Domenica, 4 Maggio 2008
L'amco Paolo Bizzarri ha preso sul serio la provocazione di questo mio post — e ha risposto qualche giorno fa con questa mail, che mi ha autorizzato a pubblicare:
Ho letto il post "andiamo in Portogallo, forse ritorniamo", e mi è venuto fuori quello che sta qui sotto.
Ti ricordi quante volte ne abbiamo parlato? Di andare via da questo paese, di lasciare le schifezze che ogni giorno succedono, le montagne di spazzatura morale che riempiono ogni giorno le strade?
Io sì. Ci ho provato perfino, ma non l'ho mai veramente fatto. Pensavo di non aver trovato l'occasione giusta, l'opportunità.
Ma in realtà, non volevo. Oggi lo so. Oggi, dopo queste disastrose elezioni, lo so perfettamente. Lo so guardando in faccia i leghisti, gli assurdi figli degli immigrati terroni venuti al Nord a lavorare. Quelli che ieri disprezzavano i "terroni", e oggi disprezzano gli immigrati. Quelli più lombardi dei lombardi, convinti che al Nord si lavora e al Sud no. Che i meridionali sono, in fondo, tutti dei gran fancazzisti, e che quello che gli sta succedendo se lo meritano.
Sai l'assurdità, Angelo? Sembra che i "terroni" imparino a lavorare per semplice presenza sul territorio lombardo. Bisognerebbe mandare un po' di terra lombarda a Napoli. Mica c'entra l'educazione che ti danno i genitori. No. Non c'entra nulla.
Hai mai letto "Cristo si è fermato a Eboli"? Io sì, ed è strano leggere l'Italia di oggi in un romanzo degli anni trenta. La disperazione della gente dei paesi della Basilicata, che sa di essere rimasta indietro, condannata a restare, senza poter fuggire, è la nostra stessa disperazione degli italiani. Una terra da cui i migliori sono andati altrove, e quelli che rimangono si sentono, e forse sono, i peggiori. Quelli che non hanno avuto la forza e la voglia di andare a cercare un futuro migliore.
Oggi a noi è data una scelta crudele, che è quella di scegliere fra un futuro personale sicuro altrove e un futuro collettivo incerto qui da noi. Ed è crudele, perchè non riguarda noi, ma riguarda il futuro dei nostri figli.
Ma se oggi partiamo, mio figlio domani guarderà all'Italia con l'occhio dei leghisti? Si guarderà indietro e tratterà il mio paese come un paese primitivo? Come oggi, sotto sotto, i leghisti guardano i meridionali? Io non voglio lasciare questo paese. Questo non è il paese di Calderoli, o di Rutelli o di Pecoraro Scanio. Neppure quello di Berlusconi. E' il mio paese.
Forse non siamo così in gamba da poter rendere questo paese un paese civile. Forse quelli che potevano farlo sono andati altrove.
Ma odio l'idea, l'immagine di un Italia che diventa un'immensa Gagnano, con i muri scrostati e le persone amare e disilluse.
A dire la verita', il mio era poco piu' di uno scherzo — una presa in giro innanzi tutto di me stesso e del mio stato d'animo — e forse non meritava una risposta cosi' impegnativa ed accorata. Ma il tema e' serio — ed e' vero che penso che emigrare sia la scelta migliore — a potersela permettere. Percio' sto confezionando una risposta, nei ritagli di tempo che l'iperattivita' di It — in questi giorni piu' scatenato del solito — mi concede. Pero', siccome in queste condizioni ci mettero' ancora un po', nel frattempo pubblico la lettera di Paolo, come segnaposto e perche' mi piacerebbe sapere che cosa ne pensano alcuni amici émigrés e/o rapatriés: RdM e consorte, per esempio, Marco ed Elena, Lia. Se vogliono, per carita'.
La prima parte della mia risposta e' qui.
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Ciao, bello spunto, rispondero'.
Mi convince quello che dice Paolo Bizzarri, forse anche perchè non ho mai pensato seriamente ad emigrare, neppure di regione.
Aspetto con interesse le controdeduzioni (direbbe Veltroni) di Angelo.
ciao
Gianni
Ci sono, ci sono.
E' che so' tutta studiosa di fascisterie varie, in 'sto periodo, ma poi arrivo.
Anche se mi sa che sarò poco originale, su 'sto benedetto tema. :)
Ci provo. Non so se riesco, ma ci provo.
Cercherò anche io, spero di riuscirci.
ho tentato di rispondere, anche se magari ho preso una tangente. nel caso, riprovo :-)
Talk about the passion
Angelo M., su The Rat Race pubblica una lettera di Paolo Bizzari e non solo risponde ma chiede anche un parere agli expat in giro. la questione è, banalmente posta, più o meno la solita: si può emigrare e lasciare in mano l'Italia ai leghisti …
E' da una vita che voglio scappare via da questo paese, ci provo, ci provo, ma ogni volta desisto.
Io, a dir il vero, non avrei neanche il motivo. Eppure, ogni volta penso che la nave fa veramente schifo per rimanerci su.
Che dire, ora sto provando una ennesima volta, che sia la volta buona.
Abbasso l'Italia!
Per tutti quelli che vogliono andarsene dall'Italia, visitate il mio blog www.italiansinfuga.com, dove condivido la mia esperienza di emigrato in Inghilterra e Australia.
In bocca al lupo
Aldo