lunedì, 9 aprile 2007
Splendore e miseria
Nelle categorie: Curiosando e andando in giro, Nel paese dei Bogia-Nen — Scritto dal Ratto alle 11:57 pm

Ieri siamo andati a fare un giro in Val Maira, in particolare in quel posto meraviglioso che e' Elva. Sulla via del ritorno Waldorf, che ha un occhio tutto particolare per scovare bei posti nelle cose scritte in piccolo delle guide turistiche, mi ha dirottato a San Costanzo al Monte, a un passo da Dronero. E' uno tra i piu' singolari monumenti romanici del Piemonte, costituito di due chiese sovrapposte, di cui la superiore a tre navate con cupola ottagonale su pennacchi. La parte absidale, altissima e molto simile a quella della Sacra di San Michele, e' coronata da false gallerie. Ricco anche il corredo di sculture, tanto all'esterno che all'interno. Qualche rimaneggiamento posteriore, soprattutto negli edifici circostanti e nella facciata (barocca), non cancella lo splendore del complesso. Le mie foto non sono gran che, ma forse danno un'idea della meraviglia di cui stiamo parlando (formati piu' grandi e altre immagini su 23, cliccando sulle miniature):




Eppure questa chiesa non la trovate negli itinerari turistici. Perche'? perche' e' in completo abbandono — e in condizioni pietose. Un minaccioso cartello su un ingresso vieta l'accesso e segnala pericoli di crollo: ma il portone della chiesa e' sfondato e si apre alla minima pressione; nell'area "vietata" dal cartello si entra dal retro, senza incontrare alcuna recinzione o ostacolo. Il monumento e' nello stesso tempo invisitabile — se non a rischio e pericolo di chi entra — e completamente esposto a vandalismi, intemperie — e peggio ancora.
Eppure — facendo qualche rapida ricerca su Google — ho scoperto che gia' nel 1998 una legge (la n. 61/1998, art. 23 comma 6-bis) stanziava un miliardo e ottocento milioni di lire a favore della Provincia di Cuneo "per l'intervento a tutela delle condizioni statiche del complesso monumentale di San Costanzo al Monte". E in effetti un robusto intervento di restauro e' stato intrapreso: lo rivelano la copertura del tetto, in buone condizioni, il paramento in pietra della parte absidale, che e' stato evidentemente consolidato e ripulito — e soprattutto le travature e i tiranti d'acciaio che armano tutto l'interno della chiesa e che ne garantiscono una sia pur non troppo rassicurante stabilita'. Ho anche trovato l'annuncio, nel novembre 2004, di un appalto della Provincia di Cuneo per il "terzo lotto dei lavori di restauro e consolidamento statico degli edifici esterni del complesso abbaziale di San Costanzo al Monte nel comune di Villar San Costanzo, in Valle Maira". Tra 2004 e 2005 il Club Unesco di Cuneo ha ottenuto un contributo di 4.500 euro dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo per produrre un DVD multimediale sul monumento; di questo lavoro e' stata fatta una presentazione a febbraio 2005 presso il Comune di Villar San Costanzo alla presenza dell'Assessore provinciale al Turismo, Angelo Rosso. Sul blog di Artemista, infine, trovo l'annuncio che venerdi' 16 giugno 2006 "viene riaperta al pubblico la chiesa romanica di San Costanzo al Monte, uno dei capolavori del medioevo piemontese da anni oggetto di un accurato restauro. Appuntamento alle ore 18.00 per l’apertura ufficiale".
Che cosa e' successo nel frattempo? Come e' possibile che in meno di dieci mesi si sia passati dalla riapertura al pubblico all'attuale pauroso stato di sfacelo, con tanto di minaccia di crolli? Come e' successo che le pubbliche amministrazioni interessate, che hanno ricevuto e stanziato denaro pubblico per la conservazione dell'edificio, se ne siano disinteressate al punto di non provvedere nemmeno a un lucchetto e a una catena per impedire l'accesso a un cantiere pericoloso? Che cosa ci siamo persi? Quali informazioni non abbiamo trovato?
Se qualcuno ne sa qualcosa piu' di me, lo prego di raccontarcelo. Se poi si puo' fare qualcosa per impedire lo sfascio di questo gioiello — io sono a disposizione, per quel che conta.

5 Commenti a “Splendore e miseria”

  1. PaoloB ha scritto il 10 aprile 2007 alle 2:26 pm

    Perchè non chiami direttamente la Provincia di Cuneo?

    Da quello che ho imparato io, le amministrazioni funzionano male in modalità pull ma discretamente in modalità push….

  2. Angelo ha scritto il 10 aprile 2007 alle 2:36 pm

    @PaoloB: gia' fatto — nel senso che ho inoltrato il link a questo post agli assessorati al turismo del Comune di Villar San Costanzo, della Comunita' Montana Valle Maira, della Provincia di Cuneo e della Regione Piemonte.
    Al momento mi ha risposto soltanto la Comunita' Montana che ha inoltrato "per competenza" alla Provincia…

  3. comidademama ha scritto il 10 aprile 2007 alle 3:09 pm

    La Val Maira è meravigliosa. Non consocevo questo luogo straordinario, ora consulto Nadia, che di Architettura ne sa moltissimo e conosce molto bene la Val Maira.

  4. PaoloB ha scritto il 10 aprile 2007 alle 5:34 pm

    Angelo, ma come?

    Un ex come te che ignora i perversi meccanismi della PA italiana?????

    Ci sono due soli meccanismi per ottenere una risposta significativa da una PA: quello ufficiale e quello informale/amichevole.

    Nel primo caso, mandi lettera raccomandata con ricevuta di ritorno all'assessore competente e p.c. al Presidente della Provincia, al Sindaco e alla Soprintendenza.

    La risposta che ottieni sarà la risposta tipica di una PA: ti darà un sacco di informazioni, ma niente di quello che ti interessa sapere.

    La seconda è fare un po' di telefonate in giro: chiedi cortesemente di parlare con la persona responsabile; domandi spiegazioni e informazioni. Se sono come i toscani, ti racconteranno informalmente tutte le magagne del caso.

    Però devi telefonare. Le mail sono troppo anonime, e devi sapere con chi stai parlando.

  5. Angelo ha scritto il 10 aprile 2007 alle 7:15 pm

    @PaoloB: Lo so che hai ragione, ma sinceramente non ho tempo per dedicarmi al giro delle sette chiese… Gia' mi ci e' voluto un po' per scovare quel che ho trovato sul web — se vorranno, risponderanno. Se no, mando il link a un po' di organi di stampa malevoli — e se la storia piace, risponderanno a loro.

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