venerdì, 26 febbraio 2010
Foehn
Nelle categorie: Nel paese dei Bogia-Nen, Quel che resta — Scritto dal Ratto alle 3:04 pm

Oggi a Torino soffia il foehn, violento. Sta arrivando la primavera.


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venerdì, 26 febbraio 2010
Il 65/ e la lotta alle PM 10
Nelle categorie: It, Nel paese dei Bogia-Nen, Quel che resta, Umori e malumori — Scritto da waldorf alle 12:48 am

Pare che domenica 28 si scatenera' la grande offensiva del nord alle PM10. Tutti a piedi in tutta la pianura padana o quasi. Quale sia l'utilita' di una mossa del genere per i nostri polmoni e' abbastanza chiaro: nessuna. Ai sindaci serve per esorcizzare lo spettro dei fascicoli che molte procure (compresa quella di Torino) vanno aprendo in materia. In realta' che l'aria a Torino sia una roba poco adatta a essere respirata e' una cosa evidente, come e' evidente che il torinese medio non concepisce altra possibilità per spostarsi che l'automobile, e del resto non si vede che cosa ci si potrebbe aspettare di diverso dalla citta' della Fiat.
Ma i torinesi per la verita' hanno le loro buone ragioni, anche ora che le loro macchine sono Fiat solo in minoranza.
A me non piace guidare di natura, trovo semplicemente odioso il sistema dei controviali torinese (una cosa in cui, per citare Saetta McQueen, devi girare a destra per andare a sinistra!!) e trovo che i torinesi al volante siano un flagello. Trasferendomi qua ho pensato: e che diamine, in fondo e' una grande città con un esteso sistema di trasporti – ci sono persino 7 km di metropolitana :-) – si potra' girare a piedi! Per la verità Torino e' stata pensata, credo fino dal '600, per le macchine; le distanze sono enormi e attraversare un corso in una volta sola (che so, corso Vittorio) e' sempre un'impresa da suicida o da centometrista o meglio da centometrista suicida, data la lunghezza e la presenza dei suddetti controviali che spesso generano la presenza di tre diversi semafori pedonali per passare da un lato all'altro.
Ad ogni modo ci ho provato, a usare i piedi e i mezzi pubblici (la bicicletta e' veramente da animi forti), ma, dopo un anno e mezzo di tentativi, credo che mi rassegnero' a diventare un torinese a quattro ruote. Non fosse altro, per raggiungere la scuola di It dal mio ufficio con il 65/ (la cui fermata gia' e' a 3-400 metri) ci impiego come minimo 40 minuti, quando in macchina fuori delle ore di punta ce ne metterei 15 (e' un percorso di 3,3 km). Per non parlare delle soste al freddo che hanno contribuito a farmi venire una tremenda tosse, peggiorata certo dall'aria torinese, dato che in montagna diminuisce molto. Devo dire che la frequenza del suddetto 65/ e' bassa, pero' ne vedo un monte in circolazione quando non ne ho alcun bisogno (dev'essere la legge di Murphy degli autobus). La distribuzione dei mezzi nel tempo non e' comunque il punto forte del GTT – il Gruppo Torinese Trasporti – il che genera un altro simpatico fenomeno: quando ho bisogno di andare in centro per una commissione, nel tempo che impiego per superare i tre diversi semafori pedonali posti nei 50 metri dall'uscita del mio ufficio alla fermata dell'autobus (non quella del 65/, ben piu' lontana…) vedo passare implacabilmente autobus e tram di tutte le linee utili e, quando infine raggiungo la fermata, per dieci minuti non passa piu' niente.
Inoltre non esiste praticamente percorso in citta', per quanto breve, che non richieda di cumulare due o addirittura tre mezzi se non percorrendo chilometri a piedi.
Morale della favola: Chiamparino & co. possono mandarci a piedi tutte le domeniche da qua alla fine del mondo, ma fino a che prendere i mezzi pubblici sara' un'impresa che richiede un fisico d'acciaio, la pazienza di un santo e niente da fare nella vita, tutti gli altri giorni della settimana i torinesi con piena ragione continueranno a mettere il culo sulle loro macchine e le PM10 impazzeranno.

