mercoledì, 13 giugno 2007
Quel che penso di Priebke e della sua pena l'ho scritto piu' di tre anni fa, qui. E non ho cambiato idea. Percio' non sono scandalizzato affatto se — usufruendo di un istituto previsto dalle leggi della Repubblica — Priebke puo' lasciare la detenzione domiciliare per andare a "lavorare" nell'ufficio del suo avvocato.
Questo non significa perdonare. Priebke il perdono non lo puo' avere, se non altro perche' i soli che potrebbero darglielo sono sepolti alle Fosse Ardeatine. Priebke il perdono non lo merita, perche' non ha mai dato un segno di rimorso per cio' che ha fatto. Ma la Repubblica applica le sue leggi — e le sue leggi sono improntate al senso di umanita' e al fatto che la pena non e' vendetta sociale legalizzata: di questo sono grato ai nostri padri costituenti. Perfino se puo' avvantaggiarsene Priebke.
Detto questo, e' evidente che Priebke in liberta' e' oggettivamente un motivo di turbamento per chiunque senta le Ardeatine come una ferita sua: ebreo o non ebreo, familiare delle vittime o semplice cittadino che non dimentica la storia. Ma essere cittadini significa andare oltre questo turbamento "prepolitico" e affidarsi alla legge.
Aggiungo che la dichiarazione di Mastella in merito mi pare assolutamente orrenda:
"Se facessi parte della comunità ebraica non sarei contento ma anche come cittadino resto abbastanza perplesso". Il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, ha risposto così a chi chiedeva un commento sulla decisione del Tribunale militare di sorveglianza che permette all'ex ufficiale delle SS, Herich Priebke, di lasciare ogni giorno i domiciliari per andare a lavorare.
"Ogni atto che va in questa direzione, per quanto possa essere atto di perdono giudiziario, finisce per ricordare tragedie che restano tragedie", ha proseguito Mastella rivolgendo tutta la sua "vicinanza" alla comunità ebraica. Il Guardasigilli ha infine indicato di non potere esprimere altri "giudizi di merito" sulla questione trattandosi di giustizia militare che "non rientra nelle mie competenze". (da Repubblica)
"Se facessi parte della comunita' ebraica"? come se le Fosse Ardeatine fossero un lutto privato degli ebrei — e non una tragedia di tutta la comunita' italiana. "Anche come cittadino"? come se gli ebrei italiani non fossero pienamente cittadini di questa Repubblica, ma qualcosa d'altro. Sara' ipersensibilita' mia, ma Mastella sembra non aver capito che gli ebrei sono cittadini italiani proprio come lui…







Accidenti, la cavolata che ha detto Mastella mi ha fatto lo stesso effetto che ha fatto a te.
Da quanto tempo non passavo da qua, mamma mia!
Un saluto da Imperia.