giovedì, 4 giugno 2009
Opzione zero
Nelle categorie: Pipponi, Politica e altre indignazioni — Scritto dal Ratto alle 8:38 am

Come milioni di altri elettori, ho ricevuto ieri mattina questa lettera di Romano Prodi che invita, nonostante tutto, a votare per il PD alle prossime europee. Si potrebbe fare qualche considerazione sul tono secco secco e men che entusiasta della missiva, ma lascio perdere. Provo invece a spiegare perche' non accogliero' quell'invito, pur essendo stato uno dei fautori del Partito Democratico fin dal 1995 — e pur continuando a pensare che se l'Italia ha una speranza non puo' venire che di li'.
Le mie scelte elettorali andranno il piu' possibile nella direzione di una sorta di opzione zero della politica — il no (tra l'incazzato e il disperato) a tutte le alternative poste in campo*.
Il fatto e' che il PD in questo momento non e' niente. Al di la' del meritorio sforzo di Franceschini, che ha fatto una buona campagna elettorale, al di la' del positivo silenzio di Rutelli e dei teodem**, che se non altro ha ridotto l'inquinamento, il PD continua a essere quello di prima, cioe' un contenitore di correnti senza un pensiero, senza un'identita' e un progetto riconoscibile — senza un denominatore comune minimo nemmeno sui temi essenziali: la laicita' dello stato, la scuola pubblica, l'accoglienza dei migranti, i diritti civili. Non si e' liberato di un gruppo dirigente responsabile della catastrofe — sono ancora tutti li' — per ora mandano avanti Franceschini, sperando che si faccia spennare al posto loro — poi ricominceranno a far casino come prima (o — se saremo molto fortunati — se ne andranno ognuno per la sua strada). Quel che e' peggio, un partito che e' nato per superare la contrapposizione tra riformismo di sinistra e riformismo cattolico e' ostaggio di un ritorno prepotente all'identitarismo cattolico come asse portante della politica. Infine — continua ad essere un partito incapace di dare messaggi, idee, voce e anima all'opposizione che pure da qualche parte in questo paese c'e' ancora. Ecco — per un partito inutile come questo io non posso votare. Con sofferenza, perche' e' stato il mio partito prima ancora che nascesse — ma no grazie. Alle europee andro' al seggio e votero' scheda bianca***. Sperando di essere tantissimi a farlo. Sperando di travolgere con un'astensione di massa il gruppo dirigente di questo partito — e di far piazza pulita per poter ripartire. Non votero' il PD per spirito di servizio verso l'idea che il PD aveva in se' — e che gli attuali leader hanno dilapidato e demolito. Spero che di loro non resti in piedi nessuno — e che nello spazio vuoto si possa cominciare a ricostruire un progetto di governo di questo paese — se non e' (come temo) troppo tardi.
Discorso diverso e' quello delle amministrative. Qui — sul terreno delle cose concrete — si deve ancora costruire la linea di difesa dal rischio della marea di destra. Scegliendo caso per caso — e cercando di non premiare troppo chi non se lo e' meritato. Nel nostro caso specifico, non votero' al primo turno delle Provinciali di Torino, perche' ne' il PD ne' Saitta mi hanno convinto nella passata amministrazione: ma se il centrosinistra non vincera' al primo turno non gli faro' mancare il mio voto al ballottaggio. Se fossi a Firenze pero', di fronte alla candidatura del "nuovo" Matteo Renzi, un pensierino a votare per Valdo Spini lo farei.
Il referendum, infine: sono contrario alla pratica di far mancare il quorum per liberarsi dei quesiti elettorali indigesti. D'altronde sono convinto che la riforma che uscirebbe da una vittoria dei si' sarebbe perfino peggiore dell'attuale grottesco sistema elettorale. E trovo che tra le colpe del PD ci sia anche quella di aver scriteriatamente appoggiato un referendum dai contenuti pericolosi solo perche' si spera di gettare scompiglio nel campo avverso. Percio' devo ancora decidere se rifiutare la scheda o votare no. Ma anche di questo il gruppo dirigente del PD porta responsabilita' precise.

* Ovviamente degli aracnidi e dei baciapile variamente assortiti non val nemmeno la pena di parlare. Sono il nemico — e basta. E dico il nemico, non l'avversario.

** Sarebbe stato troppo bello — scopro che Rutelli ha parlato — per affermare ancora una volta una posizione incompatibile con quella della maggioranza del partito — e tanto per cambiare una posizione stupida e sbagliata.

*** No, per quegli altri pezzi e bocconi di sinistra non posso proprio votare. Non mi piacevano prima, non mi piacciono adesso — e trovo davvero surreale la loro capacita' di dividersi su cose che forse non capiscono nemmeno piu' loro — almeno si dividessero per le poltrone, ma nemmeno quelle prenderanno — vanitas vanitatum.

P. S. Gia' che avete letto il mio pippone fin quaggiu', leggetevi anche quel che dice MMAX, che ha piu' dubbi di me, ma mi sembra orientato grosso modo alla stessa maniera.

1 Commento a “Opzione zero”

  1. restodelmondo ha scritto il 4 giugno 2009 alle 9:43 am

    Io preferisco annullare alla scheda bianca, chiamami malfidente. E poi, c'è la soddisfazione di far mettere a verbale qualcosa (fosse solo "cialtroni!"). :-)

    Anche io voterei Spini. Peccato che l'unto della Binetti (esattamente, l'ha unto in una cerimonia) vincerà.

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