venerdì, 29 febbraio 2008
In nero contro le morti bianche
Nelle categorie: Politica e altre indignazioni — Scritto da Amministratore alle 12:46 pm


lunedì, 25 febbraio 2008
Continuo a non trovare il tempo
Nelle categorie: Quel che resta — Scritto da waldorf alle 12:41 am

A Milano si e' celebrata la giornata della lentezza, con tanto di decalogo. Non che io voglia fare troppa polemica dopo quella che gia' c'e' stata su questo blog sullo stesso tema, ma 'sta storia della lentezza mi sembra proprio una menata. Capisco alcune delle regole del decalogo della vita slow, tipo salutare le persone in ascensore, che non costa assolutamente niente mentre il contrario mi sembra solo scortesia. Capisco anche non arrabbiarsi nelle code, che e' pure spesso un principio di civilta' e fonte di salute, visto che se incontri la persona sbagliata rischi pure di fartele dare o di beccarti una querela per un vaff… di troppo. Per il resto pero' ho l'impressione che sia roba per gente con vite poco complicate e con un sacco di tempo (come e' possibile evitare di fare due cose per volta o prendersi "cinque giorni di decompressione dalle ferie"??) e l'idea di multare sia pure simbolicamente i passanti che camminano troppo veloce e' al di la' di qualsiasi commento. Del resto in Italia lo slow te lo impongono per forza, basta andare alla posta a fare un bollettino o aver bisogno di andare da qualche parte in treno. La lentezza e' assicurata senza alcuno sforzo. Magari ogni tanto ci vorrebbe una giornata della velocita', intesa come velocizzazione delle pratiche amministrative o dei tempi dei mezzi di trasporto pubblici, mentre in questo paese l'unica velocita' che va di moda e' quella degli str… che ti sorpassano a destra in autostrada e simili.


Repubblica se ne accorge ora. Harlem.org e' nei miei bookmarks da anni.



domenica, 24 febbraio 2008
Into The Wild
Nelle categorie: Cinema e TV — Scritto dal Ratto alle 12:59 am

Decisamente, ho quarant'anni (beh, diciamo trenta, va) di troppo per questo film. E poi l'ho sempre pensato che Thoreau e' una lettura che fa male alle giovani generazioni.


sabato, 23 febbraio 2008
Una voglia passeggera
Nelle categorie: Politica e altre indignazioni — Scritto dal Ratto alle 11:50 am

Quasi niente del PD e di come sta nascendo mi piace. Pero' devo ammettere che Veltroni un po' di cose buone in questi giorni le sta facendo — e sta guadagnando qualche punticino nella mia personale classifica elettorale: aver cacciato De Mita, per esempio; aver imbarcato la Bonino e Veronesi, che costituiscono un minimo di garanzia sulle scelte di laicita' del partito; aver riproposto il tema delle "liste pulite" (purche' poi lo pratichi con coerenza); aver promosso un po' di candidature fuori dal ceto politico in posizioni importanti. Ecco, quasi quasi mi viene voglia di votarlo. Poi parla la Binetti — e la voglia mi passa subito.

P. S. La volta scorsa avevo scritto su quanto era faticoso votare: non avevo ancora visto nulla.


sabato, 16 febbraio 2008
Pardon my French
Nelle categorie: Ma vaffanculo!, Umori e malumori — Scritto dal Ratto alle 12:59 am

Pro-life* un par di coglioni, e pure striminziti — a detta del loro stesso proprietario.
Perche' a me la cosa che colpisce di piu' nella ferocia di gente come Ferrara e gli altri pasdaran antiabortisti e' proprio il disprezzo per la vita, per quella vera, quella delle persone — per la sofferenza e la difficolta' concreta, quotidiana. Forse la vita li riguarda come teoria — purche' sia una pura astrazione. Le *persone* vive, quelle si' che sono carne da macello.

