giovedì, 9 novembre 2006
a causa della mia scarsa formazione ma mi e' sembrato che il Governatore della Banca d'Italia Draghi abbia in qualche maniera dato la colpa anche ai precari della loro precarieta' collegandola alla mancanza di istruzione nel nostro Paese. Certamente il Governatore ne sa piu' di me, pero' io ho avuto l'impressione che l'Italia sia piena di precari parecchio istruiti, con tanto di lauree e master ecc. ecc. E' che loro non lo sanno, ma sono ignoranti e di conseguenza un po' meritevoli di essere precari.
PS a seguito del primo commento ricevuto che mi ha fornito il link per leggere interamente il discorso del Governatore aggiungo il passaggio in cui Draghi fa riferimento al precariato seppur non usando la parola:
"Possedere un elevato livello di istruzione costiuisce inoltre il migliore strumento per ridurre i rischi insiti in percorsi di carriera frammentari e quelli connessi alla perdita dell'occupazione oggi più elevati che in passato a causa del crescente ricorso a rapporti di lavoro a tempo determinato. All'aumentare della qualificazione professionale cresce infatti l'incentivo per l'impresa e investire in rapporti stabili e duraturi, diventa maggiore la possibilità per il lavoratore di ritrovare pronta collocazione nel caso di rapporti di lavoro insoddisfacenti o di eventi sfavorevoli che coinvolgano il posto di lavoro".
Rivolto a chi e' al governo certo il discorso vale a incoraggiare un maggiore investimento nell'istruzione, ma letto da chi l'istruzione ce l'ha ed e' precario lo stesso suona quanto meno come un bel discorso teorico. E non fa certo sentire meglio.
Ad ogni modo la lectio magistralis di Draghi in quasi tutti i suoi aspetti mi sembra molto condivisibile, anche se le cose che dice sarebbero per lo piu' ovvie. Peccato che certe ovvieta' in Italia non sembrino affatto tali.






