sabato, 15 settembre 2007
Era meglio se stava zitto
Nelle categorie: Di(ver)s(e)abilita', Ma vaffanculo!, Politica e altre indignazioni — Scritto dal Ratto alle 2:16 pm

Il ministro Fioroni risponde alla lettera della mamma che citavamo qui:

I bambini diversamente abili hanno diritto ad avere un loro progetto su misura, adatto a ciascuno a seconda del problema, un percorso individualizzato che vada anche oltre la scuola. L'insegnante di sostegno, secondo quanto prevede la legge, viene assegnato alla scuola come sostegno agli altri insegnanti curricolari ed è la scuola, insieme al territorio, che deve mettere in atto tutte le risorse per realizzare a pieno l'integrazione. Ma è un'azione che deve vedere coinvolti tutti i docenti della classe e le altre figure professionali specialistiche che devono essere assicurate anche da enti locali, Asl e dal territorio in un lavoro comune e condiviso, senza lasciare da sola la scuola.

Peccato che la scuola debba fare i conti con finanziamenti sempre piu' esigui per l'autonomia scolastica — e quindi si trovi praticamente senza risorse per intervenire. Gli Enti Locali — a loro volta — stanno tagliando i bilanci, spesso a partire dall'assistenza ad anziani e disabili. Delle ASL e delle loro difficolta' abbiamo gia' parlato qui. Percio' tutto finisce per essere affidato alla buona volonta' delle persone, alla loro capacita' di trovare espedienti tra le pieghe del sistema (rimando al post di Lia, su questo punto — ma e' anche la mia personale esperienza, da insegnante prima, da genitore adesso).
Ma soprattutto, quel che colpisce e' la totale vaghezza della risposta del ministro. Non c'e' un impegno, non c'e' una cifra, non c'e' una data. Non c'e' uno straccio di progetto, di programmazione di interventi. Insomma non c'e' nemmeno un tentativo di *governo* del problema. E' l'equivalente di una pacca sulla spalla, accompagnata da un "Andra' tutto bene". Se rispondessi cosi' io, alla lettera della mamma di Luca, sarebbe forse comprensibile — e comunque condiscendente e fastidioso. Ma che risponda cosi' il ministro competente, la persona istituzionalmente responsabile di risolvere il problema, e' semplicemente una presa per i fondelli.

P. S. Come scrive genialmente Sotto l'ombra degli olmi, solo chiacchiere e distintivo. Grazie ad Uyulala che ci ha segnalato il post (e il blog).

Il thread prosegue qui.

5 Commenti a “Era meglio se stava zitto”

  1. lia ha scritto il 15 settembre 2007 alle 2:43 pm

    Sono assolutamente d'accordo e, ieri sera, ho letto le parole del ministro con fastidio profondo.
    Aria fritta, totalmente.

    Io, nel mio piccolo, so che l'insegnante di sostegno è quello che, tra le altre cose, mi deve SPIEGARE come interagire con l'allievo di cui si occupa. E' inutile parlare di azioni "che vedono coinvolti tutti i docenti delle classi" se io sono una laureata in lingue che non ha la più pallida idea di quale debba essere, l'azione in questione, e i colleghi idem.
    Perché, come dicevo da me, succede che a volte manco li vedo, io, i colleghi di sostegno, se non durante i CdC, ché non hanno ore da dedicarci.
    Chi lo deve coordinare, un certo lavoro? Chi deve guidarci, volta per volta, affinché il tutto abbia un senso, al di là dell'aria fritta?

    Odio parlare in generale, non mi viene: permettimi di andare sul personale, al solito.
    Ho avuto, 2 anni fa, un ragazzino con deficit d'attenzione e iperattività. Fare lezione con questi ragazzini è un delirio, se non riesci a prenderli dal verso giusto: passi l'ora a cercare di fermarlo mentre zompetta per tutta la classe, ti fa le smorfie alle spalle, tira i capelli alle compagne e via dicendo.
    Inutile dire che, nella mia ora, il sostegno non c'era: il collega, pur bravissimo e di ruolo, non aveva ore, semplicemente.
    In teoria, quindi, in quella classe io non riuscivo a fare lezione: o stavo dietro a lui, o stavo dietro agli altri.
    Niente spagnolo in quella prima, quindi?

