martedì, 22 giugno 2010
Qualche tempo fa Waldorf ha parlato delle fotografie di Gihan Tubbeh, vincitore del World Press Photo Award con un servizio sulla giornata di un bambino autistico: belle foto, diceva Waldorf giustamente, ma viziate dagli stereotipi sull'autismo come disgrazia.
Jeff Ebert fa il fotografo ad Oak Park, Illinois, ed e' padre di Sasha, un bambino autistico di cinque anni — e le sue foto trasmettono un messaggio ben diverso. Il suo progetto "Autism says 1000 words" ritrae alcuni bambini autistici in tutta la loro vitalita' e in tutto il loro splendore:
Probabilmente Jeff non vincera' mai il World Press Photo Award — ma personalmente io riconosco It molto piu' in questi bambini che nelle immagini di Tubbeh.
Ma non e' questa la sola buona idea di Jeff. Invece di limitarsi a guardare (e fotografare) i bambini autistici per raccontarli dal punto di vista di un adulto neurotipico, ha dato loro la macchina fotografica, perche' fossero loro a far vedere il loro mondo dal loro punto di vista. Le persone autistiche sono spesso dotate di un'attenzione visiva molto intensa e molto particolare — che non necessariamente si traduce in una capacita' di esprimere a parole quello che vedono. L'idea di Jeff e' che possano raccontarcelo visivamente. La storia e' qui — e i primi risultati sono qui. Nessuna di queste foto sarebbe finita sulla copertina di Life, beninteso: ma molte hanno una prospettiva interessante — e tutte dicono qualcosa del bambino che le ha scattate.
Scrivero' a Jeff Ebert per avere consigli, perche' sono convinto che capiremmo tante cose in piu' del nostro It, se lui potesse raccontarci con le foto quel che vede e come lo vede.








E' un tema su cui riflettere.
Un lavoro da compiere su noi stessi prima di renderlo palese con i colleghi di lavoro, con gli amici (!), con chiunque venga a contatto con noi.
Stefano