mercoledì, 29 agosto 2007
Oscurantismo ateo
Nelle categorie: Laicita'/Religione — Scritto dal Ratto alle 10:16 pm

Essendomi impigliato in una discussione con un gruppo di bright sul blog di RdM, sono debitore di un post di chiarimento sulle mie posizioni. Lo sto scrivendo ma mi pare cosa complicata e mi prende un po' di tempo. Spero solo di non fare come il poeta greco Simonide*. Nel frattempo pero'…

Mi sono imbattuto in questo post di Alessandro Bottoni, che attacca frontalmente la proposta di inserire la Bibbia tra i testi di cui si prevede la lettura e lo studio nelle nostre scuole.
Credo che Bottoni abbia torto marcio, da un punto di vista squisitamente laico e culturale — e non religioso. La conoscenza della Bibbia, ci piaccia o no, ne si condivida o meno il carattere religioso, e' uno strumento *indispensabile* per capire la cultura e la mentalita' della nostra civilta'. Senza la Bibbia non si capisce Dante, non si capisce la storia dell'Europa, non si capisce nulla guardando le vetrate di Chartres o gli affreschi di Giotto ad Assisi — ma non si capisce nemmeno il violinista sul tetto di Chagall, il nome di tanti paesi della nostra Italia, mille modi di dire della nostra lingua — e cosi' via. Chi non conosce la Bibbia vive in un mondo di cui ignora il passato e molti aspetti del presente — si muove come un cieco tra riferimenti che gli sfuggono e finisce per non avere in mano uno strumento critico fondamentale — perfino per opporsi all'oscurantismo religioso. Per questo e' importante che la scuola non ignori la Bibbia — senza lasciarne il monopolio all'ora di religione.
Se poi si ha paura che leggere un testo cosi' problematico e complesso possa turbare le giovani coscienze — allora davvero siamo alla specularita' assoluta rispetto alla peggior tradizione cattolica, che come e' noto e' assai diffidente all'idea che il Libro venga letto dal popolo. Per altro, stabilire che non vale la pena di studiare i grandi testi di cultura su cui si hanno delle riserve ideologiche mi pare una forma di oscurantismo tutt'altro che bright.

* Cicerone, De natura deorum, 1.22.60: "Quando il tiranno Ierone gli fece questa stessa domanda (quale sia la natura degli dei, NdT), si prese un giorno per elaborare una risposta; quando quello il giorno dopo gli ripropose la questione, chiese due giorni; visto che poi continuava a raddoppiare il numero dei giorni, Ierone si meraviglio' e gli domando perche' facesse cosi': 'Perche' quanto piu' a lungo ci penso – disse – tanto piu' oscura mi pare la possibilita' di rispondere'."

6 Commenti a “Oscurantismo ateo”

  1. marco ha scritto il 29 agosto 2007 alle 11:20 pm

    Grazie.
    Trovo ogni giorno piu' faticoso sfuggire alla dicotomia bright vs. bigotti, anche perche' gli estremisti bright mica sono migliori degli estremisti bigotti.

  2. delio ha scritto il 29 agosto 2007 alle 11:31 pm

    mi sembra un tema spinoso. la questione è che per un ateo come me l'arte è cresciuta (non nel senso che ha raggiunto nuove vette estetiche, ma che finalmente si è contaminata e ha raggiunto la sua età adulta) quando ha smesso di proporre la 10.234esima combinazione di s. girolamo, s. pancrazio, s. paolo e committente, e si è finalmente occupata del reale quotidiano. vale a dire, esattamente quando ha (parzialmente) voltato le spalle alla bibbia.

    riproporre la bibbia come libro di testo mi sembrerebbe, in questo senso, un ritorno al passato. innanzitutto perché un liceale dante non lo capisce lo stesso (piú per i riferimenti politico-storici che per quelli religiosi – ché in dante piú della bibbia c'è misticismo e sincretismo). in secondo luogo perché chagall, scusate, ma io lo posso apprezzare anche senza bibbia (e anche chartres e giotto*, o altrimenti uno dovrebbe rinunciare a priori a viaggiare in oriente o africa; e anche restando a giotto, mi spieghi dove trovo s. francesco o innocenzo iii nella bibbia?). infine, perché inserire la bibbia (tutta? o solo il nuovo testamento? o il pentateuco? e le interminabili genealogie, pure quelle?) come libro di testo vorrebbe dire, ahimé, togliere qualcos'altro – a meno di non estendere l'obbligo scolastico fino ai 32 anni. e scusate, ma io non capisco granché il senso di smettere di leggere calvino o primo levi (perché, ci scommetto, manzoni invece resterebbe ben saldo al suo posto) per far posto alla bibbia – ora datemi del laicista ottuso.

    * senza dimenticare che ovviamente la bibbia non parla di s. francesco. e allora? per questo uno non capisce niente ad assisi?

