 per mille destinato al finanziamento delle confessioni religiose. Dovendo proprio racimolare quei 300 milioni di euro (una miseria, per altro) a danno delle istituzioni scelte dai contribuenti, si poteva tagliare il 30% su entrambi i fondi, anziche' il 75% su quello piu' piccolo. Il sacrificio, ripartito piu' ampiamente, sarebbe stato meno gravoso e meno squilibrato. Ah gia', dimenticavo: il grosso dell'8 per mille va alla Chiesa cattolica — e quella proprio non si puo' toccare. La ricerca sul cancro si', ma il sostentamento del clero, guai al mondo.
Il terzo e' che nel momento in cui si tolgono trecento milioni al terzo settore e agli enti di ricerca, se ne scovano cento a favore dei malati di sclerosi laterale amiotrofica. Causa che sposo senza alcun dubbio, sia ben chiaro. Ma con quale criterio si trovano i soldi per loro, piuttosto che per altre categorie di malati o di disabili — proprio mentre si tagliano drasticamente i fondi trasversalmente all'intero settore dell'assistenza e della ricerca? Non e' che ha prevalso la logica di chi grida di piu' — e delle guerre tra poveri? Significa che se vogliamo un'assistenza decente per i nostri figli disabili o piu' insegnanti di sostegno l'unica e' incatenarsi davanti a Palazzo Chigi? basta capirci, no?

P. S. Per altro c'e' una cosa che non capisco: se il 5 per mille dell'IRPEF ammonta a circa 400 milioni di euro, come mai l'otto per mille si aggira intorno al miliardo di euro e non a 640 milioni (=400/5*8)?

1 Commento a “Il cinque per mille, la fiducia tradita e le guerre tra poveri”

  1. Massimo Morelli ha scritto il 19 novembre 2010 alle 5:51 pm

    Risposta al PS: i 400 sono la copertura, che è già un taglio rispetto al 5 per mille.

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