domenica, 17 gennaio 2010
It, lo sci e i punti di vista
Nelle categorie: It, Love the Bomb, Roba da autistici — Scritto da waldorf alle 11:12 pm

Occorre una premessa sul rapporto tra noi genitori e lo sci. Io sono nata e cresciuta nel bel mezzo della Toscana, dove negli anni '70 e '80 non era per niente comune andare a sciare. Il posto piu' vicino per farlo era l'Abetone, non proprio dietro l'angolo, e comunque per la stragrande maggioranza dei genitori di allora era proprio impensabile portare i figli a sciare sia per il costo che per estraneita' culturale; in un posto dove se andava bene cadevano tre centimetri di neve all'anno non poteva che sembrare un po' contro natura andare a sciare. I pochissimi che lo facevano erano degli stravaganti priviliegiati, professori di educazione fisica o benestanti del luogo. Ad un certo punto lo sci e' invece diventato un fenomeno di massa anche dalle mie parti, ma io ero troppo vecchia e troppo poco atletica per essere interessata. Inoltre a me e' sempre sembrato un po' buffo riempire le montagne di sciovie per potersi divertire a scendere giu' sugli sci e tornare su e così via…
Con Angelo, cresciuto a Torino, le cose sono andate diversamente. Lui a sciare da piccolo ce lo hanno portato, ma dopo una serie di sinistri ha appeso gli sci (allora di legno) al chiodo.
Così nel 2010, quando a me e' venuto in mente di (provare a) portare It a sciare, ho trovato una maestra esperta di autistici e dotata della necessaria pazienza, a cui ho spiegato che noi proprio non potevamo andare con lui. Abbiamo portato It in montagna, ci siamo procurati tutto il necessario, abbigliamento idoneo, casco, scarponi e sci (presi a noleggio). It, che stravede per la neve come tutti i bambini, sembrava molto incuriosito e abbastanza disponbile. Persino la maestra, bionda e gentile, gli deve essere sembrata abbastanza simpatica, tanto che la cercava con lo sguardo, quando lei, mentre raggiungevamo con lei il tapis roulant dei bambini, era rimasta indietro per togliersi gli sci. Il piccolo ha accettato anche di mettersi gli sci, il che ci e' sembrato un risultato non da poco. E' scoppiata pero' una vera tragedia quando Enrico ha capito che noi genitori inabili non lo avremmo seguito sul tapis roulant, ma lo avremmo lasciato in balia della terribile maestra. Ne e' seguita una scena piuttosto buffa, perche' lui si e' messo a urlare come un ossesso, mentre, stando perfettamente in equilibrio, cercava di scappare dalla maesta inseguendo noi genitori che dispettosi ci allontanavamo. Nemmeno togliergli gli sci e gli scarponi e' servito a farlo smettere di piangere, e si e' rifiutato anche di giocare con la neve con la povera maestra che faceva di tutto per fare amicizia con lui. Il tutto sicuramente ha ravvivato la domenica sportiva di molte famigliole presenti sul posto, mentre noi esibivamo una delle nostre migliori facce di tolla (specialita' diffusa tra i genitori di autistici).
Ora, per chiunque sarebbe una sconfitta, una roba da dissuadere per sempre a riprovarci. Noi pero' con il nuoto ne abbiamo passate parecchie di simili e non ci spaventiamo troppo, visto che ormai in piscina It si e' abituato ad accettare di andare con il solo istruttore (dall'ultimo post le cose sono parecchio migliorate).
Il fatto che It si sia fatto mettere sugli sci e' un grande successo e, se la maestra non si arrende, prima o poi lui si abituera' all'idea di doversi arrangiare senza di noi. L'inizio non e' stato cosi' scoraggiante. Beh, nella nostra vita e' sempre un po' tutto questione di punti di vista.
Non e' comunque un caso se non ci sono fotografie ad illustrare l'evento della prima di Enrico sugli sci…

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