sabato, 29 settembre 2007
Ciao
Nelle categorie: Quel che resta — Scritto dal Ratto alle 12:18 pm

La Rat-Family va al mare per una settimanetta. L'ipotesi Dahab alla fine non si e' rivelata praticabile — sara' per un altro momento. Andalusia, stavolta. Se c'e' un po' di wi-fi in albergo, magari postiamo qualcosa.


venerdì, 28 settembre 2007
Birmania
Nelle categorie: Politica e altre indignazioni — Scritto da Amministratore alle 12:02 am

Non so se ho qualcosa di rosso da mettere — e non so nemmeno quanto serve — ma non me la sento di non far niente. E allora vesto di rosso il blog.


L'autocitazione e' cosa poco elegante. Ma in occasione della festa di Sukkot quel che avevo da dire (e il mio augurio) e' scritto qua.



domenica, 23 settembre 2007
e-cosa?
Nelle categorie: Ma vaffanculo!, Web — Scritto dal Ratto alle 10:59 am

Di solito non parlo di roba che ha a che fare con il mio lavoro sul blog — ma questa volta proprio non posso tenermi.

Un Comune della mia zona manda in giro fatture della TARSU (ovvero la ex-tassa sui rifiuti solidi urbani, ora pomposamente trasformata in tariffa) fatte cosi':

Vi prego di notare il particolare evidenziato dalla freccia in alto a destra:

Ma che bravi, penso io, che sull'e-gov lavoro da anni e sono particolarmente sensibile al tema: allora questa roba si paga via internet — niente code, in cinque minuti e' fatta. Pensa contenti i cittadini. Beh, guardate meglio (particolare evidenziato in basso):

Cos'e', gli hanno spiegato male che cosa vuol dire online — e sono convinti che in buon inglese significhi "in coda"? Per altro: il bollettino non e' pagabile via web nemmeno tramite il sito di Poste.it.
Mi aspetto luminose spiegazioni da qualcuno. Nel frattempo posto nell'adeguata categoria.


venerdì, 21 settembre 2007
Erev Yom Kippur 5768
Nelle categorie: Ebraismo, Israele e dintorni — Scritto dal Ratto alle 6:50 pm

Stasera inizia Yom Kippur. E lo so che la storiella e' vecchia e arcinota — ma e' esattamente cosi' che la penso — e che mi sento quest'anno.

La vigilia di Yom Kippur il vecchio sarto Yankele si rivolge al cielo:
"Signore, ascoltami: io non sono che un umile sarto e non posso scrutare nei tuoi pensieri — ma sono un devoto servitore delle tue Leggi. E tu ci comandi il pentimento e ci chiami ad affliggerci per i nostri peccati — e a chiederti perdono. Ma guarda quaggiu', Signore: guarda le catastrofi, le malattie, guarda le persecuzioni contro il tuo popolo, guarda gli innocenti che soccombono ai farabutti, i poveri calpestati e offesi, i bambini che muoiono prima di avere commesso una sola colpa. Ti par giusto tutto questo, Signore? E tu comandi a noi l'afflizione e il pentimento per i nostri peccati? No, Signore, ascolta quello che ti dico: domani e' il giorno santo di Kippur — affliggiti e pentiti, cosi' che noi possiamo perdonare i *tuoi*, di peccati".

(libera rielaborazione di una storia tradizionale che ho letto tra l'altro in questo librino)


Bob Dylan e' sicuramente il mio candidato.



giovedì, 20 settembre 2007
Sant'Eusebio di Camagna
Nelle categorie: Imponenti emergenze, Nel paese dei Bogia-Nen — Scritto dal Ratto alle 7:45 am

Era un po' che volevo farle, queste foto, per la mia serie sulla follia edilizia piemontese. Ci ero stato l'anno scorso, di fretta, e mi ero appuntato mentalmente che avrei dovuto tornarci. Ci sono ripassato qualche mese dopo, ma il tempo era inclemente. Approfittando della Festa della Liberazione e di una bella giornata, siamo andati a fare un picnic a pochi passi da li' (il post arriva soltanto ora, a distanza di mesi, perche' nel frattempo e' successo di tutto — e foto e idea erano rimasti li' a frollare).

