mercoledì, 2 gennaio 2008
A line in the sand
Nelle categorie: Laicita'/Religione, Politica e altre indignazioni — Scritto dal Ratto alle 9:10 pm

L'attacco alla 194 portato avanti da Bondi e' particolarmente subdolo, perche' non mira all'abrogazione, che susciterebbe certo un notevole putiferio, ma sostanzialmente alla sospensione dell'efficacia della legge — e quindi all'impossibilita' de facto di praticare aborti legalmente nelle strutture pubbliche.
Ecco, questa e' una di quelle situazioni in cui e' proprio semplice decidere da che parte stare — se con i bacchettoni cattolici o con le donne. Io sto con le donne. E se per caso qualche sapiente equilibrista del PD fosse tentato di dire "vediamo, forse, dialoghiamo, capiamo" — sappia che il mio voto se l'e' giocato — e questa volta per sempre.

Titollo ha detto piu' o meno le stesse cose ieri — forse dovremmo montare una campagna, su questo punto.

8 Commenti a “A line in the sand”

  1. Avesao ha scritto il 3 gennaio 2008 alle 2:01 am

    Pensi che sia una mossa subdola per prendere due piccioni con una fava? Guadagnarsi la fama di difensori della morale e allo stesso tempo dirottare le interruzioni di gravidanza nelle cliniche private?

  2. Angelo ha scritto il 3 gennaio 2008 alle 10:17 am

    @Avesao: Sinceramente non ci avevo pensato — ma ora che me lo dici, mi viene in mente che a pensar male si fa peccato, ma ci si azzecca quasi sempre. E' una perla del pensiero cattolico che occorre tener sempre presente.

  3. farfintadiesseresani ha scritto il 3 gennaio 2008 alle 7:38 pm

    Io però non riesco a capire come la proposta di Bondi possa andare nella direzione che dici. Sia Ferrara che Ruini (e anche Bondi, mi risulta) parlano di "integrale applicazione" della legge, e credo che il punto cruciale sia la questione dei centri di "aiuto alla vita". Magari alle volte a pensar male, semplicemente, si pensa male.

  4. Angelo ha scritto il 3 gennaio 2008 alle 9:40 pm

    @farfinta: mettiamola cosi' — nei confronti di gente come Bondi e Ferrara, credo che l'onere della prova debba essere rovesciato. Devono essere loro a dimostrarmi che sono in buona fede e che non servono a qualche interesse *ulteriore*. L'esperienza passata non depone a loro favore.
    Quanto alla "integrale applicazione" della 194 — e' una foglia di fico ipocrita per dire che si dovrebbero sottoporre le donne che chiedono di abortire a un robusto martellamento ideologico e a una altrettanto robusta colpevolizzazione, per indurle a tornare indietro su una scelta dolorosa che certamente non compiono per divertimento. No — non credo che ce ne sia bisogno. Abortire e' gia' abbastanza doloroso.
    E soprattutto trovo *rivoltante* che la crociata antiabortista venga dagli stessi ambienti che si stracciano le vesti se si tenta di fare educazione sessuale seriamente o che — fino a poco tempo fa almeno — tentavano di impedire che si parlasse di preservativi.

  5. waldorf ha scritto il 3 gennaio 2008 alle 10:43 pm

    Non c'entra niente, direte, ma vi risulta che Ferrara abbia figli? E poi non e' lo stesso che dice che la madre degli imbecilli e' sempre incinta? Il che farebbe pensare che sta difendendo il diritto di tanti imbecilli a venire al mondo, ma che lui ci pensa bene a contribuire (per fortuna)

  6. farfintadiesseresani ha scritto il 3 gennaio 2008 alle 10:58 pm

    Le obiezioni ad personam sono le più deboli, dal punto di vista logico. Ferrara ha scritto una cosa che meriterebbe (la cosa, non Ferrara) di essere discussa per quel che è.
    Quanto alla foglia di fico: tra il martellamento ideologico e la mera firma di un modulo c'è un'infinito spazio sul quale sarebbe umano discutere.

  7. farfintadiesseresani ha scritto il 3 gennaio 2008 alle 11:16 pm

    Dirò di più: visto ciò che c'è in gioco, il rischio del martellamento ideologico è un rischio che va persino corso, come – parallelamente – il rischio di lasciare la scelta ultima dell'aborto – entro i limiti normativi – alla libera scelta della donna. In un caso o nell'altro il rischio può comportare l'accadere di qualcosa di eticamente sbagliato, ma il principio che in tal modo viene salvaguardato è così prezioso che il gioco vale la candela. (il punto giuridico – ce n'è altri – sollevato da Ferrara e ripreso da Ruini e Bondi mi pare sia esattamente: il primo rischio, finore, è stato corso poco e male. Troppo poco e troppo male).

  8. waldorf ha scritto il 4 gennaio 2008 alle 1:15 am

    Per carita' l'argomento e' serio, ma stavo solo scherzando su Ferrara, come si capisce credo senza troppa difficolta'. Pero' credo anche che solo fino ad un certo punto che sia indifferente cosa questi signori fanno nella loro vita privata e cosa dicono quando sono se stessi. In fondo e' della nostra vita privata e del nostro destino che vogliono decidere, ritenendosi liberi di fare quel che diamine vogliono della loro, perche' comunque vivono ad un livello diverso dalla gente comune. Quindi l'argomento non e' strettamente ad personam, laddove attiene all'origine di cio' che sta accadendo in questo paese, dove i principali difensori della famiglia sono persone che la famiglia non ce l'hanno o che ne hanno tre o quattro.

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