mercoledì, 7 maggio 2008
Right or wrong my country?
Nelle categorie: Emigrare?, Pipponi, Politica e altre indignazioni, Umori e malumori — Scritto dal Ratto alle 10:09 am

Come promesso, provo a rispondere a Paolo Bizzarri. Temo che potrei scrivere un libro — non riesco nemmeno a mettere in fila gli argomenti — percio' provo ad andare per punti (e a puntate, se no viene un'enciclopedia invece di un post).

Uno. Anche io odio l'idea di un'Italia senza speranza — la odio tanto piu' perche' le scelte personali e professionali che abbiamo fatto anni addietro implicavano la *decisione* di restare, la *scommessa* che di questo paese si potesse fare qualcosa di buono — e il risultato e' che la Rat-family e' un prodotto drammaticamente poco esportabile sul mercato del lavoro europeo. La odio perche' e' una sconfitta personale — perche' io ci ho provato, magari sbagliando, magari facendo solo peggio — ma ci ho messo anni della mia vita a tentare di lavorare perche' l'Italia somigliasse almeno un po' a un paese decente. La odio perche' per tanti versi amo l'Italia — i luoghi, la lingua, il cibo, la luce (tutte quelle cose che piacciono agli stranieri — e forse non e' un caso).
Ma trovo che il paragone con Gagnano non sia calzante. Perche' non e' il degrado materiale quello che mi spaventa e che mi fa sentire terribilmente fuori posto, in questo paese. Certo, quello preoccupa per molti motivi, ma e' figlio di un degrado ben peggiore, di un degrado della convivenza, della decenza quotidiana della vita associata — ben prima che della politica. Questo e' un paese in cui i massacratori di Verona hanno trovato un humus complice e comprensivo nelle famiglie, nelle comunita', nelle compagne di scuola che oggi — intervistate alla tv — dicono che gli assassini erano persone tanto per bene, sempre disposte ad aiutare gli altri. Questo e' un paese in cui una multa per divieto di sosta scatena un tentativo di linciaggio di massa nella piazza piu' bella e vivibile di Torino. Questo e' un paese in cui tutta la popolazione di un comunello del Canavese si coalizza contro un bambino autistico perche' considera suo padre un prepotente. Questo e' un paese in cui Alemanno puo' andare alle Fosse Ardeatine e stare senza apparente imbarazzo nella stessa formazione politica di Ciarrapico. E gli esempi potrebbero riempire pagine e pagine. Se volessi ridurre a una formula semplice, questo e' un paese dove ai diritti si preferiscono i privilegi, i doveri sono sempre e solo quelli degli altri — e nessuno risponde mai di cio' che ha fatto o detto. E' un paese di prepotenti e cialtroni. Il resto vien dietro a questa mirabile accoppiata.
Vien dietro la qualita' infima della nostra classe politica, e il cortissimo respiro delle sue proposte. Vien dietro l'incapacita' di progettare un futuro — perche' i vantaggi non arrivano subito e perche' magari l'uovo oggi sembra piu' promettente. Vien dietro la qualita' desolante dei servizi — perche' nessuno risponde della inefficienza e perche' comunque ci si arrangia per conoscenze ed amicizie ad ottenere cio' che non arriva per la via diretta. Vien dietro il circolo vizioso tristissimo di una spesa pubblica sprecona, di tasse troppo alte per chi le paga ed evase da chiunque materialmente ci riesce — e di politici che cavalcano l'evasione e parlano di ridurre la quantita', ma mai di migliorare la qualita' della spesa. Vien dietro la lagna generalizzata per i prezzi dell'energia, ma l'opposizione strenua al nucleare e ai rigassificatori. E ancora potrei andare avanti per pagine.
Per farla corta su questo punto, credo che la crisi dell'Italia sia soprattutto morale — e che l'Italia non abbia nessuna capacita' e nessun desiderio di tirarsene fuori. E' tutto sommato a suo agio nel brago, e' il suo brago — e magari se ne lagna, ma poi non e' disposta a far nulla per uscirne. Anzi. Tutto questo non ha direttamente a che fare con Berlusconi e con il risultato elettorale. E' connaturato in questo paese. Berlusconi non fa che fare appello alla pancia, agli istinti peggiori — e vince per questo. Vince perche' tendenzialmente asseconda la natura degli Italiani, avendo fatto intimamente proprio l'assunto mussoliniano per cui governarli e' non impossibile ma inutile.
Per un po' di anni ho creduto che questa situazione fosse reversibile — e che lo fosse attraverso la politica. Mi pare che ci siamo bruciati tutti i tentativi, tutti gli strumenti, tutte le formule — e che oggi siamo messi peggio, assai peggio di quando la prima repubblica e' franata sotto le tangenti. Da un paese simile, se si puo', bisogna scappare.