Il fatto e' che il paese di Camagna e' un po' nascosto, ci arrivate per vie fuori di mano che si inerpicano sulle colline — e non lo vedete se non quando ci siete quasi arrivati.

C'e' solo quella specie di boa da tonneggio che sbuca su dalle creste, alle svolte della strada — e solo man mano che vi avvicinate capite che cosa e'.

Quando entrate in paese, l'edificio scompare, nascosto dai vicoli. A una svolta ve lo trovate davanti, di colpo, dal lato dell'abside:

Come capita spesso, il mastodonte riposa sulla cima di una collina, in modo da essere ancora piu' elevato e visibile da lontano. Qui una robusta scalinata vi porta a piedi dalla piazza sottostante al fianco della chiesa e alla facciata.

Il tamburo della cupola, con la madonna dorata e i santi, visti dalla piazza ai piedi della scalinata.

La facciata della chiesa, dedicata a Sant'Eusebio

Il fianco destro della chiesa affaccia su una piazzetta, che permette una vista particolarmente spettacolare…
Il campanile e' l'unica parte della chiesa sopravvissuta al rifacimento di fine Ottocento

Gli edifici intorno sono irrimediabilmente fuori scala

I santi della cupola

in particolare il San Sebastiano con tanto di frecce, con accanto un rigido abatino

e la Madonna in tutto il suo dorato splendore.

Peccato che l'interno fosse inaccessibile. Mi aspettavo mirabilie. Ma ci tornero' — oh se ci tornero'.


martedì, 18 settembre 2007
E ri-era meglio se stava zitto
Nelle categorie: Ma vaffanculo!, Politica e altre indignazioni — Scritto dal Ratto alle 9:37 pm

"La scuola da sola non può garantire insegnanti di sostegno e operatori per il sostegno materiale, il cui impiego non compete al Ministero". E' questa la risposta che il ministro [Fioroni] ha dato ai genitori dei bambini disabili che hanno protestato davanti al palco.
"L' errore di fondo – secondo Fioroni – "è quello di considerare l' insegnante di sostegno, che è un supporto degli insegnanti ordinari, anche un assistente sociale ed un educatore". Tali compiti vanno invece "affidati ad altre figure professionali", che debbono essere reclutati dalle scuole "grazie all'impegno congiunto degli enti locali".

(da Repubblica)


lunedì, 17 settembre 2007
I soldi ci sono, signor Ministro
Nelle categorie: Politica e altre indignazioni — Scritto dal Ratto alle 5:13 pm

Nel frattempo emerge che nelle casse dello Stato stanno entrando otto miliardi di euro in piu' di quanto preventivato.
Mi pare di ricordare che nel programma dell'Unione ci fossero scritte, tra le altre, queste due cose qui (pag. 225 sgg.):

Il futuro dell’Italia parte da qui: la società e le famiglie devono investire nella scuola, che sarà chiamata ad una maggiore responsabilità. Combatteremo così l’impoverimento culturale, l’analfabetismo di ritorno, il fallimento formativo, la dispersione scolastica.

La scuola può essere per gli studenti anche luogo di integrazione, dove vengono valorizzate le differenze e rifiutate le discriminazioni e i pregiudizi. In questo senso, noi crediamo indispensabile anche potenziare la qualità dell'integrazione scolastica delle persone con disabilità, garantendo personale specializzato e adeguati servizi territoriali, al fine di rimuovere ogni barriera architettonica, percettiva e culturale al pieno esercizio del diritto allo studio degli studenti con disabilità.
Investire sui giovani è la scelta della nuova Italia.