P. S.: oggi sono andata a prendere It con la metropolitana, facendomi una passeggiata di circa 1,5 km; ma fino a qui tutto bene. Peccato che al ritorno (che abbiamo intrapreso cumulando un autobus e la metro) la metro si e' fermata del tutto, costringendo me e It a scendere e farci a piedi il percorso corrispondente a due fermate per andare dalla psicomotricista. E meno male che il mio piccolo ha accettato di farsela quasi tutta a piedi, quasi per niente in collo (il che e' un successo), e pure di corsa!


mercoledì, 24 febbraio 2010
Non usateci per censurare
Nelle categorie: Di(ver)s(e)abilita', Web — Scritto dal Ratto alle 9:22 pm

A suo tempo la vicenda del ragazzo autistico maltrattato dai compagni allo Steiner di Torino mi aveva — per ovvie ragioni — colpito terribilmente e la ho seguita con la partecipazione che si puo' immaginare. Ho trovato sacrosanta la punizione dei ragazzi responsabili (e anche la forma assunta dalla loro riabilitazione, attraverso il servizio prestato al SERMIG), ho condiviso la decisione del giudice di Torino di rinviare a giudizio anche l'insegnante della classe. La violenza e l'umiliazione di una persona non possono essere mai accettate — e a maggior ragione quando la vittima e' in una condizione di oggettiva debolezza. La spettacolarizzazione di quella violenza e di quell'umiliazione, poi, va combattuta con tutta la forza possibile — anche attraverso la sistematica rimozione dei contenuti offensivi dalla rete: ma non con il ricorso a una censura preventiva tanto poco praticabile nei fatti quanto pericolosa nei principi.
Per questo oggi la condanna del Tribunale di Milano contro i dirigenti di Google, responsabili di non aver *impedito* la pubblicazione del video, mi pare grave e ingiustificata, per le ragioni che lucidamente espone Anna Masera sulla Stampa e che tanti in rete stanno ribadendo. Non ripeto cose dette meglio da altri — e condivido in pieno il post del blog ufficiale di Google.
Voglio soltanto aggiungere che le persone disabili non hanno bisogno di censura — che nessun censore ha il diritto di usare mio figlio come foglia di fico per ridurre gli spazi di liberta' della rete. In particolare le persone autistiche stanno trovando in internet uno strumento con delle potenzialita' enormi di liberazione e di miglioramento della qualita' della vita — e certo di tante cose hanno bisogno, ma sicuramente non di essere "protette" da un censore.


"Particolarmente penosa è la situazione del ceto intellettuale che [...] non è in grado di andare oltre le diagnosi più impietose. E quando lo fa, le sue suonano come prediche edificanti."
(Gian Enrico Rusconi, "La classe dirigente e' scomparsa" su La Stampa di oggi: condivisibile ma, come si suol dire, medice cura te ipsum)



martedì, 16 febbraio 2010
L'immagine dell'autismo
Nelle categorie: It, Love the Bomb, Roba da autistici — Scritto da waldorf alle 12:36 am

Quest'anno tra i vincitori del premio del World Press Photo nella categoria Daily Life c'e' stato Gihan Tubbeh, un fotografo peruviano venticinquenne, con le sue immagini di un tredicenne autistico.
Esteticamente sono delle belle foto, non c' e' che dire, ma a me solo una e' piaciuta, quella del ragazzino con l'aria felice mentre lo annaffiano di acqua durante il bagno. In quella foto ho riconosciuto l'autismo come lo vivo quotidianamente accanto a It: non tanto e non solo un freddo isolamento dal resto del mondo, quanto un'esperienza dell'universo in cui sono le stimolazioni sensoriali (certe stimolazioni, quelle che a ciascuno di loro piacciono) a produrre nella maggior parte dei casi la vera felicita'. E magari non e' una felicita' peggio di quella di noi "normali", troppo dipendente dalle relazioni con il prossimo, fin dai primi anni di vita. L'isolamento, certo, c'e', ma magari non e' sempre fonte di sofferenza come noi crediamo. Per questo le altre foto di Tubbeh – belle appunto ma del tutto coerenti nei soggetti e nei colori con l'idea che generalmente si ha dell'autismo – mi convincono molto meno. Noi, da genitori innamorati del nostro piccolo, cerchiamo di riprendere i momenti di gioia e di entusiasmo di It. E spesso si tratta di momenti assolutamente autistici – come il piacere di osservare i meccanismi di una seggiovia – ma a giudicare dalla sua faccina estatica – anche assolutamente felici.


(ovviamente il confronto non e' sulla qualita' delle foto…)

Mi piacerebbe che a giro se ne vedessero di piu' di foto così, quando si parla di autismo (e ovviamente non sto facendo confronti da un punto di vista estetico…). E' importante che si discuta di autismo, certo (e per questo sono contenta che queste foto siano state premiate), e forse da un punto di vista utilitaristico ai genitori e agli autistici serve che tutti ci pensino come ad una disgrazia – punto e basta. Dentro di me pero' non sono del tutto convinta che cosi si faccia un reale servizio agli autistici. Non c'è dubbio che loro abbiano bisogno di essere aiutati a affrontare le loro tante difficolta', ma non di essere considerati solo degli esseri sciagurati, perche' questo impedisce di aiutarli nel modo piu' giusto, quello che puo' farli stare meglio.