Nelle prossime puntate:
Due. Che cosa chiediamo a un posto, quando pensiamo di andarci a stare?
Tre. Il futuro e i nostri figli.
Quattro. Patriottismo nonostante tutto?
Cinque. E perche' allora sono ancora qui?

Continua

15 Commenti a “Right or wrong my country?”

  1. max visconti ha scritto il 13 maggio 2008 alle 1:54 pm

    ma questo humus a verona lo ha fatto lievitare Tosi in 6 mesi? da chi era amministrata la città di verona prima?

    oltre al trascurabile fatto che fin papalia ha detto che di politico non c'è traccia, solo una forte demenza.

    ricordo male o a verona certi personaggi ( leggi professor Marsiglia) si pestavano da soli… chissà da che humus proveniva quel bel tomo

  2. Angelo ha scritto il 13 maggio 2008 alle 2:29 pm

    @max visconti: tra i segni della crisi della convivenza civile metto anche, nel suo piccolo, il tuo commento — per l'abitudine di non leggere quel che c'e' scritto e di sparare comunque a difesa di una parte, che sia stata o meno attaccata — dicendo "ma anche gli altri…" — o "gli altri pero' sono peggio". Vien fatto di pensare che sia coda di paglia.
    Il mio discorso non ha a che fare con destra e sinistra — ha a che fare con un paese sempre piu' irresponsabile, cialtrone e prepotente. E irresponsabilita' cialtronaggine e prepotenza sono tra gli ingredienti del clima che ha reso l'assassinio di Verona possibile. Che poi Tosi possa esserne corresponsabile, mi interessa perfino poco.

  3. max visconti ha scritto il 13 maggio 2008 alle 5:02 pm

    io invece ho sempre messo gli sciacalli come te fra le cause del degrado di questo paese. La coda di paglia caro il mio portavoce la dimostri tu appena ti fanno notare le incongruenze del tuo dire.

    fai e fate gli sciacalli su un episodio che di politico non ha nulla ( lo ha fin detto papalia, li hai visti in faccia? e secondo te questi sono teste rasate?) e molto di alcolico ma pronti al richiamo vi pascete di carogne se queste servono al vs scopo.

    in natura ci sono gli scarabei stercorari nella società umana voi.

  4. Angelo ha scritto il 13 maggio 2008 alle 5:10 pm

    Trovo perfino divertente il commento qui sopra di Max Visconti. Per il resto, come si dice, don't feed the trolls.

  5. max visconti ha scritto il 13 maggio 2008 alle 5:13 pm

    vedo che l'hai presa bene

    in fondo i finlandesi sanno quanto bene fanno le betulle…

  6. restodelmondo ha scritto il 13 maggio 2008 alle 9:59 pm

    @Angelo: ti ho risposto, almeno in parte.

