giovedì, 30 settembre 2010
Prendiamo atto
Nelle categorie: Di(ver)s(e)abilita', Nel paese dei Bogia-Nen, Politica e altre indignazioni, Umori e malumori — Scritto da tutti e due alle 5:26 pm

Prendiamo atto che, come in realta' era prevedibile, il Consiglio comunale di Chieri si e' ben guardato dallo sfiduciare l’assessore Pellegrino. Per quanto si evince da Radio Chieri cio' e' accaduto anche con l’astensione di persone appartenenti all’opposizione. Un consigliere comunale disabile avrebbe avallato la ricostruzione per cui solo di strumentalizzazione si e' trattato. Ancora una volta, prendiamo atto. Possiamo capire che l’amministrazione di Chieri si sia sentita “assediata” dall’interesse esterno per la vicenda e abbia reagito in modo difensivo, stabilendo che appunto era solo un caso di strumentalizzazione da parte di un giornalista e che alcuni consiglieri danneggiavano, approfittando di questa situazione, l’immagine della citta'. Come se non fossero state le parole dell’assessore a far pronunciare giudizi negativi un po' in tutta Italia e non certo la mozione di sfiducia.
Continuiamo non di meno a sentirci amareggiati dal fatto che si ritenga del tutto accettabile il permanere nelle sue funzioni di un assessore all’istruzione come Pellegrino, il quale ha ribadito — e non c'e' alcun rischio di fraintendimento o di strumentalizzazione su questo punto — che alcune categorie di disabili dovrebbero stare fuori della scuola. Anche nostro figlio, probabilmente, rientra in queste categorie. Viene da supporre che l’assessore, ricevuto con il voto di fiducia l’avallo della sua amministrazione, si ispirera' nella sua opera futura ai criteri che ha esposto e ribadito. Del resto anche altrove amministratori e persone di scuola, senza esplicitare il loro pensiero come almeno Pellegrino ha avuto il coraggio di fare, nella pratica continueranno ad impedire a tanti bambini e ragazzi una vera integrazione scolastica, negando ore di sostegno e attuando strategie di emarginazione, per evitare di disturbare i “normali”. Esempi ce ne sono dappertutto: solo per citare gli ultimi di cui abbiamo notizia, leggete questo — e poi questo — e poi pure questo.
Noi non possiamo accettare una simile situazione, che ci pare una sorta di “Monte Taigeto” sociale (e non Rupe Tarpea come giustamente nota oggi Gramellini*). E non ci arrenderemo senza neanche alzare un dito, per nostro figlio e per altri come lui. Resta il fatto che oggi, dopo questo voto, ci sentiamo un po’ piu' soli.

P. S. D'altra parte come potevamo pretendere le dimissioni di Pellegrino, quando siamo nel paese in cui un infame come Ciarrapico se la cava con una tiratina d'orecchi? D'altronde anche lui dice che le sue parole sono state "fraintese o addirittura strumentalizzate".

* (nota del Ratto) Pure Gramellini pero' i suoi svarioni li prende: il monte si chiama Taigeto, e non Taigete — quanto a Sparta, fu un luogo di grande cultura, e tra l'altro la patria di alcuni dei piu' grandi poeti dell'eta' arcaica, da Tirteo ad Alcmane — altro che "unici nel mondo greco che non hanno lasciato all’umanità uno scultore, un architetto, un filosofo, un musicista". Non che la cosa abbia importanza nel contesto — ma la mia anima di filologo classico si ribella…


martedì, 28 settembre 2010
Crozza a Ballarò sull'Assessore Pellegrino di Chieri
Nelle categorie: Cinema e TV, Di(ver)s(e)abilita', Nel paese dei Bogia-Nen, Politica e altre indignazioni — Scritto dal Ratto alle 10:56 pm


(da 1'41" a 2'38")

In tutta sincerita' e — credetemi — senza ironia, un po' mi dispiace per l'assessore Pellegrino, che si e' tirato addosso una grandinata di queste proporzioni, perfino al di la' dei suoi oggettivi demeriti e con ogni probabilita' senza essersi reso troppo conto di che cosa ha detto di male. D'altronde le cose che Pellegrino ha detto, al di la' delle esagerazioni giornalistiche e televisive, sono gravi e — confermo quel che ho gia' scritto — finiscono per assecondare un clima contrario all'integrazione scolastica dei nostri figli: percio' non posso che esser contento del fatto che quelle sue parole gli si siano ritorte contro — e spero che lo travolgano politicamente.

