giovedì, 10 aprile 2008
Pastone elettorale
Nelle categorie: Free Knowledge, Nel paese dei Bogia-Nen, Politica e altre indignazioni — Scritto dal Ratto alle 12:10 pm

Questa volta la campagna elettorale proprio non mi ha entusiasmato. Anzi — sto cercando di tenermene il piu' lontano possibile — di far finta di niente. Perche'? perche' non riesco a decidere se e' piu' deprimente o irrilevante. E non e' una bella alternativa.
Insomma, a quanto pare qui siamo a decidere se (in ordine di probabilita'):
1) Sia alla Camera che al Senato vince quel signore che dice che i magistrati sono matti, che le belle gnocche stanno a destra, che Napolitano si deve dimettere, che l'Alitalia la fa comprare lui ai suoi amici, ai suoi figli, al suo cane. Eccetera eccetera. Se non fosse una prospettiva devastante, ci sarebbe almeno da ridere all'idea che uno cosi' possa fare il capo di governo.
2) Quel signore vince alla Camera, ma al Senato si ritrova con i numeri di Prodi e gli tocca sperare che Ciampi e la Levi Montalcini non godano di buona salute. Fa il governo lo stesso — e tra due anni siamo da capo perche' non riesce a fare altro che litigare con i suoi e con quegli altri.
3) Quel signore vince alla Camera, ma al Senato, tra UDC, Arcobaleni, Piddi', senatori a vita, eletti all'estero ecc. ecc., e' proprio in minoranza. Traccheggia qui, traccheggia la' — si fa un governone con tutti dentro — o un governicchio che cerca di accontentare tutti. Con il personale politico di cui disponiamo, ci sara' da divertirsi. Soprattutto in tema di diritti civili, visto che le forze non veterocattoliche saranno in assoluta minoranza nel governo.
4) Quel signore ne combina una piu' grossa delle altre da qui a venerdi' notte, un po' di gente decide di non votarlo e non lui non vince nemmeno alla Camera. Veltroni si trova a gestire un premio di maggioranza di cui non sa bene che cosa fare e un Senato in cui non ha comunque i numeri. O fa Prodi bis — e finisce come al punto 2) a parti invertite; o fa l'accordone con la destra e finisce come al punto 3); o fa l'accordo con Casini (sempre che i numeri ci siano) e finiamo tutti col cilicio; o fa l'accordo con Bertinotti (anche qui, numeri permettendo) e si torna a votare dopo sei mesi perche' litigano su tutto.
Fate un po' voi, ma io non vedo alternative a questi esiti — e nessuno mi pare auspicabile, ma nemmeno potabile.

Per di piu' io abito nella circoscrizione Piemonte 2, dove gli esiti sono scontati: alla Camera vince comunque il PdL, al Senato pure e l'Arcobaleno non arriva all'8%. Grazie al meccanismo dei premi di maggioranza, delle soglie di sbarramento e della mancanza di preferenze, il mio voto, qualunque esso sia, e' del tutto irrilevante. Non sposta nemmeno un capello dell'ultimo degli eletti. Conta meno di una telefonata notturna all'ineffabile sindaco di Varallo.

Vi pare che ci siano molti motivi per appassionarsi a questa campagna elettorale? poi alla fine a votare ci andro' lo stesso — sempre che trovi qualcuno di decente da votare.
A questo proposito segnalo una bella iniziativa dell'ASSOLI (ASsociazione SOftware LIbero), che sta cercando di sensibilizzare i candidati e gli elettori sui temi del software libero.

vota per il software libero! (banner)

Io personalmente ho aderito — e ho sempre pensato che quello della liberta' della conoscenza sia un tema importante su cui vagliare le posizioni delle forze politiche. Potrebbe essere un buon criterio per decidere chi votare. Ma in Piemonte 2 finora hanno aderito alla Camera solo due tre candidati; al Senato *nessuno* uno solo.

P. S. E comunque sia — a costo di rifare tutto questo lavoro e alla fine di mettere nella scheda una fetta di prosciutto — non votero' un astensionista.

2 Commenti a “Pastone elettorale”

  1. alessio ha scritto il 10 aprile 2008 alle 5:02 pm

    Caro Ratto, sono d'accordo al 100% con le tue osservazioni (e credo che le citerò in un post che "mi tocca"). Come diceva la buonanima, che fare? O anche solo, che sperare?

    Per motivi "estetici" la soluzione 1) tutto sommato mi piacerebbe, per vedere davvero come va a finire. Ma poi mi ripiglio e penso che in fondo 4) è meglio di 3) che è meglio di 2). Nessuna è buona, però spesso bisogna combattere un giorno alla volta.

    In bocca al lupo, reciproco.

    P.S. Sicuro che in Piemonte la SA non arriverà all'8%?

  2. Angelo ha scritto il 11 aprile 2008 alle 12:09 am

    Sono convinto anche io che alla fin fine 4) e' se non altro meno peggio di 3) che e' (forse) meno peggio di 2) che e' sicuramente meno peggio di 1) — ed e' per questo che alla fine andro' a votare, sempre che non mi costringano a dare il mio contributo ad eleggere un oscurantista cattolico. Pero' e' stretta, eh…
    Quanto all'8% di SA in Piemonte, mi sembra difficile — e comunque non auspicabile: se il risultato a cui si punta e' 4), SA oltre l'8% in Piemonte vuol dire meno seggi per il PD, non per il PdL.

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