  7. Benedetto Maselli ha scritto il 14 maggio 2008 alle 2:28 am

    Ma questa crisi depressiva ti e' venuta subito dopo la caduta del governo Mortadella?
    Fino al giorno prima guardavi ancora al futuro con l'ottimismo e l'entusiasmo di chi aveva appena recitato l'orazione funebre del Berlusconismo?
    Temo di si.
    Dunque la tua e' una crisi depressiva per la sconfitta di una Sinistra che, alla fine, e' la prima responsabile dei problemi che ti affliggono, avendo essa governato, con l'eccezione recentissima del quinquennio 2001-2006, per oltre quarant'anni.
    Io capisco che la passione politica renda gli individui un po' faziosetti, ma fingere di ignorare che i problemi, per incancrenirsi nello stato attuale, devono avere avuto una lunga, lunghissima gestazione e quindi non possono essere scaricati sui poveri testicoli del Berlusca, e' di un'ipocrisia perfino disarmante.
    E l'opposizione strenua al nucleare e ai rigassificatori, per esempio, e' robetta tutta, TUTTA di sinistra.
    Tu, con il solito trucchetto della finta equidistanza, dici di non fare, oggi, un problema di Destra o di Sinistra.
    E invece lo fai perche' tra le righe di quello che scrivi si legge chiarissimo che se Alemanno onora i caduti delle Fosse Ardeatine ti viene da vomitare, ma se lo stalinista Bertinotti diventa Presidente della Camera e il comunista togliattiano della rivoluzione ungherese, Napolitano, diventa Presidente della Repubblica, tu applaudi all'avanzamento della democrazia.
    Quando e' storicamente cristallino che le responsabilita' morali di Bertinotti e di Napolitano per gli orrori del Comunismo seppeliscono con il loro volume di vergogna le responsabilita' morali di Alemanno per gli orrori del Fascismo. (E solo perche', quando Alemanno nacque, il Fascismo era caduto da 15 anni, mentre quando il Comunismo cadde, nell'1989/90, Bertinotti e Napolitano lo avevano addirittura visto nascere e germogliare, applaudendo o minimizzando tutte le sue atroci aberrazioni).

    Forse e' il caso di ricordare quella famosa battuta:
    In Italia i Fascisti si dividono in due categorie: i Fascisti e gli Antifascisti.

  8. max visconti ha scritto il 14 maggio 2008 alle 11:58 am

    sbaglio o lei signor buongiovanni è stato assessore della provincia di pisa in forza margherita?

    oltre ad incaricucci nelle regioni rosse.

    se erro nel mio dire la prego di correggermi…

  9. Angelo ha scritto il 14 maggio 2008 alle 1:11 pm

    @max visconti: certo che sono stato assessore a Pisa. E che sono stato coordinatore della Rete Telematica Regionale Toscana. Tutti fatti pubblici e ben noti, di cui per altro sono abbastanza orgoglioso — perche' sono convinto di avere, nei limiti delle mie capacita', lavorato al meglio. Tuttavia non vedo il nesso con le cose di cui qui si parla.
    @Benedetto Maselli: non c'e' peggior sordo di chi non vuol sentire. Nel mio post faccio tutto tranne che scaricare i problemi di questo paese sul solo Berlusconi. Credo che Berlusconi sia solo un sintomo. Quanto alla leggenda della sinistra che ha governato per quarant'anni — beh, beato chi ci crede.
    Una preghiera — alla fine: vi dispiacerebbe commentare su quel che ho scritto, anziche' su quel che vi fa piacere credere che io abbia scritto?
    P. S. Per essere sicuro di non esser preda di allucinazioni, mi sono riletto attentamente il mio post — e sono francamente sconcertato perche' continuo a non vedere alcun nesso tra quel che ho scritto e le risposte polemiche dei due commentatori. In Toscana si direbbe "'Ndo' vai?" — "Son cipolle"…

  10. max visconti ha scritto il 14 maggio 2008 alle 1:20 pm

    ergo una voce indipendente, una Pravda al caciucco insomma e chissà che bella linguetta pulita… che magari ha scoperto dopo 12 anni un sistemino per… finisca lei

    con quella faccia poi, vorrebbe sembrare il protagonista di Un giorno di ordinaria follia ma il risultato finale è sconcertante.

    lei vaticina di open soft e il sito è sorretto fa MS…

    a te la logica fa 2 pippe , rotfl altro che troll

    ciao compagno.