P. S. Al TG3 nazionale di oggi alle 14.20 e' andato in onda un servizio sulla vicenda (qui, da 21'47" a 23'35"). Domani 29 settembre alle ore 19.00 si riunira' il Consiglio Comunale di Chieri in seduta pubblica: i gruppi di opposizione solleveranno la questione delle dimissioni dell'assessore. It permettendo — come al solito — cercheremo di essere presenti.

P. P. S. A proposito di segregazione strisciante, segnalo questi due casi. Le idee dell'assessore Pellegrino sono le stesse che rendono di fatto quasi impraticabile per molti dei nostri figli il diritto di essere integrati a scuola. E' per questo che e' pericoloso — e si deve dimettere.


lunedì, 27 settembre 2010
Mezz'ora fa
Nelle categorie: Il mondo per gli occhi, Nel paese dei Bogia-Nen — Scritto dal Ratto alle 7:32 pm


dal balcone di casa


lunedì, 27 settembre 2010
Lettera dell'Assessore Pellegrino di Chieri sull'integrazione degli alunni disabili a scuola
Nelle categorie: Di(ver)s(e)abilita', Nel paese dei Bogia-Nen, Pipponi, Politica e altre indignazioni — Scritto dal Ratto alle 4:46 pm

Ricevo dall'Assessore Pellegrino questa mail relativa alla vicenda di cui abbiamo parlato qui, qui, qui e qui:

Egregi Signori/e
Rispondo personalmente alle vostre mail, anche se per lo più dense d’insulti e cattiverie nei miei confronti, perché comunque denotano in voi un vivo senso di sensibilità, sensibilità gravemente offesa dalle dichiarazioni, a me attribuite, che avete letto su LA STAMPA.

Ma tutti voi avete un difetto, peraltro comune a molti, quello di ingenuità, ingenuità di credere che quanto riportato sulla carta stampata corrisponda alla verità dei fatti, il che purtroppo, come ho potuto sperimentare a mie spese, non sempre accade.
Fortunatamente la seduta del Consiglio Comunale in cui avrei fatto quelle affermazioni è stata integralmente registrata, e spero che al più presto il mio intervento, trascritto o in sonoro, possa essere a disposizione di tutti sul sito del Comune di Chieri.
Per ora vi allego il testo della mia conferenza stampa di ieri pomeriggio, peraltro disponibile anche in sonoro sul sito www.radiochieri.it.

Vi evidenzio anche il mio slogan a conclusione della conferenza stampa: dico si, assolutamente si, ai disabili a scuola.
Con il che ho inteso dire che penso alla scuola non tanto come ad un luogo dove inserire il ragazzo in situazione di difficoltà, ma anche e soprattutto un complesso sistema, che corrisponde ad una fase della vita dell’uomo, volto alla sua formazione: culturale, civile, sociale.
Compito precipuo della scuola è dunque educare, fare crescere, non nella sua componente fisica, cui già pensa la natura, ma in quella psichica – intellettuale – spirituale il piccolo uomo fino a farlo diventare un uomo degno di questo nome.

E quando la scuola non può assolvere a questo compito e diventa soltanto una sorta di luogo di custodia quasi detentiva, come nel caso che io ho esposto di un ragazzo gravemente disabile psichico, e non fisico, abbandonato, perché altro termine non so usare, in scuola a camminare avanti ed indietro nei corridoi, ebbene allora è mio dovere di amministratore pubblico, pur se la relativa soluzione non rientra nelle mie competenze istituzionali, evidenziare il problema perché vi sia data una congrua soluzione, perché sia data una risposta alla richiesta urgente di aiuto che proviene da questo ragazzo.
Risposta che certo non consiste nelle classi differenziate o simili, e che forse ancora non può essere completamente trovata nelle realtà attuali, ma che comunque non può essere tralasciata, anche a costo di avere grane, come a me è capitato.