  3. Angelo ha scritto il 30 agosto 2007 alle 10:27 am

    @marco: e' lo stesso disagio che provo io. In parte credo sia colpa dell'offensiva neoclericale che c'e' in giro, che porta ad arroccarsi su posizioni altrettanto estreme per difesa — in parte temo che sia semplicemente che e' piu' facile essere schierati su posizioni estreme — costa meno dubbi e meno fatica.
    @delio: un po' di osservazioni, per semplicita' vado per punti:
    - l'arte "cristiana" e' sempre stata attentissima al reale quotidiano. Pensa alle centinaia di immagini del lavoro che ci sono nella scultura delle cattedrali romaniche. Il fatto e' che la Bibbia non e' soltanto il testo letterale che viene rappresentato — ma e' la *chiave di lettura* di tutto il resto. L'artista medievale puo' rappresentare un campo di grano con i mietitori — ma la sua rappresentazione e' debitrice del mondo ideale/ideologico della Bibbia. Senza questo la comprensione di quel campo e di quei mietitori e' men che dimezzata.
    - San Francesco non c'e' nella Bibbia: ma siamo sicuri che San Francesco sia comprensibile senza Bibbia? Non e' che il francescanesimo e' una roba che viene da Marte.
    - A me piace capire le cose che guardo. Se andro' in Africa o in Oriente cerchero' di aver studiato almeno un po' — se no avrei la sensazione di non capire nulla, di mancare dell'orizzonte di senso. E ribadisco, Chartres senza Bibbia e' un'insalata di belle macchie colorate.
    - Nessuno propone la Bibbia come libro *di testo* — ci mancherebbe altro. Ma come lettura fondamentale di un percorso di cultura si'. Leggiamo Omero e Virgilio, leggiamo Dante, leggiamo ahime' Manzoni — che proprio la Bibbia sia fuori dalla scuola (o sia relegata all'ora di religione se c'e' un insegnante sveglio) mi pare un controsenso. Naturalmente, si tratterebbe di sfrondare, di selezionare, di far capire la natura del testo nel suo complesso — come si fa per gli altri testi di lettura — certo non fermandosi al solo Nuovo Testamento. E magari di sacrificare un po' di Manzoni — o un po' di letture idiote (a mia figlia fanno leggere librini politicamente corretti sull'Afghanistan e sullo spaccio di droga) — e qualche "educazione" (stradale, alimentare, ecc. ecc.).

  4. delio ha scritto il 30 agosto 2007 alle 6:56 pm

    marco e angelo, la questione secondo me è semplice ai limiti della banalità: se fino a ieri la bibbia non si studiava a scuola (al di fuori dell'ora di religione), e invece domani si dovesse studiare, quali sarebbero i motivi di una sua improvvisa introduzione? e sì che è già qualche anno che è un best-seller, non è che ha vinto lo strega due anni fa. il suo impatto sulla cultura circostante è in crescita o in calo?

    detto sinceramente, secondo me sarebbe molto piú necessario leggere qualcosa del corano, a scuola. proprio perché è un testo (che io per primo quasi non conosco) e che forse potrebbe darci qualche chiave interpretativa che altrimenti non possederemmo su temi (sociali, politici, anche artistici) un po' piú attuali delle crociate o di giotto (e per altro continuo a pensare che la personalità di s. francesco sia stata forgiata dal suo contesto storico almeno quanto dal vecchio testamento).

  5. prosaica ha scritto il 1 settembre 2007 alle 8:13 pm

    A me piacerebbe, per i miei figli. Perché, pur non credendo, penso che sia un riferimento fondamentale nella nostra cultura. Letta, beninteso, come la Divina Commedia, il Decamerone, e come secondo me andrebbero letti a scuola i Promessi Sposi: pochi passi ben scelti e ben commentati. Chi poi vorrà leggersela tutta, è libero di farlo fuori da scuola.
    Si potrebbe farlo nell'ora sostitutiva a religione. E se poi si riuscisse a leggere, e spiegare, qualche pezzo del Corano, del Tao Te Ching, e della Baghavad Gita, e di quant'altro venga in mente a persone più colte di me, male non farebbe.
    PS Per chi non avesse capito, mi riferisco beninteso alla scuola secondaria, e con molta cautela e gradualità nella secondaria inferiore. Grazie per avermi dato l'occasione di sognare.

  6. restodelmondo ha scritto il 2 settembre 2007 alle 11:03 am

    A me piacerebbe molto che passi della Bibbia fossero nelle antologie scolastiche, per tutti i buoni motivi elencati qui sopra da Angelo e Prosaica (non ultimo ridurre i libri melensi sul Terzo Mondo Pieno di Sensibilità).

    Il guaio è che in Italia, al momento, temo che lo studio di qualunque testo religioso cada nella giurisdizione degli insegnanti di religione cattolica: per cui niente Cantico dei Cantici o Libro di Giobbe, ma solo Vangelo di Luca spiegato con fare da recita di Natale per la terza elementare.

    Sarebbe interessante se ci fossero degli insegnanti di letterature comparate – ma il medio professore di italiano è uno che avrebbe problemi a citare Dostoevskij, figuriamoci qualcosa scritto in (medio)oriente.

    Certo, dall'altra parte c'è l'esaurirsi di una parte di cultura che ha effetti agghiaccianti – ho amici che non sanno riconoscere i simboli degli evangelisti, per restare sull'arte – anche perché non è compensata da un'apertura (anche superficiale) ad altre culture (penso alla situazione che spesso si crea negli USA, ad esempio: magari non sai i dettagli di una cultura, ma hai un'infarinata di molte culture diverse).

    [Insomma, mi sembra proprio un dilemma.]

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