Probabilmente arrivo buon ultimo, ma questa specie di Math for Dummies a me piace un sacco.



domenica, 14 febbraio 2010
Climate change?
Nelle categorie: Nel paese dei Bogia-Nen — Scritto dal Ratto alle 6:13 pm

Quest'anno Torino batte il record mondiale delle nevicate farlocche. Stamattina veniva giu' cosi' — sara' la quindicesima volta quest'inverno — e in terra non e' rimasto nemmeno bagnato.


La Binetti se ne va dal PD. Fusse che fusse la volta bona?



domenica, 14 febbraio 2010
Si… puo'… fare!
Nelle categorie: It, Love the Bomb, Roba da autistici — Scritto dal Ratto alle 12:06 pm

Dopo la scena della prima volta, abbiamo perseverato a portare nostro flglio sugli sci a Prato Nevoso. E gia' dalla seconda lezione, It ha deciso che sciare gli piace: si e' fatto mettere scarponi sci e casco senza far storie, ha guardato con sospetto la sua maestra (ma l'ha guardata) — e siam partiti tutti e tre sul tapis-roulant. E cosi' siamo andati avanti per tutta l'ora: la maestra che sciava all'indietro, It di fronte a lei che scendeva tentando di imparare il suo spazzanevino — e io ridicolmente appiedato che gli zampettavo accanto a una distanza massima di tre metri (piu' spesso per mano, a dire la verita').

La settimana dopo ho avuto il permesso di aspettarlo un paio di volte ai piedi del tapis-roulant, mentre lui scendeva sul campetto.

Ieri, dato che eravamo arrivati un po' in anticipo, abbiamo girottolato un po' sci ai piedi, affrontando qualche pendio e dimostrando ormai una piena padronanza del del passo da paperi necessario per muoversi in mezzo alle torme di persone. Ma soprattutto, dopo un po', It ha puntato decisamente verso il tapis-roulant. Alla spiegazione che bisognava aspettare la maestra, nostro figlio non ha sentito storie: ha perlustrato il campino a piedi cercando tutte le tute da istruttore che vedeva e guardando di sotto in su se dentro quella tuta c'era la persona giusta. Quando alla fine la maestra e' arrivata, It ci ha mollati in fondo al campino ed e' partito tranquillo e soddisfatto per la sua ora di lezione.

Adattarsi alle novita'? Si… puo'… fare! (come avrebbe detto lui) e a quanto pare puo' pure essere divertente.


martedì, 9 febbraio 2010
Tutto in un nome
Nelle categorie: Curiosando e andando in giro, It, Nel paese dei Bogia-Nen — Scritto dal Ratto alle 1:02 am

Prato Nevoso

Prato Nevoso, domenica (la sensazione di pace e di deserto e' del tutto ingannevole, c'era un caos totale). Aggiornamenti sulle prodezze sciatorie di It tra poco.



(via Paese Seia)
Mah, io qualcosina da ridire anche su di Lui ce l'avrei.
(certo, i fan club sono peggio)



To focus on a cure when there is no cure is a very good way of saying, "We don't want autistic people in our community; we don't want to have to deal with the hassle; we don't want to have to deal with people who are different. We just want them cured so that they will be like us."
(da Chaotic Idealism: tutto il post e' da leggere)



lunedì, 8 febbraio 2010
Comunicazione di servizio
Nelle categorie: Quel che resta — Scritto da Amministratore alle 2:20 pm

Chiedo scusa a chi ci avesse scritto negli ultimi tempi all'indirizzo mail del blog: avevo dimenticato di far pulizia dello spam ed e' andato over-quota. Ora dovrebbe funzionare di nuovo.


venerdì, 5 febbraio 2010
Viene cosi'
Nelle categorie: Nel paese dei Bogia-Nen, Quel che resta — Scritto dal Ratto alle 2:40 pm

la neve dalla finestra del mio ufficio.


Io sono PC. Sono scadente e maldestro, ma del resto anche l'universo lo è. È pieno di oggetti imperfetti che si rompono. Molta gente ha bisogno di vedere il Sacro Graal, o il Gadget Perfetto ogni sei mesi, ma io no. Anche se mi regalaste il Graal, mi cadrebbe di mano, lo scheggerei, maledirei i numi. Sono fatto così, ma il punto è che siete fatti così anche voi. Regalatevi pure il nuovo oggettino, ma ricordate: l'universo è graffi, cadute, crash di sistema, bug, surriscaldamenti, entropia, e polvere soprattutto, tantissima polvere. Particelle dei gadget dei nostri antenati.
(Leonardo)
[Si', lo so, oggi sto tumblrizzando il blog]



Le coppie gay? Non esisteranno per il prossimo censimento (via RdM, che invita a firmare questo)



Lo studio che sostiene la relazione tra vaccini ed autismo e' stato ufficialmente ritirato da The Lancet, in quanto "E' ormai chiaro che diversi punti del lavoro del 1998 di Wakefield … sono scorretti".
(da Il Sole 24Ore)


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