Per tutti quelli che vorrebbero curare l'autismo:
So if a person with asthma, a person with epilepsy, a person with diabetes, etc. were cured of their conditions, they would probably be a lot happier and essentially be the same person with the same personality and the same friends and all that.
If I didn’t have autism anymore….I don’t know who I would be. That is a scary thought, really. I don’t know if I would like the same things, read the same books, even be married to my husband, have the same relationships with my family. What would I be doing without autism? I could be leading a completely different life.

(da Infinite Diversities)



lunedì, 29 settembre 2008
Castagne d'India
Nelle categorie: It, Nel paese dei Bogia-Nen, Quel che resta — Scritto dal Ratto alle 1:08 pm


Io le ho sempre trovate bellissime da guardare e da toccare — e da bambino le raccoglievo con entusiasmo sui viali di Torino — salvo che poi non sapevo come giocarci, si prestavano poco a qualunque uso (troppo irregolari per fare da biglie, troppo deperibili per tesaurizzarle e basta, sarebbero state ideali come proiettili per la fionda, ma una fionda non sono mai riuscito ad averla) — e mi e' rimasta addosso questa duplice sensazione, di entusiasmo e di frustrazione.

(It, che non si fa problemi se non ha una fionda, trova che siano perfette da lanciare nelle fontane — e perfino nelle pozzanghere)


sabato, 27 settembre 2008
The Fabulous Paul Newman
Nelle categorie: Cinema e TV, It — Scritto dal Ratto alle 4:40 pm

Lo so, Paul Newman ha fatto cose molto piu' importanti che dare la sua voce invecchiata e vetrosa — bellissima — a Doc Hudson in Cars. Ma per noi, grazie alla passione di It, e' diventato una presenza quotidiana e familiare — e la voce di Doc continuera' a lungo ad essere ben viva — e amata — nella nostra casa.


mercoledì, 24 settembre 2008
"Capire cognitivamente, capire in modo esperienziale"
Nelle categorie: English digest, It, Ma vaffanculo!, Pipponi, Roba da autistici — Scritto dal Ratto alle 4:07 pm

No, il gergo del titolo non e' mio — ma c'e' chi lo usa, come vedrete.

Tuttoscienze de La Stampa di oggi pubblica un'intervista a Giacomo Rizzolatti, a firma di Gabriele Beccaria. Gia' il titolo mi ha fatto fare un salto sulla sedia: "I bimbi autistici non si specchiano". Caspita, It si specchia eccome, trova lo specchio della camera un gioco splendido, soprattutto quando ci si guarda mentre fa i salti sul letto. E non solo si specchia: si riconosce nelle fotografie — e gli piace. Poi ho capito: e' colpa del titolista, che non sa che tra uno specchio e i neuroni-specchio, oggetto dell'articolo, c'e' lo stesso rapporto che passa tra un paniere di vimini e il paniere dell'ISTAT*. Vabbe' — mica si puo' pretendere che i titolisti capiscano quello che c'e' scritto negli articoli. E allora sono andato avanti a leggere.
Frase di apertura: "Si trovera' una cura per l'autismo?". Cominciamo male. L'autismo non e' una malattia, come l'influenza o come il vaiolo. E' una condizione genetica, una diversa conformazione del cervello (a cominciare dalla presenza o meno dei "neuroni-specchio"). Quindi e' una caratteristica di una persona, non diversamente dal colore degli occhi o dei capelli, dalla statura o dalla predisposizione alla calvizie. Parlare di cura e di guarigione non solo non ha senso, ma porta sulla strada sbagliata. Quello di cui persone come It hanno bisogno e' innanzi tutto rispetto per la loro diversita' — e capacita' da parte di tutti di valorizzare i tratti positivi di quella diversita'. E poi, certo, strumenti di sostegno e di aiuto per le difficolta' che essere autistici si porta dietro: soprattutto nel campo della comunicazione. Imparare a comunicare per i nostri figli e' una sfida, forse la sfida piu' grande — e li' si' che c'e' bisogno di interventi, di lavoro, di competenze, di tecniche. Imparare a gestire le relazioni sociali, le regole sottintese che governano i rapporti fra persone e gruppi: e anche qui c'e' bisogno di metodi per insegnare, per far capire, per rendere padroneggiabili situazioni che per una persona autistica possono essere assai disorientanti. Di questo abbiamo bisogno, noi genitori e i nostri figli. Di una "cura" che faccia sparire l'autismo — cioe' che faccia sparire un tratto caratteristico di quello che i nostri figli sono — beh, sinceramente non sappiamo che fare.
Vado avanti: "Questi bambini… capiscono cognitivamente che cosa fa una persona, ma non sono in grado di capirlo in modo esperienziale. Per esempio, guardano un individuo che afferra un bicchiere, ma dentro di loro non riescono a ricreare la formula motoria di quel gesto.". Per come conosco nostro figlio, questo e' semplicemente falso. Il punto se mai e' che i suoi interessi divergono da quelli comuni — e quindi la sua attenzione non va necessariamente alle cose che paiono importanti *a me*. Ma per quelle che paiono importanti *a lui* ha una singolare capacita' non soltanto di imparare, ma di progettare, di studiare e risolvere problemi — di agire in maniera tale da raggiungere i suoi obiettivi. E quindi evidentemente di "fare esperienza" dei pezzi di mondo che gli interessano. E' chiaro che anche questo pone una sfida educativa: ci sono centinaia di cose che a It non interessano e che deve comunque imparare a fare e a gestire, e per le quali bisogna trovare i canali — spesso oscuri — che accendano una sua risposta. Ma pensare che alle persone autistiche manchi una forma di esperienza/esperimento della realta' significa non aver mai tentato di capirne una.
Ancora: "Lei … studia la loro [degli autistici, NdRatto] incapacita' di provare emozioni. Giusto?" "E' un'incapacita' enorme. Ora si deve cercare un modo per far capire loro che cosa sono le emozioni.". Beh, dopo aver letto questa roba sono andato a prendere It a scuola e gli ho fatto un po' di foto sulla via di casa: ditemi se secondo voi questo e' un bambino incapace di provare emozioni:

