giovedì, 4 marzo 2010
Le elezioni e il comma 22
Nelle categorie: Emigrare?, Politica e altre indignazioni — Scritto dal Ratto alle 12:42 am

Se al voto in Lombardia e in Lazio gli aracnidi non potranno partecipare non c'e' da esserne contenti. Le elezioni sarebbero *comunque* falsate — e con le elezioni, cioe' con la democrazia — non si gioca.
Ma se per far partecipare gli aracnidi al voto in Lombardia e nel Lazio si dovra' forzare la legge (o come dice qualcuno "far prevalere la sostanza sulla forma"), non si potra' esserne contenti. Se si toccano le regole, e' il fondamento stesso della democrazia che salta.
E' un pasticcio da cui non si esce puliti. In nessun modo. Con un bel ringraziamento agli aracnidi che ci hanno regalato, grazie alla loro arroganza e al loro pressappochismo, anche questa vergogna.
E no — questo paese non ce la puo' fare.

4 Commenti a “Le elezioni e il comma 22”

  1. Paolo Bizzarri ha scritto il 4 marzo 2010 alle 9:34 am

    Scusa Angelo, ma questo mi sembra piuttosto ridicolo.

    Ho visto moltissime volte formare liste elettorali con firme, diciamo così…. "veloci". Nessuno ha fatto mai storie più di tanto.

    La legge in questo caso ha uno scopo ovvio: verificare che esistano abbastanza persone interessate a votare quelle persone.

    Questa verifica è, nei fatti, ovvia; siccome un fatto e la sua certificazione sono due cose diverse (un edificio è sicuro non perchè è certificato, ma perchè è costruito in modo affidabile), la cosa da sanare è la certificazione della realtà.

    Cosa che si può risolvere in modo rapido e con un minimo di buon senso.

    Poi, ripeto: trovo fantascientifico che saltino fuori irregolarità formali sulla presentazione delle liste. A quanto ho visto io, per la limitata esperienza che ho avuto, le firme sotto le liste sono poco più che formali DA SEMPRE.

    Ma forse tu hai avuto un'esperienza diversa.

  2. Angelo ha scritto il 4 marzo 2010 alle 10:46 am

    L'argomento non mi appassiona abbastanza da generare una polemica. Ma provo a spiegarla cosi':
    1. In un modo o nell'altro le liste del centrodestra parteciperanno a queste elezioni. Tutto questo chiacchiericcio li' spuntera' comunque. E per certi versi meno male.
    2. Se per ottenere questo risultato sara' necessario fare una sanatoria di qualche genere e coartare delle norme — sara' una cosa molto italiana. Si', la norma dice in un modo, ma se si fa in un altro che male ci sara' mai… quel che conta e' la sostanza. A me avevano spiegato che la legge si rispetta — e basta. Si puo' lavorare per cambiarla se ci pare sbagliata e assurda, ma fin che c'e' si rispetta. Dev'essere un'idea fuori moda.
    3. Credo che di questo scarso rispetto delle regole l'Italia stia morendo. E non e' una questione di destra o di sinistra. Gli aracnidi vincono perche' rappresentano bene il paese — nel disprezzo della legge come e piu' ancora che in altri ambiti.

  3. Paolo Bizzarri ha scritto il 4 marzo 2010 alle 2:08 pm

    Suppongo di essere diventato un aracnide. Vabbè, a me l'Uomo Ragno è sempre piaciuto.

    Comunque, visto che si parla di regole, vorrei dire che io passo la vita a rendere i sistemi informatici più flessibili e più utili per le persone, e poi mi accorgo che le persone diventano più rigide e più fissate sulla lettera.

    Una legge serve a uno scopo. Non è un feticcio da venerare o da osannare: DEVE servire a uno scopo molto preciso.

    Se la lettera della legge genera un risultato manifestatamente contro lo spirito e la volontà della legge, la legge viene applicata in modo diverso o più largo, punto. I magistrati lo fanno continuamente e invocano continuamente di poterlo fare.

    In questo caso, la spirito è piuttosto evidente: evitare che alle elezioni si presentino migliaia di liste prive di rappresentanza, che rendano difficile il diritto di voto; per questo (e solo per questo) è richiesto un certo numero di firme: per certificare che la lista è realmente votabile da un numero minimo di persone.

    Nel caso in esame, si sta certificando che il Sole domattina sorgerà, ossia che alle regionali qualcuno voterà per il PdL.

    E' una cosa di assoluta evidenza, e francamente sarebbe molto più semplice riconoscere per decreto che i partiti che alle precedenti elezioni hanno ricevuto più del 5% dei voti possono presentare le liste firmate dal loro segretario regionale; eviterebbe anche di ingolfare i tribunali di lavoro sostanzialmente inutile.

    E questo, per me sarebbe un rispetto sostanziale delle regole e della legge: facciamo qualcosa che ci SERVE, non un totem che veneriamo.

  4. Angelo ha scritto il 4 marzo 2010 alle 2:48 pm

    Sapevo che si sarebbe aperta una discussione inutile. Quindi per quanto mi riguarda finisce qui.

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