domenica, 22 marzo 2009
L'autismo e il Papa

Alain Juppé e' un politico di quelli di cui avremmo un sacco di bisogno in Italia: un rappresentante di quella destra laica, repubblicana e civile da cui puoi dissentire su mille cose, ma con cui c'e' un terreno etico, culturale e istituzionale comune. E' un uomo di destra, non un aracnide. E poi e' sindaco di Bordeaux, che e' una bella citta' dall'aria ben amministrata — ed e' uno dei pochi politici che tengono davvero un blog personale — uno in cui ti racconta di che cosa fa come sindaco, ma anche i libri che legge, i film che e' andato a vedere, gli aneddoti di vita quotidiana — e in cui si prende la briga di rispondere di persona ai commenti. Tutto questo per dire che Juppé e' uno che mi piace, che mi sta pure simpatico, al di la' delle differenze politiche.
Ora, Alain Juppé se l'e' presa di brutto col Papa in un'intervista a France Culture: e fin qui niente di male, anzi — ci fosse in Italia qualche politico (di destra ma non solo) sufficientemente libero dalle influenze vaticane da poter dire che "avverte un profondo disagio" per le posizioni espresse da Benedetto XVI in materia di AIDS e preservativi o per la vicenda della revoca della scomunica ai vescovi lefevriani — o da affermare che questo Papa comincia ad essere "un serio problema".
Ma Juppé ha aggiunto che Benedetto XVI "sembra vivere in una condizione di autismo totale". E qui mi e' saltata la mosca al naso. Perche' come al solito si chiama in causa l'autismo, in maniera superficiale, per associarlo a un difetto morale o a una colpa: "autismo" finisce per essere sinonimo di incapacita' di compassione, di relazione, di ascolto — e c'e' un aspetto nemmeno tanto implicito di condanna in tutto cio'. Di qui a concludere che le persone autistiche sono difettose — sono *sbagliate* — il passo e' troppo breve. La gente sa poco di autismo — e se ne fa un'idea per lo piu' dall'uso metaforico della parola. Cosi', quando incontra sulla sua strada una persona autistica *per davvero* e non per metafora, ha gia' nella testa un pregiudizio ben preciso — ha gia' implicitamente formulato un giudizio negativo. Un giudizio *morale* negativo. E si comporta di conseguenza.
E' ora di smetterla. Piu' nessuno trova socialmente accettabile dare di "mongoloide" a qualcuno per dire che non si comporta in maniera intelligente. Dare di "autistico" a chi non mostra empatia o a chi non rivela capacita' di relazione con gli altri non e' meno gratuitamente dispregiativo nei confronti degli autistici veri.
Sono solo metafore, si dira'. Ma le parole sono pietre, quando servono implicitamente a consolidare pregiudizi e stereotipi contro categorie di persone che si', sono profondamente diverse da noi, ma non sono affatto peggiori di noi — e non sono per niente "difettose".

P. S. L'ho scritto, a Juppé, commentando il suo blog. Vedremo se e che cosa risponde.

Autism and the Pope
Sorry for our few English speaking readers: my English posts have been too rare — because I discovered that blogging in a different language is a lot harder than I expected.
This time I'll try to make up, so Maddy can spare Nonna's eyes.

Alain Juppé is a former French Prime Minister (he is now the Mayor of Bordeaux) and a good blogger — one of the few politicians I know of who actually write their own blogs. Recently he has harshly criticized the Pope, among other things, because of his stances on condoms and AIDS in Africa, and because of the lifting of the excommunication of the negationist bishop Williamson. Juppé's thesis (which I find absolutely correct) is that the Pope is severing the Church from the needs and the beliefs of the society, and even of many Catholics.
But to stress his argument, Juppé said that the Pope "seems to be living in a condition of complete autism". Here we go again: "autism" is used as a metaphor of a negative moral stance, an inherently despicable contempt of human relationships and of empathy. I believe this use of language helps consolidating prejudice against autistic people, and it fosters the misconception that autistics are "wrong" and "defective" — and that they should be changed in something else if they are to be accepted by other people. I feel that this should not be tolerated: no decent person would find acceptable to use "Down" as an insulting word for someone not bright enough. Why is autism different?
(Alain Juppé's blogpost on the reactions to his interview is here: I commented on it, hoping to bring up some reactions. To date, nothing happened.)

5 Commenti a “L'autismo e il Papa”

  1. VAB ha scritto il 23 marzo 2009 alle 12:40 am

    Ben detto!

  2. Maddy ha scritto il 23 marzo 2009 alle 3:28 am

    I am sufficiently intrigued but linguistically challenged so I've printed it out [extra large font] for Nonna to give me a translation – then I'll get back to you.
    Cheers

  3. restodelmondo ha scritto il 23 marzo 2009 alle 6:26 pm

    [English tranlsation below] D'altra parte si dice "e' *sordo* alle richieste di…". Anche se i sordi comunicano tra loro e con il mondo.

    Poi, beninteso, io mi incavolo come una jena tutte le volte che qualcuno usa "maniaco-depressivo" alla cavolo, dato che lo sono fuor di metafora.

    [English] On the other hand, you can say (at least in Italian) that somebody "is deaf to somebody's pleas". Even if there is sign language.

    But, of course, I am the first to get quite angry every time somebody babbles about "bipolars" or "manic depressives" – being one of the bunch, and not figuratively speaking.

  4. restodelmondo ha scritto il 23 marzo 2009 alle 6:30 pm

    (Postilla. Mi considero "difettosa", dato che sono bipolare? Si' e no. Ma in parte si': passare dei giorni a letto cercando di non suicidarmi non e' esattamente la mia definizione di "sano".)

    (PS: Do I consider myself "defective", since I am bipolar? Yes and no. But partially yes: I have spent days in bed just trying not to kill myself, and that does not fall into the "healthy" column in my book.)

  5. Maddy ha scritto il 23 marzo 2009 alle 10:01 pm

    Horray! Well for the translation really. My eldest daughter worked with a non-profit in Mozambique to teach Aides Awareness to teachers so that they could spread the word. I also heard abject criticism of the pope this morning on the radio on both NPR [USA] and the BBC [BBC!]

    Before I started blogging I did a lot of lurking. The scientific results of my lurking indicated that the words 'autistic' and 'autism' were bandied about in a very casual manner and were generally used as a kind of shorthand. Whilst I think I was guilty of that kind of thing as a youngster there's nothing like a smidge of education and enlightenment here and there to make all the difference, I hope.
    Best wishes

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