Ubi caritas…
(a me le feste mi rendono acido, ma questi qui aiutano…)



Buone Feste, brava gente
(leggete e ditemi se avete ancora voglia di far festa)



martedì, 22 dicembre 2009
Kim Peek (1951-2009)
Nelle categorie: Di(ver)s(e)abilita', Roba da autistici — Scritto dal Ratto alle 1:46 pm

Non Rain Man.


lunedì, 21 dicembre 2009
La prima neve
Nelle categorie: Nel paese dei Bogia-Nen — Scritto dal Ratto alle 12:36 am

Piu' grandi qui.


venerdì, 18 dicembre 2009
Arbeit Macht Frei
Nelle categorie: Ebraismo, Israele e dintorni, Quel che resta — Scritto dal Ratto alle 1:46 pm




Arbeit Macht Frei

Originally uploaded by harvestmeadow2008

Qualcuno stamani ha portato via la scritta "Arbeit macht frei" dall'ingresso di Auschwitz.
E' insensato, terribile e sinistro.
Analisi non sono capace di farne. Moniti da dare non ne ho. Sono semplicemente sbigottito –


martedì, 15 dicembre 2009
Sequenza
Nelle categorie: Nel paese dei Bogia-Nen — Scritto dal Ratto alle 3:40 pm

Stamani, nel giro di dieci minuti scarsi, dalla finestra di casa:



martedì, 15 dicembre 2009
Chi semina vento (2)
Nelle categorie: Ma vaffanculo!, Politica e altre indignazioni — Scritto dal Ratto alle 11:35 am

Gli aracnidi fanno tutto un gran parlare di campagna di odio contro Berlusconi, della necessita' di abbassare i toni, ecc. ecc.
Poi i loro killer mediatici pubblicano inviti alla calma come questi.


lunedì, 14 dicembre 2009
Proverbio
Nelle categorie: Politica e altre indignazioni — Scritto dal Ratto alle 11:07 am

Lo dico pesando le parole — e con la non rituale premessa che non giustifico in nessun modo l'aggressione a Berlusconi:

Chi semina vento raccoglie tempesta.


Un po' di foto fatte a Venezia sono qui.



sabato, 12 dicembre 2009
Non è caduto in canal…
Nelle categorie: Curiosando e andando in giro, It, Love the Bomb — Scritto da waldorf alle 11:18 pm

Ci siamo interrogati per un sacco di tempo, dibattendo tra i pro e i contro e alla fine abbiamo deciso: andiamo a Venezia. Io e il Ratto siamo affascinati da Venezia d'inverno, con la sua luce bianca e le sue meraviglie relativamente (!!) spopolate di turisti, ma da anni non ci tornavamo, non potendo lasciare It a casa e temendo di doverlo ripescare in un qualche canale dove sarebbe finito per la sua eccitazione. D'altronde, quanto avrebbe amato Venezia il nostro piccolo?
Dopo tanto discutere alla fine abbiamo rotto gli indugi e abbiamo deciso di andare per il ponte dell'Immacolata.
It non è finito in un canale, ed anzi ha manifestato una certa capacità di schivare eventi pericolosi. Come al solito ha trovato che camminare è un compito che è meglio delegare ad un genitore da cui farsi trasportare, ma in fondo ha fatto la sua parte di chilometri. E soprattutto ha dimostrato come prevedibile di essere entusiasta di Venezia, delle calli, delle fondamenta, dei rii, dei ponti, persino di molte chiese (specie Santa Maria Gloriosa dei Frari dove le candele costano solo 30 centesimi per cui era possibile metterne tante), per non parlare dei vaporetti. Peccato che il 7 dicembre ci sia stato lo sciopero e quindi la desolazione nel fermarsi ad ogni approdo e tutte le volte sentirsi spiegare (si fa per dire) che il vaporetto proprio non c'era. Una cosa splendida erano poi le passerelle dell'acqua alta, che per fortuna non c'era, e che in Piazza San Marco sono servite per correre a perdifiato per distanze incalcolabili.
Ci sono volute un po' di lattine di coca cola (la sua grande insana passione) e qualche Kinder cereali, ma ci ha permesso di vedere molto, inclusi i Carpaccio della Scuola di San Giorgio degli Schiavoni.
La sera, contento matto, saltava sul nostro letto nell'appartamento di Dorsoduro in cui facevamo base, alternando questa nobile attività con la visione di video su You Tube, in special modo la presentazione di Disney's A Christmas Carol in 3D, che per qualche strano motivo lo colpisce parecchio.
Alla fine devo dire che i giorni a Venezia, nonostante la fatica, sono stati davvero belli. E di queste sensazioni si ha bisogno come il pane per mantenere un sano equilibrio nella vita accanto ad un bambino autistico. Soprattutto però sono momenti di respiro indispensabili per tirare avanti in un mondo che spesso sembra volerci imporre di vedere It non come un bambino che può anche essere contento a modo suo, nello stesso modo in cui ha diritto di essere contento qualsiasi altro bambino, ma come la somma dei suoi tanti problemi. Accanto a lui invece si puo' stare bene e persino sentirsi in pace e soddisfatti della propria famiglia un po' bacata ma unita. E' stato importante poterlo ricordare in un periodo per tanti versi assai difficile, anche se è stato necessario arrivare all'altro capo del Nord Italia.
P.S.: Per la verita' Venezia ha rivelato un enorme difetto, cioe' una paurosa e inaccettabile penuria di sassini da gettare nell'acqua…