E allora, riprendendo e rilanciando le cose che dicevo indossando i panni del Ministro della Pubblica Istruzione, perche' non destinare un ottavo di quella somma — un miliardo di euro tondo tondo — proprio alla scuola? E di questo miliardo — non ha forse senso destinarne una fetta consistente (per esempio un terzo, cioe' i 330 Mln di cui scrivevo) a una serie di interventi significativi a favore dell'integrazione dei disabili nella scuola?
Non si dica che non ci sono le risorse. Se non si fara' nulla — e si preferira' tagliare l'ICI o altre tasse — sara' una scelta ben precisa. Di cui il ministro vero e tutta la maggioranza che lo sostiene porteranno la responsabilita' di fronte ai nostri figli.


domenica, 16 settembre 2007
Fantapolitica
Nelle categorie: Di(ver)s(e)abilita', Pipponi, Politica e altre indignazioni — Scritto dal Ratto alle 2:02 am

Torno sulla lettera del ministro Fioroni, perche' l'incazzatura non mi e' passata. E siccome non mi piace criticare e basta, provo a far finta di essere io il ministro e di rispondere come credo che un ministro dovrebbe rispondere. Senza vendere sogni, ma con ipotesi concrete. Senza gettare fango sulle istituzioni e senza smentire le scelte fatte, ma proponendo soluzioni graduali per uscire dal problema. La risposta *politica* di un ministro: non quella di un rivoluzionario o di un visionario, ma nemmeno quella di un cialtrone ipocrita.
Ovviamente le misure che propongo possono essere tutte sbagliate — e si puo' discutere su tutto. Ma il mio e' un semplice esercizio retorico per far capire che tipo di atteggiamento mi aspetterei da chi ha responsabilita' di governo.

Cara signora xxx,
la sua lettera non mi ha sorpreso, purtroppo, perche' sono consapevole che la scuola italiana non e' stata in grado di fare abbastanza per i suoi alunni diversamente abili. Le ragioni sono molte e vanno dalla carenza di fondi e di strutture alla scarsa cultura dell'integrazione che ancora permane in alcune parti del nostro sistema educativo. Come ministro ho assunto personalmente decisioni che non hanno aiutato a migliorare questa situazione, perche' costretto dall'esigenza di ridurre in breve tempo le spese del mio Ministero. Sono state scelte dolorose di cui non si puo' andare fieri, ma che hanno avuto una precisa necessita' di bilancio.
Ritengo tuttavia che la scuola italiana, che ha fatto la scelta coraggiosa di integrare gli alunni disabili nelle classi e di non tenerli separati dai loro compagni, abbia in se' un'eccellenza di modello che deve essere sostenuta da interventi e risorse adeguati. Non posso promettere che nei prossimi anni ci sara', come pure riterrei auspicabile, un insegnante di sostegno per ogni alunno disabile che ne ha necessita': si tratterebbe di piu' di sessantamila nuovi docenti con un costo annuo per la Pubblica Amministrazione di circa due miliardi e mezzo di euro, una cifra che non e' compatibile con le condizioni economiche del Paese. Tuttavia posso promettere che la mia azione di governo puntera' ad invertire la tendenza ed a garantire la crescita di risorse reali per la scuola, con particolare attenzione a tutte le misure che — a norma della nostra Costituzione — contribuiscono a "rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese".
Per essere concreto, Le illustro alcune misure che il mio Ministero adottera' a partire dal prossimo anno scolastico 2008-2009:
1. Aumento del 5% dei posti di insegnanti di sostegno (costo stimato: 160 Mln). E' poco, ma e' oggettivamente difficile fare di piu' in un anno e l'obiettivo e' di iniziare un trend che dovra' continuare negli anni a venire.
2. Creazione di un fondo speciale per l'integrazione degli alunni disabili, che sara' distribuito per iniziative legate all'autonomia scolastica e finalizzate a migliorare i servizi per gli alunni portatori di handicap. Tale fondo avra' una dotazione di 2000 euro per alunno disabile (costo stimato: 340 Mln).
3. Attivazione di percorsi di formazione sull'integrazione dei disabili (mirati alle situazioni concrete) per 10.000 docenti delle scuole di ogni ordine e grado (costo stimato 10 Mln).
Come vede, queste iniziative avranno un costo molto rilevante, che la comunita' nazionale dovra' coprire adeguatamente.
A tal fine intendo proporre l'istituzione di un contributo obbligatorio per l'integrazione a carico delle famiglie, nella misura media di 20 euro per alunno delle scuole di ogni ordine e grado. So che si tratta di una mossa impopolare — ma le somme richieste ad ogni famiglia sarebbero oggettivamente esigue (e distribuite progressivamente in base al reddito) e d'altronde la massa finanziaria raccolta (circa 180 Mln) costituirebbe un elemento importante per rendere realizzabili i progetti che ho esposto sopra.
Resterebbero da finanziare comunque circa 330 Mln di euro, che possono essere reperiti o reindirizzando il 5% della quota del cosiddetto "tesoretto fiscale" destinata alla spesa sociale o in Finanziaria 2008 rinviando e/o limando le ipotesi di riduzione dell'ICI e di altre imposte. So che anche in questo caso si tratterebbe di una misura impopolare, ma credo che dovremmo tutti tenere a mente la citazione delle "Leggi" di Platone che abbiamo inscritto in epigrafe del DPEF 2008-2011 e che ispira le linee di azione del nostro governo:

E' difficile innanzitutto sapere che e' necessario per un'autentica arte politica prendersi cura non dell'interesse privato, ma di quello pubblico – infatti l'interesse comune lega insieme le citta', quello privato le dilania -, e capire che l'interesse comune, se e' ben stabilito, e' utile tanto all'interesse comune quanto a quello privato, ad ambedue in sostanza, molto piu' di quello privato.

So che le misure che qui ho tratteggiato non saranno sufficienti a risolvere a livello di sistema i problemi che Lei ha indicato nella sua lettera. Credo tuttavia che potra' convenire con me che sono un insieme di provvedimenti importante e tale da dare un segnale della volonta' della scuola italiana di essere all'altezza della scommessa impegnativa dell'integrazione, che e' una prassi di assoluta eccellenza mondiale e che e' intenzione del Governo sostenere con tutti i mezzi disponibili.
So anche di poter contare sull'attenzione e sulla collaborazione di tutti i docenti e di tutti i genitori che — come Lei — sono impegnati nel duro ed esaltante compito di far crescere bene i nostri ragazzi, disabili o no.
Cordialmente,
Il Ministro della Pubblica Istruzione

A margine un po' di fonti:
Statistiche sulla popolazione scolastica
Statistiche sulla disabilita' nella scuola e sul numero di insegnanti di sostegno
DPEF 2008-2011


sabato, 15 settembre 2007
Era meglio se stava zitto
Nelle categorie: Di(ver)s(e)abilita', Ma vaffanculo!, Politica e altre indignazioni — Scritto dal Ratto alle 2:16 pm

Il ministro Fioroni risponde alla lettera della mamma che citavamo qui:

I bambini diversamente abili hanno diritto ad avere un loro progetto su misura, adatto a ciascuno a seconda del problema, un percorso individualizzato che vada anche oltre la scuola. L'insegnante di sostegno, secondo quanto prevede la legge, viene assegnato alla scuola come sostegno agli altri insegnanti curricolari ed è la scuola, insieme al territorio, che deve mettere in atto tutte le risorse per realizzare a pieno l'integrazione. Ma è un'azione che deve vedere coinvolti tutti i docenti della classe e le altre figure professionali specialistiche che devono essere assicurate anche da enti locali, Asl e dal territorio in un lavoro comune e condiviso, senza lasciare da sola la scuola.

Peccato che la scuola debba fare i conti con finanziamenti sempre piu' esigui per l'autonomia scolastica — e quindi si trovi praticamente senza risorse per intervenire. Gli Enti Locali — a loro volta — stanno tagliando i bilanci, spesso a partire dall'assistenza ad anziani e disabili. Delle ASL e delle loro difficolta' abbiamo gia' parlato qui. Percio' tutto finisce per essere affidato alla buona volonta' delle persone, alla loro capacita' di trovare espedienti tra le pieghe del sistema (rimando al post di Lia, su questo punto — ma e' anche la mia personale esperienza, da insegnante prima, da genitore adesso).
Ma soprattutto, quel che colpisce e' la totale vaghezza della risposta del ministro. Non c'e' un impegno, non c'e' una cifra, non c'e' una data. Non c'e' uno straccio di progetto, di programmazione di interventi. Insomma non c'e' nemmeno un tentativo di *governo* del problema. E' l'equivalente di una pacca sulla spalla, accompagnata da un "Andra' tutto bene". Se rispondessi cosi' io, alla lettera della mamma di Luca, sarebbe forse comprensibile — e comunque condiscendente e fastidioso. Ma che risponda cosi' il ministro competente, la persona istituzionalmente responsabile di risolvere il problema, e' semplicemente una presa per i fondelli.