It si è accorto che volevo fargli delle foto e mi prende in giro scappando e facendomi le pernacchie

Ora — io non metto in dubbio l'autorevolezza di Rizzolatti come ricercatore, ne' l'importanza delle sue scoperte. Ho anche l'impressione che una parte delle stronzate (pardon, "affermazioni discutibili") espresse nel testo siano piu' frutto di sciatteria dell'articolista (pardon, "sintesi giornalistica") che dell'effettivo pensiero dello scienziato. Tuttavia e' difficile sfuggire alla sensazione che in queste ricerche ci sia un sacco di scienza ("capiscono cognitivamente") e nessuna conoscenza delle persone reali che stanno dietro l'etichetta di autismo ("non sono in grado di capirlo in modo esperienziale"). Peccato per loro, non sanno che cosa si perdono. Mio figlio, con tutto il suo autismo, e in parte probabilmente proprio *per il suo autismo*, e' un bambino eccezionale — e varrebbe la pena di conoscerlo, prima di avventurarsi a dire che non sa fare esperienza del mondo o non capisce le emozioni.

Il prof. Rizzolatti partecipera' il 26 settembre a Torino al convegno "Cervello, Cultura e Comportamento Sociale", organizzato dalla Fondazione Rosselli, con una relazione sul tema "Neuroni specchio e cognizione sociale".

* Viene voglia di osservare che non riconoscere le metafore e' un tipico comportamento ascritto alle persone autistiche…

Sorry, English digest to follow as soon as I manage.


domenica, 21 settembre 2008
Passeggiata serale
Nelle categorie: Curiosando e andando in giro, Nel paese dei Bogia-Nen — Scritto dal Ratto alle 11:16 pm


Stiamo prendendo possesso della nostra nuova citta'.


venerdì, 19 settembre 2008
Intervista a Black Cat
Nelle categorie: Di(ver)s(e)abilita', Roba da autistici — Scritto dal Ratto alle 3:40 pm

Copio e incollo dal videoblog di Claudio Messora una bella intervista a Black Cat, sulla vicenda di suo figlio al Carrefour di Assago:


Il Papa: Pio XII difese gli ebrei (La Stampa)
In Toscana si aggiungerebbe "E Gesu' Cristo e' morto dal sonno"



giovedì, 18 settembre 2008
Che palle l'IKEA!
Nelle categorie: Di(ver)s(e)abilita', English digest, It, Quel che resta — Scritto dal Ratto alle 7:54 pm

(che non e' un insulto — anzi)

