mercoledì, 21 febbraio 2007
Ho l'influenza addosso e quindi non ho proprio la forza di mettermi a scrivere un bel pippone sulla crisi di governo. Mi limito ad osservare che quel che avevo scritto il giorno dopo le elezioni del 2006 era una perfin troppo facile profezia — e che se si fosse tentato un percorso istituzionale, anziche' millantare una inesistente vittoria politica del centrosinistra probabilmente ora non ci troveremmo in queste nasse.
E adesso? La voglia di continuare come se niente fosse successo si taglia a fette: gia' si parla di reincarico a Prodi e di nuovo voto di fiducia al Senato. Ma questa soluzione non risolverebbe nulla. Altri sette o otto mesi di agonia — poi un altro stop perche' magari la Levi Montalcini non ce la fa piu' a venire ammirevolmente in Senato a votare.
So che quel che penso non interessa a nessuno e che non succedera' mai — ma continuo a credere che sarebbe l'ora di prendere atto che nessuno ha vinto le scorse elezioni — che non c'e' un mandato popolare (ne' parlamentare) a governare per nessuno. E allora un governo istituzionale subito — che tenga diritta la barra e riformi l'insostenibile legge elettorale — e poi a votare, prima che si puo'.







Si, si, si, si…. subito subito la legge elettorale e poi a VOTARE!
Mi dispiace per la tua influenza: ne ho passate due e so bene come ti buttano a terra…
Prodi non mi è mai piaciuto. Troppo ambiguo, troppo "democristiano" nell'accezione peggiore del termine. Riesce a scontentare tutti tranne forse le lobby americane. Ma vista la fine che ha fatto probabilmente neppure quelle.
Io non ne posso davvero più dell'Italia. Non conosco altre lingue, sennò a quest'ora starei ai Caraibi a vendere noci di cocco o in Thailandia a preparare batik per i turisti…
@uyulala: io invece sono stato un prodiano fin dal 1995 e credo che il progetto politico di Prodi sia stato l'unica cosa veramente innovativa che la sinistra italiana abbia prodotto. E l'unica che avrebbe potuto farci forse uscire dalle secche di una politica assolutamente incapace di pensiero. Mettere insieme sinistra socialista e cattolici democratici in Italia, superando uno steccato durato almeno sessant'anni e' un disegno che ha a che fare molto piu' con Berlinguer che con la DC — ed era il solo modo di lasciarci alle spalle l'irrisolta questione cattolica che tanto fa male a questo paese.
Bisogna pero' constatare che il progetto e' fallito — e che il PD, se mai si fara', sara' una pallida ombra dell'Ulivo del 1995-1996. Credo che Prodi abbia fatto il suo tempo: se un leader non riesce a trasformare in fatti le sue scelte politiche in piu' di dieci anni vuol dire che o il progetto era sbagliato o la persona era sbagliata.
Per il male di questo paese temo che siano vere entrambe le ipotesi…
Si', la voglia di emigrare e' forte.
Per una serie di ragioni stavo considerando l'ipotesi di andare via.
Mi sembrava per certi versi un tradimento, e cercavo una buona scusa per restare.
Mi hanno dato un eccellente motivo per partire.
Sorry.
Paolo