domenica, 23 dicembre 2007
Spe Salvi for dummies
Nelle categorie: Laicita'/Religione, Pipponi — Scritto dal Ratto alle 5:15 pm

Come promesso, mi sono letto l'enciclica di Benedetto XVI — e mi piacerebbe discuterne con chi e' interessato ad uscire dagli schemi teocon vs. bright. Perche' in una prospettiva del genere invece non c'e' un bel niente da discutere: per i primi e' oro colato, per i secondi carta da cesso. Posizioni legittime — ma che mi interessano tanto quanto quelle degli ultras del Genoa o della Samp.
Premetto: la Spe Salvi mi e' parsa un documento importante — che va ben oltre le discussioni "politiche" sul ruolo della Chiesa nella societa' — e disegna un orizzonte teologico forte. Personalmente ne condivido ben poco — ma e' ovvio, visto che proprio *sul piano teologico* ho smesso di riconoscermi in una prospettiva cristiana diversi anni fa. E' comunque un testo che pone domande significative — e che merita attenzione per quel che dice (e non per come lo usera' la Binetti).

Ma che cosa dice, in sostanza la Spe Salvi — almeno per quel tanto che ne ho capito e che mi e' sembrato importante? Provo a farne un riassuntino — per i dummies come me (se ho scritto qualcosa di non accurato mi corrigerete).
Secondo Benedetto XVI la speranza cristiana trae dalla fede la certezza della sua realizzazione — e quindi e' in se' una speranza che gia' trova compimento e realizzazione *oggi*, nella certezza del credente di essere amato senza condizioni e pertanto redento, indipendentemente dalle condizioni in cui vive. Il contentuto di questa speranza e' appunto la redenzione, la salvezza — una prospettiva di vita felice in un mondo ricondotto a verita' e giustizia; proprio per questo la speranza cristiana non e' un fatto individuale, ma implica una visione del mondo e dei rapporti sociali — e' speranza di redenzione del mondo e non soltanto del singolo. Come tale, implica la fede nella signoria di D-o sul mondo.
Benedetto segnala poi che questa concezione collettiva della speranza cristiana e' stata abbandonata — ripiegando su una lettura puramente individuale — e sostituita dalla fede nel progresso scientifico e nella liberta' politica come strumenti per la salvezza collettiva dell'umanita'. E qui viene il passo che ha suscitato piu' controversie nella discussione sui giornali: secondo il Papa progresso scientifico e liberta' politica, per quanto importanti, non possono redimere l'umanita' — solo D-o puo' farlo.

[mode comment on: Questo e' forse l'unico punto su cui concordo in pieno con l'enciclica. Si puo' essere molto legittimamente convinti che non abbia alcun senso parlare di redenzione: e' la posizione materialista e razionalista, che assume il mondo come (unico) dato di fatto -- niente di ulteriore ha senso. Si puo' credere che il mondo possa essere migliorato, modificato, aggiustato -- ma restando *dentro* i confini di cio' che e' dato. Ma se si crede -- come credo io -- che il mondo che ci e' dato e' irrimediabilmente storto, ingiusto, orrendo -- e che l'azione degli uomini possa tutt'al piu' arginare la sofferenza, ma non eliminarla -- allora o si abbandona la speranza e si tenta al massimo di limitare i danni -- o veramente si spera nell'uscita dal sistema di riferimento -- nella redenzione appunto: che per definizione non puo' venire dall'interno del sistema stesso. Che questa speranza sia ben fondata -- in generale o piu' specificamente all'interno di una prospettiva cristiana -- e' tutt'altro paio di maniche, di cui ho provato a occuparmi con poco successo anni fa. Mode comment off]

Mi pare importante anche la lettura dell'ateismo come una forma estrema di protesta contro l'ingiustizia nel mondo, come rivolta di fronte all'apparente fallimento della teodicea. A questa prospettiva Benedetto XVI risponde ancora una volta con la proposta della speranza cristiana come strumento efficace di redenzione del mondo e non soltanto dell'individuo.

[mode comment on: Sul tema della teodicea mi aspettavo di piu', francamente -- forse perche' lo considero il vero nodo di qualunque discorso religioso -- e un nodo essenzialmente irrisolto. Non riesco a togliermi di dosso la sensazione che il passaggio dell'enciclica sia un po' liquidatorio, sia per la questione dell'ateismo, che mi pare piu' complessa, sia sulla questione del rapporto tra D-o e giustizia *nella storia* e nel mondo. Mode comment off]

L'enciclica si chiude con indicazioni sul modo di vivere la speranza nella preghiera, nell'azione, nella sofferenza e nella prospettiva del giudizio. Temi importanti — ma in un certo senso derivativi rispetto al nodo essenziale che mi pare quello che ho riassunto sopra.
Spero di non essere stato troppo infedele al senso del testo — per quel che ne ho capito. La cosa buffa e' che sul tema della speranza cristiana avevo scritto una cosa quattordici anni fa, quando ancora frequentavo la Chiesa — quando ero piu' presuntuoso e convinto di aver cose da dire — e non solo dubbi e problemi aperti. Sono pagine che non mi convincono piu' completamente, ma siccome non avro' mai la forza di scrivere meglio quel che penso oggi — e nelle linee generali riflettono ancora le mie convinzioni, le metto qui se vi venisse mai voglia di leggerle.

2 Commenti a “Spe Salvi for dummies”

  1. prosaica ha scritto il 23 dicembre 2007 alle 11:05 pm

    Grazie. Hai fatto un regalo di Natale a tutti i veri dummies, quelli che come me hanno dovuto guardare cos'era teodicea su wikipedia.
    Quando avrai tempo sarei felice di leggere qualcosa di piu' sul perche' "Ti pare importante anche la lettura dell'ateismo come una forma estrema di protesta contro l'ingiustizia nel mondo". Nel senso: ti pare importante per quel che dice sul pensiero della Chiesa, o perche' ti sembra una possibilita' realistica? Se si', perche'?
    Grazie ancora, e buone vacanze.

  2. floria ha scritto il 24 dicembre 2007 alle 10:29 pm

    Alla fine mi toccherà leggere la Spe Salvi. E pensa, che sono appena reduce da aver aiutato un mio ex alunno per un esame di Diritto Canonico (traendo da questo impegno il convincimento che il Diritto Canonico sia più "relativista" di qualunque Costituzione laica … ma questo, forse, è un altro paio di maniche … o no?). Beh, ne riparliamo. Per il momento un caro augurio a tutti voi

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