E questo ho fatto e non me ne pento, anche se le mie parole non solo sono state travisate, ma persino trasformate in altre, e ciò nella prospettiva di un attacco politico, non tanto a me che sono solo un cittadino provvisoriamente prestato alla politica e non un politico di mestiere, quanto alla amministrazione di centro destra di cui faccio parte. Attacco oltretutto che, almeno ad oggi, non proviene dai consiglieri di opposizione dell’amministrazione cittadina che nulla hanno replicato alle mie parole nel Consiglio Comunale aperto (e che mi auguro non approfitteranno della situazione mettendosi anch’essi a cavalcare la tigre), ma da qualcuno che evidentemente ha più attenzione a fare gretta politica di denigrazione della parte avversa, piuttosto che a contribuire a risolvere un problema che tocca i cittadini più deboli.

Comunque ho fiducia che da questa situazione di prova in cui la Provvidenza mi ha voluto collocare derivino delle possibilità di miglioramento per i più deboli, per quelli, che purtroppo mi risulta siano numericamente in crescita, si trovano abbandonati a camminare avanti ed indietro nei corridoi.

Ovviamente non ricambio le ingiurie che molti di voi mi hanno inviato, ma chiedo a costoro di darmi una mano in questa solitaria battaglia, in coerenza con la loro sensibilità giustamente turbata dall’articolo apparso sul giornale.

Cordialmente.

Giuseppe Pellegrino

Qui l'allegato con le dichiarazioni dell'Assessore in conferenza stampa.
Qui la trascrizione integrale dell'intervento dell'Assessore al Consiglio comunale aperto del 21 settembre.

Questa e' la risposta che ho inviato all'Assessore:

Egregio assessore Pellegrino,

La ringrazio per aver voluto rispondere alla mia mail dello scorso 24 settembre. Ho letto con attenzione la sua risposta, cosi' come il testo delle sue dichiarazioni in conferenza stampa — ed anche la trascrizione integrale del suo intervento al Consiglio comunale del 21 settembre.

Mi permetta comunque di non riconoscermi nell'accusa di ingenuita' che formula nella sua risposta: proprio perche' sono abituato a verificare le fonti delle mie informazioni, ho preso atto della sua smentita non appena ne ho avuto notizia e mi sono sentito in dovere di venire ad assistere di persona alla sua conferenza stampa del 25 scorso. Non essendo riuscito ad ascoltare per intero le sue dichiarazioni, ho fatto in modo di procurarmi l'audio integrale e la trascrizione, in maniera da poter formare il mio giudizio di prima mano.

Devo darle atto che il tono delle sue dichiarazioni e' certamente piu' pacato e meno offensivo di quello che la ricostruzione giornalistica de La Stampa le ha attribuito. Non leggo da nessuna parte, nelle sue parole, alcune frasi che le sono state attribuite, come che i disabili "non hanno niente a che fare con l'istruzione", o che "disturbano". Me ne rallegro, perche' sarebbero state davvero dichiarazioni "idiote e cattive".

Tuttavia nella sostanza tanto il suo intervento al Consiglio del 21, quanto le parole da lei pronunciate in conferenza stampa il 25, quanto infine il contenuto della sua mail di ieri mi costringono a confermare la mia opinione: credo che le posizioni da lei espresse, pure nella versione “corretta”, presentino aspetti difficilmente conciliabili con il suo ruolo di assessore all’istruzione, e, temo, con le stesse previsioni della legge italiana in materia di educazione scolastica degli alunni disabili.