Come capita durante i traslochi delle famiglie non troppo provviste di quattrini, la Rat-Family ha fatto il solco sulla via dell'IKEA per arredare la nuova casa. E li', tra code multiple, sgomitate nella folla, ricerche affannose in magazzino, assegni staccati e polpette svedesi, It ha scoperto il "Paradiso dei Bambini", ovvero il baby-parking e la sua vasca con le palline gialle e blu. Per un po' di volte abbiamo cercato di dissuaderlo, temendo che potesse essere difficile da gestire e da controllare in quelle condizioni. Ieri pero' ci siamo fatti coraggio, abbiamo spiegato la situazione e la condizione di It alla gentilissima animatrice del baby-park, in modo che sapesse come comportarsi — e lo abbiamo messo a sguazzare felice tra le palle dell'IKEA. Risultato: un'ora di assoluto divertimento, in cui It ha finito per farsi imitare da un paio di bambini presenti (saltelli e sfarfallamenti autistici compresi!) — e in cui e' risultato decisamente meno scatenato e incontrollabile dei piccoli neurotipici presenti. Con un'attenzione discreta e gentile delle animatrici, evidentemente ben istruite sull'accoglienza dei bambini con bisogni speciali — a dimostrazione del fatto che si puo' evitare abbastanza facilmente di creare situazioni discriminatorie. Capito, signori di Carrefour?

P. S. Per quanto riguarda la vicenda raccontata da Black Cat, restiamo in attesa di vedere quali azioni positive assumera' Carrefour per rimediare: a noi due parole di scuse non bastano. Proprio perche' ci e' chiaro che e' *assolutamente possibile* non discriminare.

IKEA has balls
As it often happens to not-too-well-off families, moving to a new house means to make endless trips at the nearest IKEA store to buy new furniture. In this process, It discovered the wonders of IKEA's baby parking — and insisted to be allowed to go in. We were reluctant at first, because we feared he would not be controllable in that kind of situation. At last we gave in: we explained our son's condition to the lady at the baby parking, she was very concerned and welcoming — and off he went to play with the yellow and blue balls in the pool. End of story: one full hour of great amusement — and he even taught some other boys a few distinctive autistic jumps and hand-flappings. All in all, our It has not been more difficult to control or more restless than any NT kid. The people fron IKEA have been caring, discreet and attentive — which demonstrates that it *is* possible for a big retail store to create non discriminatory conditions for children with special needs. Just what Carrefour did not do on this occasion (*).
(*) Answering a request from HJ, let me try to summarize what happened at the Assago (Milan) Carrefour supermarket. During the local date of the "Disney Cars Tour", Black Cat took his (autistic) son to see the show and to get some photos with the characters from the movie. As the boy was not quick and responsive enough to adapt to the photographers requests, he has been uncerimoniously shoved away from the photo booth ("Move on, we can't wait for you — we've no time to spare — just go away!"). When his mom protested, a clerk from Carrefour snapped back: "But if he's not normal, why do you take him among the people?".
Black Cat wrote a protest e-mail to Carrefour and published it on her blog, prompting a mass reaction from the Italian blogosphere (over 700 comments and 250 posts so far). Carrefour has replied with some (IMO) lame and vague apologies — and a phone call. Still waiting for further developments: in the meanwhile, we've stopped shopping at the local Carrefour store.


Black Cat ha ricevutoThe phone call da Carrefour



lunedì, 15 settembre 2008
Primo giorno di scuola
Nelle categorie: Quel che resta — Scritto dal Ratto alle 10:19 pm

Domani mia figlia grande, Sara, inizia il liceo. Lo ammetto, sono emozionato io per lei — forse piu' di lei.
Anche It inizia l'inserimento nella nuova scuola torinese — che ci pare bellissima — e che sembra piacergli tanto.

Crescono, crescono. In bellezza (e saggezza?). ;-)


lunedì, 15 settembre 2008
Ci scrive Carrefour
Nelle categorie: Di(ver)s(e)abilita', Roba da autistici — Scritto dal Ratto alle 9:05 pm

Riceviamo dal Servizio Clienti di Carrefour:

