martedì, 10 febbraio 2009
Enten Eller
Nelle categorie: Laicita'/Religione — Scritto dal Ratto alle 12:22 am

"Onestamente non posso proprio condividere l’ultima parte; significherebbe accettare che tutti gli immigrati vanno incolpati per ciò che fa una parte di loro, che tutti i partigiani vanno condannati per gli errori di alcuni di loro, che tutti gli italiani vanno considerati mafiosi perché la mafia è molto potente e così via."

(Silver Drake, su questo mio post)

Credo che i paragoni d Silver Drake non reggano perche' essere cattolici e' una scelta — ed e' una scelta in cui e' implicata l'adesione al magistero della gerarchia. Quindi, se vuoi essere un buon cattolico devi aderire a cio' che dicono Ratzinger e i suoi. Il che significa, per esempio, essere favorevole a una legge che impone a me, non cattolico, l'alimentazione forzata se vado in coma, indipendentemente dalla mia volonta'. Se una prospettiva simile ti schifa, basta rinunciare a essere cattolico: e' facile e (per ora) non ti bruciano se lo fai. Evangelicamente: "Sia il vostro parlare si' si', no no: quel che e' di piu' viene dal demonio".
Nessuno ti obbliga ad essere cattolico. Ma se lo sei, non venire a raccontarmi la balla del cattolico buono, di quello che non condivide certi eccessi ecc. ecc. — hai *scelto* di stare in una chiesa che mi fa la guerra — sei mio nemico comunque.

6 Commenti a “Enten Eller”

  1. farfintadiesseresani ha scritto il 10 febbraio 2009 alle 8:18 am

    > "se vuoi essere un buon cattolico devi aderire a cio' che dicono Ratzinger e i suoi"

    Partendo da una premessa sbagliata, il tuo sillogismo conclude erroneamente.

  2. Angelo ha scritto il 10 febbraio 2009 alle 1:27 pm

    @farfinta: ammetto, la formulazione e' frettolosa e imprecisa — era mezzanotte e mezza e avevo ancora da scrivere un documento di lavoro. Provero' ad argomentare meglio in un altro momento — ma il succo e' questo: aderire alla chiesa cattolica e' un atto assolutamente libero e volontario. Questo atto implica, me lo concederai, un livello di condivisione di cio' che la chiesa insegna e predica. Se trovi moralmente tollerabile — o non tanto importante — o perfino condivisibile cio' che la chiesa oggi insegna predica e fa — soprattutto nel rapporto con chi cattolico non e' — allora sei mio nemico. Se non lo trovi moralmente tollerabile — allora hai due opzioni: a. rompi con la chiesa cattolica; b. ci resti dentro e allora sei — dal mio punto di vista — oggettivamente complice — e sei mio nemico.
    Anche escludendo la questione del magistero, che pure e' importante, ma su cui non ho proprio tempo per discutere, sempre li' si spunta: se quello che sta facendo la chiesa non ti pare abbastanza ripugnante sul piano etico da impedirti di starci dentro — allora sei complice — e sei *personalmente* corresponsabile.

    P. S. Dimenticavo: il mio ragionamento non ha a che fare con la fede — sia chiaro: per la dimensione religiosa ho *comunque* un assoluto rispetto. Ha a che fare con l'istituzione. Sospetto perfino (ma non mi ci avventuro, perche' la dimensione cristiana non mi appartiene piu' da tempo) che una piena fedelta' all'Evangelo sia difficilmente compatibile oggi con l'appartenenza alla chiesa cattolica come istituzione. A me pare uno di quei momenti in cui la coerenza del credente — e la sua testimonianza — dovrebbero portare a una rottura, a una discontinuita' — l'alternativa e' acquiescenza e complicita'.

  3. Gianni ha scritto il 10 febbraio 2009 alle 2:09 pm

    Infatti è il motivo per cui ho chiesto di non fare più parte della "chiesa cattolica apostolica romana" con la richiesta di sbattezzo, anche se poi rimane un atto puramente formale, perché poi quello che conta è la convinzione personale.
    Gianni

  4. restodelmondo ha scritto il 11 febbraio 2009 alle 8:52 pm

    Non penso che qualcuno scelga la propria fede. Quanto al scegliere la propria appartenenza religiosa, è in parte un atto volontario ma in parte non so quanto lo sia – dal momento che è una conseguenza della fede.

    Per quanto stia fumando di rabbia contro la Chiesa Cattolica, quindi, non so se essere nemica dei cattolici. Soprattutto considerato che ce ne sono che lottano per renderla più aperta (e, soprattutto con questa gerarchia, hanno bisogno del nostro sostegno).

  5. Angelo ha scritto il 11 febbraio 2009 alle 9:54 pm

    @RdM: posso farti una domanda per assurdo? Ma se fosse stata la *tua* chiesa ad assumere (non una volta — ripetutamente e costantemente, per anni e con sempre maggiore virulenza) le posizioni assunte da Roma con gli ultimi pontificati — se avesse dato di assassine alle donne che abortiscono — se avesse proclamato che la libera espressione della propria identita' di genere *non* e' un diritto — ecc. ecc., tu ci staresti ancora, in quella chiesa?
    Non dico che non sia una sofferenza separarsi dalla propria comunita' di credenti. Non dico che non sia anche sul piano della fede una lacerazione terribile. Ma ci sono momenti in cui rompere una contiguita' e' moralmente necessario.

    E ci sono momenti in cui io mi sento di esigere una scelta di campo da chi ho di fronte, per sapere se porta acqua al mio nemico o no.

    Si', al mio nemico. Forse la cosa piu' importante che mi allontana da tutte le confessioni cristiane e' che non credo nel perdono. Non lo chiedo per me, non lo riconosco agli altri. La responsabilita' e' irrevocabile. Se qualcuno si comporta da mio nemico — allora lo considero tale — e lo tratto come tale.

  6. restodelmondo ha scritto il 15 febbraio 2009 alle 6:17 pm

    Angelo: Io probabilmente me ne sarei andata, e avrei anche cercato di portare via con me altri.

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