Mi permetta di esporle, il piu' pacatamente possibile, perche' mi sono formato questo convincimento.
Nelle sue dichiarazioni, lei fa riferimento alla questione delle "diverse tipologie di handicap": il suo — quindi — non e' soltanto un discorso su un caso particolare, ma una posizione generale sull'opportunita' di integrazione dei minori portatori di handicap nella scuola: in bocca ad un assessore in una sede ufficiale, questa posizione diventa necessariamente l'espressione di una linea politica della sua amministrazione, salvo smentita da parte del suo Sindaco.
Nella sostanza, la linea che lei ha espresso e che — fino a prova del contrario — e' quella della Giunta di cui lei fa parte, e' che "per talune di queste tipologie, per fortuna la quasi totalita', risulta assolutamente necessario ed opportuno [...] provvedere alla [...] integrazione nell'ambiente scolastico"; "per talaltre tipologie, eccezionali ma a quanto pare in aumento, costituite da gravi – gravissime disabilita' psichiche [...], il sostegno che puo' essere fornito a scuola [...] non mi pare la soluzione piu' idonea per realizzare, per quanto possibile, un recupero del ragazzo alla vita sociale".
Lei prosegue dicendo che "l'attuale struttura delle nostre scuole [...] ed i servizi che si possono approntare a sostegno, non mi paiono idonei a costituire un utile ed efficace aiuto al minore disabile in queste condizioni" e che, a preferenza dell'integrazione nella scuola, "vadano individuate, e ove non esistenti realizzate, altre localizzazioni piu' efficacemente strutturate, con risorse umane e materiali all'uopo predisposte, piu' funzionalmente idonee a rispondere alla domanda di aiuto…".
Lei percio' sostiene che non per tutti i disabili l'integrazione a scuola e' auspicabile ed utile. In particolare laddove le disabilita' mentali portino a comportamenti problematici, la soluzione preferibile sarebbe l'inserimento in strutture speciali "predisposte alla cura ed al recupero".
Innanzi tutto, questa posizione e' in contrasto con la legge italiana. Come lei sa, in attuazione dell'art. 3 della nostra Costituzione, la legge 104/1992 prevede (art. 12 c. 2) che "E' garantito il diritto all'educazione e all'istruzione della persona handicappata nelle sezioni di scuola materna, nelle classi comuni delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado e nelle istituzioni universitarie". Non sono previste eccezioni, nemmeno per i casi "difficili": "L'esercizio del diritto all'educazione e all'istruzione non può essere impedito da difficoltà di apprendimento né da altre difficoltà derivanti dalle disabilità connesse all'handicap. (art. 12 c. 4)".
Ma l'integrazione non e' soltanto un dovere imposto dalla legge. E' una necessita' educativa e sociale, per i bambini e ragazzi disabili — ma anche per quelli "normali" che imparano a entrare in un rapporto positivo, di responsabilita' e di condivisione, con chi e' diverso da loro. Tutto questo si perderebbe con l'isolamento in strutture diverse dalla scuola.
Ma anche accedendo alla sua ipotesi, dove sono queste strutture? Ci sono gia' oggi migliaia di casi di bambini e ragazzi disabili allontanati di fatto dalla scuola perche' l'assistenza ed il sostegno non sono adeguati o addirittura mancano del tutto. Questi casi si stanno moltiplicando perche' i tagli ai fondi colpiscono pesantemente in situazioni dove, come lei sa bene, mancava gia' l'essenziale. Questi bambini e ragazzi, spero che lei lo sappia, non trovano collocazione in altre strutture, che non esistono quasi da nessuna parte. Finiscono abbandonati — privati di interventi educativi e di possibilita' di socializzazione che non possono e non dovrebbero essere lasciati a carico delle famiglie.
Potra' obiettare che spesso il sostegno a scuola e' inadeguato, per quantita' e qualita', ai bisogni di molti alunni disabili, in particolare laddove le loro condizioni richiedano competenze e interventi specifici. E' certamente vero: e dove mancano le competenze il sostegno si riduce spesso a custodia e a protezione, non e' intervento educativo, non e' integrazione con il gruppo classe, non e' potenziamento delle capacita' cognitive e relazionali dell'alunno disabile. Sono situazioni gravissime, di cui abbiamo purtroppo esempio quotidianamente. Ma la soluzione non e' fuori dalla scuola e fuori dalla legge: e' intervenire per fare in modo che i diritti di queste persone siano garantiti nell'ambiente scolastico: rivedere meccanismi di nomina e graduatorie degli insegnanti di sostegno, garantire la disponibilita' di fondi e di organico, migliorare la formazione, creare strutture scolastiche effettivamente accoglienti, garantire i servizi comunali che la legge prevede, ecc.
Ora — in particolare da un amministratore pubblico — questo mi sarei aspettato: mi sarei aspettato che fosse lui il primo a far valere ogni mezzo, ogni pressione, ogni strumento a disposizione della sua istituzione e della politica (di quella politica che — cosi' interpretata — non e' affatto cosa di cui vergognarsi!) perche' al ragazzo che va su e giu' per il corridoio fossero garantite modalita' di sostegno e di integrazione adeguate a scuola. Perche' il diritto all'integrazione scolastica, quella vera, quella fatta bene, quella che costa soldi e che richiede lavoro, competenza, dedizione, sia garantito a tutti, anche ai giovani cittadini "difficili". Mi sarei aspettato davvero un "Si', assolutamente si' ai disabili a scuola".
Invece no: invece lei propone di selezionare i piu' deboli dei deboli — e di allontanarli dalla scuola, di segregarli altrove (un "altrove" che lei stesso riconosce che non esiste). Lei dice di fatto: "Si' ai disabili a scuola: ma non proprio tutti". Lei — come minimo — si arrende, rinuncia a lavorare per garantire i diritti di tutti. E con lei si arrende e rinuncia l'istituzione che rappresenta.
Ma non basta: perfino al di la' delle sue buone intenzioni e della sua buona fede, che non esito a riconoscere, con questo atteggiamento lei da' forza alla tentazione che riemerge da tante parti, quella di abbandonare i piu' deboli, perche' farli camminare insieme agli altri e' troppo difficile — o troppo costoso in tempi di ristrettezze economiche. C'e' un'aria strisciante di darwinismo sociale, in questi anni, che rappresenta le persone deboli come un peso per la societa' — e la tutela dei loro diritti come un lusso che non possiamo piu' permetterci. Le sue dichiarazioni, anche se non credo che questo fosse il suo intento, alimentano questo clima. In fondo a questo cammino io vedo il ritorno alle scuole segregate, magari in nome della migliore assistenza alle persone disabili e del piu' razionale impiego di risorse economiche limitate.
Se ben riflette alle implicazioni delle sue dichiarazioni, si renderà conto come questo non possa essere accettabile, né veramente degno del suo importante ruolo di assessore all'istruzione, ed anzi si risolva in un vulnus al suo dovere di lavorare per il bene pubblico. Queste sono le ragioni per le quali, con grande rammarico, mi creda, continuo a chiederle di rassegnare le dimissioni dall'incarico di assessore all'Istruzione, essendo le posizioni finora da lei espresse in contrasto con i doveri discendenti dalle relative funzioni.

