giovedì, 16 ottobre 2008
Il Presidente del Consiglio sostiene che il tempo pieno nella scuola italiana verra' "confermato dove c'era" e "incrementato" di circa il 50-60% perche' ci saranno "piu' insegnanti a disposizione", dopo la decisione del governo di tornare al maestro unico. Il presidente del Consiglio e' intervenuto, durante la conferenza stampa al termine del Consiglio europeo, per "tranquillizzare le madri in piazza con cartelli dove c'e' scritto il contrario della realta'" (cosi' Repubblica).
Questo fa pensare che — nell'interpretazione di Berlusconi — non ci saranno contrazioni di organico sulle cattedre a seguito del combinato disposto dell'art. 64 del DL 112/08, cosi' come convertito con la legge 133/2008 e del decreto cosiddetto Gelmini in corso di conversione in Parlamento. Semplicemente i risparmi di personale derivanti dalla scelta del maestro unico dovrebbero essere "dirottati" a coprire le maggiori esigenze di tempo prolungato nella scuola primaria. Se cosi' fosse, l'impostazione sarebbe forse discutibile, ma avrebbe se non altro il pregio di venire incontro a un bisogno diffuso.
Peccato le norme dicano tutt'altro, signor Presidente. Il decreto Gelmini infatti, all'art. 4, dichiara che la costituzione di classi con maestro unico e' "nell'ambito degli obiettivi di contenimento di cui all'articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112". Cioe', detto in italiano corrente, la scelta del maestro unico serve a risparmiare soldi, come richiesto dall'art. 64 del decreto 112/2008. Quanti soldi? "Dall'attuazione dei commi 1, 2, 3, e 4 [quello che prevede la riorganizzazione ordinamentale e didattica della scuola primaria, tra le altre misure, NdRatto] del presente articolo, devono derivare per il bilancio dello Stato economie lorde di spesa, non inferiori a 456 milioni di euro per l'anno 2009, a 1.650 milioni di euro per l'anno 2010, a 2.538 milioni di euro per l'anno 2011 e a 3.188 milioni di euro a decorrere dall'anno 2012"; il che — facendo il conto della serva — fa grosso modo otto miliardi di euro in quattro anni.
Sono curioso di sapere come pensano il Presidente del Consiglio e il suo Ministro della Pubblica Istruzione di incrementare il tempo pieno del 50-60% e nello stesso tempo di usare i tagli di personale docente per risparmiare otto miliardi di euro. Sono *davvero* curioso. Ma che facciano numeri chiari e precisi. Ci dicano quanti insegnanti andranno a coprire le esigenze di tempo pieno e da dove raschieranno gli otto miliardi. Altrimenti dovremo concludere o che mentono o che non sanno far di conto.
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