* Cosi', in un articolo che per altro condivido appieno, Lucia Annunziata definisce la lista antiabortista di Ferrara.


venerdì, 15 febbraio 2008
Recusatio
Nelle categorie: Di(ver)s(e)abilita', Ma vaffanculo!, Politica e altre indignazioni — Scritto dal Ratto alle 2:59 pm

Stavo per scrivere un post sull'infame titolo di prima pagina del Foglio di oggi. Spiegando che, come papa' di un bambino disabile mi sento *personalmente* offeso e avvilito da un titolo del genere — e che non ho parole abbastanza dure per condannare questa vera e propria guerra contro le donne e contro la sofferenza di chi si trova a dover fare una scelta cosi' estrema, se mettere o no al mondo un figlio in condizioni tanto difficili.
Poi mi sono detto che e' fiato sprecato. Chi ha un barlume di decenza umana, sa di che parlo — e non ha bisogno di me per schifarsi. Gli altri vanno d'accordo con Ferrara.

No, i link non li metto. Questo blog non linka schifezze.


giovedì, 14 febbraio 2008
La sindrome di Ferrara
Nelle categorie: Ma vaffanculo! — Scritto dal Ratto alle 4:43 pm

Ha come sintomi una volgarita' disgustosa, irrefrenabile e priva di qualunque pudore:

"Mi sottoporrò alle analisi del sangue perchè penso di avere la sindrome di Klinefelter": lo ha detto il direttore de Il Foglio Giuliano Ferrara, intervistato da Maurizio Belpietro su mattina 5, facendo riferimento alla donna che ha abortito nei giorni scorsi al Policlinico di Napoli alla quale era stato diagnosticata una malformazione del feto legata alla sindrome di Klinefelter. Questa sindrome, dice Ferrara, è dovuta a un difetto dei cromosomi che determina tra l'altro un'alterazione degli organi sessuali; "e siccome ho testicoli piccoli e grandi mammelle – ha aggiunto – farò le analisi".

(da Repubblica)

P. S. Io spero che una volta o l'altra quest'uomo incontri (possibilmente in una strada buia) un po' di genitori di figli seriamente disabili, o di persone che hanno affrontato un aborto per non mettere al mondo figli seriamente disabili. E che quei genitori si ricordino di questa sua dichiarazione.


martedì, 12 febbraio 2008
Attendiamo la levata di scudi
Nelle categorie: Li' (e pure qui) c'e' la guerra, Politica e altre indignazioni — Scritto dal Ratto alle 10:35 am

dei garantisti liberali e dei tutori cattolici e non del diritto alla vita dal concepimento alla morte naturale:
Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha chiesto la pena di morte per sei detenuti di Guantanamo*, accusati e a quanto pare rei confessi di aver organizzato l'attentato dell'11 settembre.
Le confessioni sono state estorte inizialmente con metodi che lo stesso sistema giudiziario militare americano considera equivalenti alla tortura; soltanto in un secondo tempo dichiarazioni analoghe sarebbero state ottenute senza ricorso a metodi coercitivi.
Gli accusati non conoscono ancora i capi d'accusa, che verranno resi noti soltanto al momento dell'inizio del processo, e i loro difensori (militari) non avranno un accesso illimitato alle prove a carico. Il tribunale militare potra' ammettere testimonianze basate sul sentito dire o informazioni ottenute attraverso coercizione o tortura, purche' il tribunale stesso le dichiari attendibili.
Non commento perche' mi pare che la notizia si commenti da sola.

Documentazione qui*. Qui* le regole che governano il tribunale speciale militare di fronte al quale compariranno i sei accusati.

* Link accessibili agli utenti registrati — sorry.


lunedì, 11 febbraio 2008
E poi se la prendono coi bamboccioni*!
Nelle categorie: Nel paese dei Bogia-Nen, Paradossi — Scritto dal Ratto alle 10:32 pm

**

Lui, a quanto pare, dopo tutti questi anni, sta ancora a casa con la mamma.

* Vedi qui.
** Sul portale della parrocchiale di Belforte, nell'Ovadese


mercoledì, 6 febbraio 2008
Curare l'autismo?
Nelle categorie: It, Roba da autistici — Scritto dal Ratto alle 5:50 pm

Di solito non pratico il genere letterario dei post sui referrer, anche se a volte ce ne sono di interessanti. Pero' qualcuno sta cominciando ad arrivare su The Rat Race cercando indicazioni terapeutiche sull'autismo — e credo che sia giusto mettere in chiaro un paio di cose per chi ha bisogno di questo genere di risposte.

