giovedì, 30 agosto 2007
Personalmente, io porto il lutto per la sua scomparsa.
Personalmente, io porto il lutto per la sua scomparsa.
Per ora solo i link al sito e al blog di Joel Smith. Poi provero' a capire che cosa ne penso e a dirvelo. A prima vista mi paiono preziosi.
Martedi' mattina It ha fatto la sua bisettimanale seduta di psicomotricita'. Era svagato e distratto — il che, dati i suoi standard, vuol dire che i suoi tempi di attenzione erano ridotti a non piu' di cinque-sei secondi — forse era perfino un po' assonnato. Per di piu' alla seduta era presente anche la neuropsichiatra che lo prendera' in carico: una persona nuova che — come capita sempre — lo metteva in sospetto e a disagio. Insomma — una situazione dispersiva e — in linea di massima — poco produttiva.
Se non che, alla fine delle quasi due ore, quando la psicomotricista se ne era gia' andata e io stavo sbrigando le ultime formalita' con la nuova dottoressa, It ha preso un gioco che aveva maneggiato in maniera inconcludente e con poco costrutto apparente durante la seduta e — in pochi secondi lo ha risolto, con soltanto un minimo aiuto motorio da parte mia. Evidentemente aveva memorizzato e interiorizzato le istruzioni — e con i suoi tempi, quando ne ha avuto voglia lui — le ha elaborate. Delinquente — mai far vedere le tue capacita' quando ti osservano, eh?

Sia chiaro, era un giochino di manipolazione appena piu' complesso di quello che c'e' nella foto e che un bambino di diciotto mesi mediamente sveglio e' in grado di fare — ma per It — con i suoi problemi di messa in sequenza, di coordinazione occhio-mano, di motricita' fine — era una sfida non da poco . Sono cosi' i nostri successi, le cose che ci fanno sentire che una giornata non e' stata buttata via.