martedì, 20 marzo 2007
Non sono affatto sicuro che la proposta di legge di iniziativa popolare sulla gestione pubblica delle acque, il cui testo sta qui, sia in tutto e per tutto condivisibile; in particolare mi sembra un po' ideologica quando prevede il passaggio della gestione — in sostanza — a soli enti pubblici non economici e un po' propagandistica laddove prevede di finanziare il sistema idrico pubblico con la riduzione delle spese militari. Tuttavia mi pare che molte delle cose che la proposta di legge prevede siano sagge: in particolare il principio di fondo per cui l'acqua e' da considerare un bene comune da gestire a fini di utilita' pubblica e non di lucro.
Mi chiedo tuttavia se chi sta firmando la proposta in questi giorni ha capito che comportera' — a parita' di consumi — un aumento dei costi a carico delle famiglie, dato che prevede, al di sopra del limite di 300 litri a testa al giorno, una tariffazione equivalente a quella degli usi commerciali. Sia chiaro, credo che sia piu' che giusto far pagare l'acqua per quel che vale — e che l'attuale politica di tariffe minimali sia un pericoloso incentivo allo spreco. Ma non sono sicuro che molti virtuosi del politicamente corretto rinunceranno volentieri alla Jacuzzi dopo una dura giornata di volantinaggio…








Scusa,
domanda cretina. Al di la' delle enunciazioni di principio, cosa cambia rispetto alla situazione attuale, che prevede un progressivo aumento delle tariffe per l'acqua in modo da coprire i costi di gestione?
Attualmente sono tutti imbufaliti perchè le bollette stanno crescendo.