Grazie per la sua attenzione.

Angelo M. Buongiovanni


lunedì, 27 settembre 2010
E' autunno, finalmente
Nelle categorie: Curiosando e andando in giro — Scritto dal Ratto alle 12:02 am

Ed e' caduta la prima, timida spolverata di neve sulle nostre montagne:



(Vallée de la Clarée, domenica pomeriggio)


domenica, 26 settembre 2010
La riserva e' (purtroppo) sciolta
Nelle categorie: Di(ver)s(e)abilita', Ma vaffanculo!, Nel paese dei Bogia-Nen, Politica e altre indignazioni — Scritto da tutti e due alle 10:34 am

Avevamo scritto che accoglievamo con una qualche riserva la smentita dell'assessore Pellegrino di Chieri, perche' — al di la' dell'enunciazione di principio (si' ai disabili a scuola) — temevamo che il suo ragionamento contemplasse pericolose eccezioni.
Ora abbiamo potuto verificare il testo completo delle dichiarazioni dell'assessore in conferenza stampa (audio integrale sul sito di Radio Chieri, trascrizione su ChieriOggi, sito — a quanto par di capire — di orientamento favorevole alla giunta di centrodestra del comune).
Purtroppo la lettura conferma i nostri peggiori timori. Cosi' infatti l'assessore Pellegrino:

