mercoledì, 24 gennaio 2007
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Sbagliero' — ma a me Grillini e Titti De Simone che in Parlamento esibiscono il triangolo rosa — per protesta contro i leghisti che si oppongono al riconoscimento dei diritti delle famiglie gay — non sono proprio piaciuti. Ma per niente.
Non che non abbiano ragione — nel merito. Trovo indecente che l'omofobia clericale cerchi di impedire allo Stato di legiferare per il riconoscimento di elementari diritti delle persone, senza discriminazioni di orientamento sessuale.
Ma lo sterminio nazista degli omosessuali e' toto caelo un'altra cosa. E il paragone finisce per sminuire la memoria di quell'evento — e piegarla alle esigenze di una polemica politica tutto sommato piccola piccola. E' uno sport diffuso in Italia: si paragonano i giovani con la kefiah che gridano slogan idioti contro Israele alle SS, l'occupazione israeliana della Palestina alla Shoah, le scemenze intolleranti dei cattolici con l'abisso di abiezione dei triangoli rosa. E in questa marmellata l'orrore di Auschwitz rimpicciolisce — sbiadisce — non se ne percepisce piu' la totale incommensurabilita'.
No — non e' cosi' che si deve ricordare. Troppo comodo. E questa memoria non deve essere comoda. Nemmeno per Grillini.







Sono d'accordissimo! Troppo spesso si usano i morti per la propria convenienza, dalla resistenza alla conta dei morti, a chi ne ha ammazzati di più e chi di meno.
Nessuno si sogna pero' di rispettare gli ideali per cui le stesse persone sono morte, dalla libertà, alla Costituzione, all'uguaglianza, al diritto di voto…che ormai, (e lo dice una di sinistra) abbiamo svenduto al miglior offerente.
(Ma siamo sicuri che quelli stessi politici la storia la conoscano??? io i miei dubbi ce li ho)
besos ;)
Premessa: tra i simboli GLBT preferisco l'arcobaleno.
Detto questo, il triangolo rosa è usato da anni dalla comunità gay per ricordare il "proprio" sterminio, quindi il silenzio di molti sul detto sterminio – e quindi come bandiera da portare con orgoglio, secondo un meccanismo abbastanza tipico della lotta GLBT (vedi i gay tedeschi che si sono "riappropriati" del termine "Schwul", più o meno "frocio").
C'è ovviamente un dibattito eterno a proposito dell'opportunità del simbolo. Credo che lo chiuderanno il giorno dopo la sconfitta definitiva dell'omofobia. ;-)
Ma – per tornare al tuo post – no, non è un'uscita particolarmente italiana.
@rdm: No, non ne faccio una questione di uso dei simboli in generale — anche se personalmente trovo che ci sia un po' troppa disinvoltura nel recupero dei simboli dello sterminio nazista — temo la banalizzazione piu' di ogni cosa. Allo stesso modo trovavo inqualificabile il riciclaggio della stella di David (arancione, non gialla — ma il riferimento era inequivocabile) da parte dei coloni di Gaza, ai tempi dell'evacuazione. Usare l'arma fine di mondo di assimilare il proprio avversario del momento ai nazisti non solo rivela mancanza di senso delle proporzioni — ma soprattutto finisce, ripeto, per sminuire la memoria dello sterminio — per abbassarla al livello di una qualunque controversia politica. E non e' lecito per nessuno.
Nel caso particolare, cio' che mi e' dispiaciuto della sortita di Grillini e' stato proprio l'esplicito richiamo alla persecuzione nazista (c'e' stato — anche se non ho sotto mano il link per documentarlo…) come analogo ideologico dell'omofobia cattolica di oggi.
Sono d'accordo con il problema della banalizzazione, e penso che valga la legge di Godwin: "il primo che fa un paragone con Hitler in un dibattito ha perso".
Non ho letto il discorso di Grillini, adesso lo cerco.
Resta il fatto che della persecuzione nazista (e post-nazista, in alcuni casi) degli omosessuali non si parla spessissimo (come dei Testimoni di Geova o degli zingari, peraltro), e spesso questo accade per pura e semplice omofobia: questo tende a rendere gli omosessuali stessi ipersensibili e pronti a ricordare le loro vittime – anche a sproposito, forse.
Il che non giustifica i paragoni "comodi", ovviamente.