Buongiorno.
Il Gruppo Carrefour Italia è profondamente sorpreso e sinceramente dispiaciuto dell’accaduto riferito dalla Signora, fatto che non rientra assolutamente nelle nostre filosofie e nei comportamenti dei nostri collaboratori.
Non possiamo che confermare che il nostro costante impegno è rivolto alla soddisfazione dei nostri Clienti, al totale rispetto delle loro esigenze ed aspettative, dai più piccoli ai più grandi.
L’etica è alla base della nostra attività e condizione imprescindibile del comportamento dei nostri collaboratori.
Il tour Disney Cars, realizzato presso il Carrefour di Assago e programmato in altri ipermercati della nostra rete che ne fanno da cornice, rientra pienamente in questo nostro impegno: abbiamo voluto offrire ai bambini ed alle loro famiglie un momento di divertimento.
Affinché i piccoli frequentatori degli ipermercati potessero vivere per un attimo dentro la “favola”, l’organizzazione è stata curata nei minimi dettagli, anche attraverso l’ausilio di società esterne. Tutte le persone coinvolte sono state adeguatamente selezionate ed informate circa la filosofia aziendale ed i comportamenti necessari.
Abbiamo preso contatto con la Signora con la volontà di approfondire l’accaduto affinché ogni responsabilità accertata venga punita con il massimo rigore.
Ci auguriamo peraltro che un singolo sfortunato episodio non pregiudichi il rapporto di fiducia che siamo riusciti a costruire con le migliaia di Clienti che ogni giorno frequentano i nostri punti di vendita e che ci scelgono anche per i valori che contraddistinguono la nostra insegna.
Molti cordiali saluti
Gruppo Carrefour Italia

Per il momento ci sembrano chiacchiere. Vedremo che cosa faranno di concreto questi signori per dimostrare che "l'etica e' alla base delle loro attivita'" eccetera eccetera. Una letterina generica e' un po' poco per cambiare idea sul loro conto.


domenica, 14 settembre 2008
Cars, il supermercato e la discriminazione
Nelle categorie: Di(ver)s(e)abilita', English digest, It, Roba da autistici — Scritto dal Ratto alle 5:59 pm

Cars — per ragioni che solo in parte mi sono chiare — a quanto pare piace un sacco ai bambini autistici.
Immaginate che cosa vuol dire, per questi bambini, poter vedere *dal vivo* i loro eroi, grazie al tour promozionale che Carrefour ha organizzato in Italia in questi giorni.
Noi, presi dal trasloco, non ce l'abbiamo fatta. Per fortuna. Perche' un altro bambino autistico e' stato trattato in maniera vergognosa e intollerabile nella tappa di ieri del tour — la sua mamma lo racconta qui. Andatevelo a leggere, quel post, linkatelo, parlatene, protestate con Carrefour — non lasciate che una cosa del genere non faccia notizia.
Per quanto ci riguarda, quella catena di supermercati e' stata cancellata dalla carta geografica. Non ci metteremo mai piu' piede — non ci spenderemo piu' un centesimo. Se lo fate anche voi, se chiedete ad altri di farlo, forse servira' a qualcosa.

Cars, the supermarket and discrimination
Cars, the animation picture from Pixar, seems to be a favourite among autistic kids, including our son. So, just think of the excitement when they can meet their heroes face to face, just as it's happening here in Italy in these days, thanks to a promotional tour organized by a leading supermarket chain, Carrefour. We didn't take It there, as we are still struggling with crates and boxes. We've been lucky. Because one autistic boy has been badly mistreated and discriminated at one stop of the tour, yesterday: his mom tells the story here. Please, take the time to read that post, link it, voice your indignation, just don't leave this indignity go unnoticed. One specific request to our American readers: help us reach the owners of the Cars trademark, in order to let them know what happened.
Obviously, we decided to boycott those supermarkets — and we hope many Italians will do the same. Hope it helps…


sabato, 13 settembre 2008
Post smaccatamente di destra che la destra fingera' di non capire
Nelle categorie: Politica e altre indignazioni — Scritto dal Ratto alle 1:51 am

Non sono giornate adatte a scrivere sul blog, queste: in questo momento stanno montando la cucina e tagliano un piano con la sega elettrica a due metri dal mio portatile — tanto per capirci. Quindi mi sono lasciato scappare diverse cose che avrei voluto dire.
Questo bel post di Floria pero' mi spinge a dire la mia sulle dichiarazioni di La Russa sui "combattenti della RSI". Che e' molto semplice — e, come scrivevo nel titolo, smaccatamente di destra.
Io all'onore militare ci credo. E l'onore militare e' quella cosa che ti porta a rispettare una bandiera e un giuramento, anche a costo della vita. I militari italiani avevano giurato fedelta' al Re. Al momento dell'armistizio, quel giuramento imponeva loro di accettare le decisioni del governo legittimo del loro paese, indipendentemente dalle loro personali convinzioni. Fu cio' che fece la Regia Marina praticamente al completo, quando salpo' alla volta di Malta — nonostante l'internamento fosse la piu' ingloriosa e la piu' amara delle fini. Uomini come Carlo Fecia di Cossato pagarono con la vita il contrasto tra la loro personale visione del mondo e la fedelta' al giuramento.
Della piu' o meno grande (e comunque mal riposta) buona fede degli altri che aderirono a Salo' si puo' forse discutere. Ma quei soldati che aderirono alla Repubblica Sociale — molto semplicemente — sono venuti meno al loro giuramento di fedelta' al Re: una cosa che si chiama alto tradimento, sedizione e intelligenza col nemico. Che un Ministro della Difesa possa in qualunque misura passare sopra a questo semplice fatto — e proporre di equiparare quei soldati traditori agli altri combattenti — e' un'enormita' ancora piu' indecente se viene da un uomo di destra.