sabato, 12 dicembre 2009
Paura, eh?
Nelle categorie: It, Love the Bomb, Roba da autistici — Scritto dal Ratto alle 1:09 am

It adora l'acqua — e questo si sa. It e' un anfibio e nuota in una maniera sorprendente — e pure questo e' noto.
It in acqua non ha paura di nulla — tranne che di entrarci senza di me. Percio' non e' stata una sorpresa che reagisse male quando abbiamo cominciato a portarlo a fare lezioni di nuoto con un istruttore bravo e preparato, ma senza papa' in acqua. Le prime lezioni, in cui l'ho accompagnato a bordo vasca, sono state da urlo — molto letteralmente: It ha urlato come un ossesso tutto il tempo, inventandosi diecimila modalita' comunicative per spiegare che voleva andare via (ivi compreso andare a mettersi le ciabatte, che odia e che di solito non prova nemmeno a infilarsi — togliersi platealmente la cuffia — far segno a me di togliermela — tentare di mettersi addosso l'accappatoio, e cosi' via: un intero repertorio di comunicazione non verbale, che avrebbe fatto la gioia della sua logopedista…).
Ieri pero' e' successa una cosa strana. Quando siamo arrivati in piscina si e' messo a urlare e a piangere come al solito, ma al tempo stesso mi ha guidato negli spogliatoi, ha collaborato a cambiarsi, a mettersi il costume e la cuffia e mi ha portato per mano fino a bordo vasca: li' — sempre ululando e lacrimando — si e' sfilato ciabatte e accappatoio e si e' avventurato giu' per la scaletta incontro all'istruttore. E poi si e' fatto la sua lezione, tra qualche lacrimuccia ma senza alcun timore.
All'uscita aveva l'aria piu' tranquilla del mondo – e ha perfino sorriso all'istruttore.
Sulle prime puo' sembrare soltanto l'ennesima stranezza caratteriale di un bambino autistico, un "comportamento problema". Ma in realta' c'e' ben di piu': il nostro It non si e' limitato a subire la sua paura, ha inventato una sua strategia per affrontarla — e l'ha superata. Tutto da solo. Tutto a modo suo. Rivelando una capacita' non ovvia di adattarsi a una situazione — e, a ben guardare, c'era una sottile traccia di fierezza nel suo atteggiamento, tornando a casa (in quello di suo padre mooooolto piu' di una sottile traccia).


lunedì, 7 dicembre 2009
Venezia
Nelle categorie: Curiosando e andando in giro — Scritto dal Ratto alle 9:24 am

Tra poco le altre su 23


sabato, 5 dicembre 2009
Non ho voglia di scrivere
Nelle categorie: Quel che resta — Scritto dal Ratto alle 9:22 pm

… e invece sto sistemando foto a tutto spiano. Se mi volete mi trovate di la'.


martedì, 1 dicembre 2009
Oggi si sente l'odore della neve
Nelle categorie: Nel paese dei Bogia-Nen — Scritto dal Ratto alle 1:49 pm

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