P. S. Come scrive genialmente Sotto l'ombra degli olmi, solo chiacchiere e distintivo. Grazie ad Uyulala che ci ha segnalato il post (e il blog).

Il thread prosegue qui.


sabato, 15 settembre 2007
Nella sua testa
Nelle categorie: It — Scritto dal Ratto alle 7:08 am

Capire che cosa passa nella testa di It e' difficile. Certo, quando vuole qualcosa, anche senza parole, sa farsi intendere. Cosi' come sa esprimere i suoi affetti e i suoi bisogni emotivi. Ma che cosa pensa quando gioca — quando rimane assorto a guardare qualcosa — quando scaglia giocattoli contro il muro metodicamente, a ripetizione — quando gira su se stesso come un derviscio danzante — quello si' che e' difficile da penetrare.
Pero' credo di aver intuito una cosa — che probabilmente e' comune a molte, se non a tutte le persone autistiche. It si gode *tutte* le sensazioni che riesce a procurarsi: col tatto, con l'udito, con la vista, con il movimento (con il gusto anche, ma ho l'impressione che gli interessi meno). Ricerca continuamente stimoli sensoriali e ne trae un evidente piacere. Mi chiedo se non sia questo che fa di lui un bambino dall'aria felice.
Questa consapevolezza continua del piacere dei sensi, dell'interazione del corpo con il mondo — e' una cosa che mi affascina — e che perfino un po' gli invidio — e che forse dovrei imparare.


Siamo appena tornati dall'ospedale, noi stremati molto piu' di lui. Il tempo di entrare in rete e leggiamo questa lettera: non e' un buon rientro, nemmeno per noi che il sostegno quest'anno non l'avremmo comunque.



giovedì, 13 settembre 2007
Rosh Ha'shana 5768
Nelle categorie: Ebraismo, Israele e dintorni, Quel che resta — Scritto dal Ratto alle 12:03 am

L'anno comincia in un momento difficile per noi. Speriamo che sia piu' dolce del precedente.
Un augurio un po' ospedaliero dalla Rat-Family.


mercoledì, 12 settembre 2007
Una bella lettera
Nelle categorie: Di(ver)s(e)abilita', Laicita'/Religione — Scritto dal Ratto alle 11:30 pm

La Chiesa cattolica tuona sul tema di aborto ed eugenetica. E' un tema che sentiamo molto vicino, per ovvie ragioni — e da qualche tempo avevo in mente di scriverne. Ma stamani Repubblica di carta ha pubblicato una lettera a firma di Maura Malinverno, che secondo me dice tutto quel che c'e' da dire — e in cui ci siamo riconosciuti — direi parola per parola:

Otto anni fa sono diventata mamma di una bellissima bambina con trisomia 21; non per scelta, se l'avessi saputo d'accordo con mio marito avremmo interrotto la gravidanza. Ero giovane e tutti gli esami non invasivi erano perfetti eppure nostra figlia e' nata con due splendidi occhi a mandorla.
Che fare? Ho iniziato con il fare la mamma, compito di per se' gia' difficile e sconosciuto (era il mio primo figlio) e poi ho deciso che volevo essere in prima linea e conoscere il piu' possibile le caratteristiche del suo handicap e cosa potevo fare per aiutarla a crescere.
E cosi' mi sono rimessa a studiare. Ho fatto la mamma, la terapista, ho cercato strategie diverse con la fantasia per trovare un altro modo per comunicare quando quello verbale non arrivava. Ogni conquista di mia figlia anche la più banale e' stata per noi motivo di gioia immensa che ci ha ripagato delle fatiche fatte insieme per raggiungerla.
La prima volta che ha detto mamma ero cosi' felice che mi sono dimenticata subito delle ore di logopedia e degli esercizi quotidiani. Quando finalmente, a due anni, ha lasciato la mia mano per fare i primi passi ho pianto dalla gioia. Ogni giorno è una conquista; a volte mi sento senza piu' energia, poi lei mi guarda, mi offre uno dei suoi sorrisi disarmanti e si riparte.
Lunedi' e' il primo giorno di scuola, non sappiamo ancora chi sara' la sua insegnante di sostegno quando arrivera' a scuola e per quante ore settimanali. Ci sara' da lottare ancora con la mancanza di fondi e di strutture. In una strada in salita forse sarebbe quantomeno rassicurante riuscire ad avere un'insegnante di sostegno ad inizio anno, di ruolo, che magari rimane per 5 anni.
Si', e' una strada faticosa, a volte molto, ma sono ogni giorno felice di averla intrapresa. Ma a chi decide di non volerla percorrere vanno tutto il mio rispetto e comprensione.