1) Disclaimer. Ne' Waldorf ne' il sottoscritto abbiamo competenze mediche o terapeutiche. Siamo genitori di uno splendido bambino (autistico): il che significa che stiamo rapidamente imparando un milione di cose — e che tutti i giorni ci confrontiamo con le sfide, le difficolta', la fatica — ma soprattutto la gioia, le conquiste, l'entusiasmo — che vengono dal compito di far crescere bene e di educare al meglio delle nostre possibilita' un figlio radicalmente diverso* da tutti gli altri. Questo non fa di noi degli esperti e non ci da' titolo per dare indicazioni, consigli, risposte: andiamo per tentativi, un problema alla volta — e speriamo che tenga, come diceva Qualcuno. Percio' non possiamo aiutare la persona che e' arrivata qui cercando "come insegnare a leggere e scrivere agli autistici": beh, noi dobbiamo ancora scoprire come insegnare a *parlare* a nostro figlio. Leggere e scrivere sono un obiettivo che ci porremo tra un po' — e probabilmente cercheremo anche noi suggerimenti in giro.

2) Position statement. Tra i referrer recenti, uno recita "curare l'autismo con la psicomotricita'". Beh, It sta facendo psicomotricita' e ne sta traendo molto giovamento. Lo aiuta a migliorare la sua concentrazione, a dare uno scopo piu' preciso alle sue attivita', a rafforzare la sua coordinazione motoria, ad allungare significativamente i suoi span di attenzione — e anche a facilitare la sua relazione con gli altri. Ma tutto questo non cura l'autismo di nostro figlio, non piu' di quanto curi la sua pelle chiara o i suoi occhi marroni. L'autismo non e' una malattia, da cui si possa guarire — e' una caratteristica genetica di una persona, che non si sradica e non si combatte — e non se ne andra'. Quello che possiamo fare e' lavorare con nostro figlio per limitare gli effetti disabilitanti di questa sua caratteristica — e cercare di far venir fuori il piu' possibile gli aspetti positivi — e far crescere una persona autistica capace di una vita piena e soddisfacente. Provare a "curare" l'autismo come se fosse un nemico esterno — equivarrebbe a rifiutare nostro figlio — a volerlo diverso da come e' — e probabilmente a fare di lui una persona radicalmente infelice.
3) Considerazione a margine. Che qualcuno arrivi qui cercando indicazioni di terapia significa che in Italia c'e' una mostruosa poverta' di risorse online significative sull'autismo — e soprattutto che manca una community paragonabile a quelle di lingua inglese. Le persone autistiche e le loro famiglie sono molto piu' sole che altrove.

* Una volta non mi piaceva l'espressione "diversamente abili". It invece mi ha dimostrato che e' una definizione assolutamente esatta: ci sono cose che nostro figlio non sa fare, e sono abilita' che tutti i suoi coetanei "normali" padroneggiano; ma ci sono cose che sa fare — o che sa fare in un *altro* modo — e in cui dimostra capacita' da normali a del tutto eccezionali. It non e' (solo e sempre) dis-abile — spesso e' *dannatamente abile*: le sue abilita' non sono quelle standard, tutto qui.


martedì, 5 febbraio 2008
Tesori del futuro
Nelle categorie: Quel che resta — Scritto da waldorf alle 12:06 am

Ma a voi sembra davvero il caso di riempirsi la casa di carabattole (rigorosamente da non utilizzare per non togliere loro valore) in attesa che diventino merce preziosa nel 2030 (quando potremmo essere tutti morti :-)) ?


domenica, 3 febbraio 2008
Paraculi democratici
Nelle categorie: Ma vaffanculo!, Politica e altre indignazioni — Scritto dal Ratto alle 10:04 pm

Mi pare di aver capito che nello statuto del PD, approvato ieri, siano previste le primarie per la scelta dei candidati al Parlamento. Tuttavia "in caso di interruzione anticipata della XV legislatura – si leggerebbe nelle norme transitorie dello statuto – che impedisca l’adozione del regolamento quadro (per le primarie) la selezione dei candidati è interamente disciplinata dal regolamento approvato dal coordinamento nazionale". Quindi primarie si', ma dalla prossima volta; adesso scelgono ancora lorsignori, nelle segrete stanze.
Se e' vero (e per ora non ho gli elementi per verificarlo), a me sembra una gran bella paraculata.