  11. Angelo ha scritto il 14 maggio 2008 alle 1:37 pm

    Oh, io pubblico — che tanto fa odiens ;-))

  12. max visconti ha scritto il 14 maggio 2008 alle 1:50 pm

    fa tanto rosicans mi sa e ti capisco pure testina di pinolo

    voce indipendente, ma sburotflllllllll

  13. restodelmondo ha scritto il 14 maggio 2008 alle 4:23 pm

    @Angelo: Dallo stile, il Benedetto Maselli è un troll che girava dalle mie parti; visto che l'ho bannato, emigra da chi linko. Nel caso, chiedo venia.

  14. Angelo ha scritto il 14 maggio 2008 alle 4:44 pm

    @rdm: a me fan perfino tenerezza, i troll. E poi dai, ereditare un troll da te e' un onore ;-)

  15. Benedetto Maselli ha scritto il 15 maggio 2008 alle 2:28 pm

    Caro Angelo,
    Grazie dell'ospitalita'.
    E grazie in anticipo per la possibilita' di replicare alla tua replica.
    La ragione della mio primo intervento era quella di tranquillizarti un po' e sollevarti dalla depressione nella quale mi sembri essere precipitato.
    Vorrei oggi provare ad allargare a te, e a chi si allinea con le tue posizioni (RestodelMondo), orizzonti che mi sembrano un po' troppo limitati.

    Questa ormai monotona e urticante litania sulla povera Italietta-mafiosa-incivile-senza-speranza-e-sempre-ultima-in-tutte-le-comparazioni-internazionali ha bisogno di una vocetta che si erga in sua difesa.
    Pensa che se stessimo a sentire Annarella, grande amica di RestodelMondo, l'Italietta sarebbe culturalmente e politicamente piu' arretrata del Kingdom of Bahrain (Arabic: مملكة البحرين ‎, Mamlakat al-Baḥrayn).

    Che sui blog si tenda a scaricare la propria personale frustrazione lo capisco.
    Che si rifiutino le altrui puntualizzazioni solo perche' stonano con questo processo di auto-consolazione mi irrita.
    A questo punto, allora, uno farebbe bene a tornare alla vecchia abitudine del diario con il lucchetto dove scrivere le sue piccole miserie quotidiane e, alla fine, chiudere con la chiavetta, spegnere la luce del comodinio e addormentarsi un po' sollevato.
    Ma se decide di andare "pubblico" allora si deve rassegnare: non alle offese e alle parolacce, certo, ma al contradditorio.

    Hai scritto:
    "La Sinistra ha governato per quarant'anni: una leggenda".
    Commento:
    Pero' dobbiamo trovarci daccordo sul punto che per quarant'anni la Destra, in ogni sua forma ed espressione, non ha governato.
    Centro-sinistra o Sinistra-centro mi sembrano essere state le connotazioni politiche dei nostri governi fino all'ostacolatissimo avvento del Centro-Destra berlusconiano.