Non conosco Maura — ma sento il bisogno di ringraziarla per aver trovato queste parole.


Qualcuno con maggiore cultura medico-scientifica di noi ci puo' dire quanto e' solido questo articolo comparso oggi su Tuttoscienze de La Stampa?



domenica, 9 settembre 2007
Domenica di settembre
Nelle categorie: It — Scritto dal Ratto alle 10:28 pm

Domani It si ricovera per una serie di esami e accertamenti vari. Oggi percio' la Rat-Family si e' dedicata a viziarlo adeguatamente.
Al mattino ultimo tuffo in piscina all'aperto, prima che il clima si metta decisamente al freddo (onestamente siamo gia' al limite, in queste lande — perfino il piccolo anfibio dopo un quarto d'ora d'acqua ha accettato senza troppo scontento la prospettiva di un asciugamano al sole).
Al pomeriggio — per la prima volta nella sua vita — It ha varcato la soglia di un cinema. Volevamo fare un esperimento — ma gia' ci vedevamo ad inseguire il piccolo scatenato al buio tra le file delle poltrone — o a tentare di zittire le sue grida — o a cercare di impedirgli di scagliare il ciuccio e ogni genere di oggetti sugli altri spettatori — e costretti a lasciare la sala di corsa dopo dieci minuti di proiezione.
Invece il pargolo si e' goduto tutto Shrek Terzo con entusiasmo e partecipazione, in grembo ora all'uno ora all'altro genitore — quasi senza emettere un suono e comportandosi meglio della maggior parte dei bambini (e non solo dei bambini) che frequentano le sale cinematografiche. No — dico — e' rimasto quasi fino alla fine dei titoli di coda!
Questa sera ci sono due genitori cinefili molto — moooooolto fieri del loro fanciullo. ;-)

P. S. Ovviamente per tutta la settimana entrante saremo sul blog men che saltuariamente. Dubito che in ospedale ci sia un'area Wi-Fi.


sabato, 8 settembre 2007
Chi di V- colpisce…
Nelle categorie: Ma vaffanculo! — Scritto dal Ratto alle 10:53 am

Questo blog non partecipa al Vaffanculo-day — e anzi lo manda volentieri dove vuol mandare altri. Perche'? perche' chi lo promuove e' un cialtrone, come dimostra se non altro il post di cui si parla qui.


venerdì, 7 settembre 2007
L'autismo e gli estranei – II
Nelle categorie: It — Scritto da waldorf alle 1:07 am