[Nel corso dell'intervento al Consiglio comunale aperto] ho del tutto incidentalmente toccato un altro tema legato all’handicap: quello delle sue diverse tipologie. [...] Ebbene se per talune di queste tipologie, per fortuna la quasi totalità, risulta assolutamente necessario ed opportuno, nell’interesse primario del minore e della sua famiglia, provvedere alla sua integrazione nell’ambiente scolastico con tutti gli ausili ed i sostegni previsti dalla legge, ed anche con quelli non previsti ove possibile, per tal altre tipologie, eccezionali ma a quanto pare in aumento, costituite da gravi, gravissime disabilità psichiche, magari contraddistinte da più o meno saltuari episodi di violenza, il sostegno che può essere fornito a scuola, sostegno che a questo punto per lo più si esaurisce in una mera custodia protettiva, non mi pare la soluzione idonea per realizzare, per quanto possibile, un recupero del ragazzo alla vita sociale. E ricordo che, proprio per non essere frainteso, ho riportato un caso a titolo di esempio: quello di un ragazzo, affetto da grave disabilità psichica, non fisica, abbandonato a passare le sue giornate a scuola a camminare avanti ed indietro nel corridoio, prendendo a calci i muri. Purtroppo non un’ipotesi teorica, ma un caso concreto in precedenza posto alla mia attenzione. Caso poi risolto, purtroppo solo dopo lungo tempo, con l’inserimento in una apposita struttura specificamente predisposta alla cura ed al recupero. Con questa considerazione ho voluto evidenziare una problematica che, seppur rara, purtroppo sussiste e cui urge dare una risposta senza trincerarsi nel silenzio del political correctly, ed ho quindi ribadito la mia convinzione che l’attuale struttura delle nostre scuole, almeno quelle di mia conoscenza, ed i servizi che si possono approntare a sostegno, non mi paiono idonei a costituire un utile ed efficace aiuto al minore disabile in queste condizioni, nella prospettiva prioritaria non di una mera custodia protettiva, ma di un suo recupero al massimo possibile ad una vita sociale in autonomia ed efficienza. Ritengo invece, ribadisco nell’interesse primario del minore, che vadano individuate, e ove non esistenti realizzate, altre localizzazioni più efficacemente strutturate, con risorse umane e materiali all’uopo predisposte, più funzionalmente idonee a rispondere alla domanda di aiuto che da questo ragazzo che cammina avanti ed indietro ci viene posta. [i grassetti sono nostri]

Al netto della prosa involuta e dello svarione di inglese, ci pare di poter tradurre cosi': ci sono disabili (soprattutto fisici) che non danno problemi e difficolta' — e quelli vanno bene a scuola. Ma quelli difficili da gestire, magari perche' portatori di una disabilita' mentale — quelli dalla scuola devono essere allontanati. Onestamente non ha detto che "disturbano", ma la sostanza non e' meno agghiacciante. Siamo ancora (o di nuovo) alla logica della segregazione dei matti e dei ritardati. Una logica, giova ricordarlo, che non soltanto e' aberrante, ma e' contraria alla legge italiana, che fa dell'integrazione un obbligo, fondato sull'art. 3 della nostra Costituzione.
Percio' — ancora piu' di prima — siamo convinti che l'assessore Pellegrino esprima posizioni incompatibili con la sua funzione, e che percio' dovrebbe dimettersi — o che il Sindaco dovrebbe ritirargli le deleghe. Non molleremo — e preghiamo tutti voloro che ci leggono di non mollare e di continuare a chiedere le sue dimissioni.
Sia ben chiaro che la nostra insistenza non ha niente a che fare con la parte politica rappresentata dall'assessore, ne' con interessi materiali diretti nella vicenda, dato che non abitiamo a Chieri. Possiamo persino ammettere che — con una logica che ci sembra inaccettabile — l'assessore creda di parlare per il bene delle famiglie. Quello che pero' per noi conta e' che, in un momento di difficolta' e diminuzione delle risorse destinate alla scuola, questa logica possa trovare diffusione e riportare indietro di decenni non solo la scuola, ma tutta la societa' italiana, condannando i nostri figli all'emarginazione piu' assoluta. Non possiamo non fare qualcosa per evitarlo.