    Poi, al solito, una si documenta, cerca siti che le spieghino il disturbo, scopre online i trucchi da adottare e così via.
    E magari i trucchi sono semplici: mantenere il contatto con gli occhi, affidargli incarichi, permettergli di muoversi con delle scuse….
    Svuota un po' di mare col cucchiaino.
    E magari lo fa per ragioni semplicemente personali, affettive: nel mio caso, perché il ragazzino era egiziano ed io ero appena tornata dall'Egitto. Figurati, quindi, se non avevo voglia di sbattermi…

    Ma è su queste basi, che il ministro rassicura i genitori?
    Be', non è il caso.
    Perché poi il ragazzino è stato bocciato comunque, dopo 10.000 sospensioni per "cattivo comportamento", ed io non so a chi dare la colpa.
    Perché, in un sacco di casi, è vero: senza il sostegno, tu devi scegliere tra questi ragazzini e il resto della classe.
    E non possono farci questo.
    Non è giusto per nessuno.

  2. Uyulala ha scritto il 15 settembre 2007 alle 2:52 pm

    Purtroppo lo sapevo. Ho letto la segnalazione di Mario in due post, analoghi al vostro, che vi linko qui sotto.

    http://ombra.picopage.com/?p=670

    http://ombra.picopage.com/?p=672

    Viviamo in un mondo dove le parole hanno perso completamente di significato, ridotte a stupidi e vuoti slogan senza alcuna radice, senza un terreno di prassi e di fatti.

    Che dirvi di più? Vado a cercare le mie braccia. A furia di cascarmi a terra me le sto perdendo.

  3. restodelmondo ha scritto il 15 settembre 2007 alle 11:31 pm

    Non riesco a commentare decentemente causa travaso di bile che mi fa mormorare frasi tipo "prenderlo a calci in…".

    Solo: la mancanza di rispetto del proprio interlocutore – per tacere del cittadino in generale* – lascia senza fiato.

    [*se vai su un sito di un ministero o di un consolato della Repubblica Italiana i primi menu che si aprono sono "il ministro" e "il ministero". C'entra solo tangenzialmente: ma mi pare un segno.]

  4. mario ha scritto il 15 settembre 2007 alle 11:42 pm

    Ho pubblicato questo testo sul commento al post di Lia ma mi sa che non l'ha preso, perciò lo propongo qui, tanto leggiamo entrambi i blog.

    Il problema principale del sostegno è che non si fanno distinguo. Il numero di insegnanti necessari viene calcolato come coefficiente che parte dal numero di alunni "sani" e non da quanti sono i bisognosi.

    Aggiungiamo poi che il certi casi il bambino in realtà viene semplicemente appoggiato a scuola, spesso con un assistente del comune, perchè sarebbe troppo difficile farlo partecipare attivamente alle lezioni. Sempre che il comune abbia i soldi…

    Poi viene la modalità con cui si scelgono gli insegnanti di sostegno. Diciamocelo, fare l'insegnante di sostegno è una pratica mosochistica che solo pochi pazzi fanno per amore, di solito è una scelta di ripiego per cercare di raggranellare punteggio e soldi, in mancanza di meglio.

    Così se hai un figlio handicappato devi diventare sapiente come Pico della Mirandola, perchè devi essere tu a dire alla scuola come fare per arrabattare qualche ora in più svicolando tra leggi e regole, forte come chuck norris per importi su dirigenti recalcitranti, paziente come gandhi per sopportare il peso di tutto questo, ma soprattutto avere il culo di uno che vince ogni anno il superenalotto per ritrovarsi assegnata una santa come quella che ha accompagnato quest'anno mia figlia all'esame di liceo. Che il diploma non glielo hanno potuto fare, ma l'esame, nei suoi limiti, mia figlia e la prof di sostegno l'hanno affrontato e superato meglio di tante viziatissime normali….

  5. Amministratore ha scritto il 16 settembre 2007 alle 2:10 am

    @mario: il tuo commento era restato impigliato nell'antispam. Scusa per il ritardo con cui lo pubblico.

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