mercoledì, 10 settembre 2008
Nelle categorie: Quel che resta — Scritto dal Ratto alle 1:07 am

(siamo ancora vivi — tra uno scatolone e l'altro)


domenica, 7 settembre 2008
Progress Report (6)
Nelle categorie: Nel paese dei Bogia-Nen, Quel che resta — Scritto dal Ratto alle 3:34 pm

Prende forma, un po' per volta.
Meno uno!


sabato, 6 settembre 2008
Progress Report (5)
Nelle categorie: Nel paese dei Bogia-Nen, Quel che resta — Scritto dal Ratto alle 5:39 pm


Casa nuova, in tempo reale.
Meno due. Ce la facciamo.


venerdì, 5 settembre 2008
Progress Report (4)
Nelle categorie: Nel paese dei Bogia-Nen, Quel che resta — Scritto dal Ratto alle 7:50 pm

Lo skyline del nostro vecchio soggiorno, oggi pomeriggio.
Meno tre…


venerdì, 5 settembre 2008
Il cane e' autistico perche' ha dei padroni frigorifero?
Nelle categorie: English digest, Ma vaffanculo!, Roba da autistici — Scritto dal Ratto alle 2:33 pm

Articoli come questo della Stampa, oltre a rivelare una drammatica carenza di notizie da pubblicare, rivelano anche i preconcetti e la disinformazione di chi scrive. Dopo il trasloco trovero' il tempo di spiegare. Per ora basti questo: l'autismo non e' un disturbo psichico, che si ingenera, negli uomini o nei cani, come reazione a qualche forma di maltrattamento. Lasciare intendere il contrario, anche in un articoletto estivo sugli animali, e' far male a migliaia di famiglie.

The Italian newspaper La Stampa has published an article about a dog, apparently showing "autism" symptoms because of the cold, oppressive behaviour of its owners. It seems that the theory of the "refrigerator mother", luckily banned from the medical scene, is still popular among journalists… (more after we're through with the move…)


mercoledì, 3 settembre 2008
What A Little Moonlight Stress Can Do
Nelle categorie: English digest, It — Scritto dal Ratto alle 1:17 am

In questi giorni, con la casa in via di smantellamento e tutte le routine scombussolate dal trasloco, It e' comprensibilmente nervoso e ansioso. Dorme poco, a meta' della notte si alza e viene nel nostro letto — in cui si agita per ore tenendo tutti clamorosamente svegli –, mangia irregolarmente, e cosi' via. Ce lo aspettavamo, come ci aspettiamo che i primi tempi nella nuova casa e nella nuova citta' non saranno facili.
Pero' ieri sera, durante la sua passeggiata per le vie del centro della nostra cittadina, It — che normalmente e' molto cauto nei confronti dei suoi coetanei — si e' avvicinato a un gruppetto di bambini che giocavano a rincorrersi e ha giocato con loro, sia pure solo per qualche istante e con tutte le ovvie difficolta' di comunicazione. Un progresso tanto improvviso quanto importante — e non ho idea di quanto sia un'acquisizione definitiva o un semplice episodio. Ma intanto e' successo, ed e' successo proprio in un momento di stress, in cui il nostro It dovrebbe essere piu' portato a chiudersi e ad assumere atteggiamenti difensivi. Che a volte non sia proprio male turbare degli equilibri?

English digest to follow after we've moved into the new house.


martedì, 2 settembre 2008
Progress Report (3)
Nelle categorie: Nel paese dei Bogia-Nen, Quel che resta — Scritto dal Ratto alle 8:50 pm

WiFi area…
Meno sei.


lunedì, 1 settembre 2008
Progress Report (2)
Nelle categorie: Nel paese dei Bogia-Nen, Quel che resta — Scritto dal Ratto alle 1:32 am

A volte ritornano:

Meno sette — no facciamo sette e mezzo, che gli scatoloni sono di ieri e cosi' mi sento un po' meno con l'acqua alla gola.


Cloridrato di sviluppina con la solita fulminante cattiveria


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