P. S. Nella stessa pagina di ChieriOggi da cui abbiamo tratto il testo riportato qui sopra c'e' anche la trascrizione del passaggio incriminato dell'intervento dell'assessore Pellegrino al Consiglio comunale del 21. Leggetelo e vi renderete conto che non era stato affatto frainteso: lui certi disabili a scuola proprio non crede che ci debbano andare.


sabato, 25 settembre 2010
Smentita — con riserva (nostra)
Nelle categorie: Di(ver)s(e)abilita', Nel paese dei Bogia-Nen, Politica e altre indignazioni — Scritto da waldorf alle 11:55 pm

Oggi (sabato) siamo andati a Chieri alla conferenza stampa dell’assessore Pellegrino. Per la verita', nonostante ci siamo presentati alle 15 spaccate per evitare di tenere It in attesa, la conferenza era iniziata con un certo anticipo e quindi non abbiamo avuto modo di sentire nella loro interezza le dichiarazioni dell’assessore.
Il succo pero' ci e' parso chiaro — e ci sentiamo molto relativamente tranquillizzati.
L’assessore (chiediamo fin da ora venia se non abbiamo capito bene) ha dato queste spiegazioni: non si e' mai sognato di dire che i bambini disabili non devono andare a scuola con gli altri, e' stato frainteso e diffamato dal giornalista della Stampa (che pero' — presente — ha riconfermato la sua versione dei fatti) e gli dispiace per quei genitori e quei disabili che si sono sentiti addolorati per le sue parole.
L’assessore sostiene di essersi riferito soltanto ad un caso specifico verificatosi a Chieri, in cui gli sembrava inutile che il disabile in questione andasse a scuola per camminare avanti e indietro per il corridoio e tenere consimili atteggiamenti anomali; si tratterebbe solo di una forma di ipocrisia. Ecco, a noi e' parso di capire che l’assessore, accanto al principio generale (i disabili vanno integrati), contempli una serie di eccezioni, come quella del ragazzo a cui si riferiva, di disabili per cui la scuola non puo' fare niente e che devono trovare altre piu' adatte collocazioni.
Se cosi' e' (e speriamo di aver anche noi frainteso l’assessore) non siamo tranquilli. Non ci pare giusto contemplare delle eccezioni e del tutto arbitrario stabilire quali sono i casi in cui la scuola non va bene. Magari anche quel che It fa a scuola potrebbe non sembrare utile all'assessore, perche' It onestamente ha momenti difficili in cui si abbandona a una delle sue stereotipie piu' frequenti (e certo fastidiose), cioe' il lanciare oggetti. Perche' mandarlo a scuola se ha di questi comportamenti? Cosi' diverrebbe irrilevante il fatto che invece It a scuola impara anche un sacco di cose, che e' affezionato alle maestre e trae vantaggio dallo stare con i compagni. Al nostro bambino piace andare a scuola e durante le vacanze ne sente chiaramente la mancanza. Tutto questo per noi conta, ma magari a qualcun altro può sembrare che le sue intemperanze non siano compatibili con l'istituzione scolastica.
Ad ogni modo aspettiamo gli sviluppi della vicenda, che non consideriamo certo finita. Prendiamo atto delle spiegazioni dell’assessore e dell’appoggio del suo Sindaco, che pero' (sempre per quanto abbiamo capito) ha precisato che si e' trattenuto la delega sulle politiche concernenti i disabili.
Vogliamo infine precisare che l’assessore non ci ha dato una mano ad avere una comprensione sicura del suo pensiero, perche' non ha voluto distribuire il testo scritto delle sue dichiarazioni (che pure ha letto). Ci dispiace un po’ anche che non sia sembrato molto disponibile a dialogare con i genitori di disabili presenti, non ritenuti accreditati a fare domande in quanto non giornalisti.
Stay tuned.


sabato, 25 settembre 2010
Facciamolo dimettere
Nelle categorie: Di(ver)s(e)abilita', Ma vaffanculo!, Nel paese dei Bogia-Nen, Politica e altre indignazioni — Scritto dal Ratto alle 12:29 pm