domenica, 3 febbraio 2008
Invece, tempo non ce n'e'
Nelle categorie: Quel che resta — Scritto da waldorf alle 12:11 am

Il discorso sulla lentezza, e sul riprendersi il tempo, mi pare molto pericoloso. Cerco di spiegarmi. Se lei va 3 giorni a Fermo a giocare lentamente a Shangai, a dialogare lentamente (spero qualcuno abbia qualcosa da dire), a fare lente passeggiate, a casa intanto chi rifà i letti, chi porta i bambini a scuola, chi fa la spesa, chi la cena?
E se lei, tornata lentamente (in treno?), lentamente riordina la casa, rilegge poesie (Ungaretti), va al mercato a comprare la verdura (biologica) freschissima, quando scrive i suoi bellissimi àrticoli? Non è vero che "per trovar tempo bisogna rallentare", bisogna innanzi tutto aver degli schiavi (o delle mogli). Il tempo pare sempre corto a tutti. 60 anni fa mia nonna aveva 2 domestiche fisse e se lavoravano lentamente le chiamava pigre. Nelle nostre lunghe, lentissime estati in campagna, diceva: "Avrei bisogno di più tempo". E poi: le azioni, quasi sempre materiali, che secondo i nostri maitre à penser dobbiamo compier lentamente (comprare, pulire, cucinar verdura, usar pannolini, pannoloni riciclabili) indovini a chi toccano? Non ci hanno ancora detto di non usare la lavatrice, ma ci manca poco: vuoi mettere lo spreco di acqua, energia, detergente… Poi, le cose delicate si sciupano meno lavate a mano. E si puo' applicare "l'equazione Petrini": sciupandosi meno le cose, ne compriamo di meno, e avremo bisogno di meno soldi, quindi lavoreremo di meno e avremo più tempo.
Bello, no? Carlo Petrini non salverà il mondo ma potrebbe riuscirgli di rimandarci tutte in cucina. A me piace correre, in senso materiale e metaforico. Fa bene allo spirito, e non permetto a nessuno di insegnarmi come è meglio passi il mio tempo.
Ringrazio Bonduelle per l'insalata di quarta gamma del supermercato sotto casa: nei venti minuti che mi avanzano, leggo il suo articolo su D.

Questa lettera a firma della signora Luciana Virando e' comparsa sul numero odierno di "D" di Repubblica a commento di un articolo di Concita De Gregorio pubblicato su un precedente numero, contenente una sorta di elogio della lentezza. Non ho molto da aggiungere, faccio la parassita perche' trovo condivisibile ogni parola della signora Luciana, la cui lettera mi sembra molto ben scritta. Solo vorrei dire che non amo molto i laudatores temporis acti quando lodano un tempo che non e' mai esistito oppure non si rendono conto delle implicazioni di certe lodi. Per esempio voler tornare alla lentezza, magari richiamando stili di vita di un tempo, in molti casi significa voler ignorare che quello era uno stile di vita delle classi alte, condotto sulla pelle dei vari domestici (del resto come ha detto qualcuno, dietro una grande donna c'e' sempre una grande governante) e del resto probabilmente gli amanti della lentezza godono tuttora di simili privilegi. Apprezzo poi il riferimento a Petrini, uno che ha le sue ragioni ma mi irrita profondamente nella sua pervicace volonta' di ignorare la realta' e la necessita' del compromesso. I ristoranti slow food sono una bellissima idea, ma per la gente con bambini (specie autistici come nel nostro caso, ma non solo) possono essere un bel problema… non si potrebbe avere un food magari non troppo fast e di qualita' non scadente ma possibilmente non eccessivamente slow? Cosi' almeno non saremmo costretti a ripiegare su McDonald's quando siamo a giro con il pargolo. Ma non voglio continuare a sproloquiare, sottraendovi il tempo per andare a comprare verdura al mercatino biologico e pulirla adeguatamente :-))

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