    Tu vuoi commenti su quello che hai effettivamente scritto: Eccoli:
    Hai scritto:
    "Questo e' un paese in cui i massacratori di Verona hanno trovato un humus complice e comprensivo nelle famiglie, nelle comunita', nelle compagne di scuola che oggi — intervistate alla tv — dicono che gli assassini erano persone tanto per bene, sempre disposte ad aiutare gli altri…"
    Commento:
    Questo e' il modo di parlare di cui Travaglio ha ormai ottenuto il brevetto: "massacratori" e "humus complice e comprensivo" sono conclusioni generalizzanti che vogliono portare il lettore all'identificazione del Lombardo-Veneto con il "fascismo-leghista" emerso, secondo te, dalle recenti elezioni.
    E' un modo di associare i "fatti" con la convenienza politica delle conclusioni. E' disonesta'.
    Ed e' ipocrita fingere di ignorare che l'unica verita' che emerge da questi "fatti", dal punto di vista sociologico, e' la caratteristica nihilista della violenza fine a se stessa che domina, da ormai 25 anni, in forme ed espressioni diverse, una fetta consistente della gioventu' di tutte le societa' capitalistiche avanzate.
    La mancanza o deficienza di valori, le crisi familiari, le esclusioni, le frustrazioni metropolitane, la mancanza di obbiettivi e di ideali, l'impreparazione istituzionale ad affronatare problemi nuovi e ad interpretare i disagi giovanili, l'alcol, la droga, il consumerismo patologico etc etc. sono fenomeni cosi comuni in tutti i contesti sociali occidentali che associare il "massacro di Verona" all'humus fascista, oltre che c'entrare come i cavoli a merenda, e' anche una manifestazione patetica di infinito provincialismo.
    RestodelMondo, se non fosse faziosa e se non sorvolasse, per giustificare la sua scelta, sulla terribile situazione sociale britannica, devastata da piaghe sociali di cui in Italia, in genere, si e' ancora praticamente immuni, ti confermerebbe che i disagi giovanili, qui, da dove scrivo, sono la top priority del governo da almeno una decina d'anni e che l'esasperazione ha spinto il pazientissmo elettorato britannico ad azzerare in modo forse irreversibile le fortune elettorali del nuovo socialismo inglese, responsabile, per la stragrande maggioranza, della disperata situazione sociale in cui la nazione si trova.
    E cosi dicasi per Francia, Spagna, Germania etc etc.
    Giusto e legittimo, dunque, riflettere a lungo da parte tua sull'esigenza di emigrare per le troppe frustrazioni del vivere in Italia, ma ricordati la storiella della padella e della brace.

    Hai scritto:
    "Questo e' un paese in cui una multa per divieto di sosta scatena un tentativo di linciaggio di massa nella piazza piu' bella e vivibile di Torino…"
    Commento:
    A Londra e in Inghilterra in generale, si e' deciso di dotare i "guardiani del traffico" con micro-telecamere, microfoni infilati nella visiera del berretto e giubbetti anti-coltellata, perche' le reazioni degli automobilisti colti in divieto di sosta hanno toccato livelli di aggressione, intimidazione di stampo mafioso e abuso verbale che, se ripresi e registrati elettronicamente garantiscono il successo dell'azione legale da parte del municipio locale e servono come (modesto, molto modesto) deterrente.

    Hai scritto:
    "Per farla corta su questo punto, credo che la crisi dell'Italia sia soprattutto morale — e che l'Italia non abbia nessuna capacita' e nessun desiderio di tirarsene fuori. .."
    Commento:
    E' esattamente quello di cui discutono mediamente una volta alla settimana in accesi dibattiti televisivi esperti, politici e sociologhi sul perche' l'Inghilterra sia entrata in una crisi sociale e d'identita' da far fuggire la maggior parte delle sue forze migliori in altri Paesi anglofoni dove la vita e' piu' tranquilla, piu' sicura e assai piu' "vivibile", lontano da violenza nihilista , dal caos delle rush hours, dai giovani armati di coltello, da un'immigrazione caotica e sempre piu' socialmente esigente, dal sovraffollamto abitativo di tutta l'area produttiva della nazione: il Sud Est.

    Hai scritto:
    "Per un po' di anni ho creduto che questa situazione fosse reversibile — e che lo fosse attraverso la politica. Mi pare che ci siamo bruciati tutti i tentativi, tutti gli strumenti, tutte le formule — e che oggi siamo messi peggio, assai peggio di quando la prima repubblica e' franata sotto le tangenti. Da un paese simile, se si puo', bisogna scappare…"
    Commento:
    Per anni anche i poveri inglesi hanno creduto che la loro situazione fosse reversibile. Ma anche loro, come te, hanno perso ogni speranza.
    Forse gliene e' rimasta una, flebilissima: che questo governo socialista che da undici anni ha sfigurato in modo irriconoscibile, dal punto di vista sociale, politico e culturale, questo, una volta, civilissimo Paese, entri fra due o tre anni nell'immondezzaio della Storia e non ne esca piu'.

    Ricordati: L'Italia sara' certamente una padella che scotta, ma fuori dai nostri confini rischi di trovare braci che procurano inguaribili ustioni di terzo rado…

    P.S.
    Io in inghilterra vivo benissmo. Ma mi dispiace per gli altri sciocchini e inesperti che non vedono e non capiscono.

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