Il libro collettivo in memoria di Paolo Zocchi — come previsto — e' finalmente disponibile online e puo' essere scaricato gratuitamente (sotto licenza Creative Commons) da qui.
Tra tante cose piu' interessanti, c'e' un mio articolo sull'importanza della rete per la comunicazione (e la liberazione) delle persone autistiche, che trovate pure qui.



sabato, 23 ottobre 2010
QED
Nelle categorie: Di(ver)s(e)abilita', Ma vaffanculo!, Politica e altre indignazioni — Scritto dal Ratto alle 3:14 pm

Qualche giorno fa, commentando le affermazioni dell'assessore Pellegrino di Chieri sui disabili a scuola, dicevamo questo:

C'e' un'aria strisciante di darwinismo sociale, in questi anni, che rappresenta le persone deboli come un peso per la societa' — e la tutela dei loro diritti come un lusso che non possiamo piu' permetterci. Le sue dichiarazioni, anche se non credo che questo fosse il suo intento, alimentano questo clima. In fondo a questo cammino io vedo il ritorno alle scuole segregate, magari in nome della migliore assistenza alle persone disabili e del piu' razionale impiego di risorse economiche limitate.

Non c'e' stato bisogno di aspettare molto per avere la conferma. Il Presidente della Provincia di Udine, leghista, ha dichiarato che i disabili nelle classi ritardano lo svolgimento regolare dei programmi e che pertanto dovrebbero essere messi in classi differenziali. No, pardon, ha smentito: non ha mai detto questo, ha solo detto che bisognerebbe tornare al modello delle classi differenziali (non avete capito in che cosa la smentita e' diversa dalla prima affermazione? nemmeno io).
Genitori, e' arrivato il momento di incazzarsi di brutto. C'e' un gran bisogno dell'Orso Ebreo, qui.


giovedì, 21 ottobre 2010
Communication shutdown?
Nelle categorie: Di(ver)s(e)abilita', It, Roba da autistici, Web — Scritto dal Ratto alle 5:32 pm

Spegnere Facebook e Twitter per un giorno, il 1 novembre, a favore delle persone autistiche. Questo e' l'obiettivo della campagna "Communication Shutdown", partita dall'Australia e fatta propria da un vasto numero di associazioni di tutela delle persone autistiche in tutto il mondo (in Italia aderisce AutismoItalia, a livello europeo il riferimiento e' Autism-Europe). Cito dalla presentazione dell'iniziativa:

[Communication Shutdown is] a global initiative to raise much-needed funds for autism groups in over 40 countries. By shutting down social networks for one day on November 1, we hope to encourage a greater understanding of people with autism who find social communication a challenge.
[...]
Social communication is one of the biggest challenges for people with autism. By choosing to shutdown your social networks for one day, you will have some idea of what it's like for people with autism who face this challenge every day.
Rachael Harris, a counsellor and supporter, who herself is on the autism spectrum, put it best when she said, "Electing to shutdown social communication mirrors autistic silence. But it also draws attention to the isolation and intense loneliness experienced by those who are impeded from connecting socially with others. The CHAPP [l'applicazione che permette di aderire alla campagna, NdR] is a powerful way to create a sense of empathy towards those on the autism spectrum."

Premetto che non sono ne' su Twitter ne' su Facebook — e che quindi non posso essere coinvolto. Per altri versi pero', se da un lato ritengo utile qualsiasi iniziativa che attragga l'attenzione sull'autismo e sui problemi che porta con se', la campagna non mi convince. Provo a spiegare perche'.
1. Dire che spegnere Twitter o Facebook per un giorno puo' in qualche modo far capire le difficolta' di comunicazione di una persona autistica mi pare un'esagerazione ai limiti dell'irrispettoso. It ha quasi sei anni e *non parla*. Dice al massimo no e qualche volta si' — e un sacco di sillabe e di suoni tanto espressivi quanto incomprensibili. Per comunicare con noi ha dovuto inventarsi ogni sorta di strategie — con una creativita' che spesso ci sorprende, e con delle difficolta' che sono una delle sue principali fonti di frustrazione. Ha dovuto anche imparare — deve ancora imparare — ad usare strumenti che non gli sono naturali, dalle immagini all'indicazione, con successi ed insuccessi — con tanta fatica, nostra e sua. Alla fine pero' comunica — eccome se comunica. Con una ricchezza e con una forza che sono per me fonte di continuo sbalordimento e di grande gioia, e con ostacoli durissimi. Fare a meno di Facebook — scusate — non somiglia nemmeno un po' alla sfida che lui e noi affrontiamo ogni giorno: fare a meno di parlare per una giornata e doversi inventare li' per li' altri modi di comunicare — potrebbe gia' essere piu' significativo, se proprio uno volesse fare l'esercizio.
2. Ho scritto altrove di come gli strumenti di social networking — proprio per le loro modalita' di interazione — abbiano (o possano avere) un impatto enormemente positivo per la comunicazione (e di conseguenza per la liberazione) delle persone autistiche. E' attraverso la rete che molte persone che hanno difficolta' nella relazione diretta, face to face, trovano un modo per parlare con gli altri e per esprimersi. Che senso ha andare a spegnere proprio *quegli* strumenti? Kathleen Leopold e Kim Wombles, gli animatori dell'Autism Blog Directory, hanno scelto di non aderire allo shutdown per queste ragioni, molto vicine a quel che penso io:

