lunedì, 11 dicembre 2006

Il destino personale di Pinochet mi lascia del tutto indifferente. E' stato un uomo sanguinario, corrotto, spietato — e un uomo che ha tradito il giuramento di fedelta' che un militare deve alla sua patria. Ma non vedo motivo di gioire per la sua morte — come per la morte di nessuno. A lui, se non altro, e' toccata la fortuna di morire di vecchiaia e con tutte le cure che si possono prestare a un uomo ricco e potente: a migliaia dei suoi oppositori non e' andata altrettanto bene.
Ma Pinochet e' morto prima che la giustizia potesse fare il suo corso; la sua morte interrompera' processi importanti per l'accertamento delle responsabilita' penali e politiche delle carneficine del golpe — e molti tireranno un sospiro di sollievo perche' la verita' non verra' a galla. Molti altri — i parenti, gli amici delle vittime — si vedranno negato definitivamente anche l'amaro riconoscimento di vedere condannati i colpevoli.
In questo senso, il vecchio tiranno e' morto davvero troppo presto.
P. S. Guardatelo bene, prima di dire "povero vecchio". Ricordatevi come era — ai tempi di questa foto. Dopo, se ci riuscite, potete anche provare pieta' per il vecchio.








Ancora una volta le tue parole rispecchiano il mio pensiero….e spero di tanta altra gente.
saluti
Tutto condivisibile, ma ormai era impossibile aspettarsi il compimento del corso della giustizia.
Se ti va, guarda la vignetta
ciao
gianfalco
Neanch'io salto di gioia per la morte di costui. A 91 anni era prevedibile che morisse. E forse la "giustizia" verrà interrotta, come dici tu, ma forse la si è rallentata apposta fino alla morte. Perchè morissero insieme. Definitivamente. Ché i riconoscimenti della storia, cent'anni dopo, non si possono chiamare atti di giustizia.
era un pò di tempo che non visitavo il tuo blog,son venuto a "trovarti" oggi sicuro di trovare un post su questo argomento. Immaginavo il contenuto, condivido tutto. Si potrebbe provare pietà per un vecchio che in passato ha rubato, non certo per chi ha cancellato vite umane, non sarebbe giusto nei confronti di quelle persone e dei loro familiari.
@Uyulala: bentornata su queste pagine. Condivido in pieno; ci sono responsabilita' precise per la lentezza con cui e' andata avanti la vicenda processuale di Pinochet — e forse era inevitabile, visto che il pinochetismo in Cile e' ancora forte e pericoloso — e una indagine forte sui crimini delle forze armate e del regime avrebbe potuto mettere a rischio la ristabilita (e fragile) democrazia andina. Ma l'amarezza resta.
@alberto: ben tornato anche a te. Oggi e' giorno in cui il blog riporta da me vecchi amici ;-) — Forse e' una delle cose migliori di tenere un blog.
Ti dirò, Angelo, che ci passo comunque, anche se non commento di frequente. E vi ho invidiato molto per l'incontro….