Rispetto a quello di cui ho scritto nel precedente post c'e' un fenomeno speculare, fonte di non meno problematiche. Se quelli che non sanno che Enrico e' autistico e neanche sono troppo edotti di cosa sia l'autismo rimangono perplessi di fronte alle sue manifestazioni, invece quelli che conoscono la sua condizione hanno, proprio perche' preparati sul tema, un atteggiamento un po' prevenuto in negativo. Se e' autistico, significa che e' un bambino indifferente al mondo, privo di affettivita', di aperture all'esterno di qualsiasi tipo, persino di capacita' di godersi la vita.
Saranno le illusioni materne, ma Enrico non mi sembra rispondente a questo schema, e forse nessun bambino autistico lo e' veramente. Enrico e' di natura affettuosa, coccolone, interessato a cio' che lo circonda, spesso contento della vita. Basta guardarlo mentre zampetta nelle pozze scandalizzando i passanti benpensanti per capire che e' perfino un po' edonista…
In fondo se ha tempo di abituarsi e' perfino capace di interagire con soddisfazione con qualcuno che non siamo noi.
Questo non risponde alle aspettative degli specialisti, che ci guardano con un filo di commiserazione pensando alla nostra sfortuna di non avere un bel bambino neurotipico, che non ci riempa di soddisfazioni con i suoi progressi. Piu' di una volta abbiamo suscitato sguardi dubbiosi dichiarando che noi con Enrico ci stiamo bene: come si permettono questi di trovare soddisfacente la relazione con un autistico?
Certo, il soggetto non aiuta, visto che pensa bene di esibirsi in tutte le più classiche manifestazioni da manuale non appena un neuropsichiatra entra nel suo raggio di azione (pare che abbia il radar!).
Comunque il possibile atteggiamento negativo di chi lo segue, le aspettative basse credo che vadano contraddette. Non aiuta il genitore di questi bambini non credere nelle loro possibilita'. In fondo abbiamo il diritto di pensare come tutti i genitori che i nostri figli possono in un futuro vincere un premio Nobel, collezionare qualche Oscar, andare sulla Luna, conquistare un po' di medaglie olimpiche e quant'altro.
E del resto non so quanto invidio i genitori di quei bambini neurotipici che a volte incontriamo andando ai giochi con Enrico e che — all'eta' di circa cinque anni — si gridano a squarciagola "vaffanculo". Forse la mancanza del "dono della parola" qualche risvolto positivo ce l'ha.


mercoledì, 5 settembre 2007
L'autismo e gli estranei
Nelle categorie: It — Scritto da waldorf alle 12:59 am

Una cosa che trovo estremamente complicata della condizione di Enrico e' il rapporto con la gente. Il suo papa' mi direbbe che me ne preoccupo troppo, ma non ci posso fare niente, mi sento spesso in difficolta'.
Il fatto è che Enrico esteriormente, come credo quasi tutti i bambini autistici, non ha segni di "handicap", e' un bambino fisicamente sano, vivace (anche troppo) e di aspetto gradevole (onestamente). Il che comporta che le persone non si aspettino anormalita' particolari, ma rimangono perplesse vedendo che lui ignora il resto del mondo, che corre di continuo (quando non si abbarbica in collo a mamma e papa') o che soprattutto invece di parlare urla o comunque infila sillabe senza senso, che a volte ha forti crisi di rabbia ecc. ecc.
Come spiegare ad esempio ai vicini che conoscevano Enrico prima che cambiasse radicalmente questa primavera a causa della sua malattia che non fa piu' "ciao ciao" perche' e' autistico? Oppure alle vecchiette che per la strada gli chiedono "come ti chiami" che non puo' rispondere loro per lo stesso motivo? E come si puo' far capire che certe cose non le fa per maleducazione (magari anche, ma provate voi ad educarlo!!) quanto perche' ha dei problemi?
A volte vorrei veramente che tutti sapessero cos'e' l'autismo e lo sapessero riconoscere. Pero' fino a che non ho scoperto che Enrico era autistico, sarei stata la prima ad essere perplessa… e cosi' temo che una soluzione non ci sia, e dovro' abituarmi alla perplessita' altrui, sperando di poter evitare i danni peggiori.
E comunque non sono sicura che i bambini "normali" non siano imbarazzanti in determinate occasioni per i loro genitori. Solo che la spiegazione sta nel semplice fatto che sono bambini, il che francamente e' gia' abbastanza terribile…


Gaspar Torriero, da par suo, stronca l'espressione "user generated content"



lunedì, 3 settembre 2007
Non dice a me…
Nelle categorie: Quel che resta — Scritto dal Ratto alle 12:55 pm

… ovviamente. Ma fa piacere lo stesso leggerlo sul muro andando a lavorare, no?


lunedì, 3 settembre 2007
Blog Day (atipico e) in ritardo
Nelle categorie: Roba da autistici, Web — Scritto dal Ratto alle 11:19 am

Da oggi, tra i link del blogroll, una serie di blog scritti da persone autistiche o da genitori di bambini autistici. E' il mio contributo, per quanto ritardatario, al Blog Day 2007.

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