Many bloggers are writing about the whole going silent on facebook and twitter thing on November 1. As I make the rounds of blogs on the Special Needs Blog Hop, I've noted that I won't be. So many of my facebook and twitter friends are autistic. If we went silent on that day, would that not isolate them more? Bah.
Instead I say, go to the blogs by individuals on the spectrum and say hi. Read some entries. Learn what their lives are like. Our children will one day be autistic adults. We want to make sure our children have a good support system, well, let's be a good support system to the autistic adults who are in our midst now.

3. La campagna raccoglie fondi per le associazioni che aderiscono. Benissimo. Ne sono felice. La stessa campagna pero' non spiega quanta parte di questi fondi va alla gestione dell'iniziativa stessa (pur assicurando che e' un minimo — e non ho motivo di dubitarne) e soprattutto non indica per quali obiettivi le singole organizzazioni spenderanno i fondi raccolti. Capirete che e' ben diverso che un'associazione impieghi questi fondi a sostenere la ricerca sulla diagnosi prenatale — o quella su nuovi strumenti di comunicazione — o il funzionamento dell'associazione stessa — o un convegno — o un progetto di integrazione scolastica, ecc. ecc. A seconda di questo potrei decidere se voglio dare il mio contributo o meno. Chiedere un contributo generico e non fare trasparenza sui costi dell'intera operazione, onestamente, non mi pare un buon modo di fare.
Percio' — pur condividendo l'obiettivo di sensibilizzazione che c'e' dietro a questa campagna — non mi sento di condividerne le modalita' e di proporre ad altri l'adesione.


domenica, 17 ottobre 2010
No, qui neanche da morto
Nelle categorie: Ebraismo, Israele e dintorni, Ma vaffanculo!, Politica e altre indignazioni — Scritto dal Ratto alle 4:07 pm

Il ministro La Russa propone che nel centocinquantesimo anniversario dell'Unità d'Italia vengano traslate in Italia le salme degli ultimi due re d'Italia, Vittorio Emanuele III ed Umberto II.
Su Umberto II posso anche non avere obiezioni, purche' venga sepolto in forma privata e certamente non al Pantheon.
Ma Vittorio Emanuele III, firmando le leggi razziali, tradi' il patto con i suoi sudditi — e molti dei suoi sudditi ebrei non hanno potuto tornare in Italia nemmeno da morti, perche' le loro ceneri sono state disperse nel cielo dei campi di sterminio. No, il re fellone non ha diritto di tornare in questo paese neanche da morto.

P. S.: Ma, di questi tempi, La Russa non ha proprio niente di piu' serio a cui pensare? che so, la sicurezza dei nostri soldati in Afghanistan?


sabato, 16 ottobre 2010
Anniversario
Nelle categorie: Ebraismo, Israele e dintorni, Emigrare? — Scritto dal Ratto alle 6:18 pm

Sessantasette anni fa i nazisti e i fascisti deportarono gli Ebrei del Ghetto di Roma verso i capi di sterminio.
Sui giornali di oggi, giorno dell'anniversario, leggiamo che ai tifosi britannici del Tottenham e' stato sconsigliato di portare le bandiere con la stella di David alla partita contro l'Inter, perche' la tifoseria nerazzurra e' di estrema destra e potrebbe causare incidenti a sfondo antisemita.
Questo paese non impara niente.


sabato, 16 ottobre 2010
Adesione (in spirito)
Nelle categorie: Politica e altre indignazioni — Scritto dal Ratto alle 12:50 am