Oggi sulla Stampa (non online, qui il pdf) un nuovo articolo sulla vicenda dell'assessore Pellegrino di Chieri, che conferma i contenuti di quello di ieri e rivela che le stesse posizioni di intolleranza verso i ragazzi disabili erano gia' state espresse in passato dall'esponente politico.
Nel frattempo e' nato un gruppo su Facebook e molte persone hanno scritto all'assessore per chiederne le dimissioni; un gran numero di blog e di siti in rete hanno ripreso la notizia. Spero che l'onda sia abbastanza lunga da non fermarsi presto. Davvero, come dicevo ieri, e' una questione di decenza e di dignita' umana.
Oggi pomeriggio alle 15.00 presso la Sala consiliare del Comune di Chieri l'assessore Pellegrino terra' una conferenza stampa per spiegare il suo punto di vista. Proveremo ad esserci, It permettendo. Sarebbe cosa buona che ci fossimo in tanti, per ascoltare e per pretendere spiegazioni (e dimissioni). Se ce la facciamo ad andare, vi raccontiamo.
Chiedo a chi ci legge di diffondere gli aggiornamenti e di tenere viva l'attenzione in rete (NON sto chiedendo link per The Rat Race, sia ben chiaro).


venerdì, 24 settembre 2010
VERGOGNA!
Nelle categorie: Di(ver)s(e)abilita', Ma vaffanculo!, Nel paese dei Bogia-Nen, Politica e altre indignazioni — Scritto dal Ratto alle 2:47 pm

Ci sono momenti in cui il ribrezzo e' tale che mi riesce difficile trovare le parole.
L'avvocato Giuseppe Pellegrino, Assessore all'Istruzione del Comune di Chieri ha dichiarato in Consiglio Comunale, secondo la Stampa di oggi, che gli alunni disabili dovrebbero esser estromessi dalla scuola e inviati in comunita': "Questi ragazzi con l’istruzione non hanno nulla a che fare".
Io ho scritto all'Assessore Pellegrino chiedendogli di dimettersi. Vi prego, fatelo anche voi. In tanti. In tantissimi. Non so se servira' a qualcosa. Probabilmente no. Ma per pieta' cerchiamo di avere un soprassalto di dignita' umana e civile. Cerchiamo di non abbassare lo sguardo — perche' stanno davvero crollando le dighe della decenza.

UPDATE (h. 16.17): L'Assessore Pellegrino smentisce le dichiarazioni e annuncia querele alla Stampa. Vedremo.

Continua qui, qui e qui.


Don't feed the troll.



domenica, 12 settembre 2010
Giannizzero
Nelle categorie: Curiosando e andando in giro, It, Love the Bomb, Nel paese dei Bogia-Nen — Scritto dal Ratto alle 2:35 pm


mercoledì, 8 settembre 2010
Perdere pezzi
Nelle categorie: Quel che resta, Umori e malumori, Vecchi post (Excite), Web — Scritto da Amministratore alle 1:19 am

Scopro in ritardo che Excite ha chiuso la sua piattaforma di blogging — e quindi che i post di The Rat Race del 2004 sono andati persi.
Grazie alla cache di Google sono riuscito a recuperare un po' di cose, ma molte altre mancano e soprattutto sono spariti tutti i commenti.
Non una gran perdita — ma una notevole arrabbiatura si'…


lunedì, 6 settembre 2010
Altre luci
Nelle categorie: Curiosando e andando in giro, Il mondo per gli occhi — Scritto dal Ratto alle 6:43 pm

Oggi qui e' la prima giornata uggiosa e nebbiosetta d'autunno.
Ho cominciato a sistemare le foto delle vacanze — si', cerco di non tornare qui con la testa, lo ammetto. Questo e' quel che vedevamo dal balcone di casa nostra:


(per favore, guardatele in grande formato, se no non rendono)

A chi ci chiede il motivo della nostra fascinazione per il Nord, risponderei prima di tutto la luce. Questa luce, che cambia continuamente, che fa diventare un viaggio anche stare mezz'ora fermo alla finestra di casa.

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