sabato, 25 settembre 2010
Smentita — con riserva (nostra)
Nelle categorie: Di(ver)s(e)abilita', Nel paese dei Bogia-Nen, Politica e altre indignazioni — Scritto da waldorf alle 11:55 pm

Oggi (sabato) siamo andati a Chieri alla conferenza stampa dell’assessore Pellegrino. Per la verita', nonostante ci siamo presentati alle 15 spaccate per evitare di tenere It in attesa, la conferenza era iniziata con un certo anticipo e quindi non abbiamo avuto modo di sentire nella loro interezza le dichiarazioni dell’assessore.
Il succo pero' ci e' parso chiaro — e ci sentiamo molto relativamente tranquillizzati.
L’assessore (chiediamo fin da ora venia se non abbiamo capito bene) ha dato queste spiegazioni: non si e' mai sognato di dire che i bambini disabili non devono andare a scuola con gli altri, e' stato frainteso e diffamato dal giornalista della Stampa (che pero' — presente — ha riconfermato la sua versione dei fatti) e gli dispiace per quei genitori e quei disabili che si sono sentiti addolorati per le sue parole.
L’assessore sostiene di essersi riferito soltanto ad un caso specifico verificatosi a Chieri, in cui gli sembrava inutile che il disabile in questione andasse a scuola per camminare avanti e indietro per il corridoio e tenere consimili atteggiamenti anomali; si tratterebbe solo di una forma di ipocrisia. Ecco, a noi e' parso di capire che l’assessore, accanto al principio generale (i disabili vanno integrati), contempli una serie di eccezioni, come quella del ragazzo a cui si riferiva, di disabili per cui la scuola non puo' fare niente e che devono trovare altre piu' adatte collocazioni.
Se cosi' e' (e speriamo di aver anche noi frainteso l’assessore) non siamo tranquilli. Non ci pare giusto contemplare delle eccezioni e del tutto arbitrario stabilire quali sono i casi in cui la scuola non va bene. Magari anche quel che It fa a scuola potrebbe non sembrare utile all'assessore, perche' It onestamente ha momenti difficili in cui si abbandona a una delle sue stereotipie piu' frequenti (e certo fastidiose), cioe' il lanciare oggetti. Perche' mandarlo a scuola se ha di questi comportamenti? Cosi' diverrebbe irrilevante il fatto che invece It a scuola impara anche un sacco di cose, che e' affezionato alle maestre e trae vantaggio dallo stare con i compagni. Al nostro bambino piace andare a scuola e durante le vacanze ne sente chiaramente la mancanza. Tutto questo per noi conta, ma magari a qualcun altro può sembrare che le sue intemperanze non siano compatibili con l'istituzione scolastica.
Ad ogni modo aspettiamo gli sviluppi della vicenda, che non consideriamo certo finita. Prendiamo atto delle spiegazioni dell’assessore e dell’appoggio del suo Sindaco, che pero' (sempre per quanto abbiamo capito) ha precisato che si e' trattenuto la delega sulle politiche concernenti i disabili.
Vogliamo infine precisare che l’assessore non ci ha dato una mano ad avere una comprensione sicura del suo pensiero, perche' non ha voluto distribuire il testo scritto delle sue dichiarazioni (che pure ha letto). Ci dispiace un po’ anche che non sia sembrato molto disponibile a dialogare con i genitori di disabili presenti, non ritenuti accreditati a fare domande in quanto non giornalisti.
Stay tuned.

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Se poi avete qualcosa che volete *davvero* comunicarci, c'e' l'indirizzo di posta del blog. Grazie.

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