Alla manifestazione della FIOM a Roma non ci saro', perche' proprio non posso. Ma voglio dire che ci andrei volentieri.
Perche' questo e' un paese in cui da vent'anni almeno la lotta di classe c'e' — feroce — e viene combattuta da una parte sola: tanto e' vero che il divario tra ricchi e poveri aumenta. E il momento di dire basta era arrivato gia' da un sacco di tempo — ma l'opposizione ha paura di fare/dire qualcosa di sinistra.
Perche' se il Ministro degli Interni mette in allarme su possibili infiltrazioni di soggetti violenti nella manifestazione — per come la vedo io sta facendo una minaccia e una provocazione; perche' se invece facesse il suo lavoro cercherebbe di evitarle, quelle infiltrazioni, e di non creare inutile allarme. A me ricorda sinistramente le dichiarazioni di Scajola prima del G8 di Genova. E quindi andare in piazza diventa una questione — come si diceva negli anni Settanta — di agibilita' democratica.
Perche' sono convinto che dare a Marchionne di sfruttatore e a Bonanni e Angeletti di servi non sia violenza, ma libero esercizio del diritto di esprimere una opinione politica. E che se si alimenta una caccia alle streghe contro chi lo fa — c'e' qualcosa di sordido e di pericoloso dietro.
Perche' sono un moderato — e uno che ha il senso della realta' — e non sono troppo convinto che "un altro mondo e' possibile". Ma non sono disposto a farmi dire, in nome della moderazione e del senso di realta' e del bisogno di convivere con l'unico mondo che abbiamo, che difendere i diritti dei piu' deboli in uno scontro sociale e' irresponsabile.


lunedì, 11 ottobre 2010
Intimidazione?
Nelle categorie: Emigrare?, Ma vaffanculo!, Politica e altre indignazioni — Scritto dal Ratto alle 1:30 pm

Ha avuto un certo risalto la notizia di una scritta contro Marchionne — definito "sfruttatore" — e Bonanni ed Angeletti — "servi dei padroni" –, comparsa a Milano e corredata, come firma, dalla falce e martello e dalla stella a cinque punte.
Si e' arrivato a parlare di minacce e di "ignobili intimidazioni" e ad evocare lo spettro delle BR.
Personalmente trovo la vicenda tra lo stucchevole e l'allucinatorio. Si puo' essere d'accordo o meno nel merito (io personalmente, al netto della semplificazione eccessiva che e' propria degli slogan e delle scritte sui muri, che non sono l'articolo di fondo del Corrierone, tendo a essere d'accordo); si puo' essere d'accordo o meno con l'abitudine di scrivere sui muri (io personalmente la trovo piu' che altro pateticamente retro): ma certamente la scritta non contiene alcuna minaccia e solo chi ha la coda di paglia puo' parlare di intimidazione (ma dico, ve lo vedete voi *uno come Marchionne* intimidito da una scritta sul muro?).
Quanto al richiamo al simbolo delle BR, poi, siamo veramente alle comiche. La scritta e' firmata con il piu' tradizionale dei simboli della tradizione comunista italiana: cosi' poco eversivo che e' stato per anni quello ufficiale del PCI; le BR non c'entrano un beneamato poffarbacco, per dirla con Crozza. Solo un'ignoranza senza limiti o una malafede senza decenza puo' portare esponenti del PD a dichiarare che "i simboli apparsi oggi su un palazzo di Milano appartengono ad un passato che non deve tornare e su cui non si deve speculare."
L'intimidazione, se mai, la vedo nel gonfiare un episodio cosi' miserando per cercare di equiparare oscuramente ogni opposizione sociale al terrorismo. Ma probabilmente sono un terrorista pure io — questo si sa.


Sta partendo Lettera43. Sembra interessante.



domenica, 10 ottobre 2010
(Ma perche' siamo tornati?)
Nelle categorie: Curiosando e andando in giro, Il mondo per gli occhi — Scritto dal Ratto alle 4:28 pm


domenica, 3 ottobre 2010
Siamo qui
Nelle categorie: Curiosando e andando in giro — Scritto dal Ratto alle 8:13 pm

per tutta la settimana.


sabato, 2 ottobre 2010
Quadrilatero
Nelle categorie: Il mondo per gli occhi, Nel paese dei Bogia-Nen — Scritto dal Ratto alle 1:48 am


(da vedere grandi)

Una breve passeggiata nel Quadrilatero Romano, con una splendida luce mattutina.


venerdì, 1 ottobre 2010
Fraintendimenti
Nelle categorie: Ma vaffanculo! — Scritto dal Ratto alle 12:48 am

Il professore di Milano e' stato frainteso.
L'assessore Pellegrino di Chieri e' stato frainteso.
Bossi e' stato frainteso.
Ciarrapico e' stato frainteso.

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